{"id":787,"date":"2018-09-10T19:43:18","date_gmt":"2018-09-10T17:43:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=787"},"modified":"2024-02-27T17:46:15","modified_gmt":"2024-02-27T16:46:15","slug":"eterna-si-ma-di-cartone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=787","title":{"rendered":"ETERNA S\u00cd MA DI CARTONE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong><br>Eterna s\u00ec ma di cartone di Letizia Gariglio, <\/strong><\/em><strong>articolo tratto dal mensile on line &#8220;Parole in rete&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutte le bufale storiche di nutrono di parole, ci furono anche quelle, per cos\u00ec dire, scenografiche. Per\u00f2 le parole ce le mise Trilussa. Qualcuno le ricorda? \u00abPovera Roma mia de travertino!\/ rifatta tutta de cartone \/ aspetta l\u2019Imbianchino&nbsp;&nbsp;suo prossimo padrone \u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Imbianchino era proprio Hitler, che visit\u00f2 Roma nel 1938. Doveva essere accolto con clamori di folla, in un ambiente degno di ricevere il capo di stato alleato. Ma Roma non possedeva una stazione decente, e lungo la linea ferroviaria, al margine della citt\u00e0, si allungavano le squallide&nbsp;<em>bidonville<\/em>, fatte di lamiere e stracci, dove si accalcavano i poveracci. Che fare? L\u2019idea geniale fu costruire una finta stazione, degna della Capitale.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla met\u00e0 degli Anni Trenta in aperta campagna esisteva una fermata tecnica per i treni, nient\u2019altro. L\u00ec si decise che sarebbe sceso il capo della Germania. In pochissimo tempo fu allestita una grandiosa scenografia con un portico d\u2019onore lungo centodieci metri e profondo quattordici metri; si presentava inoltre un passaggio coperto per carrozze e automobili. Mentre il treno arrivava, e trecento locomotive suonavano la sirena contemporaneamente, il dittatore tedesco pot\u00e9 ammirare meravigliose facciate di palazzi (dietro le quali, ben occultate si nascondevano le baraccopoli); infine il treno giunse a Roma Ostiense: stazione inesistente fino a pochi giorni prima, anzi, come nelle migliori tradizioni del teatro, fino a poche ore prima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come era potuto accadere quel&nbsp;<em>miracolo<\/em>? Grazie ad una struttura complessa di tubi Innocenti, che portava la scenografia ideata da Narducci, realizzata in legno e cartone. Hitler giunse&nbsp;&nbsp;alla stazione Ostiense che era sera e, forse grazie anche al favore del buio, rimase impressionato da tutto quel marmo, cos\u00ec ben disegnato e dipinto, da dare l\u2019illusione di essere reale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per confermare quel successo in seguito la stazione fu costruita esattamente su quel modello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(settembre 2018)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eterna s\u00ec ma di cartone di Letizia Gariglio, articolo tratto dal mensile on line &#8220;Parole in rete&#8221; Non tutte le bufale storiche di nutrono di parole, ci furono anche quelle, per cos\u00ec dire, scenografiche. 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