{"id":972,"date":"2023-08-12T19:48:00","date_gmt":"2023-08-12T17:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=972"},"modified":"2024-02-27T16:55:20","modified_gmt":"2024-02-27T15:55:20","slug":"veloci-sempre-piu-veloci-pubblicato-su-parole-in-rete-agosto-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=972","title":{"rendered":"VELOCI, SEMPRE PI\u00d9 VELOCI (pubblicato su &#8220;Parole in rete&#8221;, agosto 2023)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono tornata spesso ultimamente a parlare o a scrivere dell\u2019accelerazione del tempo, facendo dell\u2019argomento anche oggetto di una conferenza: \u00e8 una sensazione condivisa da molti come faticosa, una condizione estranea alla propria volont\u00e0, inspiegabile, invadente eppure, nonostante la volont\u00e0 individuale delle persone, inoppugnabile. Mettiamo pure che per appartenenza generazionale io possa essere catalogata fra i viventi classificabili come&nbsp;<em>antichi<\/em>, se non&nbsp;<em>fossili<\/em>, ma basta questo a liquidare lo stato di accelerazione percepito? L\u2019accelerazione pervade il tempo delle nostre vite, che sembra non bastare mai, occupa le nostre giornate che si affollano di impegni, doveri, scadenze, appuntamenti improrogabili, che invano abbiamo tentato di scansare e invece, non sappiamo perch\u00e9, sono riusciti a occupare le nostre giornate, sottraendoci a forme di riflessione, di meditazione, di pensieri scelti da noi invece che da pensieri che ci&nbsp;hanno scelti nostro malgrado. Perch\u00e9? Perch\u00e9 anche quando apparentemente potremmo staccarci dal contingente, dall\u2019inutile, dal pratico accade questo? Perch\u00e9 ci risulta cos\u00ec difficile portarci da un piano puramente materiale a uno pi\u00f9 spirituale, come vorremmo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, quasi a mo\u2019 di consolazione sono tornata agli amati Veda e alla teoria degli Yuga, et\u00e0 vissute dall\u2019umanit\u00e0 \u2013 nella forma che conosciamo \u2013 attraverso molte migliaia di anni e che vede realizzarsi nell\u2019epoca attuale l\u2019ultima parte dell\u2019ultimo Yuga (il Kali Yuga) del processo che procede dalla perfezione del principio unitario al massimo grado di degradamento finale (per poi dare luogo a un nuovo inizio di un ciclo cosmico). La dottrina ind\u00f9 ci insegna infatti che la durata di un ciclo dell\u2019umanit\u00e0 sulla terra (cui si d\u00e0 il nome di&nbsp;<em>manvantara<\/em>) si divide in quattro et\u00e0, succedenti non gi\u00e0 in condizione evolutiva, ma involutiva, in oscuramento progressivo sempre pi\u00f9 grave rispetto alla condizione primordiale. Nella cultura occidentale ne narrava anche Ovidio, in modo del tutto analogo, in termini di et\u00e0: et\u00e0 dell\u2019Oro, dell\u2019Argento, del Bronzo, e infine la nostra, l\u2019et\u00e0 del Ferro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non riporto le datazioni che usufruiscono in parte di alcune differenziazioni (sia nella cultura vedica sia in quella occidentale), cui si sono aggiunte proposte di datazioni eseguite pi\u00f9 recentemente (per esempio quelle del maestro di Paramahansa Yogananda, Yury Yuktesvar), per\u00f2 desidero soffermarmi invece su quanto dice Ren\u00e9 Gu\u00e8non. La lettura\/rilettura di Gu\u00e9non \u00e8 in certo senso&nbsp;<em>provvidenziale:&nbsp;<\/em>\u00e8 in qualche modo consolatorio rileggere le parole del grande filosofo e ricercatore che gi\u00e0 nel \u2018900 preconizzava una condizione di rotolamento della velocit\u00e0 della vita, quale noi oggi proviamo giorno dopo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo l\u2019Autore le quattro ere cosmiche o Yuga non sarebbero di pari durata nel tempo, ma la prima prenderebbe quattro parti del tempo totale, la seconda tre parti del tempo totale, la terza due parti, l\u2019ultima, la quarta, prenderebbe solo una parte (4\/ 3\/ 2\/ 1 = 10).