{"id":886,"date":"2021-02-12T22:06:52","date_gmt":"2021-02-12T21:06:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=886"},"modified":"2024-02-27T17:17:52","modified_gmt":"2024-02-27T16:17:52","slug":"lo-show-della-paura-di-letizia-gariglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=886","title":{"rendered":"LO SHOW DELLA PAURA di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(articolo pubblicato nel febbraio 2021 su <em>Parole in rete<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati e le societ\u00e0 occidentali degli anni del Novecento, di impronta fordista, si fondavano pressapoco fino agli anni \u201970 su un\u2019organizzazione che si manifestava negli aspetti economici come su quelli sociali e politici: il substrato che reggeva l\u2019impianto era costituito dall\u2019industria. Lo Stato era in grado di fornire alcune sicurezze, alcune \u201cprotezioni\u201d che si irradiavano dal piano individuale a quello collettivo e viceversa. Era in qualche modo un\u2019organizzazione granitica, che offriva, insieme ai grandiosi difetti del liberismo di epoca industriale anche la certezza di uno Stato per lo pi\u00f9 funzionante. Quella certezza formava in qualche modo l\u2019individuo, ne plasmava la psicologia, lo manteneva inserito in un quadro stabilizzante. Inserite in un contesto sociale mutevole in maniera lenta, le persone erano in grado, pur nelle difficolt\u00e0, di immaginare un futuro, di porsi delle prospettive, di progettare le proprie esistenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel giro di pochi anni \u00e8 iniziata&nbsp; \u2013 e si \u00e8 compiuta \u2013 la disgregazione di quel mondo, di quella certezza, e la precariet\u00e0 \u00e8 divenuta in generale la caratteristica dominante dei nostri destini, del lavoro, delle relazioni. Oggi \u00e8 persino difficile trovare un senso al primo articolo della Costituzione Italiana,&nbsp; che recita \u00abL\u2019Italia \u00e8 una Repubblica democratica, fondata sul lavoro\u00bb. Quale lavoro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sentimento di incertezza pervade la vita di molti di noi: dei giovani, per l\u2019impossibilit\u00e0 di costruire progetti, degli anziani, per i rischi che individuano nell\u2019ambiente e nella salute, di molti, che temono conseguenze di immigrazione e diversit\u00e0\u2026 Siamo in piena&nbsp;<em>liquidit\u00e0<\/em>&nbsp;(tranne quella del portafogli, che del resto presto con l\u2019eliminazione del contante&nbsp; non servir\u00e0 pi\u00f9\u2026), in quella condizione che ci catapulta direttamente nel sentimento oggi dominante: la paura. E, secondo ci\u00f2 che scriveva Bauman, noi abbiamo paura per il nostro corpo e i nostri beni materiali, per le minacce rivolte alla stabilit\u00e0 nostra e dell\u2019ordinamento sociale in cui ci troviamo inseriti, per il nostro status, la collocazione e il ruolo che ricopriamo all\u2019interno della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Impossibilitati ad aggrapparci alla forza della ragione (che meraviglia, l\u2019Illuminismo!) ci sentiamo costantemente incerti nel presente, dunque impossibilitati a proiettare il presente nel futuro, che temiamo pi\u00f9 del presente, sovrastati come siamo dalla sensazione che i risultati non dipendano necessariamente dalle nostre azioni, dunque consapevoli di essere fondamentalmente impotenti. Cos\u00ec viviamo in una condizione costante di paura, ed \u00e8 proprio il ricorso alla paura che i poteri forti attuano per manipolare le coscienze. Tutto il sistema dei media serve ad acuire&nbsp; la paura, amplificandola con le notizie peggiori, ma pi\u00f9 spesso&nbsp;<em>inventandole.<\/em>&nbsp;Cos\u00ec viviamo sottoposti a &nbsp; tecniche di manipolazione, basate su una forma di paura che ci viene propinata quotidianamente, lenta, strisciante, corrosiva, capace di avvelenare lentamente e efficacemente emozioni, pensieri e di indebolire via via sicurezza, capacit\u00e0 critica e volont\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanta diversit\u00e0 ha questo nostro modo di provare paura e quello cui ci ha abituati la Letteratura. Mi limiter\u00f2, a titolo esemplificativo, al modo con cui tratta la paura il Padre della nostra lingua. \u00c8 la paura a occupare i primi versi della Divina Commedia, suscitata dalla selva oscura \u00abselvaggia e aspra e forte\u00bb: \u00e8 l\u2019ignoto a spaventare il Poeta nel \u00abmezzo del cammin\u00bb di sua vita, ma alla \u00abselva oscura\u00bb Dante sembra affacciarsi all\u2019improvviso, colmando il suo animo di terrore. Ma poco dopo pu\u00f2 alzare gli occhi verso il colle e vederne i fianchi&nbsp; illuminati dai raggi del sole, e cos\u00ec pu\u00f2 lasciare spazio dentro di s\u00e9 alla speranza. Subito dopo saranno le fiere a incutergli paura, ma una nuova via di salvezza si profiler\u00e0, nella figura di Virgilio. La paura si ripresenter\u00e0 nel III Canto davanti alle porte dell\u2019Inferno, dove la possibilit\u00e0 della speranza sembrer\u00e0 cedere di fronte all\u2019iscrizione \u00ab Lasciate ogni speranza voi ch\u2019entrate\u00bb. Che paura educata, quasi burocratica, con quel suo avvertire chiaro e indiscutubile, con il valore di legge: una legge cos\u00ec poco&nbsp;<em>italiana,<\/em>&nbsp;oserei dire, priva di postille, note, notarelle e commi, come siamo invece abituati a leggere nell\u2019abitualeincomprensibile<em>&nbsp;burocratese.