{"id":916,"date":"2021-11-11T17:59:00","date_gmt":"2021-11-11T16:59:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=916"},"modified":"2021-11-24T18:00:27","modified_gmt":"2021-11-24T17:00:27","slug":"dissensi-e-nonsensi-di-letizia-gariglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=916","title":{"rendered":"DISSENSI E NONSENSI di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 sufficiente che i paradossi siano sotto gli occhi di tutti: non basta, molti non se ne accorgono nemmeno. E mai, proprio mai, i paradossi vengono contemplati&nbsp; dai media ufficiali: solo la Rete, mentre ancora perdura una parvenza di libert\u00e0, \u00e8 in grado di illuminarci con qualche chiarificazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fra le molte notizie che il web ci propone alcune, davvero&nbsp; serie, mi hanno negli ultimi tempi colpito pi\u00f9 di altre. Le riunisco in questo articolo, in modo solo apparentemente disparato, come in un calderone, dove, come nel grembo di un\u2019antica dea della conoscenza da cui tutto nasce, mi auguro che si sostengano l\u2019una con&nbsp; l\u2019altra, assumendo, nel loro insieme&nbsp; la forza feconda e rinnovatrice delle idee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due sono i filosofi italiani che sono intervenuti in modo diretto, circostanziato e attento sulle problematiche che solleva il Green pass: Massimo Cacciari e Giorgio Agamben. Gi\u00e0 nello scorso luglio i due intellettuali, insieme, hanno redatto una lettera&nbsp; nella quale si soffermano sul processo di discriminazione dei cittadini italiani, fra i quali una categoria \u00e8 divenuta \u00abdi&nbsp; serie B\u00bb, secondo la loro definizione. Avvertono i due filosofi nel loro testo congiunto che : \u00abOgni regime dispotico ha sempre operato attraverso pratiche di discriminazione, all\u2019inizio magari contenute e poi dilaganti\u00bb. La loro preoccupazione \u00e8 corroborata dal linguaggio politico di stampo fascista ormai dilagante, di cui riprendo qui l\u2019esempio da loro riportato: \u00abLi purgheremo con il Green pass\u00bb (suTwitter). La preoccupazione sulla pratica discriminatoria si accentua dal momento che \u00e8 resa legge: \u00ab\u00e8 qualcosa che la&nbsp; coscienza democratica non pu\u00f2 accettare e contro cui deve subito reagire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito alla redazione della lettera, in ottobre, Giorgio Agamben ha pronunciato in senato un discorso, evidenziando le contraddittoriet\u00e0 del Decreto Legge 44 del 2021, con il quale il Governo si \u00e8 sollevato da ogni responsabilit\u00e0 per i danni prodotti da vaccino. Agamben ha notato come ci\u00f2 significhi che lo Stato non vuole assumersi responsabilit\u00e0 e come tuttavia cerchi con ogni mezzo di spingere i cittadini a vaccinarsi, persino privandoli della possibilit\u00e0 di lavorare. Nel suo discorso rivela l\u2019insidiosit\u00e0 dell\u2019esibizione del Green pass per accedere a un ristorante o a un museo (e soprattutto al lavoro!). Commisura i provvedimenti cui i cittadini sono sottoposti alle misure di controllo del passato Stato sovietico in cui i cittadini, pur dovendo esibire il lasciapassare per spostarsi da un paese all\u2019altra, non erano sottoposti a misure restrittive tanto severe come quelle che subiscono gli italiani oggi. Agamben paragona poi&nbsp; l\u2019analogia giuridica fra il fenomeno che discriminava ariani e non ariani durante il fascismo in Italia al fenomeno odierno che discrimina possessori e non possessori di Green pass. Il filosofo \u00e8 evidentemente preoccupato dal processo di trasformazione insidiosa delle istituzioni, che sta avvenendo&nbsp;senza un cambiamento della Costituzione, mentre \u00abgli stessi governi non si stancano di ricordarci come la sicurezza e l\u2019emergenza son sono fenomeni transitori ma costituiscono una nuova forma di governabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due notizie riguardano atteggiamenti dissenzienti delle nostre forze dell\u2019Ordine. Una risale alla fine dell\u2019estate ma ha recentemente ricevuto nuovo impulso. Il 21 agosto l\u2019Associazione sindacale Carabinieri, Unarma, ha presentato una \u00abDiffida e messa in mora a non procedere alle limitazioni di cui al D.L.N. 105 del 6 \/08\/2021 nei confronti delle mense sui posti di lavoro per grave violazione del principio di legalit\u00e0 (art. 11 delle disposizioni sulla legge in generale: trattamento illegittimo dei dati personali e sensibili \u2013 violazione degli articoli 16 e 32 della Costituzione e dell\u2019articolo 2 della Costituzione -violazione dell\u2019art. 15 CEDU con riferimento alla risoluzione n. 2361 (2021) del Consiglio d\u2019Europa \u2013 