{"id":959,"date":"2023-12-12T17:11:00","date_gmt":"2023-12-12T16:11:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=959"},"modified":"2024-02-27T14:46:55","modified_gmt":"2024-02-27T13:46:55","slug":"il-presepe-in-viaggio-racconto-di-l-gariglio-pubblicato-su-parole-in-rete-dicembre-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=959","title":{"rendered":"IL PRESEPE IN VIAGGIO (racconto di L. Gariglio pubblicato su &#8220;Parole in rete&#8221;, dicembre 2023)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ragazza si avvicin\u00f2 al tavolo, sul quale avrebbe disteso, ad una ad una, tutte le statuine della collezione di famiglia. Suo padre andava fiero di quella meravigliosa collezione, che da alcuni anni si arricchiva, poich\u00e9 aggiungevano ai pezzi gi\u00e0 acquisiti altri meravigliosi manufatti, di pregiata fattura. Anche quest\u2019anno erano stati ordinati al migliore artigiano di Napoli alcuni esemplari: un nuovo pastorello delle meraviglie, con la bocca spalancata per lo stupore che la nascita rituale di Ges\u00f9 avrebbe provocato in lui, e un nuovo Benino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carlotta si chiedeva sempre se il pastorello delle meraviglie e il pastorello Benino, addormentato sul prato, fossero la stessa persona. Lei immaginava che Benino si fosse addormentato per poter sognare: nel sogno avrebbe potuto vedere quello che nella realt\u00e0 non si vedeva mai: la visione del Bambino Ges\u00f9. Benino non si spaventava nel sogno, anzi, era cos\u00ec felice che voleva incontrare il Bambinello per davvero. E che, non esistono forse i miracoli? Cos\u00ec, dopo averlo sognato, si avvicinava alla grotta, e vedeva una luce cos\u00ec forte che rimaneva abbacinato; forse avrebbe voluto urlare, ma non ci riusciva, e rimaneva cos\u00ec, con la sua bocca spalancata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo pastorello delle meraviglie, in mano alla ragazza, era davvero meraviglioso, oltre a essere meravigliato.L\u2019artigiano aveva fatto anche un nuovo pastore ubriaco. Quello a Carlotta non piaceva. Quando si fosse trattato di sistemarlo l\u2019avrebbe tenuto lontano da Ges\u00f9. Fosse stato per lei non ce l\u2019avrebbe neanche messo nella mangiatoia: via tutta quella volgarit\u00e0, le facevano orrore gli uomini ubriachi, puzzolenti di vino, con la pancia gonfia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPerch\u00e9 dobbiamo proprio metterlo nel presepe?\u00bb, aveva chiesto a suo padre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 la tradizione\u00bb, era stata la risposta che non l\u2019aveva soddisfatta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradizione o no, io lo nasconder\u00f2 in un angolo. Che nessuno lo veda, pens\u00f2. E che non ci sporchi tutta la scena, implor\u00f2 dentro di s\u00e9. \u00c8 capace di vomitare, quello!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto il proponimento stava in una notte stellata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quante lingue in origine parlassero le genti che seguivano la stella non lo sapeva nessuno di loro. Una speciale dignit\u00e0 li univa, nonostante ogni differenza di provenienza e abitudini, e sebbene fra loro qualcuno si muovesse con sussiego, non vi erano intrusi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il mondo non appariva a tutti loro come luogo di armonia, in fondo ai cuori tuttavia albergava la certa speranza che il firmamento riservasse una promessa indiscutibile di gioia, che finalmente avrebbe dato forma ai destini di ciascuno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non conoscevano i calcoli complicati degli astronomi, n\u00e9 i tracciati delle loro mappe stellari, ma un disegno nascosto nell\u2019anima guidava la rotta, rendendo sicuro il loro cammino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto avessero cercato di mantenere il carico leggero, non mancavano masserizie e cesti con galline, otri imbottiti e pesanti abiti con cappucci stropicciati. Li seguivano le anonime&nbsp; greggi; loro stessi erano e si sentivano gregge e da quello stato di gregge la stella prometteva loro di distoglierli. Si sarebbero liberati