{"id":826,"date":"2019-07-10T22:17:53","date_gmt":"2019-07-10T20:17:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=826"},"modified":"2019-09-09T22:19:48","modified_gmt":"2019-09-09T20:19:48","slug":"impossibili-altre-forme-di-pensiero-di-letizia-gariglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=826","title":{"rendered":"IMPOSSIBILI ALTRE FORME DI PENSIERO di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Impossibili altre forme di pensiero\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong>Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile on line &#8220;Parole in rete&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il precedente articolo \u201cPersuasi ad accettare l\u2019inaccettabile\u201d prosegue il discorso sulle strategie che vengono utilizzate da parte dei&nbsp;<em>potentati&nbsp;<\/em>internazionali per plasmare il nostro immaginario collettivo e per sovragestirci con strumenti finemente architettati, anzi, per meglio dire,<em>&nbsp;ingegneristicamente<\/em>&nbsp;architettati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riprendiamo da dove abbiamo lasciato nell\u2019articolo di giugno: la macchina da guerra \u00e8 fortemente impegnata oggi nel diffondere e promulgare l\u2019idea del&nbsp;<em>gender<\/em>. Che cos\u2019\u00e8?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facciamo un po\u2019 d\u2019ordine: un tempo esistevano i sessi, che erano noiosamente due, quello maschile e quello femminile. Ma attenzione, gi\u00e0 da un certo numero di anni si \u00e8 iniziato a mormorare, e ora si vocifera a voce piena, che i generi sessuali, in fondo, dipendono dal nostro modo di considerarci: l\u2019identit\u00e0 di una persona non pu\u00f2 e non deve \u2013 si sostiene \u2013 essere ingabbiata in scelte binarie e schemi esigui cos\u00ec ripetitivi. Tutto sbagliato ci\u00f2 che si \u00e8 sempre pensato: ora l\u2019identit\u00e0 sessuale di una persona pu\u00f2 essere scelta dalla persona stessa e dalla sua percezione soggettiva. Non ti senti allineato con il sesso che (almeno apparentemente) la biologia ti ha assegnato?&nbsp;<em>No problem<\/em>. Varr\u00e0 la tua sensazione, indipendentemente dall\u2019et\u00e0 che hai, dalle tue esperienze, da valutazioni (anche cliniche) altrui, da eventuali indicazioni psicologiche\u2026 Nulla si potr\u00e0 intromettere fra te e la tua scelta. Ebbene, questa scelta per cos\u00ec dire creativa \u00e8 per l\u2019appunto il&nbsp;<em>gender<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci soffermiamo sulla parola (noi di&nbsp;<em>Parole in rete<\/em>&nbsp;non facciamo che occuparci di parole: maniaci!):&nbsp;<em>Gender<\/em>&nbsp;dovrebbe significare semplicemente (in italiano) genere, parola dunque esplicativa del&nbsp;<em>vecchio<\/em>&nbsp;concetto di sesso, per\u00f2 la parola&nbsp;<em>gender<\/em>&nbsp;\u00e8 stata volontariamente caricata della valenza di scelta nell\u2019identit\u00e0 sessuale. Quando si nomina la parola sesso, infatti, oggi si fa riferimento al sesso biologico; ma quando si usa&nbsp;<em>gender<\/em>&nbsp;ci si immerge nell\u2019ottica del ruolo sociale e culturale che il sesso svolge e ci si orienta alla considerazione che, accanto alle pi\u00f9 antiche disposizioni eterosessuali e omosessuali, si affianchino alcuni orientamenti diversi, come quello bisessuale, transessuale, transgender, intersex, queer, questioning, twospirited, e cos\u00ec via\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 non si usa in italiano ( e non si induce ad usare) la parola&nbsp;<em>genere<\/em>?Perch\u00e9&nbsp; accettare il neologismo sottintende, insieme alla disponibilit\u00e0 alla penetrazione degli anglicismi nella nostra lingua, anche quella all\u2019accettazione di \u201cnuove\u201d teorie culturali: gli artifici retorici della lingua, non dimentichiamolo, sono potenti nel creare pensiero. Infatti \u00e8 attraverso le parole che vengono gestite le campagne di persuasione dei \u201ctacchini\u201d di cui si parlava nell\u2019articolo precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facebook ha dato il suo contributo (in Italia dal 2014, negli Usa parecchio prima) al diffondersi dell\u2019idea di&nbsp;<em>gender<\/em>. All\u2019atto