&nbsp; E qui, quanto scrive Gu\u00e9non mi \u00e8 d\u2019aiuto per comprendere appieno quella soffocante sensazione di accelerazione di cui parlavo poco fa: \u00ab\u00c8 proprio per questa ragione che attualmente gli avvenimenti si svolgono ad una velocit\u00e0 che non trova riscontro nelle epoche anteriori, velocit\u00e0 che va aumentando senza posa e continuer\u00e0 ad aumentare fino alla fine del ciclo; si tratta di una specie di progressiva contrazione della durata\u2026\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque,&nbsp; se seguiamo il pensiero dell\u2019autore, \u00e8 per questa ragione che la velocit\u00e0 degli avvenimenti va aumentando a mano a mano che ci approssimiamo alla fine dello yuga; scrive: \u00ab\u2026pu\u00f2 essere paragonato all\u2019accelerazione cui sono soggetti i corpi pesanti nel loro movimento di caduta: il cammino dell\u2019umanit\u00e0 attuale assomiglia in realt\u00e0 al percorso di un corpo in movimento lanciato in una discesa,&nbsp; e che accelera sempre pi\u00f9 quanto pi\u00f9 si avvicina al basso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel pensiero di Gu\u00e9non trovo riflesse le mie personali sgradevoli sensazioni, non solo quelle sulla accelerazione del tempo, dell\u2019<em>assurda<\/em>&nbsp;velocit\u00e0 degli accadimenti (cui si aggiunge peraltro la sensazione esponenziale dell\u2019aumento di entrambe quando si seguano le amplificazioni prodotte dai media), ma anche&nbsp; quella della materialit\u00e0 delle nostre esistenze e il senso di degrado che le forme istituzionali in cui ci troviamo inseriti esprimono, compreso il degrado della politica,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin dalla Introduzione a&nbsp;<em>Il Regno della Quantit\u00e0 e i Segni dei Tempi&nbsp;<\/em>(Adelphi Editore) l\u2019autore&nbsp; afferma che pur rappresentando il mondo moderno una sorta di anomalia, una specie di \u201cmostruosit\u00e0\u201d (agli occhi dello studioso) in realt\u00e0 corrisponderebbe esattamente alle condizioni del periodo estremo del Kali Yuga (quello in cui ci troviamo): \u00e8 il punto pi\u00f9 basso, dove prevale l\u2019aspetto quantitativo su quello qualitativo. Nel pensiero di Gu\u00e9non, infatti, gli aspetti quantitativi e gli aspetti materiali dell\u2019esistenza si rafforzano esprimendo entrambi caratteristiche negative. Dichiara Gu\u00e9non: \u00abPoich\u00e9 lo svolgimento discendente della manifestazione si effettua dal polo positivo, o essenziale, dell\u2019esistenza verso uno negativo, o sostanziale, il processo stesso acquisisce un aspetto via via sempre meno qualitativo e sempre pi\u00f9 quantitativo: l\u2019ultima fase si caratterizza, appunto, come epoca o regno della quantit\u00e0. Ne consegue che tutte le cose devono prendere un aspetto sempre meno qualitativo e sempre pi\u00f9 quantitativo\u00bb.&nbsp; Gi\u00e0 nella sua opera&nbsp;&nbsp;<em>La crisi del mondo moderno<\/em>&nbsp;(pubblicata in Italia da Enigma Edizioni nel 2021), avvertiva dell\u2019allontanamento sempre pi\u00f9 drastico dal \u201cprincipio\u201d da cui il mondo ha avuto inizio e da come sia caratterizzato da una progressiva materializzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una fase di grande successo del processo di materializzazione \u00e8 stato rappresentato dall\u2019epoca industriale, che ha visto l\u2019apice nel XX secolo: un vero trionfo della quantit\u00e0 sulla qualit\u00e0, sia nelle fasi e nelle modalit\u00e0 dei procedimenti produttivi, sia nel predominio della presenza di macchine, protagoniste del lavoro, mentre gli uomini sono stati ridotti ad azioni meccaniche, sia nell\u2019aspetto complessivo della produzione di cose assoggetta al principio della quantit\u00e0 (produzione in serie). Abbiamo assistito alla retrocessione dell\u2019importanza dei mestieri, delle arti; a dirla tutta abbiamo visto l\u2019arte relegata ad una condizione sminuita,&nbsp; penalizzata in un ambito chiuso dell\u2019attivit\u00e0 umana, fino a diventare una specie di sorella un