da quello stato indistinto, impersonale, forse anche un po\u2019 torbido, in cui le loro vite erano trascorse fino ad ora senza individualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adelaide tocc\u00f2 le orecchie dell\u2019asino, accarezzandole. Poveretto, le faceva pena. Povero ciuccio, pensava accarezzando affettuosamente le orecchie della statuetta, che era appartenuta a sua madre Carlotta, perch\u00e9 ce l\u2019hanno tutti con te? Non era forse entrato il Cristo in Gerusalemme su un\u2019asina bianca, la domenica delle Palme? Gi\u00e0, ma come dimenticare sul libro di storia, nelle pagine degli Egizi, quella brutta testa d\u2019asino che era la capoccia di Seth!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVa beh, povero asinello mio\u00bb, gli aveva detto l\u2019anno passato \u00abscusami se ti metto un passo indietro da Ges\u00f9, e metto il bue poco poco pi\u00f9 avanti, cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest\u2019anno non si sentiva di dirgli pi\u00f9 niente, per\u00f2 capiva che qualcuno ritenesse pi\u00f9 importante il bue, che aiuta l\u2019aratro a scavare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel cuore delle notte le statuette giacevano sulla grande tavola dove la famiglia stava apparecchiando il presepe, sulla carta increspata di colore giallo rossiccio, cos\u00ec somigliante a quella terra madre con la quale le piccole sculture erano state forgiate dalle mani degli artigiani. Si erano succedute le stagioni dall\u2019inizio del loro esistere, e l\u2019espirazione di alcune variet\u00e0 di cadenze linguistiche e di dialetti avevano dolcemente solleticato le loro vesti. Generazione dopo generazione, interi zodiaci di tipi umani li avevano maneggiati: tutti, a quanto pareva, appartenevano a un comune albero genealogico, sebbene fosse difficile intravedere caratteristiche comuni: solo qualche lineamento poteva lasciar scorgere una linea genetica di continuit\u00e0. Eppure&nbsp;<em>loro ,&nbsp;<\/em>le statuine del presepe, credevano di tanto in tanto di riconoscere la cascatella argentina di una ristata, una somiglianza nel timbro della voce, la dolcezza di una mano.<em>&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per alcuni, fra gli umani che li avevano maneggiati, avevano avuto decise preferenze, altri li avevano avuti pressoch\u00e9 in odio, poich\u00e9 non era stato difficile decifrare in loro i segni di animi oscuri e di ambasce opprimenti. Di alcuni avevano invocato cure e protezione, altri avevano pregato per un po\u2019 di gentilezza, di ognuno avevano temuto le ire, l\u2019incompetenza e la malagrazia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era notte. In una notte come questa sarebbe nato il Salvatore. Ma non in una notte qualunque: nella notte pi\u00f9 lunga e pi\u00f9 buia dell\u2019anno. Per questo&nbsp;<em>loro&nbsp;<\/em>dovevano aspettare che la preparazione fosse finita. Allora, la notte madre del firmamento, capace di correre i cieli avvolta in manto nero, trainata da neri cavalli, sarebbe stata percorsa da strani esseri, da figure tenebrose, forse da spettri e fantasmi, da presenze angoscianti. Cos\u00ec sempre accade nella notte pi\u00f9 buia dell\u2019anno, nelle notti pi\u00f9 buie di tutte le vite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec anche&nbsp;<em>loro&nbsp;<\/em>avrebbe dovuto attendere. Avrebbero percepito attorno a loro i sentimenti degli uomini e delle donne che abitavano la casa, ne avrebbero compreso lo stato, avrebbero sentito gli animi vessati dalle paure, talvolta sospesi sull\u2019abisso della solitudine interiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma&nbsp;<em>quella&nbsp;<\/em>notte, infine, avrebbe cacciato ogni timore, perch\u00e9 era stellata; era santa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maria Vittoria proseguiva nell\u2019allestimento del presepe, maneggiando con cura le piccole opere d\u2019arte che passavano fra le sue mani. Era in uno dei salotti della casa, quello pi\u00f9 piccolo, con le poltrone e i divani di velluti rossi, dove lei lavorava sul tavolo addossato al muro, nell\u2019angolo fra i due grandi finestroni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva