{"id":850,"date":"2020-02-10T20:47:17","date_gmt":"2020-02-10T19:47:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=850"},"modified":"2024-02-27T17:31:48","modified_gmt":"2024-02-27T16:31:48","slug":"la-grandezza-delluomo-e-nel-pensiero-diceva-ida-magli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=850","title":{"rendered":"LA GRANDEZZA DELL&#8217;UOMO \u00c8 NEL PENSIERO, DICEVA IDA MAGLI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La grandezza dell&#8217;uomo sta nel pensiero, diceva Ida Magli<\/strong> di Letizia Gariglio<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(articolo pubblicato nel mese di febbraio 2020 su &#8220;Parole in rete&#8221;)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fanciulla Europa venne portata al di qua del canale del Bosforo, in Occidente, con un inganno congegnato dal sommo dio olimpico, Zeus, che sotto le sembianze di splendido toro bianco rap\u00ec la ragazza e la condusse sulle onde del mare. \u201cEuropa\u201d (cos\u00ec la chiamiamo personalizzandola) ci sta ripagando con un inganno pari o pi\u00f9 grande di quello subito dalla fanciulla?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019avvicinarsi del compimento dell\u2019anniversario dalla morte di Ida Magli, (scomparsa nel febbraio 2016) il senso di perdita sembra acuirsi, anzich\u00e9 affievolirsi, forse perch\u00e9 puntualmente, precisamente e drammaticamente tutte le sue previsioni, ad una ad una, si sono avverate o si stanno avverando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In passato, negli anni \u201990, mi sono spesso chiesta se la visione del futuro della maggiore antropologa (e filosofa) del nostro Paese, potesse essere ammorbidita da note di speranza, che pure ciascuno di noi tanto voleva trovare nell\u2019immaginare il futuro. Abbiamo profondamente desiderato che lei si sbagliasse, almeno un po\u2019: io, lo ammetto, l\u2019ho desiderato. Volevamo, disperatamente credere che quello che lei gi\u00e0 delineava come il Male fosse \u2013 almeno per una volta! \u2013 solo il frutto della sua immaginazione. Desideravamo essere ingenui, credere da sciocconi che la storia con sguardo benevolo, come una madre pietosa, potesse sollevare dall\u2019annientamento finale noi, gli italiani, \u201cpopolo\u201d cialtrone e inconsapevole, che per\u00f2 si \u00e8 sempre sentito una super-entit\u00e0 culturale, soltanto grazie al proprio passato artistico e intellettuale. La Magli ci redarguiva, tentava un ultimo atto di salvataggio da noi stessi: inutilmente! Ci spiegava che un popolo in generale e ciascuno popolo dell\u2019area territoriale europea nello specifico aveva una propria particolare identit\u00e0 di lingua, cultura, arte, letteratura, musica, civilt\u00e0: ce l\u2019aveva inscritta nella propria storia, che era la base dell\u2019identit\u00e0, ma era segnata anche nella loro aspirazione a darsi un modello, una forma particolare del proprio essere \u201cpopolo\u201d. Inorridiva, la Magli, all\u2019idea di unificazione dell\u2019Europa, che definiva \u00abun\u2019idea contraria alla ragione e alla storia\u00bb. Ce l\u2019aveva a morte con \u00abgli adepti del nuovo dio\u00bb, coloro che, pur avendo a disposizione i parametri della cultura dei popoli, avevano invece prima scelto e poi imposto, nel trattato di Maastricht, i parametri, firmati dai rappresentanti dei singoli Paesi, di \u201cinflazione\u201d, di \u201ctasso d\u2019interesse\u201d, di \u201cmargini di fluttuazione del sistema monetario\u201d, di \u201cdeficit annuale\u201d e \u201cdebito pubblico\u201d; inorridiva ma non si stupiva che l\u2019Europa voluta dai banchieri rivelasse, anche attraverso l\u2019uso dello sterile linguaggio, la totale indifferenza per i valori umani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlava esplicitamente di \u00abdittatura europea\u00bb e invitava gli italiani \u2013 e l\u2019ha fatto fino alla fine dei suoi giorni \u2013 a rizzare le antenne, a dubitare, a porre attenzione a quello che lei definiva \u00abil peccato originale dell\u2019Unione Europea\u00bb, vale a dire la \u00abmancanza dei popoli\u00bb nella costruzione del progetto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 nessuno legge il Trattato di Maastricht?, si domandava. Forse la mancanza di \u00abqualsiasi riflesso di umanit\u00e0 ha tolto a chiunque \u00abil desiderio o la forza di leggerlo\u00bb,&nbsp; e proseguiva: \u00abQuesta \u00e8 stata la sua fortuna: \u00e8 andato avanti senza ostacoli