9) Hilary a te!

Allora, che cosa ne facciamo di questo benedetto articolo anteposto ai cognomi femminili o a nome e cognome? Si può avere la Mazzucco o a la Cristina Campo? Ci vuole l’articolo? Non ci vuole? Ci può stare?
Per noi settentrionali davanti a soli cognomi è d’uso normale: abituati così fin da quando nominiamo le compagne di scuola. A dire il vero in Lombardia per abitudine antepongono l’articolo anche ai nomi, femminili e maschili (la Giulia, il Carlo). In molti autori della letteratura italiana si possono trovare personaggi nominati con articolo (Il fu Mattia Pascal è in ottima compagnia); a scuola i grandi autori venivano nominati dai docenti allo stesso modo (il Manzoni, la Deledda). Non si è mai detto però il Dante o il Guido. Inoltre alcune volumi, per esempio i dizionari, vengono metonimicamente chiamati con i nomi degli autori (il Devoto-Oli, per esempio).
Per quanto riguarda i cognomi femminili, a dire il vero, già circa qualche lustro fa la linguista Alma Sabatini si era espressa a favore dell’eliminazione dell’accompagnamento dell’articolo con i cognomi di donne (meglio dire Levi-Montalcini anziché la Levi-Montalcini). Nel 2012 la ministra del lavoro Elsa Fornero aveva detto che non le piaceva sentire “la Fornero”. Aveva richiesto: “Dite Fornero e basta, così come dite Monti“.
Tutti i consigli per una lingua antisessista proseguono sulla stessa strada.
Eppure io un piccolo atto di ribellione vorrei farlo. A me l’articolo davanti al cognome non dispiace: in fondo non fa che aggiungere un tocco di femminilità, certo non la toglie, per una volta tanto! Preferisco sentir parlare della Clinton, piuttosto che sentirla chiamare familiarmente, tanto per sminuirla un po’, Hilary. Forse chi lo scrive pensa sia sua sorella!

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