di iscrizione del nuovo utente, infatti, invece della solita tendina \u201ca due piazze\u201d ( Maschio o Femmina) ha introdotto la possibilit\u00e0 di scelta autonoma. Gi\u00e0 nello stesso anno&nbsp;<em>The Washington Post&nbsp;<\/em>(14 febbraio 2014) aveva fornito un piccolo glossario, al quale era possibile ispirarsi per delineare una pi\u00f9 ricca differenziazione&nbsp; fra le qualit\u00e0 del&nbsp;<em>gender<\/em>. Ho cos\u00ec imparato che accanto all\u2019antico androgino (in cui i generi si mescolano o si sommano anche fisiologicamente) esistono i bigender, ma anche i cisgender: i primi sono anche chiamati gender fluid, perch\u00e9 alternano volentieri la loro identificazione fra maschile, femminile o mista; i cisgender (non ci crederete, ma c\u2019\u00e8 posto persino per loro!) sono quelli contenti di identificarsi con il sesso che madre natura gli ha attribuito alla nascita, al contrario dei transgender, fra i quali si distinguono il transuomo e la transdonna. Nonostante mi sia applicata con diligenza faccio fatica a comprendere i quattro sottogeneri e a differenziare fra&nbsp; transdonna, transuomo, transfeminine, transmasculine. Rinuncio pertanto a riferire, per\u00f2 sono lieta di annunciarvi che dopotutto c\u2019\u00e8 una voce che mette tutti d\u2019accordo, perch\u00e9 prevede la complessit\u00e0 delle scelte, ed \u00e8 il termine pangender, nel caso in cui il soggetto si senta ancora incerto nella propria scelta e si stia ancora ponendo delle domande (gender questioning).&nbsp;<em>Ommisign\u00f9r!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma come si \u00e8 affermata nel mondo l\u2019ideologia gender? Le basi si ascrivono all\u2019opera di Alfred Kinsey che negli USA fu \u201cinventore\u201d della Heterosexual\/Homosexual Scale, dove si individuavano sette gradini di orientamento sessuale (dalla completa eterosessualit\u00e0 alla completa omosessualit\u00e0, con molti step intermedi di diversa tonalit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi&nbsp; venne John Money, psichiatra della John Hopkins University, che per primo coni\u00f2 l\u2019espressione \u201cidentit\u00e0 di genere\u201d, studi\u00f2 le \u201cnuove forme della sessualit\u00e0\u201d, convinto assertore che \u201cl\u2019identit\u00e0 sessuale \u00e8 un prodotto della societ\u00e0 e, pertanto, duttile e malleabile alla nascita\u201d. Fu propugnatore di quel modo di vivere la sessualit\u00e0 che avrebbe dovuto rendere tutto fluido e possibile, comprese alcune forme (che molti come me ritengono improponibili), come l\u2019erotizzazione dell\u2019infanzia e la pedofilia. L\u2019ideologia di Money lo indusse a pretendere di dimostrare che l\u2019identit\u00e0 sessuale non era altro&nbsp; che una sorta di sovrastruttura culturale. Come psichiatra lavor\u00f2 con i bambini e decise di incidere profondamente sui loro corpi e le loro vite. Convinse i genitori di un bambino nato nel 1965 (all\u2019interno di una coppia di fratellini), il quale era stato seriamente deprivato nei suoi organi genitali da un intervento di circoncisione fallimentare, che il loro disgraziato figlio (Nome: Bruce Reimer) avrebbe senza problemi potuto trasformarsi in una femmina se fosse stato allevato ed educato come tale. Cos\u00ec fu fatto e Bruce divenne Brenda. Non fu l\u2019unico esperimento di quegli anni, ma fu probabilmente il pi\u00f9 disastroso. Lo psichiatra raccolse numerosi plausi dal mondo scientifico sull\u2019esperimento, poich\u00e9 Money si autoincensava, mentre Brenda, arrivata all\u2019adolescenza, era disperata, anzi, disperatO, perch\u00e9 non si riconosceva nel sesso femminile. Bruce tent\u00f2 di reimpossessassi della sua vera identit\u00e0 maschile, cambi\u00f2 il nome in David (si sentiva impotente di fronte a Golia?). E dopo molte esperienze devastanti per il corpo e la psiche, e infinite indicibili sofferenze (che tuttavia prov\u00f2 a dire) giunse alla scelta del suicidio come unica possibile liberazione dal suo permanente stato di dolore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Money non solo non ammise il suo fallimento scientifico ma continu\u00f2 a diffondere l\u2019idea che l\u2019identit\u00e0 