perch\u00e9, non avendolo letto, nessuno ha avuto neanche la voglia, la competenza per contestarlo\u2026\u00bb E ancora: \u00ab\u2026coloro che l\u2019avevano pensato e sottoscritto erano despoti assoluti, non avevano nessun bisogno di riferirsi agli uomini per dettare il proprio disegno e le regole per realizzarlo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle conferenze, negli interventi, nei documenti, nei libri rincarava la dose sui burocrati dell\u2019unione europea: \u00ab(Per loro)tutto il resto non aveva senso n\u00e9 valore: la patria, la lingua, la musica, la poesia, la religione, le emozioni, gli affetti, tutto quello che riguarda gli uomini in quanto uomini, che d\u00e0 significato e espressione al loro vivere in un determinato luogo, in un determinato gruppo, il loro contemplare un determinato paesaggio, il loro amare, soffrire, godere, creare, veniva ignorato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si interrogava, la Magli, sul progetto mondialista, di cui nell\u2019unione dei popoli europei intravedeva uno step. Molti di noi hanno impiegato molto pi\u00f9 tempo per capire, nonostante le sue parole. Per\u00f2 negli ultimi anni si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 chiara una confluenza di interessi (una specie di dottrina di base del globalismo) che continuamente spinge verso la costruzione di un \u201cmondo globale\u201d, del quale, del resto, esistono artefici e costruttori che pubblicamente, per mezzo di discorsi e scritti, hanno parlato dell\u2019argomento \u201cnuovo ordine mondiale\u201d. Apro una parentesi per citare alcuni esempi fondamentali, per tutti coloro che amano trovare risibile l\u2019idea di un progetto di&nbsp; un Nuovo Ordine Mondiale. Cos\u00ec ricordiamo le parole di Henry Kissinger nel 1992: \u00ab\u2026i diritti individuali saranno soppressi di&nbsp; buon grado purch\u00e9 vengano garantiti ordine e pace da parte di un Ordine Mondiale\u00bb. Sempre nel 1992 il \u201cTime\u201d pubblicava l\u2019articolo \u201cThe birth of the Global Nation\u201d di Strobe Talbott, amico di Clinton (suo compagno di stanza all\u2019Universit\u00e0 di Oxford), direttore&nbsp; del \u201cCouncil on Foreign Relations\u201d, nonch\u00e9 membro della Trilaterale: \u00abLa nazione diventer\u00e0 desueta, gli Stati riconosceranno una autorit\u00e0 globale\u2026 gli eventi del nostro secolo vanno necessariamente in direzione di un Ordine Mondiale\u00bb. Nel 1993 Henry Kissinger tornava ad esprimersi in favore di un Nuovo Ordine Mondiale sul \u201cLos Angeles Times\u201d: \u00abQuello che il Congresso dovr\u00e0 ratificare non \u00e8 un semplice accordo commerciale, ma l\u2019architettura di un nuovo sistema internazionale, teso a un Nuovo Ordine Mondiale. Nello \u201cHuman Development Report\u201d dell\u2019ONU del 1994, sezione \u201cGlobal Governance for the 21st Century, si dice: \u00abI problemi dell\u2019umanit\u00e0 non possono essere risolti da un governo nazionale, ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno \u00e8 un Governo Mondiale. Esso pu\u00f2 realizzarsi con il rafforzamento del sistema ONU\u00bb. E David Rockefeller nello stesso anno dir\u00e0: \u00abTutto ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno&nbsp; sono le crisi, la crisi per eccellenza, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi uomini comuni, non appartenenti ad \u00e9lite, nel nostro immaginario di \u201ctacchini\u201d un po\u2019 instupiditi, spesso identifichiamo come artefici del Nuovo Ordine Mondiale i mostri dei colossi bancari o le piovre delle multinazionali: semplificazioni forse non del tutto corrette, eppure non troppo lontane dal vero. Nonostante qualche guizzo di pensiero originale, le nostre menti impigriscono, cullate dai ritmici tam-tam dei media che con massima abilit\u00e0 ci conducono verso la mancanza di autonomia di pensiero, verso quella concezione di \u201cuguaglianza\u201d verso la quale gli antropologi come Ida Magli si sono sempre scagliati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rinuncia alle nostre specificit\u00e0, di individui e di cultura, comprese quelle sessuali, religiose sociali e politiche, fa parte dell\u2019avviamento dei popoli e degli individui verso le forme di \u201cpensiero globale\u201d, configurato su standard e stereotipi eteroforniti, e propinati con molti raffinati sistemi di convincimento. L\u2019obiettivo progressivo \u00e8 la formazione di un \u201cuomo nuovo\u201d, omologato su parametri