IL CAVALLO DI CEUTA

IL CAVALLO DI CEUTA

Quando i Troiani si resero conto che  dentro al cavallo erano annidati i nemici era troppo tardi: nella notte la città era stata presa e gli abitanti, se ancora salvi, ne erano prigionieri. Era comunque tardi quando ci siamo resi conto che Ceuta era stata presa da 60.000 migranti, che erano stati spinti in quella direzione per destabilizzare la Spagna, di cui Ceuta è un enclave posta in territorio marocchino. L’invasione, che pare essere stata criminalmente organizzata in qualche modo da Israele con la complicità delle autorità marocchine, aveva già avuto luogo e non si era trattato  – sia chiaro! – di un episodio di immigrazione irregolare spontanea in terra spagnola: ci vuole una bella dose di spintaneità  per dirigere una tale massa di persone! Anziché di notte gli invasori avevano agito di giorno, fra le 9 e le 16. Naturalmente i media ufficiali negano le ritorsioni i geopolitiche di Israele, affermando che non ci sono prove.

Secondo le testimonianze di molti fra i migranti che avevano tentato la svolta verso Ceuta, sui social media marocchini si era diffusa la notizia che le autorità marocchine stavano lasciando passare i migranti verso Ceuta, senza che fossero loro chiesti i documenti. Nei momenti, infatti, in cui i migranti dovevano passare il confine, hanno constatato che i normali posti di blocco erano vuoti. Non solo, ma sempre secondo le testimonianze, gli agenti marocchini invitavano a gran voce la folla a dirigersi verso la Spagna.

Da tempo la Spagna è nell’occhio del mirino del governo sionista di Israele, per alcune ragioni: la Spagna ha riconosciuto lo stato Palestinese, nel 2024, ha poi introdotto limitazioni sui prodotti provenienti dallo Stato di Israele, ha dato drastica risposta negativa alla richiesta di mettere a disposizione le sue basi militari per gli Usa nella guerra contro l’Iran, ha avuto il torto di condannare Israele come Stato genocida…

La tecnica dell’invasione di terre degne di punizione è avvenuta anche in passato, per esempio quando la Corsica fu punita per i suoi obiettivi indipendentistici: anche in quel caso circa 18000 disperati fra emigrati estromessi dall’Algeria e coloni francesi vennero immessi sul territorio isolano allo scopo di destabilizzare l’unità culturale e territoriale e frenare l’animosità indipendentistica dell’isola: i nuovi arrivati erano i disperatiPieds Noir, per i quali il governo francese di allora  (1962) espropriò le terre delle famiglie corse  per assegnarle a loro. L’evento ebbe infine un esito esattamente contrario e alimentò il nazionalismo corso, tanto più che la popolazione locale visse come una profonda ingiustizia quanto stava accadendo e non tollerava che gli aiuti statali andassero  esclusivamente ai nuovi diseredati.

Del resto, conosciamo bene gli esiti dell’imponente immigrazione forzata che in Europa abbiamo subito negli ultimi anni, da parte di popoli provenienti da Africa e Asia, che ha profondamente trasformato gli stati europei, progressivamente sempre più privati della loro identità culturale. e nazionale, sempre meno identitari, sempre più disgregati socialmente, sempre più individualisti ed egocentrici.

Sull’invasione di Ceuta Pedro Sanchez ha dichiarato : «Quanto è accaduto è stato un attacco, una violenza dell’integrità territoriale della Spagna».

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.