{"id":816,"date":"2019-03-10T21:59:39","date_gmt":"2019-03-10T20:59:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=816"},"modified":"2024-02-27T17:37:41","modified_gmt":"2024-02-27T16:37:41","slug":"un-filo-derba-ci-salvera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=816","title":{"rendered":"UN FILO D&#8217;ERBA CI SALVER\u00c0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>UN FILO D\u2019ERBA CI SALVER\u00c0 di Letizia Gariglio, TRATTO DAL MENSILE ON LINE &#8220;PAROLE IN RETE&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse la speranza di salvezza sta in un filo d\u2019erba. Forse\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come nelle peggiori distopie orwelliane, anche nel racconto di Wanda Scuderi, che in questo numero pubblichiamo, il mondo non ha pi\u00f9 passato. Se il passato nell\u2019immaginazione dell\u2019autore inglese doveva essere controllato per poter controllare il presente e il futuro (\u201cChi controlla il passato, controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato\u201d, scriveva Orwell), nella narrazione di Scuderi il passato \u00e8 gi\u00e0 stato eliminato dalla memoria delle persone (quasi tutte le persone).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se in Orwell il partito dominante aggiorna costantemente le informazioni riguardanti il passato,&nbsp; compiendo un\u2019attenta opera di ristrutturazione della realt\u00e0 del passato, in funzione dei propri interessi politici, nel racconto&nbsp;<em>Forse&nbsp;<\/em>la cancellazione delle tracce del passato \u00e8 ancora pi\u00f9 drastica, giustificata, sostenuta e messa in atto, com\u2019\u00e8, dall\u2019oggettiva cancellazione di ogni traccia appartenente a qualsivoglia elemento naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui il passato \u00e8 innominabile e impensabile, condannato a una&nbsp;<em>damnatio memoriae.<\/em>E se la cancellazione del nome era per gli antichi il massimo sfregio per la persona che subiva la condanna, comportando la dimenticanza del suo passaggio sulla terra, per Gero e Velja, i pi\u00f9 giovani protagonisti della nostra storia di oggi, la condanna della perdita di memoria \u00e8 legiferata&nbsp; e supportata con regolamenti speciali e sanzioni: leggi speciali concorrono a eliminare&nbsp; la presenza, dalla mente delle persone, del&nbsp;<em>Klime-Out<\/em>, l\u2019avvenuto cataclisma che ha definitivamente estirpato ogni traccia di presenza della Natura sul pianeta. Nel mondo di&nbsp;<em>Forse<\/em>, tuttavia, il governo dominante commette un importante errore, a vantaggio dei&nbsp;<em>dominati<\/em>, lasciando libero di esistere il mondo degli affetti familiari. In quel piccolo spazio della realt\u00e0 domestica, per quanto deturpato da artifici tecnologici sostitutivi dei dati naturali, il potere dominante dimentica di intervenire per distruggere l\u2019individuo, tralascia l\u2019opera di sopraffazione di quel piccolo territorio, e l\u00ec, solo l\u00ec, rinuncia a insidiare le persone proponendo loro un continuo assorbimento di eventi collettivi (che Orwell invece giudicava indispensabile per l\u2019annichilimento della libert\u00e0 umana). Cos\u00ec viene conservato un piccolo spazio per lo scambio di alcune emozioni e sentimenti fondamentali per il nutrimento dell\u2019umanit\u00e0, come quelli che ancora agiscono fra genitori e figli. In quello spazio potr\u00e0 insinuarsi&nbsp; la ribellione dell\u2019immaginazione, e, attraverso di essa, si realizzer\u00e0 l\u2019<em>impossibile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza del mondo di&nbsp;<em>1984&nbsp;<\/em>in&nbsp;<em>Forse<\/em>&nbsp;non convivono in famiglia giovani pericolosi delatori, e i piccoli, ancora liberi nel gioco dell\u2019inventare, combinando fra loro elementi e materiali inerti, arriveranno a scoprire una nuova alchimia e con un nuovo ma antico&nbsp; spirito di sperimentazione, che si riveler\u00e0 originale e vitale, realizzeranno la trasmutazione in oro della materia inerte, reinventando la Vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Splendida occasione per noi di speranza, verde come un filo d\u2019erba, malgrado tanta amarezza. Siamo convinti infatti che per costruire una societ\u00e0 globalizzata piegata&nbsp; alla volont\u00e0 di chi conduce il potere, con forme plutocratiche, oligarchiche e quanto pi\u00f9 possibile tecnocratizzate, occorra la globalizzazione delle coscienze. Percepiamo con chiarezza la volont\u00e0 diffusa di dissolvere le identit\u00e0 e le specificit\u00e0 culturali, religiose e politiche, annacquando le nostre forme di identit\u00e0 pi\u00f9 forti. Certamente la famiglia rappresenta un cardine dell\u2019identit\u00e0 della persona: \u00e8 in famiglia che si trasmettono valori morali; se l\u2019autorit\u00e0 genitoriale \u00e8 forte si costruisce nei figli un\u2019identit\u00e0 altrettanto forte. Constatiamo la volont\u00e0 di distruzione della famiglia tradizionale, dal momento che \u00e8 nella famiglia che l\u2019individuo si riconosce e conosce regole, misura, ordine. Ci preoccupa la distruzione dell\u2019identit\u00e0 di maschile e femminile, la sostituzione dei due sessi con individui unisessuali, anonimi; la teoria gender nega una specifica natura maschile e femminile e vuole farci digerire, con tempi che si fanno sempre pi\u00f9 precipitosi, l\u2019idea che il sesso, in una famiglia tradizionale, sia frutto di arbitrariet\u00e0 culturale, di pure convenzioni sociali, insomma di stereotipi sessuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per\u00f2 Gero e Velja, nonostante tutto maschio e femmina \u2013 e sar\u00e0 la femmina a ricreare la vita-, forse ci porgeranno un filo d\u2019erba.<br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Condividi:<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN FILO D\u2019ERBA CI SALVER\u00c0 di Letizia Gariglio, TRATTO DAL MENSILE ON LINE &#8220;PAROLE IN RETE&#8221; Forse la speranza di salvezza sta in un filo d\u2019erba. Forse\u2026 Come nelle peggiori distopie orwelliane, anche nel racconto di Wanda Scuderi, che in &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=816\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,1],"tags":[],"class_list":["post-816","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=816"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/816\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":817,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/816\/revisions\/817"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}