po\u2019 speciale (non in senso positivo) delle attivit\u00e0 utili e pratiche, fino a staccarsi dal mondo cosiddetto \u201creale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi vediamo attuarsi un fenomeno che potrebbe apparire come una sorta di controtendenza al processo di materializzazione. Siamo in piena fase di de-industrializzazione, fortemente collegata con i problemi di perdita di posti di lavoro, con l\u2019allontanamento del mondo produttivo (che si contrae o nel migliore dei casi si delocalizza in altri continenti), si&nbsp; percepisce una specie rottura di specchio in piccoli tasselli, di frazionamento indefinito, una vera e propria disgregazione delle attivit\u00e0 umane in ogni campo. In realt\u00e0, sempre seguendo il pensiero del nostro autore, quella presente non \u00e8 che l\u2019ultima fase del processo della materializzazione, quello che avvia alla disgregazione, quello della tendenza a dividere ogni cosa frazionandola: la divisione porta a conflitti di ogni genere (che sfociano anche in guerre armate) fra i popoli come fra gli individui. \u00c8 ancora Gu\u00e8non a fornircene le ragioni: \u00abPi\u00f9 ci si sprofonda nella materia, pi\u00f9 i fattori di opposizione e di divisione si accentuano e si estendono\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E d\u2019altra parte ciascuno di noi ben conosce la sensazione di instabilit\u00e0, di provvisoriet\u00e0 riferita ad ogni campo, della frammentariet\u00e0: tutto domani potrebbe essere, nessun posto \u00e8 riservato all\u2019immutabile, al permanente. E siamo sopraffatti dalla sensazione della diffusione dell\u2019ignoranza e dal senso di oscurit\u00e0 che ci accompagna: si tratta di quella tendenza al basso, al materiale, che la dottrina ind\u00f9 definisce<em>&nbsp;tamas.&nbsp;<\/em>Importanti sono solo gli aspetti materiali, ci\u00f2 che cade sotto i sensi: beni materiali, forza muscolare, fisicit\u00e0&nbsp; e prestanza, soddisfacimento di bisogni \u2013 artificiali e indotti \u2013 ma sempre di cose, di denaro, di oggetti definenti uno status; tutto il resto pare essere inesistente, eppure la rinuncia a ogni forma di spiritualit\u00e0 non sempre rende pi\u00f9 felici gli umani costretti a immergersi nello spessore della materia in modo veloce, veloce, sempre pi\u00f9 veloce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La velocit\u00e0 sempre crescente dello svolgimento degli avvenimenti si accompagna ad una \u00abagitazione incessante\u00bb (sono ancora parole di Gu\u00e9non), al bisogno di un mutamento continuo. Afferma: \u00ab\u00c8 la dispersione nel molteplice non pi\u00f9 unificato dalla coscienza di un qualche superiore principio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019immediato pensiero va alle scienze, dove assistiamo a una successione sempre pi\u00f9 rapida di teorie, di ipotesi, che sono destinate a essere superate nel giro di breve tempo, soppiantate da altre, altrettanto fugaci. Secondo Gu\u00e9non le \u00abscienze profane\u00bb partecipano pienamente alla rapida discesa verso il basso, \u00abresidui degenerati di antiche scienze tradizionali\u00bb, che si sforzano di condurre tutta la conoscenza a un piano puramente quantitativo, basandosi esclusivamente su forze materiali. Aggiungerei che allo spirito materialistico si accompagna il tratto dell\u2019individualismo, della \u201cfalsa unit\u00e0\u201d dell\u2019individuo, concepito come completo in se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando a noi oggi, se osserviamo il mondo attorno a noi, ci accorgiamo di come imperi l\u2019individualismo, che crea separatezza fra gli esseri umani, dimentichi di appartenere alla stessa specie. Divisi gli uni dagli altri gli uomini fanno di se stessi delle (apparenti) unit\u00e0, simili ad atomi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi pare davvero di percepire attorno a noi un lavoro&nbsp;<em>contro<\/em>&nbsp;l\u2019umanit\u00e0, un tentativo di condurre