sessuale non fosse che una pura convenzione sociale, frutto di anticaglie culturali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Brenda non divenne mai una donna, nonostante l\u2019educazione, ma David, malgrado l\u2019orrore di ci\u00f2 che gli era stato fatto, lanci\u00f2 accorati appelli affinch\u00e9 le sperimentazioni di Money su altri bambini cessassero. Tuttavia la figura di questa vittima fu ideologizzata e in qualche modo scelta, negli anni in cui visse, per rappresentare quel tipo di uomo \u201cfluido\u201d, deprivato di una identit\u00e0 stabile (persino quella sessuale), svincolato dal suo stesso senso di appartenenza ad entit\u00e0 in cui riconoscersi: siano esse la famiglia, la patria, la nazione, l\u2019etnia, la religione\u2026 tutte forme istituzionali e\/o culturali appartenenti al passato, a un modello di mondo \u201cvecchio\u201d e di uomo \u201cvecchio\u201d, cui opporre un \u201cnuovo\u201d modello di essere umano svuotato di valori e di riferimenti forti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Money usc\u00ec con un libro (<em>Sexual signatures<\/em>) in cui si autoincens\u00f2&nbsp; e raccont\u00f2 meraviglie sulla povera creatura che era (ahim\u00e8) stato suo paziente, dichiarando che aveva vissuto un\u2019infanzia felice da vera femmina. In un volume successivo lo psichiatra si dedic\u00f2 poi allo studio (scientifico, per carit\u00e0) di alcune perversioni, che per\u00f2 lui chiamava parafilie, come la coprofagia, la necrofilia, il piacere dello strangolamento, e altre, cui dedic\u00f2 molta energia al fine di decriminalizzarle. Infine si dichiar\u00f2 pubblicamente favorevole alla pedofilia, in una intervista a&nbsp;<em>Time<\/em>&nbsp;(aprile 1980) in cui \u201crivel\u00f2\u201d la positivit\u00e0 di esperienze sessuali vissute nell\u2019infanzia con persone di famiglia,&nbsp; e il loro influsso tutt\u2019altro che negativo sul bambino. In questo modo apr\u00ec la prima finestra sulla pedofilia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il discorso di Money, che giudica le differenze sessuali n\u00e9 naturali n\u00e9 definitive nel tempo, furono entusiasticamente sostenute dalle femministe lesbiche. A tal proposito io vorrei scrivere semplicemente \u201clesbiche\u201d perch\u00e9 ho sempre giudicato la sovrapposizione dei due termini non corretta e ho sempre insistito affinch\u00e9 le due categorie fossero tenute separate. Ma tant\u2019\u00e8\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intervenne Judith Butler a teorizzare la fluidit\u00e0 del&nbsp;<em>gender<\/em>&nbsp;e che&nbsp; propizi\u00f2 il controllo su famiglia, educazione, e persino conversazioni private (siamo nella \u201cmigliore\u201d visione orwelliana).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ideologizzazione del&nbsp;<em>gender&nbsp;<\/em>si somm\u00f2 alla lotta contro la maternit\u00e0 . Per Shulamith Firestone, poi, lesbica morta suicida nel 2012, il fine ultimo dell\u2019ideologia&nbsp;<em>gender<\/em>&nbsp;era l\u2019eliminazione dei sessi: riproduzione ottenuta artificialmente \u2013 fabbricazione uomo in provetta. La geniale donna propugn\u00f2 la liberazione sessuale dei bambini e la liberalizzazione dell\u2019incesto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Temo di essere stata altamente scorretta&nbsp; nel definirla \u201cdonna\u201d e sono certa che la neo-lingua gender mi saprebbe suggerire un termine migliore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un documento molto importante fu, a mio parere, un saggio di Marshall Kirk, neuropsichiatra, e Hunter Madsen, esperto di marketing (<em>After the ball. How the America will conquer its fear &amp; trated of Gays in&nbsp; 90\u2019s<\/em>, New York, 1989), in cui viene prospettata la \u201cnecessit\u00e0\u201d di una campagna di propaganda, architettata per trasformare la sensibilit\u00e0 delle masse e renderle disponibili ad accettare l\u2019ideologia gender.