violazione della risoluzione n. 953 (2021) del Parlamento Europeo. Diffida a eliminare ogni limitazione alla libert\u00e0 personale. La diffida \u00e8 stata inviata al Comando Generale dell\u2019Arma dei Carabinieri, al Ministero della Difesa, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Garante della Privacy e alla Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo. Come \u00e8 evidente il documento \u00e8 durissimo; successivamente la linea del sindacato dei Carabinieri \u00e8 stata evidenziata in un ulteriore documento di ottobre: la lettera su obbligo Green Pass. Il Sindacato ha riferito quelli che ha definito \u201cparadossi\u201d:&nbsp; ad esempio i non possessori di Green Pass sono in grado di svolgere il loro lavoro in tutto l\u2019arco della giornata congiuntamente con i possessori Green Pass, ma non \u00e8 loro consentito di accedere alla mense. O ancora: nella realt\u00e0 i possessori di Green Pass non sono mai soggetti a verifica del loro stato attuale di contagio (a differenza dei non possessori i quali sono sottoposti a tampone (pur sapendo che anche&nbsp; vaccinati possono ammalarsi). Inoltre desta preoccupazione la chiarissima negazione della legge sul trattamento dei dati del lavoratore nel momento in cui \u00e8 proprio il datore di lavoro a richiedere l\u2019esibizione del certificato all\u2019ingresso al posto di lavoro.&nbsp; Subito dopo Unarma&nbsp; (27 agosto) anche SIPPE (Sindacato Polizia Penitenziaria) ha avanzato una analoga diffida, poich\u00e9, dice il Presidente Alessandro De Pasquale, \u00abil Green Pass finirebbe per costituire un\u2019imposizione surrettizia e indiretta di obbligo vaccinale \u2026.ne conseguirebbe la violazione della libert\u00e0 personale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra notizia interessante riguarda Nunzia Schillir\u00f2, giovane poliziotta catanese, vice questore che ha diretto per quattro anni &nbsp;la 4a sezione della squadra mobile di Roma, distinguendosi in indagini su reati alle donne, ai minori e alle fasce pi\u00f9 vulnerabili; ha coordinato progetti contro il fenomeno della violenza di genere e contro il bullismo nella scuola; ha dato importante contributo personale per la risoluzione di casi di violenza noti al pubblico e per il suo impegno ha vinto numerosi premi. \u00c8 una donna dalla forte personalit\u00e0. Ma adesso non piace pi\u00f9. I suoi meriti professionali non valgono pi\u00f9 nulla da quando \u00e8 salita sul palco della manifestazione No Green pass del 25 settembre, dove ha preso la parola \u00abda semplice cittadina\u00bb, come ha specificato:\u00abSono qui per dissentire con il lasciapassare verde\u00bb, ha detto dal palco \u00abche \u00e8 assolutamente incompatibile con la nostra Costituzione. Nessun diritto pu\u00f2 essere subordinato a un certificato verde\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto, fatto. In men che non si dica \u00e8 stata sospesa dal servizio e dallo stipendio. Ora la Schillir\u00f2 presiede l\u2019organizzazione di&nbsp;<em>Venere vincer\u00e0,<\/em>&nbsp;manifestazione<em><\/em>prevista per domenica 14 novembre a Firenze, un corteo di donne, unite nella volont\u00e0 di dare un messaggio di forza dell\u2019elemento femminile, basata sul risveglio dei sentimenti: \u00abDobbiamo liberare le donne e tutto il Paese da questo regime di sudditanza in cui stiamo vivendo\u00bb. E a proposito del proprio dissenso dice: \u00abAbbiamo iniziato con le etichette, le etichette sono sempre preoccupanti: quando io vengo additata come tanti altri come una No Green pass o una No vax, sembra quasi che vada in giro a minacciare la gente, a dire che non si devono fare il vaccino o il green pass. Invece la mia protesta \u00e8 una protesta legale: \u00e8 dissenso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019ulteriore&nbsp; informazione che desidero infilare nel calderone riguarda Vera Sharav, ebrea nata nel 1937 in Romania e sopravvissuta all\u2019Olocausto da bambina; \u00e8 attivista in campo della medicina e ha condotto numerose battaglie contro alcune pratiche biomediche arbitrarie e includenti sperimentazioni sugli umani. Una intervista in inglese della Sharav (rintracciabile in web presso diverse fonti) ha innescato una lunga fila di polemiche, che ha voluto opporre alla Sharav la senatrice a vita Segre: la prima ha assunto posizioni molto critiche nei confronti della gestione sanitaria internazionale della pandemia oggi; la seconda invece non ha mancato di fornire la propria pedissequa concordanza con le idee del governo italiano e si mostra del tutto scandalizzata che qualcuno (la Sharav, appunto) possa paragonare&nbsp; la realizzazione della dittatura nazifascista con il nostro contemporaneo