{"id":818,"date":"2019-04-10T22:02:15","date_gmt":"2019-04-10T20:02:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=818"},"modified":"2024-02-27T17:37:29","modified_gmt":"2024-02-27T16:37:29","slug":"pronto-voglio-parlarti-del-telefonino-di-letizia-gariglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=818","title":{"rendered":"\u00abPRONTO? VOGLIO PARLARTI DEL TELEFONINO\u00bb di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abPronto? Voglio parlarti del telefonino\u2026\u00bb di Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile on line &#8220;Parole in rete&#8221;\u00ab<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Ivrea nel 2017 (sentenza del 30 marzo del Tribunale di Ivrea) \u00e8 stata riconosciuta una relazione fra l\u2019uso del cellulare e l\u2019insorgenza di un tumore. Un uomo, afflitto da tumore, si era rivolto al Tribunale perch\u00e9 sentenziasse sul neurinoma, tumore che gli aveva tolto l\u2019udito, dopo aver lavorato con il cellulare per tre ore al giorno nel corso di quindici anni: gli \u00e8 stata riconosciuta la malattia professionale e l\u2019Inail insieme alla Telecom sono stati condannati ad un risarcimento tramite vitalizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sentenza \u00e8 degna della nostra attenzione perch\u00e9 spesso ancora oggi la comunit\u00e0 scientifica stenta&nbsp; a riconoscere la connessione fra tumore e uso del cellulare, e si nota una diffusa volont\u00e0 di classificare la dannosit\u00e0 delle radiazioni emesse da cellulare al pari della dannosit\u00e0, in termini di cancerogenit\u00e0,&nbsp; di quelle di una tazzina di caff\u00e8 o di una sigaretta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia l\u2019Ordine Mondiale della Sanit\u00e0 ha incluso l\u2019inquinamento elettromagnetico fra le quattro emergenze pi\u00f9 importanti del pianeta: ci\u00f2 significa che la preoccupazione per l\u2019insorgenza di malattie degenerative, come i tumori, dovuti anche ad esposizione a campi elettromagnetici, \u00e8 ben accesa. Negli ultimi anni l\u2019incremento di impianti, antenne, WiFi, in abitazioni e uffici, grazie ad un esponenziale avanzamento di tecnologie sempre pi\u00f9 potenti e sofisticate, ha alzato, con l\u2019aumento dell\u2019esposizione ai campi elettromagnetici, anche il livello di preoccupazione delle persone e degli enti sensibili al problema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 l\u2019attenzione delle singole persone \u00e8 esercitabile (verso l\u2019utilizzo appropriato di un forno a microonde, per esempio), va tutto bene, ma quando l\u2019utilizzo e la presenza stessa di impianti non \u00e8 dipendente da scelte individuali, ma coinvolge gruppi e realt\u00e0 collettive, tutto si complica.&nbsp; Spesso, infatti, non \u00e8 competenza di singoli cittadini decidere la collocazione su un territorio di antenne, la disposizione di cavi, la scelta del tipo di alimentazione, nemmeno la presenza eventuale di stazioni radio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tal proposito sono stati condotti studi fra l\u2019esposizione residenziale e le radiofrequenze (American Journal of Epidiemology) che hanno dimostrato rischio di leucemia, cancro del cervello e cancro infantile, dimostrando che vi \u00e8&nbsp; un\u2019associazione importante fra esposizione residenziale all\u2019emittenza e aumento dei casi di leucemia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo in grado di scegliere se tenere la radiosveglia sul comodino,&nbsp; il cellulare sotto il cuscino, se lasciare le nostre apparecchiature elettriche in standby, dare in mano ai nostri figli piccoli il cellulare o il tablet per tenerli buoni in modo efficace, intrattenendoli facilmente. Possiamo decidere se vogliamo usare il cellulare con le cuffiette oppure no, e anche se ci piace usare il WiFi sulla nostra auto in corsa. Ma la situazione \u00e8 ben pi\u00f9 complessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019Assemblea parlamentare del Consiglio d\u2019Europa, in una propria Risoluzione, \u00e8 intervenuta&nbsp; nel prendere in esame gli effetti sulla salute delle campi elettromagnetici emessi dagli apparati di telefonia mobile e di altri sistemi WiFi a banda larga. Nella stessa Risoluzione si sollecitano gli stati membri ad un maggiore impegno per una regolamentazione attenta sull\u2019uso degli apparecchi che emettono tali onde; nel documento si dice: \u00ab\u2026la certezza scientifica sugli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute delle persone non si potr\u00e0 avere che fra diversi anni\u2026\u00bb. Anche l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha evidenziato la necessit\u00e0 di fare prevenzione, limitando l\u2019influenza negativa sulla salute.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia urgerebbe qualche riflessione in pi\u00f9, se consideriamo che, dopo Usa e Giappone, siamo il Paese con maggiore diffusione di telefonini e l\u2019utenza di telefonia mobile per abitante \u00e8 pari al 160%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mondo degli educatori l\u2019incompletezza di prove scientifiche non basta a calmare le preoccupazioni, n\u00e9 a sollevare gli addetti ai lavori dalla intima convinzione che vi sia una relazione stretta fra atteggiamenti comportamentali, difficolt\u00e0 generazionali nella presenza di disturbi specifici di apprendimento, diffusione di autismo e onde elettromagnetiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto esistono studi analitici sulla cognitivit\u00e0 che analizzano i nessi fra onde elettromagnetiche, personalit\u00e0 e comportamento; gli educatori spesso osservano condizioni fisiche nei bambini e negli adolescenti, come cefalea, irritabilit\u00e0, stato di eccitabilit\u00e0; si conoscono interferenza ammesse dalle ricerche scientifiche con la frequenza cardiaca, con il riposo notturno, l\u2019alterazione della quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del sonno, mancanza di attenzione nelle attivit\u00e0 di apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 plausibile che fra bambini e ragazzi, come fra gli adulti, vi sia una diversit\u00e0 nella tolleranza all\u2019esposizione ai campi magnetici. Per\u00f2 sempre pi\u00f9 frequentemente i bambini e i ragazzi sono in grado di manifestare a parole il proprio disagio,&nbsp; accompagnato qualche volta da un lieve senso di nausea, che loro provano a contatto prolungato di tablet e telefonini. Si tratta della percezione di sensazioni, che l\u2019individuo stesso sente di provare: non sanno bene definire che cosa provano, ma sono in grado di manifestare la sensazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la sensibilizzazione degli adulti si fa pi\u00f9 acuta nei confronti dei minori. Se in passato qualche errore \u00e8 stato commesso con leggerezza&nbsp; (pensiamo, per esempio, all\u2019accudimento a distanza con interfoni (i baby-phone) i genitori oggi sono diventati pi\u00f9 accorti. O almeno, lo speriamo. Lo vogliamo sperare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studi su effetti epigenetici hanno dimostrato che le radiazioni veicolate da telefonini cellulari conducono a comportamenti e ad alterazioni neurofisiologiche persistenti. Alcuni studi&nbsp; condotti intra utero hanno dimostrato nel feto iperattivit\u00e0, ansiet\u00e0 crescente e si \u00e8 arrivati finalmente a comprendere che l\u2019esposizione a radiofrequenze in utero \u00e8 potenziale causa di disordini comportamentali nel nascituro; non solo, si \u00e8 compreso che le alterazioni neurofisiologiche persistono dalla fase neonatale all\u2019et\u00e0 adulta.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(aprile 2019)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPronto? 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