disposto sul tavolo piccoli sassolini e pezzettini di legno per ottenere&nbsp; il fondo. In mano teneva l\u2019impagliatrice di sedie, statuina che la famiglia possedeva fin dal \u2018700, le diede il suo posto accanto al bottaio, vicino le pose i piccoli cesti impagliati, che di recente il loro artigiano di fiducia aveva dovuto rifare: quelli originali, nonostante le cure, si erano praticamente sbriciolati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;La scenografia di fondo, con tutti i pastori in discesa dalle montagne, era gi\u00e0 stata sistemata; ogni pastore, ogni pecorella, ogni agnello avevano gi\u00e0 trovato collocazione. Ora stava sistemando la scenografia di pianura, dove si sarebbe ammirata la scena di citt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta Napoli avrebbe trovato posto su quel tavolo: la citt\u00e0 di oggi accanto a quella il cui tempo si era fermato, in epoche diverse, tra le mani di un artista artigiano, che l\u2019aveva immortalata in preziose figure e in piccoli oggetti di vita quotidiana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa era l\u2019occasione in cui strati diversi di passato, di moderno e di contemporaneo si sarebbero conciliati e avrebbero pacificamente sostenuto lo stesso spettacolo di mangiatoia: oggi, attori di epoche diverse sarebbero confluiti sulla stessa scena, l\u00ec, su quel tavolo, amorevolmente guidati dall\u2019attenta regia della quindicenneVittoria, dalle mani aggraziate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti&nbsp;<em>loro&nbsp;<\/em>erano considerati pastori, anche quando rappresentavano mestieri diversi. Sistemati tra le pieghe delle stoffe o delle carte fra le quali erano stati adagiati per il resto dell\u2019anno, attendevano la forma&nbsp; che per quell\u2019anno sarebbe&nbsp;<em>definitivamente<\/em>&nbsp;stata loro impressa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In passato era capitato che si fossero sentiti imperatori della scena, attori di prim\u2019ordine, destinati alla stupefatta attenzione del pubblico, di cui avevano riscosso l\u2019ammirazione, e anche quest\u2019anno ogni astante, quando il presepe fosse terminato, si sarebbe mosso attorno con passi attutiti e visi protesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in questo Natale i ponti, sistemati in bilico fra fragili sponde di ruscelli, si sarebbero barcamenati come ginnasti in equilibrio, mentre con un filo di nostalgia&nbsp;<em>loro<\/em>&nbsp;avrebbero ripensato alla passata sistemazione, quella dell\u2019anno trascorso, che oggi appariva ai loro stessi occhi come opera di costruzione pi\u00f9 solida e assai meno avventurosa. Ma non potevano agire: solo essere agiti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella notte ognuno di loro, ogni viaggiatore verso Betlemme, depositava a terra le proprie carabattole; i pi\u00f9 disordinati le sparpagliavano attorno a s\u00e9. Il presepe, che di giorno si riassestava, riassumendo come poteva un senso di ordine, di notte lo perdeva del tutto. Forse erano gli uomini che vi giravano intorno, durante le ore del giorno, a fornire un senso a quel guazzabuglio; infatti erano loro che dicevano:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEcco, qui pascola questo gruppo di pecorelle\u00bb, sistemandole proprio l\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi per\u00f2 le lasciavano sole e di notte le pecorelle sporcavano dovunque, si spostavano belando, fuggivano al cospetto di lupi selvaggi (ma forse erano solo cani) che arrivavano mostrando i denti. Insomma, non si capiva pi\u00f9 niente. Era persino capitato che arrivasse una famiglia di topolini, che aveva tentato di rosicchiare il prosciutto appeso, aveva bevuto l\u2019acqua del laghetto e aveva scompigliato ogni stelo d\u2019erba e di fiore. C\u2019era da augurarsi che non avessero nidificato nella casa dell\u2019impagliatore di sedie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accadeva sempre, quando il presepe era finalmente pronto, che nel buio della notte inframmezzato da lance improvvise di luce, qualcuno fra loro si spaventasse per quelle presenze cos\u00ec inquietanti, dalle