{"id":806,"date":"2018-12-10T21:42:20","date_gmt":"2018-12-10T20:42:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=806"},"modified":"2024-02-27T17:41:33","modified_gmt":"2024-02-27T16:41:33","slug":"le-impressionanti-falsita-dellinformazione-fandonie-di-letizia-gariglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=806","title":{"rendered":"LE IMPRESSIONANTI FALSIT\u00c0 DELL&#8217;INFORMAZIONE (FANDONIE) di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><br>Le\u00a0<em>impressionanti<\/em>\u00a0falsit\u00e0 dell\u2019informazione: Timisoara<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile in rete &#8220;Parole in rete&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un cittadino cecoslovacco (Cechia e Slovacchia erano ancora unite) nel dicembre 1989 rifer\u00ec all\u2019Agenzia di Stampa ungherese MTI che colpi di arma da fuoco erano stato sparati a Timisoara. Chi ha l\u2019et\u00e0 potr\u00e0 ricordare la notizia, perch\u00e9 essa si trasform\u00f2 in breve tempo in una bufala di ordine planetario.&nbsp; Fu ripresa nella stessa serata dalla TV di stato ungherese, che non cit\u00f2 la fonte, ma aggiunse che lo scopo della sparatoria&nbsp; era stato quello di impedire la deportazione di un pastore protestante. In effetti si era svolta a Timisoara una manifestazione in favore di un pastore protestante minacciato dalla Polizia di Ceausescu; ed erano veri anche gli spari sentiti, per\u00f2, il 15 dicembre (due giorni prima). Nella serata del 17 la radio di Vienna rifer\u00ec anch\u2019essa di incidenti avvenuti nella cittadina della Romania (veri anch\u2019essi). Il giorno seguente la notizia rimbalz\u00f2 fra le pagine di&nbsp;<em>Le Monde<\/em>&nbsp;del Corriere della Sera: riferirono di arresti e cariche della polizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il marted\u00ec 19\/12 tutti gli organi di informazione si scatenarono. Washington Post annunciava sangue a Timisoara. Ma l<em>\u2019Unit\u00e0&nbsp;<\/em>fu anche pi\u00f9 incalzante: si paventavano da 300 a 400 morti. La Radio Ungherese parl\u00f2 di cittadini assassinati e di cadaveri all\u2019ospedale. Tutto il mondo si agit\u00f2 alla notizia che la cittadina romena, dove Ceauscescu esercitava ancora il suo potere di ferro, fosse il cento di scontri davvero importanti. Le rotative di tutto il mondo impazzirono: Timisoara era completamente distrutta; i giornali e i loro giornalisti si lanciarono uno sull\u2019altro, uno contro l\u2019altro, uno pi\u00f9 dell\u2019altro. Iniziarono a fornire particolari dapprima inquietanti, poi violenti, infine raccapriccianti: bambini schiacciati dai tank, donne incinte trafitte da baionette, mitragliate a raffica sulla folla\u2026 uno sterminio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 21 il dittatore del Paese si dava alla fuga, perch\u00e9, dicevano i giornali, erano restati sul terreno 4660 morti, 1860 feriti\u2026 per non parlare del numero di arresti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sugli schermi TV arrivarono le immagini, con la notizia che fossero state scavate fosse comuni, dove i cadaveri erano stati frettolosamente accatastati. Immagini di corpi mutilati, fatti a pezzi, corpi disseppelliti e ripresi con le torce nel buio della notte: scene da tregenda. La difficolt\u00e0 di comunicazione con i Paesi della ex Jugoslavia rendeva ancora pi\u00f9 drammatiche le immagini e le notizie, cui si aggiungeva il vuoto di una distanza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine comunque i giornalisti di tutto il mondo giunsero a Timisoara. E tutti confermarono. Confermarono la veridicit\u00e0 di morti e feriti, la drammaticit\u00e0 dei toni e la descrizione della scene: si trattava senza alcun dubbio di una strage, esaltata dalle parolone dei titoli e degli articoli. Qualcuno arriv\u00f2 ad affermare di aver personalmente assistito alla \u201cbattaglia di Timisoara\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La macchina televisiva funzionava al meglio e gli avvenimenti erano sotto gli occhi di tutti: corpi nudi legati con filo di ferro,&nbsp; cadaveri sventrati, donne mutilate, feti trucidati e