{"id":860,"date":"2020-06-12T21:14:00","date_gmt":"2020-06-12T19:14:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=860"},"modified":"2024-02-27T17:27:33","modified_gmt":"2024-02-27T16:27:33","slug":"860","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=860","title":{"rendered":"TRA VIRUS E CONIGLIETTI di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(articolo pubblicato su &#8220;Parole in rete&#8221;nel mese giugno 2020)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi si stringe il cuore nel rileggere il racconto \u201cIl coniglio velenoso\u201ddi Calvino, nel \u201cMarcovaldo\u201d, il cui involontario protagonista , un povero coniglietto, apparentemente inoffensivo, \u00e8 in realt\u00e0 malatissimo, perch\u00e9 vittima di spericolate sperimentazioni di laboratorio, tanto da essere divenuto \u201cvelenoso\u201d. Coniglio in gabbia, destinato a morte certa : \u201cera un coniglio bianco di pelo lungo e piumoso con un triangolino rosa di naso, gli occhi sbigottiti, le orecchie quai implumi sulla schiena\u201d, estraneo al mondo della natura quasi quanto il protagonista umano, quel Marcovaldo antieroico e fallimentare che conosce solo\u00a0 \u2013\u00a0 anche lui \u2013 una gabbia, quella della citt\u00e0. Con quel coniglio ossuto sotto l\u2019apparenza del manto peloso Marcovaldo si identifica e offre un pezzo di carota avanzata a questa creatura cos\u00ec stordita che quando gli viene aperta la gabbia\u00a0 se\u00a0ne sta ferma, lasciandosi poi infilare, senza reazione,\u00a0 all\u2019interno del giubbotto. Nell\u2019uomo si sommano sentimenti contrastanti: desiderio di carne arrostita e tenerezza per l\u2019animale. Chiss\u00e0 quale prevarr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019infelice destino del piccolo mammifero non termina qui e si snoda sui tetti, fra gli abbaini degli abitanti pi\u00f9 poveri della citt\u00e0 (siamo nel dopoguerra), perch\u00e9 la bestiola, pur essendo nata prigioniera&nbsp; e quindi non possedendo grandi aneliti di libert\u00e0, non ha per\u00f2 alcuna intenzione , una volta liberata, di farsi riacchiappare per rientrare in una casa in fricassea. Malgrado abbia conosciuto fino ad allora solo la prigionia e il dolore, questo coniglio ha una storia, un insieme di tratti di carattere che ne fanno un personaggio, una personalit\u00e0 che nel racconto lascia un\u2019impronta, un segno, un ricordo; malgrado sia stato sottoposto a continue sevizie da parte degli umani in un laboratorio non ha perduto la sua essenza: potremmo trasformarlo in un personaggio sulla scena, potremmo disegnarlo, siamo in grado di immaginarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanta differenza con altri elementi (forse) provenuti di recente da altri laboratori scientifici: submicroscopici parassiti obbligati delle cellule, prodotti di degradazione costretti alla nemesi di agenti patogeni. Eppure, anche qui, non abbiamo rinunciato a immaginare e a raffigurare: una bella sfera apparentemente armoniosa, con protuberanze dall\u2019aspetto spinoso. \u00c8 cos\u00ec che si \u00e8 presentato il virus sull\u2019uscio delle nostre case, senza chiedere il permesso di entrare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La letteratura si \u00e8 provata molte volte a immaginarlo, inserendolo dentro le proprie storie. Qualche volta gli ha dato nome suggestivi, che oggi suscitano la nostra particolare preoccupazione, per l\u2019associazione immediata che sollevano in noi, grazie ai dati della cronaca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cWuhan 400\u201d si chiamava il virus mortale in un romanzo di Dean Koontz, definito&nbsp;<em>cross gender<\/em>&nbsp;dal suo stesso autore, pubblicato nell\u2019insospettabile 1981 con il titolo \u201cThe eyes of darkness\u201d, (il libro \u00e8 edito in italiano da Fanucci editore con il titolo \u201cAbisso\u201d).