QUATTRO OTTOBRE di Letizia Gariglio
Si è appena celebrata la Giornata Mondiale degli Animali: avrà compiuto con efficacia il proprio lavoro, vale a dire quello di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei maltrattamenti degli animali, il loro sfruttamento, la privazione della loro dignità? Ce lo auguriamo!La ricorrenza fu ideata da Heinrich Zimmermann, che ne organizzò la prima edizione a Berlino nel 1925; fu poi resa ufficiale nel 1931, a Firenze, durante un congresso internazionale di ecologisti. La data coincide con la festa del Santo Francesco d’Assisi, significativamente patrono d’Italia e contemporaneamente il santo protettore degli animali, che parlava con gli animali (come le opere d’arte mostrano) e – qualcuno dice – predicava agli animali, oltre che addomesticare i lupi: con il suo operato ancora oggi suscita in noi una profonda riflessione sulla nostra unione con il mondo animale.
Quest’anno l’Enpa ha posto l’attenzione sugli animali “Invisibili per abitudine”. Non sono, com’è ovvio gli animali a noi maggiormente vicini, quelli che vivono nella nostre case, dormono sui nostri divani e a cui noi scodinzoliamo felici quando li vediamo gradire la pappa, ma quelli meno fortunati che vivono per strada, o invecchiano in solitudine in gattili e canili. Noi, infatti, consideriamo i nostri cani e i nostri gatti alla stregua di figli da coccolare e curare. Ma pensiamo allo stesso modo ad altri animali, per esempio a quelli degli allevamenti intensivi?o alla fauna selvatica?
Abbiamo un’idea di quanti suini vengano macellati ogni anno solo in aItalia? Otto milioni e mezzo; circa cinque e mezzo di bovini, circa cinquecento milioni di avicoli. Tutti questi (cosiddetti) animali vivono la loro breve vita in gabbie, dove non possono né muoversi o spostarsi, né nutrire la propria prole, né costruirsi un nido, né volare, né scavarsi una tana… vengono sottoposti a una stress talmente forte da poter essere considerato senza alcuna esagerazione come tortura, vengono riempiti di antibiotici…
Mahatma Gandhi affermava: «La grandezza e il progresso di una nazione si possono giudicare dal modo con cui tratta gli animali». Noi a che punto siamo? Ci stiamo preparando per il cenone di Natale?