In un certo senso Huxley, che aveva pubblicato per la prima volta Il mondo nuovo nel 1932 ha anticipato le sperimentazioni successive sugli odori al cinema, anche se nella realtà qualche tentativo era già stato fatto.
Nel 1906 Samuel Rothfel aveva utilizzato batuffoli di cotone imbevuti di essenza di rosa ponendoli davanti ai ventilatori durante la proiezione di Rose Parade in Pennsylvania.
Walt Disney ad un certo punto pensò di sperimentare la profumazione del suo film Fantasia, uscito nel 1940, ma dovette rinunciare a causa dei costi eccessivi.
Negli anni ’50 Hans Laube, un inventore svizzero, creò una macchina emanante 32 odori diversi che era collegata con i sedili di una sala cinematografica, tuttavia incontrò problemi nel brevettare questo sistema; inoltre dovette constatare che gli odori producevano un notevole ristagno di aria nella sala.
Nel 1959 la General Electric Company inventò un sistema olfattivo cui diedero il nome di Aroma Rama. Consisteva nella dispersione degli odori attraverso il sistema di areazione della sala cinematografica. Fu proiettato il film La muraglia cinese in un cinema di New York a scopo sperimentale: Fu un disastro. Gli olezzi si diffondevano nell’aria in modo asincronico rispetto ai contenuti della vicenda, risultando fastidiosi e inopportuni. Il pubblico lamentò emicranie.
Nel 1960 durante la proiezione di Scent of Mystery al Cinestage Theatre di Chicago fu sperimentato il sistema chiamato Smell- O -Vision. Venivano pompati dei profumi o degli odori, per esempio profumo di fiori di arance, di caffè e così via; la produzione tuttavia non diede gli esiti sperati, non piacque al pubblico: gli odori -dissero – non erano ben sincronizzati e gli effluvi costituivano elemento di distrazione. Quella sperimentazione non proseguì.
Nel 1981 si ebbe ancora la sperimentazione del regista John Waters che usò nel film Polyester il sistema Odorama distribuendo cartoncini da grattare con odori corrispondenti ai contenuti delle scene importanti del film. Un altro fallimento.
Possiamo concludere che gli esperimenti con gli odori al cinema non abbiano dato buoni risultati per una serie di ragioni: gli odori pompati continuavano ad aleggiare nell’aria viziata della sala finché non si aggiungeva l’odore successivo, creando sgradevoli sovrapposizioni e mescolamenti inadeguati.
A questi problemi si aggiungevano quelli della fallimentare sincronizzazione: l’odore designato ad accompagnare la scena arrivava in ritardo o permaneva oltre il limite temporale richiesto.
Ci sono persone che non sopportano alcuni odori, ne sono psicologicamente infastiditi in modo profondo, talvolta ne sono infastiditi anche fisicamente, e provano nausee o mali di testa. Era quanto accadeva in alcuni casi nelle sale cinematografiche.
Gli odori, anziché alimentare il tono della scena proiettata, creavano una buona dose di distrazione.
Sono queste le ragioni principali per cui le sperimentazioni olfattive al cinema sono state abbandonate (almeno per ora).