{"id":789,"date":"2018-10-10T21:02:43","date_gmt":"2018-10-10T19:02:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=789"},"modified":"2024-02-27T17:45:58","modified_gmt":"2024-02-27T16:45:58","slug":"789","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=789","title":{"rendered":"DISLESSIA FRA RELAZIONI FAMIGLIARI E ABILIT\u00c0 DELL&#8217;APPRENDIMENTO di Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile &#8220;Parole in rete&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dislessia fra relazioni famigliari e abilit\u00e0 dell\u2019apprendimento (Educazione e formazione)&nbsp;<\/strong>di&nbsp;<strong>Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile di cultura &#8220;Parole in rete&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difficolt\u00e0 a percepire suoni, riconoscere e scrivere segni (compresa l\u2019abilit\u00e0 motoria della scrittura): ecco i sintomi riconosciuti nella dislessia, ritenuto da molti come un disturbo biologico con base genetica, o, pi\u00f9 ampiamente, come un disturbo con cause sia biologiche sia cognitive tuttora non del tutto sviscerate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un disturbo stabile, non momentaneo, e si pu\u00f2 esprimere come disgrafia (si scrive male), come disortografia (si scrive con numerosi errori), discalculia (si hanno difficolt\u00e0 a scrivere e operare con i numeri). Viene ritenuto probabile che i bambini i quali manifestano nell\u2019infanzia disturbi della parola (storpiano le parole, anche quelle che non costituiscono difficolt\u00e0 per i compagni) potranno peggiorare nel corso degli studi: si \u00e8 di fronte ad indizi che lasciano sospettare un\u2019evoluzione non positiva, un peggioramento della situazione nel tempo, nella successiva fase di apprendimento della lettura e della scrittura. Se nel tempo l\u2019acquisizione degli automatismi della lettura e della scrittura costituiranno un problema, si scateneranno a partire di l\u00ec una serie di problematiche connesse: sar\u00e0 pi\u00f9 difficile comprendere i testi letti, sar\u00e0 pi\u00f9 lenta e difficoltosa la memorizzazione dei dati (di definizioni, o di termini che servono ad esprimere adeguatamente i concetti, per esempio), oppure la manipolazione dei numeri e delle operazioni aritmetiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si tiene conto che con il procedere del percorso scolastico aumentano le complessit\u00e0, si intuisce come le difficolt\u00e0 dei \u201cdislessici\u201d possano aumentare nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per i \u201cdislessici\u201d la parola non \u00e8 lo strumento pi\u00f9 idoneo e pi\u00f9 naturale per veicolare i contenuti da apprendere: ascoltare, leggere, scambiare informazioni attraverso la parola, esprimere, comunicare sono aspetti di&nbsp;&nbsp;una capacit\u00e0, quella linguistica, che deve essere supportata e aiutata. Se pensiamo che il linguaggio \u00e8 alla base della trasmissione di conoscenze e delle attivit\u00e0 didattiche si capisce quali problemi possano essere connessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso al fenomeno della dislessia si associano altri problemi, che riguardano il sistema individuale di organizzazione dello spazio e del tempo, l\u2019orientamento di s\u00e9 e di altro nello spazio, l\u2019utilizzazione corretta del concetto di destra e sinistra, scarsit\u00e0 del senso ritmico, che comprende anche l\u2019abilit\u00e0 di ripetere schemi ritmici. Si relaziona con la dislessia una lateralizzazione della persona un po\u2019 imperfetta (o piuttosto imperfetta), non ben definita, variamente combinata nella prevalenza di lateralit\u00e0 fra occhio, orecchio, gamba, piede, ecc., ma che si compie sostanzialmente in modo non armonico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune disabilit\u00e0 grafiche si manifestano con la confusione di lettere simili ma invertite nello spazio (la \u201cb\u201d e la \u201cd\u201d, per esempio, oppure la \u201cs\u201d e la \u201cz\u201d), dove l\u2019organizzazione dello spazio della grafia prevede una certa abilit\u00e0 di orientarsi bene fra direzione verso sinistra e direzione verso destra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019allievo \u201cdislessico\u201d viene spesso suggerito l\u2019uso, a scuola e a casa, di un software compensativo, a partire dalla fascia dei pi\u00f9 piccoli, vengono consigliati spesso strumenti per lo studio (ad esempio finalizzati alla creazione di mappe) o per la scrittura matematica&nbsp;&nbsp;e software generici di supporto per il potenziamento della lettura e della scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono attivi gruppi associativi, talvolta si realizzano campus estivi per bambini e ragazzi con il problema dislessia. Esiste anche un Premio Letterario (\u201cUna citt\u00e0 che scrive\u201d) che riserva una sezione speciale dedicata al tema \u201cDislessia e dintorni\u201d. L\u2019Universit\u00e0 di Ca\u2019 Foscari ha proposto per l\u2019estate 2018 una sessione estiva del Masterclass Deal, corso di alta formazione per aiutare negli studi&nbsp;&nbsp;gli studenti&nbsp;&nbsp;con disturbi di linguaggio, nello studio delle lingue, siano esse lingue materne, classiche o straniere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia la legge 170\/2010 determina e sancisce il riconoscimento dei DSA, vale a dire dei disturbi specifici di apprendimento (cos\u00ec viene definita la dislessia): la legge tutela gli studenti di ogni et\u00e0 che abbiano questo problema. Occorre che il loro disturbo sia riconosciuto e diagnosticato da un&nbsp;<em>team<\/em>&nbsp;di esperti (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista). Di solito la diagnosi non viene&nbsp;&nbsp;pronunciata prima della fine della seconda classe della scuola primaria, perch\u00e9 prima dell\u2019et\u00e0 corrispondente non avrebbe senso applicare test.