{"id":991,"date":"2023-01-12T20:35:00","date_gmt":"2023-01-12T19:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=991"},"modified":"2024-02-27T16:58:55","modified_gmt":"2024-02-27T15:58:55","slug":"non-diciamo-che-lacqua-e-bagnata-pubblicato-su-parole-in-rete-gennaio-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=991","title":{"rendered":"NON DICIAMO CHE L\u2019ACQUA \u00c8 BAGNATA (pubblicato su &#8220;Parole in rete&#8221;, gennaio 2023)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Woke<\/em>: un\u2019altra parola proveniente dal mondo anglosassone che siamo costretti nostro malgrado a imparare e che si aggiunge, in stretto collegamento con esse, alle espressioni linguistiche&nbsp; di cui&nbsp;<em>Parole in rete<\/em>&nbsp;si \u00e8 occupata negli ultimi numeri:<em>political correctness<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>cancel culture<\/em>. Che cosa significa woke?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come spesso accade nella&nbsp;<em>neolingua&nbsp;<\/em>preconizzata da Orwell (e in piena realizzazione oggi) occorre sapere che le parole hanno spesso esattamente il significato opposto a quello che presentano, e che il significato \u00e8 stabilito da chi della neolingua decide la diffusione. Perci\u00f2, come&nbsp; in Orwell il \u00abMinistero della Pace\u00bb serve a organizzare la guerra, quello \u00abdell\u2019Amore\u00bb serve a operare la tortura (e cos\u00ec via), cos\u00ec woke, che significherebbe&nbsp;<em>sveglio<\/em>&nbsp;in lingua afro-americana, pare avere il preciso compito di ottundere le menti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Woke<\/em>, o&nbsp;<em>stai sveglio<\/em>, diceva il movimento Black Lives Matter gi\u00e0 nel 2013, e voleva significare \u00abstai attento alle ingiustizie\u00bb&nbsp; di cui sei vittima,. Il termine era gi\u00e0 emerso attorno al 2010 negli Stati Uniti nei campus universitari americani per designare gli emergenti movimenti militanti e \u00e8 arrivato in Europa, accompagnando il movimento e l\u2019ideologia woke, nel 2020, dapprima in Francia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sii cosciente di essere vittima.&nbsp;<\/em>E che cosa rende vittime queste persone? Quali categorie di persone?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In buona sostanza: il nemico \u00e8 sempre bianco, orientato in senso eterosessuale, possibilmente europeo, per forza di cose storicamente colonizzatore: tutto il male, dunque, proviene dall\u2019Occidente; coloro che possiedono le caratteristiche sopraelencate sono colpevoli da sottoporre a&nbsp;<em>processo&nbsp;<\/em>e a giudizio, da parte dei woke, ed essi sono le vittime. Ma negli USA woke non sono solo gli appartenenti alle minoranze che esigono giustizia, ma molti appartenenti alla classe di privilegiati osteggiata dai woke: molti bianchi, eterosessuali, ricchi, vale a dire molti fra coloro che trarrebbero vantaggio dalla loro posizione nella cultura occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire il fenomeno nella sua complessit\u00e0 ci viene in aiuto Jean Fran\u00e7ois Braunstein, professore di filosofia contemporanea e autore del saggio&nbsp;<em>La religion woke,&nbsp;<\/em>edito da Grasset. Gi\u00e0 il titolo ci avverte che nell\u2019ideologia woke \u00e8 insito il pericolo di un atteggiamento quasi religioso, lesivo di libert\u00e0: il pensatore esprime intense preoccupazioni sull\u2019ideologia woke, collegata a atteggiamenti fanatici e in molte interviste il filosofo non lesina la sua opinione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vittimismo riguarda principalmente tre categorie di persone. Prima categoria: quelli che si riconoscono nella teoria&nbsp;<em>gender<\/em>&nbsp;e che, oltrepassando i sessi e la biologia, difendono a spada tratta le possibilit\u00e0 di riconoscersi in una identit\u00e0 di genere fluida, mutevole, cangiante, per cui il corpo non possiede alcun valore in cui identificarsi: il corpo \u00e8 solo quello percepito \u00abdalla propria coscienza\u00bb. La fluidit\u00e0 dei generi si oppone alla stabilit\u00e0: \u00abLe nostre coscienze fabbricano il mondo\u00bb, \u00e8 uno slogan dei woke. E ritengono di poter fabbricare anche i loro corpi, non pi\u00f9 determinati dalla biologia, bens\u00ec da decisioni del singolo individuo. \u00c8 la teoria riconoscibile in tutte le categorie LGBTQIAPK.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con queste iniziali si intende una serie di variet\u00e0 sessuali e di genere, che peraltro vanno esponenzialmente aumentando nel tempo, cos\u00ec che la sigla si \u00e8 gi\u00e0 allungata dalle tre lettere iniziali alle nove attuali: ogni lettera propone un arricchimento dello spettro della sessualit\u00e0 umana. Dunque, con santa pazienza: L sta per Lesbiche; G sta per Gay (uomini attratti da altri uomini); B sta per Bisexual, o persone attratte sia da uomini sia da donne; T sta per Transgender, vale a dire persone che non si riconoscono nel sesso loro attribuito al momento della nascita; I sta per Intersex, persone che possiedono caratteristiche cromosomiche fisiche e ormonali miste e non sono n\u00e9 maschi n\u00e9 femmine, ma un po\u2019 uno e un po\u2019 l\u2019altro; Q sta per Queer o Questioning, cio\u00e8 persone che si stanno facendo domande, incerte sul proprio orientamento e sulla propria identit\u00e0 di genere; A sta per Asexual, o persone che non sentono attrazione per nessun