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altrettanto importante un articolo di Paul Rondeau (<em>Selling homosexuality to America<\/em>, 2002) dove l\u2019autore illustrava i diversi passaggi che dovevano essere operati per \u201cconvertire\u201d, cio\u00e8 ribaltare, l\u2019opinione pubblica all\u2019ideologia gender, attraverso tre fasi. Prima si passava attraverso una prima fase di desensibilizzazione, in cui il getto continuo di info abituasse il pubblico a considerare normali i comportamenti sessuali diversi. Seguiva una fase di censura preventiva verso chi desiderasse opporsi, tacciandoli di essere discriminatori, retr\u00f2 e persino un po\u2019 fascisti (oggi andrebbe di moda la parola populisti): il tutto per bloccare il dissenso. La terza fase prevedeva il martellamento dell\u2019immaginario del pubblico con modelli gender, attraverso tv, film, canzoni, video, clips\u2026.in tutte le fasi si va all\u2019attacco con la neo-lingua. Non vi pare che tutto sia gi\u00e0 stato fatto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi all\u2019interno del Parlamento Europeo esiste la Commissione per i Diritti della Donna e l\u2019uguaglianza di genere, all\u2019interno della quale si interviene sulle questioni LGBTI. Che cosa significa, per chi non lo sapesse? La sigla \u00e8 una sorta di termine inventato con le iniziali di \u201clesbiche, gay,, bisessuali, transgender, intersex\u201d. La Commissione studia su qualunque problematica posta&nbsp; da cittadini europei sopra i 15 anni, risponde a segnalazioni di discriminazione e di molestie, su problematiche di vita quotidiana e sostiene i cambiamenti di aspetto delle persone LGBTI, proteggendole e promuovendo i loro diritti (vedi documento Commissione 06\/06\/2019).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Che brutta parola LGBTI! Non se ne poteva trovare una dal suono pi\u00f9 gradevole nella nuova lingua? Scriveva Orwell in 1984: \u00abFine specifico della neo lingua non \u00e8 solo fornire un mezzo espressivo per sostituire la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma quello di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una manciata di giorni prima della pubblicazione di questo articolo (il 2 luglio 2019)\u00a0 \u00e8 stata scelta\u00a0 dai Capi di Stato e dei Governi la neo Presidente della Commissione Europea, la signora\u00a0Ursula Albrecht von der Leyen, ex Ministra della Difesa teutonica. \u00c8 un personaggio pubblico molto vicino all\u2019ideologia\u00a0<em>gender,\u00a0<\/em>molto lontana da quelle realt\u00e0 cristiane che nel suo ruolo di madre di sette figli qualcuno avrebbe desiderato leggere: quelle realt\u00e0 che amerebbero, nonostante le mode dei tempi imposte dall\u2019esercizio del \u201cpensiero unico\u201d, una naturalit\u00e0 delle coppie e delle famiglie. \u00c8 ben difficile che tutti costoro possano trovare in futuro un qualsivoglia sostegno da parte di questa Presidente, che eserciter\u00e0 il proprio potere in nome della \u201cEuropa\u201d. Gi\u00e0 nel 2017 la signora aveva votato nel Bundenstag per il \u201cmatrimonio per tutti\u201d e ha espresso la propria disapprovazione per le discriminazioni espresse nel sistema militare tedesco per le persone LGBTI. Prevediamo che in futuro continuer\u00e0 a non far mancare il sostegno alla ideologia gender. Prevediamo che vecchie forme di pensiero con essa contrastanti\u00a0 non troveranno tolleranza. Com\u2019\u00e8 quella frase che ormai si sente dire pi\u00f9 volte al giorno?Ah, s\u00ec: lo vuole l\u2019Europa.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(luglio 2019)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Impossibili altre forme di pensiero\u00a0di\u00a0Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile on line &#8220;Parole in rete&#8221; Dopo il precedente articolo \u201cPersuasi ad accettare l\u2019inaccettabile\u201d prosegue il discorso sulle strategie che vengono utilizzate da parte dei&nbsp;potentati&nbsp;internazionali per plasmare il nostro immaginario collettivo &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=826\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-826","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=826"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/826\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":827,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/826\/revisions\/827"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}