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella scuola italiana le diagnosi dei casi di dislessia sono sempre pi\u00f9 frequenti e, sebbene il Ministero Superiore della Sanit\u00e0 attesti una presenza di dislessici al 3,5% fra l\u2019intera popolazione scolastica, all\u2019interno della scuola serpeggia la sensazione che le problematiche riguardanti la dislessia siano sempre pi\u00f9 numerose. Molti insegnanti, molti pedagogisti si domandano: perch\u00e9? Perch\u00e9 sempre pi\u00f9 bambini e ragazzi sembrano essere affetti (del tutto o almeno in parte) dai quei sintomi che abbiamo descritto poco sopra? Ci si domanda: tutti questi studenti in difficolt\u00e0 con l\u2019abilit\u00e0 del linguaggio sono davvero dislessici? Perch\u00e9 un tempo non si percepivano tutti questi problemi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre: i casi di dislessia riconosciuti sono tutti davvero tali? Pu\u00f2 esservi sovradimensionamento del problema? E la domanda \u00e8 spesso accompagnata dal dubbio che il mondo scolastico sia eccessivamente medicalizzato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre domandarsi se la dislessia sia dunque una malattia. Appare sicuramente come un disturbo, ma non pu\u00f2 essere definita una patologia, perch\u00e9 non \u00e8 rilevabile con esami di ordine chimico o fisico o per mezzo di strumenti di analisi di tipo neuro-radiologico, che possano rivelare in modo scientifico delle anomalie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se noi consideriamo la \u201cnormalit\u00e0\u201d dell\u2019apprendimento della lettura e della scrittura come la pi\u00f9 frequente condizione di coloro che leggono o scrivono, siamo indotti a considerare la dislessia come un allontanamento da questo indice di normalit\u00e0: ci\u00f2 \u00e8 ovvio. Per\u00f2: \u00e8 giusto considerarlo un disturbo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sarebbe pi\u00f9 corretto considerare la dislessia semplicemente come una caratteristica personale? Esistono persone che hanno il senso del ritmo, altri ne sono privi; ci sono gli \u201cstonati\u201d e quelli che cantano benissimo; c\u2019\u00e8 chi ha vivo senso dell\u2019orientamento e chi si perderebbe in un bicchier d\u2019acqua; chi disegna benissimo e altri che non riescono a delineare nemmeno la casa col tetto; cos\u00ec vi \u00e8 chi \u00e8 portato a leggere e scrivere in modo fluente e chi fatica a riconoscere e a collegare il suono di lettere, sillabe, parole. Non andrebbe dunque catalogata la dislessia come semplice caratteristica individuale?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 nella nostra scuola e nella nostra societ\u00e0 viene considerata come disturbo? Se anche vogliamo chiamarlo cos\u00ec, personalmente ritengo che i disturbi non siano mai indipendenti dal momento storico e dalla societ\u00e0 in cui si presentano: non trascendono luogo, tempo, circostanze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra \u00e8 una societ\u00e0 che basa la propria comunicazione principalmente sulla forma scritta; la trasmissione culturale avviene nella forma privilegiata della parola pubblicata (i libri). Ma immaginiamo un\u2019ipotesi diversa, immaginiamo di muoverci in un mondo in cui fosse esclusa la trasmissione in forma scritta, allora potremmo supporre quanto segue: la dislessia non esisterebbe in una siffatta societ\u00e0. Ma non \u00e8 cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si afferma che i casi di dislessia siano abnormemente aumentati negli ultimi cinquant\u2019anni, ma \u00e8 vero anche che nel corso degli stessi anni si sono consolidate le abitudini di frequentazione della scuola dell\u2019obbligo: in Italia l\u2019introduzione della Scuola Media Unica risale al 1962; prima di quel momento esisteva un rigido sistema scolastico selettivo, eredit\u00e0 della Riforma Gentile. L\u2019ingresso alla (vecchia) Scuola Media era oltremodo selettivo; in parole povere: alla scuola media neanche ci arrivavano i dislessici, non ci arrivavano in ogni caso quelli che potevano presentare il bench\u00e9 minimo problema di apprendimento. La divaricazione avveniva alla fine del corso elementare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riforma della scuola media fu senz\u2019altro una conquista storica in termini di raggiungimento di un\u2019opportunit\u00e0 di uguaglianza per la popolazione studentesca; l\u2019eliminazione di principi meritocratici per l\u2019ingresso alla scuola media ebbe il risultato di potenziare una pi\u00f9 ampia espansione dell\u2019istruzione di base, integr\u00f2 le disabilit\u00e0, ma l\u2019immissione di tutti gli studenti in un tipo unico di scuola dell\u2019obbligo abbass\u00f2 drasticamente la qualit\u00e0 