genere; P sta per Pansexual, o persone che provano attrazione per chiunque, a prescindere dal genere (non solo per maschi o femmine); K sta per Kink, persone che provano piacere nell\u2019esprimere la loro sessualit\u00e0 in modi alternativi e in contro-cultura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ora abbiamo finito ma penso che dovremo aggiornare presto la lista. Mi permetto di citare le parole di Braunstein, in un suo saggio precedente,&nbsp;<em>La philosophie devenue folle:&nbsp;<\/em>\u00abI nostri dibattiti ricordano parola per parola quelli altrettanto surreali sul sesso degli angeli, che agitavano gli studiosi bizantini, mentre l\u2019islam si stava preparando a porre fine a quella civilt\u00e0 millenaria\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo punto forte dell\u2019ideologia woke, sempre secondo Braunstein, \u00e8 la \u00abteoria critica delle razze\u00bb. Le persone che vi aderiscono sono convinte che il razzismo sia \u00absistemico\u00bb: necessariamente tutti i bianchi sono razzisti e tutti i neri sono delle vittime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza teoria \u00e8 quella della \u00abintersezionalit\u00e0\u00bb. Il concetto di intersezionalit\u00e0 nasce dalla teoria critica della razza attorno al 1989, introdotto da Kimberl\u00e9 Crenshaw.&nbsp; Si afferma, in pratica, che chi \u00e8 discriminato sotto pi\u00f9 di un punto di vista vede potenziata, moltiplicata l\u2019ingiustizia che riceve e vede lievitare la propria&nbsp; condizione di vittima, come se si trovasse in punti di intersezione degli input discriminanti. Per esempio essere nero\/a e nel contempo transexual moltiplicherebbe la condizione negativa. Oppure essere nera e donna, anche; ma l\u2019apoteosi del vittimismo \u00e8 rappresentato dall\u2019essere nera, donna e magari anche portatrice di handicap.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea \u00e8 che sia possibile subire discriminazioni secondo pi\u00f9 assi, come un individuo in mezzo ad un incrocio potrebbe essere colpito da vetture provenienti da diversi lati. Siccome questo concetto pare offrire la ricerca di mille sfaccettature, i militanti woke si spingono sempre oltre, sempre oltre, e non mancano di trovare sempre nuovi punti di intersezionalit\u00e0&nbsp; e nuovi aspetti discriminanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Traggo la conclusione che nell\u2019ideologia woke predomina un forte senso di vittimizzazione, tale per cui lo stato di vittima assume quasi un senso sacrale e si configura come una sorta di risorsa sociale. Mi ricorda tanto la condizione di alcuni vecchi conoscenti, carichi come me di anni e malattie, che tuttavia non perdono occasione di sciorinarle, per di di pi\u00f9 con un certo orgoglio, entrando in particolari che li allontanano sempre pi\u00f9 da una condizione di dignit\u00e0 e li precipitano in un baratro privo di decoro. L\u00ec l\u2019intersezionalit\u00e0, volendola applicare, si potenzierebbe nell\u2019area delle malattie, moltiplicando il vittimismo del malato, mentre questi giovani woke, di cui tutte le ricerche sociali non mancano di puntualizzare l\u2019appartenenza a classi sociali privilegiate perch\u00e9 ricche, non solo rinnegano i vecchi valori di mascolinit\u00e0, dignit\u00e0, orgoglio della cultura occidentale che denigrano, ma sembrano nel complesso sempre pi\u00f9 impastoiarsi in un\u2019immagine di fragilit\u00e0 e di debolezza, caratteristiche di cui si ergono rappresentanti al massimo grado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra che alcuni valori umani siano davvero cancellati: le debolezze, le mancanze, le diversit\u00e0&nbsp; sono motivo di sbandieramento, le caratteristiche di cui eventualmente avvalersi per un po\u2019 di autostima costituiscono motivo di vergogna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inutile dire che rimpiango un po\u2019 Clint Eastwood, la sua maschera di uomo bianco occidentale che sa controllare attraverso i movimenti del volto i moti dell\u2019animo, il quale anzich\u00e9 esternare piagnistei e gnaulii, offre di s\u00e9 un aspetto improntato a gravit\u00e0 e compostezza, in una parola, dignit\u00e0. Me ne devo vergognare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dice Braunstein: \u00abIn Occidente rischiamo un 1984 in cui sar\u00e0 pericoloso anche dire che l\u2019acqua \u00e8 bagnata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">SHARE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.parole-in-rete.net\/2023\/01\/10\/non-diciamo-che-lacqua-e-bagnata-di-letizia-gariglio\/#\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.parole-in-rete.net\/2023\/01\/10\/non-diciamo-che-lacqua-e-bagnata-di-letizia-gariglio\/#\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.parole-in-rete.net\/2023\/01\/10\/non-diciamo-che-lacqua-e-bagnata-di-letizia-gariglio\/#\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.parole-in-rete.net\/2023\/01\/10\/non-diciamo-che-lacqua-e-bagnata-di-letizia-gariglio\/#\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Woke: un\u2019altra parola proveniente dal mondo anglosassone che siamo costretti nostro malgrado a imparare e che si aggiunge, in stretto collegamento con esse, alle espressioni linguistiche&nbsp; di cui&nbsp;Parole in rete&nbsp;si \u00e8 occupata negli ultimi numeri:political correctness&nbsp;e&nbsp;cancel culture. 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