{"id":857,"date":"2020-05-10T21:10:59","date_gmt":"2020-05-10T19:10:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=857"},"modified":"2024-02-27T17:29:43","modified_gmt":"2024-02-27T16:29:43","slug":"857","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=857","title":{"rendered":"GLI ALTRI PUZZANO SEMPRE DI PI\u00d9 di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(articolo pubblicato nel mese di maggio 2020 su &#8220;Parole in rete&#8221;)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando all\u2019umanit\u00e0 fa comodo non si vergogna di impiegarli anche in guerra. Erodoto ci racconta che gli scorpioni venivano riversati sulle truppe romane dalle popolazioni mesopotamiche. Gi\u00e0 i Sumeri impiegavano i cavalli in battaglia e verso essi i\u00a0<em>conquistadores<\/em>\u00a0spagnoli ebbero un grande debito. I piccioni, si sa, svolgevano la funzione successivamente assunta dalle onde radio. Gli elefanti servirono l\u2019India fin dal IV secolo, furono i protagonisti delle guerre Puniche e Annibale grazie a loro\u00a0 attravers\u00f2 le Alpi e giunse in Italia. Gli Arabi preferivano i cammelli per guerreggiare. I muli, amati dai nostri Alpini,\u00a0 da sempre furono abituati a trasportare merci e armi degli eserciti sui ripidi versanti delle montagne. I cani erano impiegati nella guardia degli accampamenti. Si narra che nell\u2019ultima guerra gli scienziati nazisti volessero nuovamente allagare l\u2019Agro Pontino, perch\u00e9 le zanzare fermassero gli Alleati in avanzata vero il Nord della nostra penisola. Si sa che Roosevelt stesso non fosse contrario all\u2019idea di sganciare bombe con migliaia di pipistrelli sui cieli\u00a0 giapponesi, per disturbare i voli del nemico. E questo non \u00e8 che un elenco non solo incompleto, ma appena accennato degli animali adoperati a fini bellici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiss\u00e0 se \u00e8 venuto il momento, per tutti gli animali, di ribellarsi, di ripagarci della stessa moneta?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pare che il 75% delle nuove patologie umane sia di origine zoologica. Il salto di specie pu\u00f2 non riguardare solo gli animali selvatici, ma \u00e8 accaduto pi\u00f9 volte nel corso della storia che un animale in qualche modo pi\u00f9 vicino all\u2019uomo abbia fatto da anello intermedio: si \u00e8 trattato di animali da allevamento come polli, conigli, o anatre. \u00c8 accaduto specialmente quando gli animali da allevamento venivano trattati, diciamo cos\u00ec\u2026&nbsp; non troppo bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi sappiamo come gli allevamenti causino tra l\u2019altro la resistenza agli antibiotici, dal momento che noi ne rimpinziamo gli animali che negli allevamenti \u201cvivono\u201d, o meglio che vi \u201ctransitano\u201d ( sono bloccati in gabbie!) per essere cresciuti abbastanza da divenire il nostro pasto: i batteri hanno modo di acquisire la capacit\u00e0 di resistere ai farmaci, di mutare e di sopravvivere.&nbsp; In generale, tuttavia, l\u2019espansione in numero e in grandezza degli allevamenti intensivi degli animali \u00e8 senza alcun dubbio una fra le cause principali di diffusione di malattie animali e del passaggio successivo dagli animali all\u2019uomo, in forma epidemica o pandemica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo abbiamo vissuto con l\u2019 \u201caviaria\u201d, nata nel Sud Est dell\u2019Asia attorno al 1968 e giunta nello stesso anno negli Stati Uniti. Assomigliava molto alla Asiatica, rilevata i Cina nel 1957 e diffusasi&nbsp; anch\u2019essa gravemente in Occidente. Nell\u2019uomo si associ\u00f2 alle polmoniti: Si ripresent\u00f2 nel 1972 e fece un milione di morti in tutto il mondo.Dal 1996 si ripropose in tutto il mondo , nel 2000 questo virus \u2013 mutato \u2013 \u00e8 stato isolato anche nei volatili domestici (polli, tacchini), nel 2003 ci furono i primi casi di trasmissione all\u2019uomo.La peste suina prima colp\u00ec gli animali ma dal 2009 ha contagiato anche gli esseri umani, iniziando dal Messico e espandendosi poi in pi\u00f9 di ottanta paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso tutta l\u2019attenzione, in occasione del Covid 19, va ai famosi&nbsp;<em>wet market,&nbsp;<\/em>diffusissimi in Cina, dove gli animali vengono condotti