forme arrotondate e gobbute, con paramenti luccicanti come gonnellini di danzatrici, tintinnanti al movimento come scacciapensieri. Alti e strani animali giunti da oriente, si diceva, sembravano avanzare dondolando, mentre le frange e i ricami delle loro gobbe frusciavano nel buio. Portavano carichi di datteri, e frutti dolcissimi, e ricchezze inimmaginabili, profumavano di spezie e di foglie preziose, sporte di vini e elisir dolcissimi. O almeno, cos\u00ec si diceva: cos\u00ec le voci sussurravano al loro frusciante passaggio, condotto dagli uomini. Disdegnavano ogni altro personaggio, ondeggiando come fa la sabbia al vento del deserto: e da l\u00ec si diceva che provenissero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti&nbsp;<em>loro&nbsp;<\/em>li osservavano intimiditi e persino gli abili artigiani, abitualmente orgogliosi delle loro arti, rimanevano incantati ad osservare. Al confronto degli animali dondolanti del deserto sentivano che i loro ruoli si sminuivano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si preoccupavano invece del possibile confronto gli storpi, i ciechi, i gobbi\u2026 tutte le forme meno fortunate del genere umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa avrebbero scelto quell\u2019anno gli abitanti della casa? Grotta o stalla? Nell\u2019armentario della famiglia entrambe le collocazioni della nuova nascita erano gi\u00e0 state sperimentate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019Alto Canavese ad un certo punto della storia della famiglia era giunta una grotta intagliata nel legno, che contendeva alla stalla il privilegio della scena. Le vacche avrebbero pascolato in un paesaggio montano, su uno sfondo invernale innevato, con gli alberi dalle bianche punte? Sarebbe stata tirata fuori anche la fontana con le stalattiti e le stalagmiti? Avrebbero rinunciato a sfoggiare i pastori di scuola napoletana, che pure si erano amplificati nel tempo in una meravigliosa mediterranea esuberanza figurativa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso lo scatolone era a terra, ai piedi del tavolo che sarebbe stato dedicato a&nbsp;<em>loro<\/em>, almeno per ventinove giorni. Lo stress del viaggio sarebbe finito solo quando a uno a uno fossero stati tutti sistemati sulla tavola: tutti, tranne uno.&nbsp;<em>Lui<\/em>&nbsp;si sarebbe fatto attendere ancora per qualche giorno. Era un\u2019attesa stancante per ognuno di loro, che non si sentivano al completo senza di&nbsp;<em>lui<\/em>, ma alla fine anche l\u2019ultimo piazzamento sarebbe stato completato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella notte spesso&nbsp; qualcuno di loro raccontava, pur non essendo sicuro di essere ascoltato: non tutti i discorsi erano conversazioni, avevano piuttosto il suono dei monologhi. Vi erano nomi che venivano pronunciati pi\u00f9 spesso: padre, madre, sorella, fratello, amico, amore, destino\u2026 Ognuno di quelli che di volta in volta parlavano aveva sprazzi di ricordi, e si gettava a farne il proprio racconto. Per ognuno di essi c\u2019era un amico, una sorella, un amore grande o piccolo, felice o infelice, si dipanavano destini\u2026 Tutti iniziavano a chiedersi come mai questi nomi tornassero in ogni racconto. Ascoltavano se stessi, ascoltavano gli altri personaggi del presepe, e infine avevano l\u2019impressione che ogni storia si confondesse con l\u2019altra; diventava difficile distinguere fra loro i gradi di parentela, gli esiti degli amori, i destini degli uni e degli altri. Non sapevano pi\u00f9 qual era il racconto che avevano narrato e quello che avevano ascoltato; loro stessi credevano di essere figli, e amanti, e madri, e pescatori, e cacciatori, e agnelli, e soldati romani\u2026 a turno avevano preso posto al centro della scena, poi avevano recitato parti gregarie, poi erano stati semplice massa di popolo. E ora, chi era di scena?