&nbsp; \u00c8 la storia del rapimento di un bambino, unico sopravvissuto a un\u2019epidemia&nbsp; mortale, e della strenua ricerca della madre che non crede alla sua morte. L\u2019aspetto che oggi lo rende interessante \u00e8 il riferimento a un virus in grado di uccidere, creato in laboratorio per divenire una potente arma biologica. \u00c8 \u201ccurioso\u201d, quasi premonitore, si potrebbe dire, che il virus nel romanzo porti il nome di \u201cWuhan 400\u201d, sia stato elaborato in Cina, da dove oggi (2020), nella realt\u00e0,&nbsp; il virus Covid 19 si \u00e8 diffuso in tutto il mondo, proprio da&nbsp; Wuhan,&nbsp; citt\u00e0 nella quale esiste un laboratorio di sperimentazione chimica. Il romanzo adombra pericolose manipolazioni che \u201cpassano\u201d fra Cina e Stati Uniti. Nella realt\u00e0 odierna molti media hanno sollevato dubbi sull\u2019eventuale volontariet\u00e0 di creazione e diffusione del virus: dubbi a cui nessuno pu\u00f2 dare risposte, n\u00e9 conferme n\u00e9 sicure esclusioni. Scriveva nel romanzo l\u2019autore: \u201c\u2026Uno scienziato cinese, Li Chen, \u00e8 passato dalla parte degli Stati Uniti, portando con s\u00e9 un dischetto delle pi\u00f9 importanti e pericolose nuovi armi biologiche sviluppate dalla Cina negli ultimi dieci anni. Chiamano il materiale Wuhan 400 perch\u00e9 \u00e8 stato sviluppato nei loro laboratori RDNA al di fuori della citt\u00e0 di Wuhan, ed \u00e8 stato il quattrocentesimo ceppo virale di microrganismi artificiali creato in quel centro di ricerca\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che \u201cAbisso\u201d sia da annoverare fra i romanzi visionari capaci di virt\u00f9 premonitrici e profetiche? Certamente la letteratura non \u00e8 nuova in quest\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, io continuo a preferire il coniglietto di Calvino, per cui nutro molti sentimenti di piet\u00e0 e&nbsp; compassione, che nessun virus riesce in me a suscitare. Da che cosa dipende questa disparit\u00e0 di sentimenti? mi chiedo. Certamente dall\u2019idea che il coniglio possa pensare, comunicare e\u2026 soffrire. Al contrario, la viva avversione per il virus \u00e8 legata all\u2019idea che non so attribuirgli una personalit\u00e0, n\u00e9 sentimenti, n\u00e9 emozioni. Eppure quale trattamento gli uomini hanno attribuito a&nbsp;<em>quel&nbsp;<\/em>coniglietto e a un numero imprecisato di animali sottoposti a sperimentazione scientifica? Fino a che punto \u00e8 arrivato il nostro imbarbarimento? Certo, il disequilibrato rapporto fra umani e non umani&nbsp; e la nostra discriminazione nei loro confronti si basa sulla disparit\u00e0 di forze fra uomini e animali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Voglio essere sincera. Ammetto che non mi dispiacerebbe un dispiegamento di forze contro certi virus.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(articolo pubblicato su &#8220;Parole in rete&#8221;nel mese giugno 2020) Mi si stringe il cuore nel rileggere il racconto \u201cIl coniglio velenoso\u201ddi Calvino, nel \u201cMarcovaldo\u201d, il cui involontario protagonista , un povero coniglietto, apparentemente inoffensivo, \u00e8 in realt\u00e0 malatissimo, perch\u00e9 vittima &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=860\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,1,203],"tags":[],"class_list":["post-860","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-senza-categoria","category-tra-malattie-reali-virtuali-letterarie-tra-manipolazione-e-necessita-della-natura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/860","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=860"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/860\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":862,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/860\/revisions\/862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}