&nbsp;<\/em>Insomma, se c\u2019\u00e8 da avere paura, che cosa c\u2019\u00e8 di meglio se non capirlo da subito con un chiaro avvertimento? Poi ancora la paura si sporge sulle rive dell\u2019Acheronte, suscitata dall\u2019oscurit\u00e0 infernale, dalla violenza acustica dei suoni, dove paesaggio e personaggi formano tutt\u2019uno, e pu\u00f2 dilagare mentre Caronte urla e minaccia.&nbsp; Il sentimento si ripresenta ancora ad ogni discesa di cerchi infernali, ma si colorisce in modo acceso nel Canto forse pi\u00f9 comico, il XXI, nell\u2019incontro con i Diavoli e il rischio della pece.Dopo averli beffati, per\u00f2, Dante teme la loro vendetta (\u00ab\u2026la prima paura si f\u00e9 doppia\u201d) e si sente \u00abarricciar li peli \/ dalla paura\u2026\u00bb; con Virgilio fugge dalla bolgia, scivolando supino lungo il pendio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, \u00e8 possibile osservare come la paura, nei versi di Dante, sia sempre esplicita, motivata in modo chiaro da una causa percepibile&nbsp; con la partecipazione di tutti i sensi (vista, udito, tatto\u2026) e distinguibile con precisione: \u00e8 un moto dell\u2019animo suscitato da cause individuabili e ragionevolmente indicabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma come \u00e8 oggi la paura? E come ci comportiamo noi, dipendenti mediatici, drogati di informazione? Ci alimentiamo, certo, delle informazioni, che sono volentieri catastrofiche, ma soprattutto del&nbsp;<em>framing,<\/em>&nbsp;vale a dire della cornice nella quale ci vengono propinate. Facciamo l\u2019esempio del coronavirus? Ci terrorizzano con i contenuti, ma soprattutto con le immagini di. scafandri, morti viventi nella plastica, mascherine, maschere e caschi, mentre sullo schermo, sulla vetrina delle farmacie, spettralmente si legge \u00abdisinfettanti e mascherine terminati\u00bb. Intanto&nbsp; sulle poltrone salottiere si contrappongono litigiosamente scienziati veri e finti , alla moda o d\u00e9mod\u00e9, tutti piuttosto terrificanti nelle loro previsioni. Il risultato \u00e8 sempre lo stesso: \u00abnon pensare all\u2019elefante\u00bb, ed ecco che riusciamo a pensare solo a quello. La pressione aumenta ancora e i comunicati pi\u00f9 o meno ufficiali si succedono uno all\u2019altro contraddicendosi e creando grande confusione; l\u2019incertezza ci rende dimentichi di avere pur sempre un cervello e ingurgitiamo benevolmente qualunque scorrettezza. Ce lo fa notare il nostro filosofo pi\u00f9 importante, Giorgio Agamben, che semplicemente riportando i dati in modo ordinato ci induce a l<em>eggerli,&nbsp;<\/em>&nbsp;ma a leggerli veramente. E cos\u00ec finalmente chi ha fatto questo sforzo ne constata l\u2019assurdit\u00e0. Eppure, sulla base di questi dati assurdi intanto abbiamo perduto le libert\u00e0 costituzionali, abbiamo abdicato alla nostra vita sociale, perch\u00e9 abbiamo permesso che ci sia stata cancellata e\u2026viviamo nella paura, mentre il vero nemico si rende sempre meno riconoscibile, simbolicamente occultato in ambiente a lui simbiotico.&nbsp; A noi viene a mancare un forte movimento d\u2019animo, come quelli che Dante ci ha ben descritti e che spingono alla fuga, oppure alla lotta: annichilito il nostro coraggio, siamo impediti nel ritrovare fiducia nella vita, nel destino, nell\u2019azione. Solo se la paura \u00e8 percepita come tale conduce ad affrontare con audacia il passo a venire, per cercare salvezza e se necessario ad attaccare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi, invece, rimaniamo inerti. Il costante stato di ansiosa paura in cui ci costringono a vivere \u00e8 quello<em>&nbsp;servile<\/em>&nbsp;mostrato da Hegel nella&nbsp;<em>Fenomenologia dello spirito:&nbsp;<\/em>&nbsp;\u00e8 la condizione di chi rinuncia a ergersi per paura e accetta di subordinarsi a un&nbsp;<em>padrone.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Evviva il&nbsp;<em>virality show!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(articolo pubblicato nel febbraio 2021 su Parole in rete) Gli Stati e le societ\u00e0 occidentali degli anni del Novecento, di impronta fordista, si fondavano pressapoco fino agli anni \u201970 su un\u2019organizzazione che si manifestava negli aspetti economici come su quelli &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=886\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,199,1],"tags":[],"class_list":["post-886","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-parole-narrazioni-illusioni-paure","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/886","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=886"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/886\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":887,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/886\/revisions\/887"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=886"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}