{"id":822,"date":"2019-06-10T22:09:43","date_gmt":"2019-06-10T20:09:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=822"},"modified":"2024-02-27T17:34:47","modified_gmt":"2024-02-27T16:34:47","slug":"avari-di-mente-di-letizia-gariglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=822","title":{"rendered":"AVARI DI MENTE di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Avari di mente di Letizia Gariglio, tratto dal mensile &#8220;Parole in rete&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La natura ci ha dotati di sistemi che ci spingono in modo istintivo alla ricerca di azioni legate alla sopravvivenza delle specie, facendo s\u00ec che alcune aree cerebrali siano responsabili della sensazione di gratificazione, derivata da un determinato compito o azione. Un centro importante per il nostro senso di gratificazione \u00e8 il&nbsp;<em>nucleo accumbens,&nbsp;<\/em>che quando \u00e8 stimolato con mezzi naturali, come il cibo, o il sesso, o l\u2019amore materno, produce benessere, piacere. Oltre agli stimoli naturali, altri stimoli possono accendere i circuiti della gratificazione: sono quelli delle dipendenze: sostanze come gli oppioidi o i cannabinoidi, l\u2019alcool, il fumo, ma anche lo shopping, il gioco d\u2019azzardo e\u2026 gli strumenti tecnologici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ci&nbsp; abituiamo a intossicarci di tecnologia fin da giovanissimi, da bambini e da adolescenti, (periodo in cui davvero un rapporto troppo stretto con gli strumenti tecnologici pu\u00f2 essere pericoloso, per il fatto stesso che ci si trova in una fase dello sviluppo molto delicata), l\u2019abitudine pu\u00f2 diventare patologica e aprire la strada verso successive sindromi comportamentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzi tutto \u00e8 evidente che il permanere a lungo sulla Rete (come la stragrande maggioranza degli adolescenti fa) va a discapito della vita sociale&nbsp; e della vita&nbsp;<em>reale,&nbsp;<\/em>delle esperienze di scuola e di relazione. Il sistema&nbsp;<em>inventato<\/em>&nbsp;da Facebook o da Instagram, che prevede attraverso i&nbsp;<em>like<\/em>&nbsp;una risposta reattiva che funge da ricompensa, va per l\u2019appunto a stimolare quell\u2019area del cervello cui corrisponde la sensazione del piacere; ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile staccarsi, anche se da&nbsp;<em>semplici&nbsp;<\/em>social, che fanno leva sul bisogno dell\u2019essere umano di amicizie, seppure virtuali: tanti like, o commenti, o notifiche, stanno a significare altrettanti amici, in un mondo \u2013 quello virtuale -, che si pu\u00f2 contrapporre a quello reale, pullulante di difficolt\u00e0. Aggregati in Rete, si pu\u00f2 snobbare una realt\u00e0 che pu\u00f2 esserci nemica, dove ostilit\u00e0, doveri, responsabilit\u00e0 ci attanagliano. Se si sta in Rete non occorre uscire per trovare amici, non occorre rendersi gradevoli, puliti, piacevoli, non occorre guardare negli occhi, rispondere a input o inviarli, parlare in modo pi\u00f9 complicato di quello trogloditico, si pu\u00f2 stare isolati in camera, senza essersi lavati e messi in ordine: tanto, gli&nbsp;<em>amici<\/em>&nbsp;non ci vedono e non possono apprezzare con i sensi la nostra presenza. Rischio: l\u2019isolamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma che ne sar\u00e0 delle competenze relazionali di quel tipo di ragazzo o delle sue competenze affettive, se tender\u00e0 sempre pi\u00f9 all\u2019introversione? Come imparer\u00e0 a sperimentare e vivere le proprie emozioni, a sondarne gli effetti, su s\u00e9 e altri, ad apprezzarne la profondit\u00e0 e la variet\u00e0? Che ne sar\u00e0 dell\u2019empatia? Il ragazzo tender\u00e0 a isolarsi e a sviluppare attenzione soprattutto per se stesso, sollecitando il proprio narcisismo, che si esprimer\u00e0 nell\u2019attesa di un&nbsp;<em>like<\/em>&nbsp;o nella produzione di&nbsp;<em>selfie<\/em>, senza che&nbsp;<em>l\u2019altro<\/em>&nbsp;possa intervenire a disturbare o esigere la propria parte dell\u2019attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci ripugna immergerci nei pi\u00f9 neri spauracchi della dipendenza da Internet, ma il disturbo psicologico di non-controllo o di dis-controllo degli impulsi che arrivano