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno iniziava a chiedersi perch\u00e9 avesse intrapreso quel viaggio, iniziava a pensare che il viaggio fosse interminabile, troppo disagevole. I marinai che erano giunti dalla costa, abituati a viaggiare solo per mare, erano sfiniti dal lungo cammino. Si domandavano se ci fosse un futuro. Impossibilitati, su terra, a tracciare rotte e a progettare approdi, si erano nel frattempo dimenticati per quale ragione si fossero incamminati e quale sogno li avesse attratti l\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma noi siamo davvero viaggiatori alla volta della Stella? O non siamo che statuine?, alcuni si chiedevano; e la confusione serpeggiava. Qual \u00e8 il nostro ruolo? Quale il nostro destino? Ma ormai il gioco si era portato troppo avanti, e sebbene comprendessero d\u2019essere diversi dagli umani che li maneggiavano, si erano profondamente identificati nei cercatori di salvezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non avrebbero riportato a casa stoffe preziose n\u00e9 carichi di spezie, si dicevano i marinai, e dunque,&nbsp;<em>che cosa<\/em>&nbsp;erano venuti a fare? Tuttavia il ricordo si stemperava, nella notte addirittura si raggelava, e loro volgevano gli occhi intorno, incapaci di trarre, da ci\u00f2 che li circondava, i segni di quella&nbsp;<em>cosa&nbsp;<\/em>che li aveva condotti fino l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019era tutta la famiglia attorno al tavolo. Qualcuno estraeva gli oggetti, un altro scartava, un terzo proponeva una collocazione per questo o quello, un altro ancora voleva occuparsi prima del paesaggio, dello sfondo, addirittura della forma: insomma, un gran rumore, un vociare sconnesso, un accalorarsi disordinato e improduttivo. La cosa cominciava a destare qualche preoccupazione. Queste persone si sarebbero mai date una regolata?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Loro<\/em>&nbsp;passavano di mano in mano: una era appiccicosa e sapeva di cioccolata, l\u2019altra era ruvida e un po\u2019 callosa, quella era maldestra e li induceva a temere per la loro stessa vita. Tranquilli certo non potevano stare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Speriamo si decidano, prima o poi, pensava ciascuno di&nbsp;<em>loro<\/em>&nbsp;nell\u2019attesa pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno prese la&nbsp; direzione della&nbsp;<em>baracca<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPrima dobbiamo decidere se vogliamo farlo in pianura o in collina\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E le sue parole misero tutti a tacere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per qualche attimo. Perch\u00e9 poi tutti si rigettarono nella mischia verbale, e si scaten\u00f2 l\u2019inferno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema era che, mentre ognuno si accalorava nel sostenere la propria opinione,&nbsp; manovravano impugnandoli e brandendoli come spade. Tutti fendevano nell\u2019aria certe affermazioni che meritavano di essere sottolineate e accompagnate da traiettorie diversificate.&nbsp;<em>Loro,&nbsp;<\/em>in preda delle manacce di tutto il gruppo,servivano a tutto, a dire su e gi\u00f9, di qua e di l\u00e0, sopra e sotto, ma anche a sinistra, a destra, insomma ogni persona presente disegnava il proprio paesaggio mentale con uno di&nbsp;<em>loro<\/em>&nbsp;in ogni mano. Pi\u00f9 le mappe dei loro pensieri si presentavano complicate, pi\u00f9 le diverse braccia s\u2019incrociavano, si affrontavano in assalti ripetuti, si muovevano in fendenti che facevano tremare il cuore. Era difficile credere che stessero solo parlando: sembrava piuttosto un incontro all\u2019arma bianca privo di regole. Ma quando li avrebbero messi gi\u00f9?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Infine qualcuno intervenne, come&nbsp;<em>deus ex machina<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abParliamone\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parliamone? E finora che cosa avevano fatto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora un intero villaggio si accalcava nella pianura, cui giungevano, per lo pi\u00f9 a piedi, lunghe file di gente del popolo, attratta dalla stella che li aveva guidati. Stavano giungendo, anche pi\u00f9 rare, carovane a cavallo e i pochi stranissimi cammelli. Le pastore preparavano l\u2019accampamento per la notte, e capitava che sostasseso presso qualche bottega, insieme a qualche rara cortigiana, a