{"id":421,"date":"2014-12-20T22:50:09","date_gmt":"2014-12-20T21:50:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=421"},"modified":"2018-04-29T10:31:35","modified_gmt":"2018-04-29T08:31:35","slug":"tempi-sacri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=421","title":{"rendered":"Tempi sacri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/sole-fra-rami.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-422\" src=\"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/sole-fra-rami.jpg\" alt=\"sole fra rami\" width=\"272\" height=\"180\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi \u00e8 cultura, popolo, gruppo umano che non possieda una propria concezione del tempo e in essa un&#8217;idea di fine\/principio, che porti con s\u00e9 una <strong>fase di rigenerazione della vita<\/strong>. Ovunque le <strong>cerimonie per il nuovo anno<\/strong> riflettono al loro interno<!--more--> principi cosmogonici e propongono la propria idea di creazione del mondo.<br \/>\nPersino le culture giudaico-cristiane, che hanno sostituito la credenza di un tempo lineare a quella pi\u00f9 arcaica, cosmica e pagana, di un tempo circolare, accettano la ciclicit\u00e0 di eventi sia naturali sia rituali, che si ripetono secondo i movimenti degli astri, l&#8217;avvicendarsi delle stagioni.<br \/>\nInvito a fare caso a quello che \u00e8 il comune sentire delle persone e a come esse siano sensibili all&#8217;idea di un tempo ciclico, che ritorna sempre su se stesso, portatore di un futuro frutto del passato e del presente; ci\u00f2 nonostante venga proposta fin da quando si \u00e8 piccolissimi l&#8217;idea di un tempo vettoriale (che si muove \u201cin avanti\u201d, dal passato al futuro) .<br \/>\nIl<strong> comune sentire dell&#8217;uomo \u00e8 sempre pi\u00f9 vicino all&#8217;idea di tempo cosmico<\/strong>, capace di fornire un possibile legame col sacro, che esercita nell&#8217;uomo contemporaneo un&#8217;attrazione assai forte.<br \/>\nCos\u00ec in questa fase dell&#8217;anno, con lo spegnimento di tutta la vita vegetale attiva (quantomeno in superficie), con lo sprofondamento dei semi sotto terra, con il progressivo indebolimento delle forze del sole, con il nostro disperato desiderio di animali che vorrebbero, come tanti loro simili, almeno un po&#8217; di letargo, noi umani, quando pi\u00f9 sembriamo presi da aspetti del tutto laici di occasioni goderecce e consumistiche, in realt\u00e0 siamo desiderosi di <strong>un po&#8217; di sacralit\u00e0 nella nostra<\/strong> <strong>partecipazione ai riti di rinnovamento<\/strong>. Pochi lo ammettono, \u00e8 vero, ma molti lo sentono, anche se la nostra sensibilit\u00e0 \u00e8\u00a0 piuttosto bruciata dalle onde radioattive dei nostri cellulari.<br \/>\nDunque, ciclicamente \u00e8 ora tornato il <strong>solstizio d&#8217;inverno<\/strong>, e nonostante il suo carattere di evento astronomico, dunque ammantato di scientificit\u00e0, esso ci riporta alla favolosit\u00e0 di una fine e di un nuovo inizio, caricati entrambi di sapore mitico, che li pone fuori dal tempo, come la fine, e il principio, del mondo stesso.<br \/>\nE mentre il serpente del tempo si morde la coda, tornando a se stesso, il solstizio ci fornisce l&#8217;occasione di chiudere un tempo e di aprirne un altro, toccando il confine fra ordinario e straordinario, fra morte e vita.<br \/>\nSembra morire il sole nel giorno del solstizio invernale, e dissolversi; ma la vittoria della luce sul buio promette nuova vita: <strong>promette rigenerazione<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non vi \u00e8 cultura, popolo, gruppo umano che non possieda una propria concezione del tempo e in essa un&#8217;idea di fine\/principio, che porti con s\u00e9 una fase di rigenerazione della vita. 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