abbandonati avevano reso Timisoara l\u2019Inferno romeno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Collaboravano per&nbsp;<em>Avvenimenti<\/em>&nbsp;due giornalisti, Michele Gambino e Sergio Stingo, al loro giornale venne in mente di mandarli sul luogo per raccogliere notizie dirette. Appena arrivati a Timisoara corsero per vedere i cadaveri. Li videro: erano pochissimi, erano in avanzato stato di decomposizione (chiaramente deceduti da alcune settimane; la&nbsp;<em>madre<\/em>&nbsp;sventrata aveva oltre 60 anni (troppi per essere madre) e il feto appoggiato sulla sua pancia era un bimbo bello e fatto (nemmeno un neonato). Qualcosa non tornava; tutto era molto strano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu il custode del cimitero a svelare l\u2019arcano. Afferm\u00f2 di aver invano spiegato a tutti i giornalisti che quei corpi erano stati sottoposti all\u2019autopsia, ero appartenuti a barboni, a derelitti, perch\u00e9 quello, si affannava il becchino, era il cimitero dei poveri: non erano stati torturati, assicurava, e poi erano stati disseppelliti \u201cdopo\u201d, ed erano stati contesi da tutti quei giornalisti e tutti quei fotografi! E ancora si disperava, il pover\u2019uomo, di non essere stato creduto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando tornarono in patria il giornale dei due cronisti stent\u00f2 a credere a una simile enormit\u00e0: come contrastare tutti i giornali del pianeta?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto la dittatura romena era caduta, non esisteva pi\u00f9, e il&nbsp;<em>massacro di Timisoara<\/em>faceva gi\u00e0 parte della storia: non era pi\u00f9 un argomento di attualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1990 una rete televisiva tedesca ammise che foto e riprese di Timisoara erano state falsificate, scattate con messinscene; in seguito anche le autorit\u00e0 romene ricostruirono i dati anagrafici dei corpi macchinosamente usati: chi era morto di alcolismo, chi di freddo, chi di congestione\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inganno, probabilmente ordito per destabilizzare definitivamente la dittatura, era avvenuto consapevolmente, almeno da parte di alcuni (aveva per\u00f2 storicizzato una realt\u00e0 inesistente): altri, nel mondo dell\u2019informazione, avevano semplicemente seguito la corrente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni giornali fecero un po\u2019 di autocritica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma per che cosa si ricorda oggi Timisoara? Si ricorda per il\u00a0<em>massacro<\/em>, perch\u00e9 \u00abil passato \u00e8 quanto viene ricordato\u2026 dalla memoria dei singoli individui\u00bb, diceva Orwell. E la correzione di un\u2019informazione falsificata, in parte o del tutto, conta molto poco: la falsa informazione, se fa leva sugli istinti e sulle emozioni (parla alla\u00a0<em>pancia<\/em>, qualcuno dice), soprattutto se fornita in modo impressionante, resta nella memoria degli individui come la verit\u00e0 degna di essere memorizzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(dicembre 2018)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le\u00a0impressionanti\u00a0falsit\u00e0 dell\u2019informazione: Timisoara\u00a0di\u00a0Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile in rete &#8220;Parole in rete&#8221; Un cittadino cecoslovacco (Cechia e Slovacchia erano ancora unite) nel dicembre 1989 rifer\u00ec all\u2019Agenzia di Stampa ungherese MTI che colpi di arma da fuoco erano stato sparati &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=806\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,1,201],"tags":[],"class_list":["post-806","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-senza-categoria","category-storiche-disinformazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/806","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=806"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/806\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":807,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/806\/revisions\/807"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}