ciechi che procedevano tastando il terreno col bastone, a vecchi barbuti dalla schiena piegata, a giovani fanciulle ridenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notte era fredda, molto fredda. Le figure si rannicchiavano, cercando un posto alla meglio riparato, aspettando l\u2019alba. Qualcuno fra loro si chiedeva se questo viaggio avrebbe avuto un ritorno o se tutto, al suo termine presso la grotta con il Bambino, sarebbe stato compiuto. Ma come fra gli umani, ecco che i pensieri pi\u00f9 alti, anche presso le piccole sculture di terra, venivano spostati un po\u2019 pi\u00f9 indietro e nei sogni avanzavano sguardi e sfioramenti, e amplessi senza parole\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Maghi gi\u00e0 scalpitavano nello scatolone: anche l\u00ec volevano saperla lunga! Fremevano in mezzo alle statuine degli araldi, dei palafrenieri, dei servi, dei musici, delle cortigiane e dei paggi. Erano costretti ad attendere in compagnia degli animali, delle bardature per i cavalli, dei finimenti di pregio, insieme con i cammelli drappeggiati come odalische con veli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al fondo dello scatolone si affollavano in gran disordine i poveri, i diseredati, gli umili, i popolani in vesti cenciose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poldo si avvicin\u00f2 a annusare per bene la scatola: facciata superiore e quattro lati vennero ispezionati con cura; quando, dopo qualche minuto, fece un tentativo indeciso d\u2019alzare la zampa posteriore destra qualcuno gli moll\u00f2 un ceffone sulla chiappa dall\u2019altra parte. Colpa sua: aveva tergiversato troppo. Un po\u2019 disorientato dalla manovra Poldo desistette; and\u00f2 in cucina, dove il profumino di rag\u00f9 prometteva sviluppi pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei pressi dello scatolone lo sostitu\u00ec Melania, pi\u00f9 attratta del visitatore che l\u2019aveva preceduta al fiocco che legava la scatola. Frastornata dal campanello che aveva appena suonato Melania and\u00f2 a rifugiarsi sotto una poltrona, non tanto per timidezza, ma perch\u00e9 lei era un tipo riflessivo: le piaceva studiare le situazioni con calma. Naturalmente si riprometteva di tornare a analizzare&nbsp; l\u2019oggetto di cartone che, con lieve odore di muffa, spadroneggiava sul&nbsp;<em>suo<\/em>&nbsp;pavimento, dove abitualmente si rotolava e eseguiva una serie complicata di esercizi ginnici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella notte sognavano la loro sistemazione coreografica<em>&nbsp;definitiva&nbsp;<\/em>(definitiva almeno per quell\u2019anno). Erano pronti per ricevere l\u2019impronta che qualcuno avrebbe loro dato: si sarebbero trovati inseriti in nuovi gruppi di persone, in famiglie diverse, per somiglianza o per contrasto? Ognuno di loro era pronto, come lo erano gli umani, a riconoscersi in quel presepe, o almeno a riconoscere alcune parti di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ciascuno pregava la notte:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEccomi, signora Notte, signora del Tempo, ci sono anch\u2019io. Se con questa nuova nascita si avvier\u00e0 un nuovo progetto di vita, ci sono anch\u2019io. Anch\u2019io faccio parte di un destino di cui&nbsp; questo presepe \u00e8 testimone; desidero che anche per me si dipani una nuova vita. Anche per me, feconda Notte, sarai crogiolo di nuovi germi di vita, nuove energie, nuova crescita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEcco, qui mi raccolgo: voglio meditare, voglio riflettere, voglio incubare. Ascolto il rumore del silenzio e le mie antenne vibrano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E nella notte i pensieri e le preghiere delle statuine si sovrapponevano a quelle degli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Caterina stava sistemando il pittoresco mondo dei Magi, cos\u00ec come aveva preso forma nell\u2019elaborazione fantasiosa dei secoli. Apprezzava tutta la coreografia regale che le statuette portavano con s\u00e9: il gran sfoggio di spade, lo scintillio delle scimitarre, il luccichio degli ori e degli argenti, il brillio dei vetri colorati, fatti