dei contenuti dell\u2019istruzione. Tuttavia non elimin\u00f2 la specificit\u00e0 della predominanza del canale verbale nell\u2019istruzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, noi sappiamo benissimo che la trasmissione della capacit\u00e0 linguistica dipende in gran parte dall\u2019ambiente in cui l\u2019individuo si forma: un ambiente, per motivi diversi, depauperato, porta ad un uso depauperato della lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo al concetto di \u201cnormalit\u00e0\u201d: esiste un livello \u201cnormale\u201d dell\u2019uso della lingua? E che cosa pu\u00f2 significare l\u2019aumento dei casi di dislessia: forse un vissuto di disagio psicologico, pu\u00f2 essere il segno di rapporti problematici in seno alla famiglia di origine?L\u2019esplosione delle diagnosi (e delle certificazioni dei disturbi specifici di apprendimento) in Italia non va di pari passo con quelle di altri paesi. La certificazione tende senz\u2019altro a sollevare in parte gli insegnanti dalla responsabilit\u00e0 di aiutare l\u2019alunno a compiere con successo il proprio percorso scolastico, ma aiuta soprattutto i genitori, sottraendo una parte della loro piena responsabilit\u00e0 educativa; solleva infine l\u2019allievo stesso dalla responsabilit\u00e0 di rendere attive le proprie potenzialit\u00e0, creando un atteggiamento&nbsp;&nbsp;psicologico di ripiegamento su se stesso, lo abitua pericolosamente a pensare che \u201caltri\u201d, un aiuto esterno, possa intervenire in sua vece: oggi la facilitazione avviene qui\u2026 domani, chiss\u00e0\u2026 qualcuno arriver\u00e0\u2026e ci\u00f2 contribuisce diseducativamente a creare la psicologia dell\u2019assistito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I problemi emergono con forza nella scuola perch\u00e9 la scuola \u00e8 un concentrato di persone, un crocevia di situazioni, ma il problema si \u00e8 generato a monte, in famiglia, dove padre e madre hanno abdicato al loro ruolo genitoriale, contenitivo, educativo. Quanti genitori alla deriva si incontrano nella scuola! \u00c8 una realt\u00e0 difficile da immaginare per chi non abbia svolto il ruolo dell\u2019insegnante e dell\u2019educatore e si sia trovato a contatto con realt\u00e0 estremamente complesse. Eppure i genitori sono sempre meno coscienti del proprio ruolo educativo; nella scuola i problemi esplodono e, di fronte a difficolt\u00e0 che sembrano insormontabili, si preferisce affidare la risoluzione dei problemi ai medici, agli psicologi, ai logopedisti, ai neuropsichiatri, vale a dire a tutti coloro che, pur essendo esterni alla reale quotidiana vita scolastica, ma essendo investiti dalla pellicola della \u201cscientificit\u00e0\u201d, vengono autorizzati a svolgere un compito apparentemente \u201coggettivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La preoccupazione di molti pedagogisti e degli insegnanti che si impegnano nel loro ruolo con costanza \u00e8, al contrario, quella della eccessiva medicalizzazione del problema. Gi\u00e0 in altri paesi si sono realizzate condizioni di cura che gli insegnanti italiani temono oltremodo: i disturbi di apprendimento, accompagnati da disturbi dell\u2019attenzione, vengono pesantemente trattati altrove con psicofarmaci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse il modo migliore per aiutare i ragazzi con problemi di apprendimento potrebbe essere quello di aiutare i genitori a svolgere il loro ruolo, in una societ\u00e0 che li allontana sempre di pi\u00f9 dalla voglia di impegno e sacrificio per i figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna riflettere fra educatori, genitori, insegnanti, psicologi ed altri esperti del settore sul fatto che la dislessia, al pari di altre manifestazioni della personalit\u00e0, che in ambito scolastico si manifestano pi\u00f9 o meno visibilmente, possa essere correlata alle dinamiche parentali all\u2019interno delle relazioni famigliari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(ottobre 2018)<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Condividi:<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dislessia fra relazioni famigliari e abilit\u00e0 dell\u2019apprendimento (Educazione e formazione)&nbsp;di&nbsp;Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile di cultura &#8220;Parole in rete&#8221; Difficolt\u00e0 a percepire suoni, riconoscere e scrivere segni (compresa l\u2019abilit\u00e0 motoria della scrittura): ecco i sintomi riconosciuti nella dislessia, ritenuto &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=789\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,204,1],"tags":[],"class_list":["post-789","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-dis-orientamento-dei-giovani-problemi-educazione-e-scuola","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/789","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=789"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/789\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":795,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/789\/revisions\/795"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=789"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=789"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=789"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}