prestabiliti, ben controllati, un uomo pronto a farsi plasmare con duttilit\u00e0 e facilit\u00e0. In un mondo con caratteri mondialisti si aborriscono sia i popoli sia i singoli individui dall\u2019identit\u00e0 forte, riferibile a forme di riconoscimento nella propria storia, nella tradizione portatrice di valori, in un\u2019etica forte e ben delineata, in grado di proiettare persone e comunit\u00e0 verso aspirazioni e ideali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, mentre la maggior parte di noi voleva credere nel progetto di una \u201cEuropa\u201d salvifica portatrice di benessere, pace, miglioramento, civilt\u00e0\u2026 la Magli ci avvertiva dei pericoli insiti nel voler riconoscere una identit\u00e0 europea al di sopra delle singole comunit\u00e0 nazionali , che nel corso della loro storia si erano sempre dilaniate e portavano impressa nel loro DNA la memoria storica degli odi e delle guerre. Ci spiegava che l\u2019uguaglianza di significati e costumi annienta la specie umana e l\u2019integrazione (ogni integrazione) avviene con l\u2019assimilazione da parte dei pi\u00f9 forti del gruppo culturale pi\u00f9 debole. E per \u201cpi\u00f9 forti\u201d non intendeva soltanto i grandi popoli dell\u2019Europa settentrionale e centrale, ma anche le popolazioni islamiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Magli dunque vedeva diffondersi a macchia d\u2019olio l\u2019idea di una Europa unificata, mentre i popoli stanziati sul territorio europeo erano totalmente dimentichi della loro storia, quasi ubriachi nel fare propria quell\u2019idea, arrivata da chiss\u00e0 chi, che improvvisamente la storia non contasse pi\u00f9 nulla, non \u201cesistesse\u201d pi\u00f9. Avvertiva la studiosa che in questo processo era riconoscibile la volont\u00e0 di cancellare la storia. \u00abDi questo possiamo essere sicuri\u00bb, scriveva in \u201cLa Dittatura Europea\u201d \u00abesiste un centro-laboratorio dove intellettuali, storici, linguisti, psicologi lavorano a trasformare il significato della storia\u00bb. E citava il \u201cministero della Verit\u00e0\u201d narrato da Orwell&nbsp; dove vi era chi riscriveva i libri di storia, perch\u00e9 \u00abchi controlla il passato controlla il futuro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo per un momento alla visione lucidamente \u201cprofetica\u201d di Orwell. Durante l\u2019interrogatorio di Winston, operato da O\u2019Brien,&nbsp;<em>Grande Fratello<\/em>&nbsp;di&nbsp;<em>1984<\/em>, il prigioniero non ricorda pi\u00f9 con precisione la configurazione di alleanze e contrasti tra le grandi tre potenze mondiali che si giocano le sorti della Terra (Eurasia, Estasia, Oceania). Chi era contro chi? Chi il nemico in guerra e chi l\u2019alleato? Il povero Winston aveva buone ragioni per non rammentare. Qualcuno potrebbe obiettare che, per ricordare, libri, giornali e manifesti sarebbero potuti servire a risvegliare la memoria, ma nel caso del nostro distopico romanzo non \u00e8 cos\u00ec.. Infatti il Socing (il Partito dittatoriale) aveva gi\u00e0 provveduto a cancellare e modificare le parole scritte, a correggere la storia in conformit\u00e0 con le nuove esigenze del gruppo di potere al governo e nel frattempo una \u201cnuova\u201d verit\u00e0 aveva conquistato la memoria e la mente di ogni cittadino, in un perverso gioco di decostruzione e ricostruzione mnemonica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa tecnica di controllo della realt\u00e0 e delle menti individuali, cui le persone sono sottoposte in Orwell, porta ad una forma estrema di ipocrisia, in grado di spaccare, di dividere in due parti la mente umana inducendola al \u201cbispensiero\u201d o \u201cbipensiero\u201d, facendo s\u00ec che l\u2019individuo accetti contemporaneamente due realt\u00e0 contrapposte. Questa \u00e8 la definizione dell\u2019autore: \u00abcapacit\u00e0 di accogliere simultaneamente due opinioni fra loro contrastanti, accogliendole entrambe\u00bb. Ma perch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 necessario? Spiega Orwell: \u00abSolo conciliando gli opposti diviene possibile conservare il potere all\u2019infinito\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando a Ida Magli, e alle sue riflessioni sul \u201cbipensiero\u201d, \u00e8 chiaro che lei riteneva che nel progetto di costruzione di quella che tutti iniziavano a chiamare semplicemente \u201cEuropa\u201d si manifestasse abbondantemente&nbsp; e in molte forme il \u201cbipensiero\u201d, ad iniziare dalla presenza di principi desunti da qualunque studio antropologico (che esaltavano le diseguaglianze) insieme a quelli di false uguaglianze propugnate dai \u201cnuovi\u201d pensatori. E se la prendeva con il&nbsp;<em>politically correct.