l\u2019umanit\u00e0, attraverso la molteplicit\u00e0, a una conseguente uniformit\u00e0, con la soppressione delle distinzioni qualitative. \u00c8 il processo di massificazione che molti scambiano per unificazione mentre si tratta di uniformizzazione, in cui si accentua via via sempre di pi\u00f9 la separativit\u00e0 fra \u201cunit\u00e0\u201d frammentarie, vale a dire i singoli rappresentanti dell\u2019umanit\u00e0: l\u2019uniformit\u00e0 della massa si ottiene infatti sopprimendo ogni distinzione qualitativa. Ecco perch\u00e9 il fine ideale delle \u00e9lite di potere \u00e8 quello di realizzare la maggior uniformit\u00e0 possibile \u2013 quasi delle unit\u00e0 numeriche, spogliando l\u2019umanit\u00e0, intesa come specie, delle qualit\u00e0 superiori sue proprie, riducendo i singoli individui a qualcosa di sempre pi\u00f9 simile a una macchina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe sembrare una contraddizione quanto osserviamo nella nostra contemporaneit\u00e0, in opposizione solo apparente con il processo di \u201cmaterializzazione\u201d, vale a dire la caratteristica della \u201cliquidit\u00e0\u201d, o della polverizzazione di ogni parametro nella dispersione della molteplicit\u00e0, dove l\u2019unica cosa permanente \u00e8 l\u2019incertezza. A tale proposito ci avverte Gu\u00e9non: \u00abNella riduzione graduale di tutte le cose alla quantit\u00e0 vi \u00e8 un punto a partire dal quale tale riduzione non tende pi\u00f9 alla \u201csolidificazione\u201d, ma vi sarebbe un punto in cui i corpi non potrebbero pi\u00f9 sussistere come tali e si riducono in una specie di \u201cpulviscolo atomico\u201d privo di consistenza\u2026 si potrebbe perci\u00f2 parlare di una vera e propria \u201cpolverizzazione del mondo\u201d\u00bb. E ancora: \u00abLa seconda parte (del processo) tender\u00e0 alla dissoluzione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto nelle nostre&nbsp; condizioni di vita, nella tendenza allo sgretolamento, imperano incertezza e impermanenza, e l\u2019effimero trionfa sul duraturo, nell\u2019individualismo spinto al massimo grado il singolo finisce con lo scomparire nella massa, nella poltiglia alimentata dalle politiche di omologazione e atomizzazione sociale, nella moltitudine indifferenziata, dove vi \u00e8 appiattimento intellettuale verso il basso: un amalgama, un impasto indifferenziato di individui (come vuole l\u2019etimologia della parola&nbsp;<em>massa&nbsp;<\/em>che significa proprio&nbsp;<em>&nbsp;impasto<\/em>)<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E per creare un impasto gli individui non devono e non possono riconoscersi in una cultura comune, in una nazione, in una religione, in una ideologia\u2026 nemmeno in un sesso\u2026 e quanto pi\u00f9 saranno frammentati in una serie di \u201cgeneri\u201d tanto pi\u00f9 saranno impastabili in una poltiglia, che toglier\u00e0 loro via via sempre pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di riconoscersi come umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono tornata spesso ultimamente a parlare o a scrivere dell\u2019accelerazione del tempo, facendo dell\u2019argomento anche oggetto di una conferenza: \u00e8 una sensazione condivisa da molti come faticosa, una condizione estranea alla propria volont\u00e0, inspiegabile, invadente eppure, nonostante la volont\u00e0 individuale &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=972\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,199,1],"tags":[],"class_list":["post-972","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-parole-narrazioni-illusioni-paure","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/972","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=972"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/972\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":973,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/972\/revisions\/973"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}