{"id":410,"date":"2014-12-17T12:19:13","date_gmt":"2014-12-17T11:19:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=410"},"modified":"2024-02-27T17:51:52","modified_gmt":"2024-02-27T16:51:52","slug":"se-sono-cose-nostre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=410","title":{"rendered":"Se sono cose nostre&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">(Articolo pubblicato su n. 10\/2014 di InOgniDove &#8211; Piemonte; www.inognidovepiemonte.it)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni i beni confiscati alla mafia sono diventati non solo il risultato di un iter di giustizia, ma uno strumento<!--more--> su cui convogliare attenzioni progettuali e programmi di cultura. Non solo la confisca nei fatti ostacola e danneggia le organizzazioni mafiose, ma si fa strumento ulteriore di impegno contro le mafie stesse. Lo fa con l&#8217;utilizzazione di una legge: la legge n. 109 del 7 marzo 1996 Rognoni La Torre, che dispone in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati per reati di stampo mafioso, e impedisce concretamente ai condannati di reati di stampo mafioso di rientrare in possesso dei beni sequestrati.<br \/>\nQuali beni? I beni mobili, costituiti da denaro in contante e in assegni, titoli, crediti personali di vario genere, come cambiali, libretti al portatore, altre obbligazioni. Sono compresi anche gli autoveicoli, le barche, i natanti. Si aggiungono i beni immobili, come le case, gli appartamenti, i terreni edificabili e quelli agricoli.<br \/>\nMentre le somme di denaro confiscate sono utili per avviare e realizzare il processo di gestione dei beni confiscati nel loro complesso, i beni immobili confiscati possono essere assegnati dallo Stato per operare con \u201cfinalit\u00e0 di giustizia\u201d o di ordine pubblico o, ancora, possono entrare a far parte del patrimonio dell&#8217;Ente locale dove sono stati confiscati.<br \/>\nUn terzo gruppo di beni sono quelli aziendali. Va da s\u00e9 che gli scopi per cos\u00ec dire \u201caziendali\u201d della mafia hanno come principale obiettivo quello di costituire un mezzo per il riciclaggio di denaro sporco, proveniente dagli affari illeciti interni all&#8217;organizzazione mafiosa stessa. I campi di investimento aziendale che la mafia predilige sono, com&#8217;\u00e8 noto, quello edilizio, ma anche le aziende agroalimentari o quelle di ristorazione, i centri commerciali e i locali notturni. A guardare bene non vi sono settori all&#8217;interno dei quali la mafia abbia rinunciato ad operare lucrosamente.<br \/>\nTutti questi beni, come del resto i beni immobili, hanno un alto valore simbolico, pi\u00f9 elevato di quello delle liquidit\u00e0, sia presso l&#8217;opinione pubblica, ma anche presso gli appartenenti alle stesse organizzazioni mafiose: viene toccato il piano della materia che si radica nel territorio, concreto biglietto di presentazione del valore dei boss mafiosi. Siamo di fronte ad un bene materiale che si fa simbolo.<br \/>\nEsiste un coordinamento fra associazioni che garantiscono una gestione diretta dei patrimoni confiscati, auto- organizzatesi in forma di rete, in Libera. Libera, riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidariet\u00e0 Sociale, \u00e8 nata nel 1995, attualmente coordina oltre 1500 realt\u00e0 fra associazioni, scuole, gruppi e realt\u00e0 di base territorialmente impegnati. \u00c8 attivamente impegnata per il miglior uso della legge a fini sociali per i beni confiscati alle mafie, ma non solo. Nel 2008 \u00e8 stata inserita dall&#8217;Eurispes tra le eccellenze italiane. La rivista The Global Journal l&#8217;ha inserita nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: \u00e8 l&#8217;unica organizzazione italiana di community empowerment che compaia in questa lista, dedicata alle realt\u00e0 del no-profit.<br \/>\nCome ha precisato don Ciotti, Presidente di Libera, essa non non gestisce direttamente alcun bene confiscato, ma coordina, promuove e sostiene le cooperative che lavorano in tal senso. Molte sono le criticit\u00e0 nella gestione dei beni confiscati; don Ciotti chiede la \u00abpiena attuazione dell\u2019albo degli amministratori giudiziari, l\u2019utilizzo dei fondi europei per la coesione territoriale, la tutela dei lavoratori delle aziende e incentivi per la nascita di cooperative di dipendenti\u00bb.<br \/>\nSono pi\u00f9 di ottocento i Comuni italiani che ospitano nel proprio territorio almeno un bene confiscato alla criminalit\u00e0 organizzata, alcuni ne hanno ne hanno pi\u00f9 di 100. In testa alla classifica non ci stupiamo se c&#8217;\u00e8 Palermo, cuore storico di mafia. Seguono Reggio Calabria (220), Roma (193), Milano (184), Bari (113) e Napoli (109). Quasi la met\u00e0 delle aziende confiscate sono localizzate in Sicilia, segue la Campania e la Lombardia .<br \/>\nQuanto a don Ciotti, non \u00e8 male rammentare le minacce che il boss mafioso Tot\u00f2 Riina gli ha rivolto il 14 settembre dell&#8217;anno scorso dal carcere, proprio alla vigilia dell&#8217;anniversario della morte di Don Puglisi. Era l&#8217;ora d&#8217;aria quando, in collera, ha manifestato al compagno la propria decisiva intolleranza verso un prete che, come Puglisi, rappresentava una Chiesa impegnata contro la mafia. Di Puglisi in quell&#8217;occasione disse: \u00ab &#8230; la Chiesa&#8230; lo vedete cosa voleva fare? Tutte cose voleva fare iddu nel territorio&#8230; tutto voleva fare iddu, cose che non ci credete\u00bb. E infatti don Puglisi \u00e8 morto. Quanto a Ciotti: \u00abCiotti, Ciotti, putissimu pure ammazzarlo\u00bb, sbott\u00f2. \u00abSalvatore Riina, uscendo, \u00e8 sempre un pericolo per lui&#8230; figlio di puttana\u00bb. Ma gli investigatori della Dia di Palermo ascoltavano in diretta. Venne avvertita la procura antimafia.<br \/>\nCerto, don Ciotti \u00e8 uno che rompe. Non molla mai, non indietreggia, nemmeno di fronte alle minacce, neppure quelle di omicidio. \u00abTogliere il frutto dei loro crimini ai mafiosi e restituirlo alla collettivit\u00e0 ha un valore enorme\u00bb, dice, \u00abNon solo perch\u00e9 colpisce la criminalit\u00e0 organizzata nei simboli del suo potere, ma anche perch\u00e9 quelle terre, quei palazzi, quelle case, quei villaggi turistici, quei poderi agricoli vengono liberati, riportati alla legalit\u00e0, rimessi nelle mani della societ\u00e0 civile a cui erano stati sottratti con la violenza e con il crimine. Quindi occorre tenere alta la vigilanza e rendere pi\u00f9 efficace la legge. Le criticit\u00e0 sono ancora tante\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Articolo pubblicato su n. 10\/2014 di InOgniDove &#8211; Piemonte; www.inognidovepiemonte.it) Negli ultimi anni i beni confiscati alla mafia sono diventati non solo il risultato di un iter di giustizia, ma uno strumento<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[190,179],"tags":[165],"class_list":["post-410","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli-2010-2017","category-cultura-e-ambiente","tag-confisca-beni-di-mafia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=410"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":412,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410\/revisions\/412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}