a somiglianza delle pietre preziose. Aveva sempre preferito quella parte del presepe a quella dei semplici pastori. Le era sempre piaciuta la boria di quelle statuette, che si erano aggiunte nel tempo a quelle della collezione napoletana della sua avola Carlotta. Tutto ci\u00f2 che agli artigiani doveva essere sembrato&nbsp;<em>orientale<\/em>&nbsp;vi era stato infilato, insieme con straordinarie vesti e copricapi. E quanto le piaceva il corteo di accompagnamento, annunciato dagli araldi, composto dai servitori, dai palafrenieri, dai soldati, cui seguivano, meno appropriatamente, ma con altrettanta coloritura, le odalische e le cortigiane. E gli animali? I pi\u00f9 belli del presepe! Elefanti e cammelli, pi\u00f9 modeste scimmie, e i pappagalli sgargianti dalle lucide piume\u2026 e poi la fanfara con le trombe, i cimbali e i corni. Che senso di potenza e di regalit\u00e0!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sua sorella invece preferiva gli animali domestici, sistemava sempre lei le oche e gli agnelli!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo stesso suolo di carta arruffata ora si trovavano assestate parti diverse; dove si affacciava ieri il muretto del pozzo profondo, oggi aveva trascinato la propria sedia il bottegaio, col suo armamentario di salumi e prosciutti, appesi in alto sul banchetto dove gli avventori si potevano affacciare. Quell\u2019improvviso cambio di uso avrebbe potuto&nbsp; confondere chiunque, scontornava e rendeva imprecisi i confini delle loro esistenze, inducendoli talvolta a una crisi, che rendeva difficile riconoscere il senso della&nbsp;<em>loro<\/em>&nbsp;vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che sono venuto a fare qui? si domandavano i vari pezzi. Qual \u00e8 il senso di questa mia vita? Qualche ricordo si illuminava per brevi attimi come un flash, e poi\u2026 via, era gi\u00e0 lontano. Solo loro rimanevano, con tante domande racchiuse nella mente e nel cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ad un certo punto, ecco\u2026 oro incenso e mirra\u2026 avanzavano i Magi portando i loro doni\u2026 la risposta era l\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diciamo sempre le tre&nbsp; parole cos\u00ec, in questo ordine. Sempre tre, ancora tre\u2026oro, incenso e mirra\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era enorme la stella, quando la scorsero. Tanto l\u2019avevano attesa, fiduciosi nella profezia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche gli Astrologi l\u2019avevano attesa. Eccoli, i Magi. Forgiati nella fucina inconscia di tutti i miti e di tutte le storie del mondo, eccoli; all\u2019orizzonte si profilava la carovana e loro erano l\u00ec, provenienti dalle tre direzioni del mondo per vivere insieme la simbolica esperienza. Giungevano da luoghi mitici, forse dalle&nbsp;<em>Tre Indie:&nbsp;<\/em>Melchiorre, grondante oro,&nbsp; dalla fertile terra di Arabia e di Nubia;Baldassarre dalla terra dell\u2019incenso e delle spezie; Gasparre dal regno di mirra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDove si trova il re dei Giudei appena nato?\u00bb, chiesero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Li precedeva la stella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019erano discorsi pubblici e discorsi segreti, fra di loro. In questo si sentivano tanto somiglianti a quegli umani che li avevano creati. C\u2019erano desideri dichiarati e desideri muti, tenuti nel segreto di ciascuno. C\u2019erano paure non dette che serpeggiavano, e ansie interminabili per le proprie vite e i propri destini. E sebbene ciascuno di loro conoscesse la caducit\u00e0 della propria esistenza, non potevano rinunciare n\u00e9 ai desideri n\u00e9 alle paure. Era come se la terra di cui erano fatti avesse impresso nel loro petto, insieme alla pesantezza della materia, questo aereo frullo d\u2019ali, un anelito, un anelito\u2026 verso qualcosa di pi\u00f9 alto, un\u2019unit\u00e0 pi\u00f9 estesa, pi\u00f9 grande, vibrante d\u2019amore. Non \u00e8 che mancasse loro il filo del raziocinio, in grado di dare regole alla loro vita, non \u00e8 che mancassero di prospettive realistiche, per\u00f2\u2026 