{"id":798,"date":"2018-11-10T21:26:22","date_gmt":"2018-11-10T20:26:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=798"},"modified":"2024-02-27T17:43:09","modified_gmt":"2024-02-27T16:43:09","slug":"bufale-e-bisonti-sulla-luna-fandonie-di-letizia-gariglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=798","title":{"rendered":"BUFALE E BISONTI SULLA LUNA (FANDONIE) di Letizia Gariglio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bufale e bisonti sulla Luna<\/strong>\u00a0\u00a0di\u00a0<strong>Letizia Gariglio,  articolo tratto dal mensile in rete &#8220;Parole in rete&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mandrie di possenti bisonti selvaggi, che noi abbiamo conosciuto grazie a molti film western, sono comparse sulle pellicole in epoca successiva. Cos\u00ec le grandi foreste nordamericane di abeti secolari, cos\u00ec i grandi fiumi dalle acque gelide e turbolente, dalla forza ora distruttiva ora dolcemente scorrevole in pianura; cos\u00ec le grandi montagne dalle rocce tanto irte da sembrare impossibili: paesaggi veramente lunari. Le abbiamo conosciute nel cinema, per mezzo dei film e dei documentari, nel Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure qualcuno le aveva letterariamente immaginate e descritte molto prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la verit\u00e0 al quadro descrittivo era stata aggiunta anche la compagnia di unicorni azzurri, di uccelli dalle propriet\u00e0 acquatiche, di piramidi di quarzo color violetto, insieme anche a umani bipedi, dotati di alcune caratteristiche dei castori, di uomini pipistrello\u2026 e cos\u00ec via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti questi avvistamenti non erano avvenuti sulla Terra, bens\u00ec sulla Luna. E non con i potenti telescopi odierni, ma con telescopi un po\u2019 pi\u00f9 modesti, nel 1835, in un giorno d\u2019estate, il 25 agosto, in pieno&nbsp;&nbsp;periodo di calura estiva e per molti cittadini newyorkesi di vacanze, che hanno in comune in tutto l\u2019Occidente la propriet\u00e0 di far diminuire i numeri di lettori e, ahim\u00e8, le vendite dei giornali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 qualcuno aveva pensato di inventarsi una deliziosa bufala!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A dare la notizia di queste scoperte meravigliose e sconcertanti fu il New York Sun con il primo di una serie di sei articoli firmati dall\u2019assistente dell\u2019illustre astronomo John Herschel, il Dott. Andrew Grant. Si apprese cos\u00ec che il conosciuto e qualificato astronomo aveva montato al Capo di Buona Speranza un telescopio cos\u00ec potente da permettere di osservare alcune scene di vita sulla Luna, fino all\u2019evidenziazione di gustosissimi dettagli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">John Herschel esisteva davvero, ed era per davvero un astronomo inglese famoso (7 marzo 1792 \u2013 11 maggio 1871), tra l\u2019altro era a sua volta figlio di un altro grande astronomo di origine tedesca, lo scopritore William Herschel (15 novembre 1738 \u2013 25 agosto 1822), che per primo aveva avvistato e scoperto Urano Per\u00f2 il pover\u2019uomo non solo non aveva mai dato simili notizie ad alcun rappresentante della stampa, ma da quel momento si trov\u00f2 nella posizione di doversi difendere da accuse, minacce, insulti, dimostrazioni di disprezzo, e quant\u2019altro. Da quella data memorabile pass\u00f2 il resto della vita a cercare di discolparsi e di chiarire l\u2019equivoco, negando la paternit\u00e0 della falsa informazione. Intanto, per\u00f2, la fandonia aveva fatto il giro del mondo. La flora e la fauna lunari avevano fatto innamorare i lettori, i quali continuavano a richiedere notizie ed aggiornamenti. Andrew Grant, tuttavia, aveva scarse opportunit\u00e0 per accontentare i lettori e anche per continuare la propria carriera giornalistica, semplicemente perch\u00e9 non esisteva&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec \u00abThe Great Moon Hoax\u00bb, la \u00abGrande Bufala della Luna\u00bb si dovette accontentare della risonanza che aveva creato attorno a se stessa; il pi\u00f9 soddisfatto fu il proprietario (Frank Munsey) del New York Sun, edito da Benjamin Day, che aveva esponenzialmente aumentato il numero di copie vendute.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quotidiano newyorkese era nato nel 1833 e fu il primo giornale a essere venduto a un penny: primo esempio di<em>&nbsp;penny press;<\/em>&nbsp;continu\u00f2 a essere pubblicato fino al 1950.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sintetizzare lo spirito del giornale, riportiamo una massima, attribuita a John Borgart, un suo capo redattore, che dice: \u00abQuando un cane morde un uomo non fa notizia; ma quando un uomo morde un cane, quella \u00e8 una notizia!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(novembre 2018)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bufale e bisonti sulla Luna\u00a0\u00a0di\u00a0Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile in rete &#8220;Parole in rete&#8221; La mandrie di possenti bisonti selvaggi, che noi abbiamo conosciuto grazie a molti film western, sono comparse sulle pellicole in epoca successiva. 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