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti se le masse sono indotte a fare propri giudizi, concetti, idee opposte a quelle che produrrebbero spontaneamente e naturalmente, nel caso fossero libere di formulare idee in libert\u00e0, si ottengono due risultati contemporaneamente. Il primo, pi\u00f9 immediato, \u00e8 appunto quello di inculcare pensieri pre-confezionati (contrari alle logiche di coloro cui vengono propinati); il secondo \u00e8 quello di indurre le masse ad assumere, ad accettare prima e far proprie poi, l\u2019a-logicit\u00e0 del pensiero. Siamo proprio di fronte al&nbsp;<em>modus operandi<\/em>&nbsp;che Orwell definiva \u201cbipensiero\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Politicamente corretto<\/em>?, si domandava Ida, e affermava: \u00abcostituisce la forma pi\u00f9 radicale del lavaggio di cervello che i governanti abbiano mai imposto ai loro sudditi\u00bb. Spiegava come il meccanismo \u2013 un vero e proprio meccanismo di censura \u2013 inserisce una distorsione concettuale e praticamente si impadronisce&nbsp; dello strumento naturale&nbsp; di cui la mente umana \u00e8 dotata per discernere le differenze, attraverso l\u2019imposizione del conformismo linguistico che diviene ideologicamente tiranno. Per mezzo di un conformismo linguistico si veicolano modi condizionanti di percepire fatti, concetti, idee, indirizzate&nbsp; da organismi di potere alla massa, che si allinea in questo modo, a forme di pensiero eterodiretto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spiegava la Magli che ogni&nbsp; popolo, ogni cultura dovrebbe trovare nella libert\u00e0 la forza di esprimersi, di irradiarsi all\u2019esterno, con una propria forma: nel rapporto dialettico con altri modelli culturali, ogni cultura ha la capacit\u00e0 di percepire i pericoli e, quando necessario, ha in s\u00e9 l\u2019abilit\u00e0 di rigettare gli elementi estranei non compatibili con la propria cultura, in modo esattamente analogico a ci\u00f2 che fa un corpo biologico, che&nbsp; per mezzo del sistema immunitario rigetta elementi ammorbanti. Se noi invece obblighiamo un popolo a non esprimere, ad accettare, attraverso l\u2019uso del linguaggio,&nbsp; che elementi estranei (e inaccettabili logicamente)&nbsp; si insinuino nel suo sistema culturale, ci avviamo sulla strada dell\u2019estinzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 ci\u00f2 che sta accadendo all\u2019Occidente. E non possiamo che dare ragione alle lucide previsioni di Ida, che per le sue idee rivoluzionarie ha pagato, negli ultimi anni della sua vita, l\u2019indifferenza del mondo accademico, al quale era appartenuta, essendo stata docente di Antropologia all\u2019Universit\u00e0 di Roma, e che ha causato l\u2019allontanamento di colleghi ed ex-amici, turbati dalla forza del suo pensiero fuori \u201callineamento\u201d. I suoi libri pi\u00f9 rivoluzionari furono ignorati, uccisi dal silenzio dei media (ufficiali). Non se ne stupiva. Ma non disperava.&nbsp; Perch\u00e9, diceva \u00ab la grandezza dell\u2019Uomo \u00e8 nel pensiero. E c\u2019\u00e8 sempre almeno un altro uomo che lo afferra e lo trasmette\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi desideriamo essere quell\u2019uomo.<br><a href=\"http:\/\/www.parole-in-rete.net\/2020\/02\/10\/la-grandezza-delluomo-e-nel-pensiero-diceva-ida-magli-di-letizia-gariglio\/#\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grandezza dell&#8217;uomo sta nel pensiero, diceva Ida Magli di Letizia Gariglio (articolo pubblicato nel mese di febbraio 2020 su &#8220;Parole in rete&#8221;) La fanciulla Europa venne portata al di qua del canale del Bosforo, in Occidente, con un inganno &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=850\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,199,1],"tags":[],"class_list":["post-850","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-parole-narrazioni-illusioni-paure","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=850"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/850\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":851,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/850\/revisions\/851"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}