per\u00f2\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oro, incenso e mirra, riflettevano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla natura mortale dell\u2019uomo si addice la mirra; con la resina anche gli Egizi mummificavano i corpi e poi, dalla pianta della mirra veniva l\u2019antidoto contro il morso dei serpenti. Ci voleva la mirra per proteggere dalla morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo spirito si addiceva l\u2019incenso che, tra fumo e profumo, sapeva innalzare le preghiere verso il cielo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al re si addiceva l\u2019oro, perch\u00e9 la ricchezza spirituale non pu\u00f2 che prepararsi con quella materiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAbbiamo seguito la stella che \u00e8 sorta. Siamo venuti per adorarlo\u00bb, dissero i Magi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si sa di quale stella si trattasse, ma non era una stella qualunque. Era luce guida e messaggera di luce, capace di orientare e tracciare la via. Anche quella dell\u2019anima\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si stavano avvicinando alla meta. I pi\u00f9 decisi fra loro guidavano la carovana, che si era allungata come una biscia dai molti colori, ma dove i terrigni toni della polvere prevalevano su ogni altro. Davanti camminavano coloro la cui fede era pi\u00f9 forte, li seguivano quelli che dopo tanto camminare erano divenuti incerti; a una certa distanza si raggruppavano in appendice gli storpi. La carovana aveva viaggiato chiassosa, di tanto in tanto si era levato un canto che aveva accompagnato la marcia, nel tintinnare delle masserizie, che nel frattempo, consumandosi, erano diminuite. Si erano formati lunghi tratti di silenzio e ora il serpente era ammutolito e i respiri si erano sincronizzati; i movimenti si erano fatti pi\u00f9 lenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abituati al regolare procedere nel deserto, quando scivolavano con i piedi sulla sabbia infuocata, alcuni fra loro, magri e scattanti, abituati alla fatica e al sacrificio del viaggio, avanzavano ora senza concedere soste, n\u00e9 a se stessi n\u00e9 alla biscia in movimento che si srotolava dietro di loro, non gi\u00e0 perch\u00e9 non avessero bisogno di riposo, ma piuttosto perch\u00e9 non potevano permettersi comportamenti inconcludenti, che avrebbero portato a ritardare l\u2019arrivo. Camminando, ora alcuni di loro lasciavano ciondolare fra le mani i bracieri, su cui stava bollendo l\u2019acqua per la tisana che li avrebbe dissetati. L\u2019avrebbero preparata e bevuta senza fermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi\u2026 ecco, in piedi si erano bloccati, di colpo, con gli occhi in alto, verso la stella. Ora la si poteva toccare con le mani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stella indicava una grotta, un buio riparo, e da l\u00ec sembrava provenire una nuova luce: luce dal buio. Il grande anelito alla luce che ciascuno di loro aveva provato, ecco, si realizzava. Si erano allineati in lunghe file serpentine per raggiungere quel luogo, avevano lunghissimamente camminato, avevano sostato solo nelle notti, accendendo focolari&nbsp; domestici. Con piccoli fuochi avevano alimentato il grande fuoco del desiderio, attenti, vigili per quanto possibile a compiere gli sforzi necessari affinch\u00e9 rimanesse desto il lume delle loro coscienze. Volevano rinascere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con i fiati sospesi si avvicinarono. S\u00ec, tutti, tutti volevano rinascere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella grotta gi\u00e0 stavano i Maghi: Melchiorre, vecchio canuto, porgeva inginocchiato la propria offerta di oro; Baldassarre, adulto virile di pelle scura, offriva incenso; il pi\u00f9 giovane, Gasparre, adolescente ancora imberbe, donava la mirra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti, tutti, tutti volevano rinascere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ragazza si avvicin\u00f2 al tavolo, sul quale avrebbe disteso, ad una ad una, tutte le statuine della collezione di famiglia. 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