periodo politico, in cui, afferma Vera, si sta realizzando \u00abil piano eugenetico di Rockfeller, Gates, Schwab e altri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quali somiglianze trova Sharav oggi con il periodo nazista? Spiega come siano racchiuse in alcuni punti, che cercher\u00f2 di riassumere. La propaganda nazista usava la paura delle epidemie infettive \u00abper demonizzare gli ebrei\u00bb e nel periodo nazifascista \u00able politiche sanitarie coercitive violavano i diritti civile e umani individuali\u00bb. Il popolo tedesco, mentre gli ebrei venivano esclusi dalle attivit\u00e0&nbsp;<em>normali&nbsp;<\/em>(scuola, cultura, viaggi\u2026) e mentre venivano confiscati i loro beni erano offuscati dalla paura. Dunque: uno stato di paura facilita la strada della discrimininazione. E infatti, afferma: \u00abla paura ha impedito al popolo tedesco di fare la cosa giusta\u00bb. La seconda, terribile somiglianza, riguarda i medici che si allontanarono allora dal loro obbligo professionale e dal giuramento di Ippocrate: l\u2019establishment ebbe un ruolo centrale nei genocidi di massa. Prima vennero eliminati i neonati e i bambini handicappati sotto i tre anni, poi fu la volta dei malati di mente, seguiti dagli anziani nelle case di riposo. Il progetto di Hitler si denominava \u201cT4\u201d, e aveva lo scopo di sollevare lo stato dal peso economico che queste persone comportavano. Su queste categorie vennero sperimentate dai medici le tecniche nocive che poi vennero applicate nei campi di concentramento. Hitler, dice la Sharav, realizz\u00f2 i genocidi con la cooperazione e il sostegno dei banchieri di Wall Street e delle corporazioni che fornirono il materiale chimico, industriale e tecnologico per realizzare il progetto, ma i medici ebbero un ruolo centrale. E erano ancora i medici a scegliere gli schiavi detenuti da inviare nelle fabbriche o nelle miniere, o in alternativa alle camere a gas. A tal proposito (responsabilit\u00e0 dei medici) Vera Sharav fa un puntuale riferimento, per quanto riguarda la situazione odierna, all\u2019esperienza Covid negli Stati Uniti. Dice: \u00abLa pandemia del Covid 19 ha messo a nudo politiche sanitarie motivate da motivazioni eugenetiche nell\u2019Europa Occidentale e negli Stati Uniti. Questa \u00e8 una terrificante ripetizione di \u201cT4\u201d\u00bb. Spiega che negli USA ospedali e case di riposo hanno ricevuto l\u2019ordine di \u00abnon trattare gli anziani malati di Covid nelle case di riposo\u00bb, conducendoli in questo modo verso la morte sicura. E qui inserisco una mia personale annotazione, rammentando che in Italia, invece, si \u00e8 preferito trattare i malati di Covid introducendoli nelle case di riposo, accanto a anziani&nbsp; con gli acciacchi dell\u2019et\u00e0 ma ancora liberi da Covid, fornendo cos\u00ec una \u201csoluzione all\u2019italiana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si rammarica, la Sharav, che i medici e gli scienziati che esprimono opinioni differenti dal diktat ufficiale siano trattati come eretici. Alla domanda \u00abPerch\u00e9 tutto questo sta accadendo?\u00bb, Vera risponde: \u00abLeggete \u201cIl grande reset\u201d di Klaus Schwab\u2026 si tratta di ridurre la popolazione; l\u2019obiettivo finale \u00e8 il pieno esercizio del potere e il controllo\u00bb, e aggiunge:\u00abstanno introducendo il Green Pass per ottenere una societ\u00e0 in cui si applica l\u2019apartheid: una classe privilegiata, l\u2019altra disprezzata e discriminata\u00bb. Dice: \u00abLe \u00e9lite pensano di essere superuomini, e che noi siamo subumani\u2026 il potere \u00e8 come una droga: non riconoscono la specie umana come tale. Una volta avviato questo sistema a due livelli non sarete in grado di impedire un olocausto globale. E possono farlo a distanza: click, click\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conclude citando Klaus Schwab: \u00abLa pandemia rappresenta una rara e stretta finestra di opportunit\u00e0 per reinventare e resettare il nostro mondo. Niente ci riporter\u00e0 mai al senso di normalit\u00e0 ormai distrutto che operava prima della crisi, perch\u00e9 la pandemia di coronavirus segna una svolta fondamentale per il nostro destino globale. La quarta rivoluzione industriale porter\u00e0 alla fusione delle nostre identit\u00e0 fisiche, digitali, biologiche\u00bb: perfetta previsione della fase storica del transumanesimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiss\u00e0 se dal calderone uscir\u00e0 qualche domanda\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 sufficiente che i paradossi siano sotto gli occhi di tutti: non basta, molti non se ne accorgono nemmeno. 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