dalla Rete \u00e8 una possibilit\u00e0 pi\u00f9 diffusa di quanto vorremmo. Osserviamo i ragazzi, e domandiamoci quante volte controllano se gli \u00e8 arrivata posta. Quanto tempo passano in chat? Poniamo attenzione, soprattutto se notiamo qualche segno di malessere. O se il tempo durante il quale sono rimasti on line ci pare davvero lungo: non potremo demandare a loro stessi questa forma di controllo, perch\u00e9 sono destinati via via a essere sempre meno consapevoli della prepotenza del loro bisogno di Internet, e sempre meno capaci di valutare autonomamente i rischi della permanenza e dell\u2019impossibilit\u00e0 di interrompere volontariamente. La dipendenza cyber-sessuale \u00e8 solo un aspetto (grave) della dipendenza, come quello dai giochi in Rete (Net-gaming) che comprendono molte sfaccettature, fino&nbsp; ai giochi interattivi, al gioco d\u2019azzardo o l\u2019uso di casino virtuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti insegnanti e pedagogisti osservano oggi nei ragazzi una diminuzione della memoria e si sospetta che l\u2019uso di dispositivi sia in parte corresponsabile del fenomeno della s<em>memoria .&nbsp;<\/em>Ma a che serve&nbsp; sforzarsi di ricordare quando velocemente si pu\u00f2 fare riferimento a Internet e cercare l\u2019info desiderata? Occorre dannarsi per essere enciclopedici quando&nbsp; l\u2019intero scibile umano \u00e8 a portata di un click? Non mi devo affaticare per tenere a mente&nbsp; un numero di telefono e posso liberare la mia testolina da piccole informazioni inutili \u2026 senza accorgermi di vivere ormai in un permanente stato di amnesia, dove nulla appare tanto importante da occupare stabilmente uno spazietto di mente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi \u00e8 un aspetto della carenza di memoria che viene definito&nbsp;<em>amnesia digitale,&nbsp;<\/em>che aggiunge motivo di preoccupazione,&nbsp; e che funziona come un serpente che si morde la coda. Quando si cercano in Rete informazioni di genere vario, ci si occupa e preoccupa anche di stabilirne la reperibilit\u00e0 in tempi successivi, assicurandosi di potervi accedere nel futuro. Cos\u00ec, non si \u00e8 tanto occupati, come si potrebbe immaginare, nel fare una lettura attenta di ci\u00f2 che si \u00e8 cercato, ponendo attenzione ai contenuti, anzi, \u00e8 stato dimostrato che l\u2019attenzione diminuisce con la consapevolezza della disponibilit\u00e0 di reiterare la ricerca, per ottenere l\u2019info.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo ha anche un po\u2019 a che fare con la proverbiale\u00a0<em>taccagneria cognitiva<\/em>\u00a0di noi umani (ce ne hanno ampiamente parlato i neuro-cognitivisti): pare che il nostro obiettivo fondamentale dopotutto sia far risparmiare fatica al nostro cervello, vale a dire risparmiarci la fatica di imparare. Pare che le leggi dell\u2019economia valgano, ahim\u00e8, anche nell\u2019apprendimento, spingendoci a lesinare sulla nostra partecipazione mentale\u00a0 (siamo tremendamente pigri mentalmente!) e a economizzare le nostre (accidiose) risorse intellettuali.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(giugno 2019)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avari di mente di Letizia Gariglio, tratto dal mensile &#8220;Parole in rete&#8221; La natura ci ha dotati di sistemi che ci spingono in modo istintivo alla ricerca di azioni legate alla sopravvivenza delle specie, facendo s\u00ec che alcune aree cerebrali &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=822\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,204,1],"tags":[],"class_list":["post-822","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-dis-orientamento-dei-giovani-problemi-educazione-e-scuola","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/822","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=822"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/822\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":823,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/822\/revisions\/823"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=822"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=822"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=822"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}