{"id":900,"date":"2021-08-10T22:29:57","date_gmt":"2021-08-10T20:29:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=900"},"modified":"2024-02-27T17:15:32","modified_gmt":"2024-02-27T16:15:32","slug":"900","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=900","title":{"rendered":"DANTE FRA GLI ESOTERISTI. di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(articolo pubblicato nel mese di agosto su<em> Parole in rete<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Breve excursus fra gli esoteristi interpreti di Dante. Il primo fu Gabriele Rossetti, padre dell\u2019artista preraffaellita Dante Gabriel, carbonaro, probabilmente rosacroce, esiliato, negli ultimi anni del 1800 dedic\u00f2 molto studio all\u2019opera di Dante e pubblic\u00f2 alcuni volumi in cui&nbsp; si sofferm\u00f2 sullo spirito antipapale che animava, in Italia, letterati e letteratura, e che si svilupp\u00f2 nel periodo in cui vissero sia Dante che Petrarca e Boccaccio. Il gruppo di oppositori di cui anche Dante faceva parte diedero vita al Dolce Stil Novo; per evitare accuse di eresia&nbsp; in un periodo in cui la Chiesa era agguerritissima, adoperavano un linguaggio segreto. Dante desiderava fortemente un rinnovamento della Chiesa e del Papato ed era stato iniziato alla setta dei Fedeli d\u2019Amore, usava il loro linguaggio, cosiddetto della Gaia Scienza; sulla scorta di una antica tradizione che gi\u00e0 si era espressa attraverso i poeti provenzali i Fedeli d\u2019Amore si ricollegarono alla conoscenza della filosofia pitagorica. Rossetti comprese che nella Divina Commedia la filosofia platonica e pitagorica&nbsp; era travestita da teologia cattolica (per evitare&nbsp; accuse di eresia da parte dell\u2019Inquisizione), ma che in realt\u00e0 il poema conteneva un patrimonio (nascosto ma reso leggibile se in se \u00e8 in possesso della chiave di lettura), della sapienza degli antichi misteri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto a Pascoli, i dantisti non se lo&nbsp;<em>filavano<\/em>, eppure i suoi studi danteschi erano iniziati subito la laurea&nbsp; e proseguirono tutta la vita. Quando annunci\u00f2 ai suoi colleghi letterati di aver trovato&nbsp; \u00abla chiave per entrare nel mistero di Dante\u00bb pi\u00f9 d\u2019uno accolse la notizia con un sorrisetto di scherno misto a penosa accettazione, una tollerante alzatina&nbsp; di spalle, un interrogativo fra sopracciglia. Perch\u00e9? Erano invidiosi, semplicemente. E poi c\u2019era qualcos\u2019altro: il notevole disturbo creato dalla&nbsp; relazione piuttosto stretta con i contenuti degli insegnamenti massonici e il carattere peculiarmente esoterico e mistico iniziatico di quanto l\u2019autore aveva scoperto, elementi durissimi da digerire per il mondo accademico. Cos\u00ec, ciascuno dei tre volumi che Giovanni Pascoli scrisse su Dante,&nbsp;&nbsp;<em>Minerva oscura, Sotto il velame, La mirabile visione<\/em>, ebbe scarsi incoraggiamenti, ottenne per dirla con eufemismo pochi riconoscimenti da parte della cultura ufficiale e suscit\u00f2 una indifferenza cos\u00ec tenace da lasciarci increduli ancora oggi. Eppure l\u2019autore non abbandon\u00f2 la propria ricerca della&nbsp; conferma dell\u2019unit\u00e0 strutturale della&nbsp;<em>Commedia<\/em>, fino alla fine della sua vita. Ancora oggi gli studiosi&nbsp;<em>ufficiali&nbsp;<\/em>di Dante cercano di arginare e frenare la mole di scomode scoperte di Pascoli, incapaci come sono di affrontarle, passando