{"id":580,"date":"2015-07-12T18:50:03","date_gmt":"2015-07-12T16:50:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=580"},"modified":"2024-02-27T17:50:02","modified_gmt":"2024-02-27T16:50:02","slug":"recensione-di-amaritudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=580","title":{"rendered":"RECENSIONE di AMARITUDINE"},"content":{"rendered":"<p>Recensione<br \/>\ndi GRAZIA VALENTE<\/p>\n<p>della raccolta di poesie <strong>Amaritudine<\/strong> di Letizia Gariglio (<em>Amaritudine<\/em>. Poesie d\u2019amore e disamore di Letizia Gariglio. Nuova Ipsa Editore, Palermo. In tutte le librerie dal 12 maggio 2015).<br \/>\n.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Amaritudine<\/em>: una parola insolita, dal suono dolce-amaro, sinonimo di amarezza. Se l\u2019autrice lo ha scelto come titolo della propria raccolta poetica, accompagnato, nel sottotitolo, dal binomio amore\/disamore, la ragione non pu\u00f2 che essere quella di voler rappresentare, della propria vita o comunque del proprio modo di rapportarsi con essa, l\u2019aspetto meno felice, meno appagante. Una silloge che fotografa lucidamente una condizione di separatezza, di solitudine amorosa.<br \/>\nIl libro si apre con un prologo, una ouverture lirica sull\u2019atto dello scrivere, un atto che da fisico si fa esistenziale, con il \u00abbisogno di narrare\u00bb che l\u2019autrice dichiara, quasi a giustificare il suo \u00abesserci\u00bb sulla pagina. La scrittura si palesa attraverso i secoli, parte essenziale della storia stessa dell\u2019uomo, dallo \u00abstilo\u00bb alla tastiera. Il punto pi\u00f9 alto lo si raggiunge l\u00e0 dove la \u00absofferenza si fa scrittura\u00bb.<br \/>\nA proposito di amore<!--more-->, scrive Ovidio nella sua Ars amatoria: \u00abQuanto pi\u00f9 amore mi trafisse, quanto pi\u00f9 crudelmente m&#8217;arse, su di lui tanto pi\u00f9 grande prender\u00f2 vendetta\u00bb. E la vendetta di un poeta, una vendetta incruenta ma non meno efficace, si manifesta nella scrittura.<br \/>\nMa ritorniamo al titolo del libro: Amaritudine. Ci piace immaginare questa parola della nostra lingua (e probabilmente il gioco linguistico \u00e8 stato creato ad arte) come la fusione del verbo amare con l\u2019aggettivo amaro, mentre il suffisso richiama altre assonanze, ad esempio quella con solitudine. Il sentimento amoroso \u00e8 molto presente nella poesia dell\u2019autrice, un amore che ha conosciuto la prova pi\u00f9 terribile: quella del distacco. L\u2019autrice sembra affrontare tale prova in maniera oscillante, divisa tra un sentimento intriso di rabbia, di rancore, e all\u2019opposto un dolore che si stempera in nostalgia, quasi pacificato nel ricordo degli slanci amorosi.<br \/>\nIl senso di solitudine affiora in molte liriche, ad esempio quando l\u2019autrice osserva con occhi dolorosamente partecipi coppie occasionali colte nell\u2019affettuosit\u00e0 quotidiana. Ma gi\u00e0 si intuisce che si tratta di una solitudine aperta ai cambiamenti. Nella lingua anglosassone si definisce la solitudine con due termini diversi, che non sono sinonimi:<em> solitude<\/em> e <em>loneliness<\/em>. La prima \u00e8 la solitudine voluta, cercata. La seconda \u00e8 quella non desiderata, subita. La solitudine dell&#8217;autrice, la loneliness, la pi\u00f9 dolorosa, \u00e8 anche quella che ci tempra, ci rafforza: \u00abEppure non disarmo\u00bb, ci dice l\u2019autrice in un suo verso.<br \/>\nStilisticamente, la poetessa evidenzia una maturit\u00e0 espressiva accompagnata da una notevole raffinatezza e ricercatezza lessicale che a volte sfocia all&#8217;improvviso nell\u2019ironia, si tempera di slanci autoironici, forse nel timore di abbandonarsi alla retorica dei sentimenti.<br \/>\nQuella di Letizia Gariglio \u00e8 una poesia lucida, consapevole, pervasa da riflessioni filosofiche, densa di immagini e ricca di metafore, in una sapiente alternanza di toni bassi e toni alti, con picchi di realismo svelati senza infingimenti, per quel bisogno di verit\u00e0 connaturato al poeta, che non pu\u00f2 fare a meno di rivelarsi fino al fondo della propria anima.<br \/>\nIn questo libro, a nostro giudizio importante, sia per la quantit\u00e0 di poesie che raccoglie (112) che per la molteplicit\u00e0 di temi e per quegli accenti di verit\u00e0 cui si \u00e8 gi\u00e0 accennato, l\u2019autrice ha manifestato il suo bisogno, a un certo momento della vita, di fare ordine.<br \/>\nSi rovista metaforicamente nei cassetti, si svuotano gli armadi, in una esigenza di pulizia radicale. Oggetti come persone e viceversa, alla ricerca di un senso al proprio esistere attraverso un nuovo e diverso significato da attribuire al proprio cosiddetto vissuto. E\u2019 una sorta di inventario delle cose perdute, degli amici che non sono pi\u00f9 (anche se coloro che ci hanno lasciato sono ancora con noi, perch\u00e9 \u00abil lutto non divide\u00bb). Poi, a un certo momento, si materializzano i luoghi del nostro passato, luoghi cari alla memoria, luoghi abitati dalle persone pi\u00f9 amate, che ritornano vive attraverso gli impossibili dialoghi dettati dal rimpianto.<br \/>\nSi avverte come il punto di arrivo in un ideale crocevia nel quale urge un bisogno di meditazione, di andare oltre il presente, che porta con s\u00e9 una nostalgia del divino, di quel \u00abluogo del religioso \u2026 al quale guardavano gli uomini alla ricerca della parola perduta\u00bb. Un anelito verso la trascendenza come connessione contrapposta tra due piani dell\u2019esistere, quello denso degli umori che scaturiscono dalle passioni e quello ideale, rarefatto e custodito come una reliquia.<br \/>\nE si intraprende un ultimo viaggio, verso un\u2019isola, l\u2019isola madre. \u00abSono venuta per rinascere \u2026 per ascoltare il suono delle mie origini\u00bb. E l\u00ec, nel sito archeologico nuragico di Tam\u00f9li, tra le pietre allineate in un antico rituale, guardando l\u2019azzurro del cielo \u00abche non disillude\u00bb, pur con la presenza inquietante del rapace che lo attraversa, si percepisce l\u2019appartenenza a \u00abuna madre interiore primordiale\u00bb. E si anela a un ritorno alle origini della nostra condizione di esseri umani, dove la potenza della vita non \u00e8, n\u00e9 pu\u00f2 essere altro, che energia d\u2019amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione di GRAZIA VALENTE della raccolta di poesie Amaritudine di Letizia Gariglio (Amaritudine. Poesie d\u2019amore e disamore di Letizia Gariglio. Nuova Ipsa Editore, Palermo. In tutte le librerie dal 12 maggio 2015). . 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