7) Marcare il territorio

Articolo letto dall’autrice:

Pare che le donne condividano il loro destino con molti altri elementi. Ci hanno spiegato i linguisti di Praga, i quali hanno elaborato la nozione di marcatezza, che quando osserviamo i due elementi opposti di un binomio, tendiamo sempre a considerare in modo asimmetrico i due opposti, dando maggior importanza a uno dei due. Se diciamo alto e basso, per esempio, consideriamo in qualche modo di più il valore alto: infatti noi non osserviamo né misuriamo quanto qualcuno o qualcosa sia basso, ma quanto sia alto. In poche parole fra il valore di altezza e il valore di bassezza c’è una bella differenza: è inutile che affermiamo di valutare con lo stesso metro di misura l’uno e l’altro, vale a dire entrambi i termini opposti, in realtà ne valutiamo uno dei due; l’altro elemento è già in partenza, in qualche modo, l’elemento zoppicante, intrinsecamente carente (in tal caso carente di altezza). Allo stesso modo chiediamo di una cosa: «Quanto è grande?» Si è mai sentito chiedere: «Quanto è piccola?» Oppure sentiamo e usiamo: quanto è pesante? Ma non: quanto è leggera?
Nei casi in questione, di grandezza o altezza, lo sguardo che rivolgiamo ai poli opposti di una coppia di termini in opposizione (quale altezza //bassezza o grandezza // piccolezza) si dirige verso uno dei due piatti della bilancia, mentre l’altro è valutato solo in seconda istanza. Così, per esempio, quando diciamo uomini, intendendo il genere umano, comprendente sia uomini sia donne, di fatto rivolgiamo la nostra attenzione solo ai primi, e consideriamo le seconde allo stesso modo in cui abbiamo valutato basso nell’ordine di altezza e piccolo nell’ordine di grandezza. Ma chi nota nell’uso comune della lingua il gioco perverso? Chi è cosciente del meccanismo mentre esso si attua? Eppure la lingua, intanto, ha lavorato, facendo passare il seguente messaggio: le donne sono meno importanti degli uomini.
È vero che il nome uomini è un termine non marcato per definire l’umanità, ma in esso le donne, per far notare la loro presenza, si devono porre in modo marcato, facendo in modo che il loro genere marcatamente emerga. Lo devono fare attraverso molte azioni, di cui non ultima è quella di usare le terminazioni femminili, affinché la presenza delle donne si possa udire anche nelle parole e nella lingua.

 

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