attraverso quella \u00abporticciola del gran tempio mistico\u00bb, che invece il grande letterato e poeta aveva aperto, rendendosi quasi scandalosamente disponibile a una lettura interpretativa&nbsp;<em>sciamanica&nbsp;&nbsp;<\/em>del testo dantesco. Deluso anche da colui che era stato suo maestro, Giosu\u00e8 Carducci, cui doveva la bocciatura a un importante concorso nazionale dedicato agli studi danteschi ( fu Carducci stesso a stendere il giudizio negativo), scrisse che i suoi studi erano stati \u00abderisi e depressi\u00bb, \u00aboltraggiati e calunniati\u00bb. I dantisti in cattedra ancora oggi fingono fin dove possibile di ignorare i libri di Pascoli su Dante, considerati come un\u2019imbarazzante anomalia nel panorama della sua arte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riprese l\u2019interpretazione di Pascoli un suo discepolo, Luigi Valli, che ebbe il pregio di svelare con una mole ricchissima di studi,&nbsp; analizzando nei particolari in ogni testo il gergo iniziatico del&nbsp;&nbsp;<em>dolce stil novo,&nbsp;<\/em>dove prepondera l\u2019Amore e l\u2019importanza delle figure femminili, tutte rappresentanti l\u2019&nbsp;<em>intelligenza trascendente<\/em>; quanto alla Commedia forn\u00ec uno schema,&nbsp;<em>Lo schema segreto del poema sacro<\/em>, in cui, canto dopo canto, analizz\u00f2 tutti gli apparati simbolici e allegorici della Divina Commedia. \u00c8 contenuto invece&nbsp; nel volume&nbsp;<em>La struttura morale dell\u2019universo dantesco,&nbsp;<\/em>e in particolare nel&nbsp;saggio&nbsp;<em>(Il supercattolicismo di Dante)&nbsp;<\/em>l\u2019esposizione del pensiero di Valli in tal senso, condensato nella frase : \u00abLa teoria segreta di Dante rappresenta in realt\u00e0 un meraviglioso, un titanico tentativo di dare una forma di supecattolicismo\u00bb. E spiega in che cosa consiste la sua visione certamente non perfettamente ortodossa dal punto di vista della Chiesa , ma che si ispira direttamente alla purezza delle origini del Cristianesimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gu\u00e9non \u00e8 forse il pi\u00f9 conosciuto fra gli studiosi favorevoli ad analizzare i caratteri esoterici dell\u2019opera di Dante. A partire dalle parole dello stesso Dante, \u00abO coi ch\u2019avete gli intelletti sani \/ Mirate la dottrina che s\u2019asconde \/ Sotto il velame delli versi strani \u00bb, (<em>Inferno,&nbsp;<\/em>IX, 61-63), Gu\u00e9non si sofferma a esaminare il lato esoterico dell\u2019opera dell\u2019Autore, certo che egli sia appartenuto ad una organizzazione&nbsp; iniziatica; afferma l\u2019autore: \u00abLa metafisica pura non \u00e8 n\u00e9 pagana n\u00e9 cristiana, \u00e8 universale; i misteri antichi non erano paganesimo, ma vi si sovrapponevano\u00bb. ( Ren\u00e9 Gu\u00e9non,&nbsp;<em>L\u2019esoterismo di Dante,&nbsp;<\/em>capitolo I).\u00c8 particolarmente interessante lo studio di Gu\u00e9non sulla suddivisione di Dante dei tre mondi (Infermo, Purgatorio, Paradiso), che contiene secondo l\u2019autore molte similitudini con la teoria ind\u00f9 dei tre<em>&nbsp;guna:&nbsp;<\/em>tre diverse condizioni attraverso cui l\u2019animo umano deve passare per evolversi, ma che vedono abitualmente la preponderanza di uno di essi in ciascun essere umano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(articolo pubblicato nel mese di agosto su Parole in rete) Breve excursus fra gli esoteristi interpreti di Dante. 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