vivi e ammazzati sul posto, con grandi spargimenti di sangue, forti odori di carni, creazione di una sorta di melma, che ricopre i pavimenti dei mercati, composta da liquidi, carni, frattaglie, interiora, trucidi risultati del massacro perpetrato a una serie di animali, fra cui capre galline pipistrelli maiali pangolini conigli cani volpi cammelli struzzi scimmie\u2026 e&nbsp; chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, in una lista molto lunga (sebbene a noi appaia improbabile)&nbsp; di animali che noi occidentali non consideriamo eduli: un panorama di pratiche che a noi paiono inaccettabili dal punto di vista igienico. Dal punto di vista etico, poi, tralasciamo volentieri di esprimere giudizi, tranne quando ci inalberiamo per aborrire alcune forme di crudelt\u00e0 propinata a questi animali che persino noi ci ricordiamo di definire estrema. Del resto, ci dimentichiamo anche di ribellarci al modo con cui&nbsp;<em>da noi,<\/em>&nbsp;senza andare troppo lontano, trattiamo ad esempio i nostri maiali negli allevamenti. Facciamo gli scandalizzati di fronte ai cinesi, ma grazie a che cosa? Ci sentiamo forse pi\u00f9 evoluti solo perch\u00e9 i nostri allevamenti si sviluppano su un piano solo invece che in grattacieli a molteplici piani, come avviene in Cina? Siamo dunque virtuosi in modo inversamente proporzionali alle altezze degli edifici? Non ci viene neppure in mente di chiederci in che cosa siamo uguali o diversi, e nemmeno quale giustizia ci sia nel nostro rapporto con la natura e con gli animali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Semplicemente tutta la storia dell\u2019Occidente ha seguito le stesse vie che oggi vediamo pienamente ancora attive in Oriente. Semplicemente abbiamo smesso qualche anno prima. Anzi, mi risulta, se non sbaglio, che numerosi&nbsp;<em>wet market<\/em>&nbsp;siano ancora pienamente in attivit\u00e0 in civilissime citt\u00e0 come quella di New York.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rammento la descrizione di Patrick S\u00fcskind nelle prime pagine del suo romanzo \u201cIl profumo\u201d, ambientato a Parigi&nbsp; nel 1700, dove nasce il protagonista del romanzo, partorito&nbsp; sotto un banchetto di pescivendolo, fra i miasmi della calura estiva proveniente dal cimitero, e la puzza dei pesci mescolata a quella dei cadaveri umani. La povera giovane madre, pescivendola,&nbsp; non fa differenza fra le interiore sanguinolente, lo sciame di mosche e le teste&nbsp; di pesce tranciate con cui mescola il neonato. Scrive l\u2019autore: \u00abNel diciottesimo secolo non era ancora stato posto alcun limite all\u2019azione disgregante dei batteri, e cos\u00ec non vi era attivit\u00e0 umana, sia costruttiva sia distruttiva, o manifestazione di vita in ascesa o in declino, che non fosse accompagnata dal puzzo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse&nbsp; la differenza fra gli uomini del diciottesimo secolo e noi, fra le cause di malattie del passato e quelle contemporanee non \u00e8 ancora cos\u00ec segnata dalla differenza come pensiamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E nemmeno i nostri comportamenti. Ma, chiss\u00e0 perch\u00e9, pensiamo che gli altri puzzino sempre di pi\u00f9.CONDIVIDI<a href=\"http:\/\/www.parole-in-rete.net\/2020\/05\/10\/gli-altri-puzzano-sempre-di-piu-di-letizia-gariglio\/#\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(articolo pubblicato nel mese di maggio 2020 su &#8220;Parole in rete&#8221;) Quando all\u2019umanit\u00e0 fa comodo non si vergogna di impiegarli anche in guerra. Erodoto ci racconta che gli scorpioni venivano riversati sulle truppe romane dalle popolazioni mesopotamiche. Gi\u00e0 i Sumeri &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=857\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,1,203],"tags":[],"class_list":["post-857","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-senza-categoria","category-tra-malattie-reali-virtuali-letterarie-tra-manipolazione-e-necessita-della-natura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=857"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/857\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":859,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/857\/revisions\/859"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}