{"id":405,"date":"2014-12-16T19:05:35","date_gmt":"2014-12-16T18:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=405"},"modified":"2018-04-29T10:34:37","modified_gmt":"2018-04-29T08:34:37","slug":"se-potessimo-cacciarli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=405","title":{"rendered":"Se potessimo cacciarli!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/n-morta-sistemata.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-416\" src=\"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/n-morta-sistemata.jpg\" alt=\"n morta sistemata\" width=\"196\" height=\"198\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(L&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato sul numero 10\/2014\u00a0 della rivista InOgniDove &#8211; Piemonte (www.inognidovepiemonte.it)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cacciatori hanno di che dirsi soddisfatti; coloro che sono contro la caccia molto meno. Vediamo cosa succeder\u00e0 prossimamente<!--more--> per quanto riguarda la caccia in Piemonte.<br \/>\nDal 28 settembre al 30 ottobre caccia aperta a quaglia, tortora; dal 28 settembre al 19 gennaio si cacciano invece germano reale, gallinella d\u2019acqua, alzavola, folaga, fischione;\u00a0 dal 1\u00b0 ottobre al 31 dicembre beccaccia, beccaccino, allodola. Dal 1\u00b0 ottobre al 31 gennaio colombaccio, cornacchia nera, cornacchia grigia, gazza, ghiandaia; dal 1\u00b0 ottobre al 10 gennaio tordo bottaccio, tordo sassello, cesena; dal 28 settembre al 31 gennaio la volpe; dal\u00a0 1\u00b0 ottobre al 30 novembre, in base a piani numerici di prelievo pernice bianca, fagiano di monte, coturnice, lepre bianca. Il cinghiale si caccia\u00a0 dal 28 settembre al 28 dicembre o dal 1\u00b0 novembre al 31 gennaio, anche in forma non selettiva.<br \/>\nSe siete contrari alla caccia ma siete proprietari di un fondo fino a poco tempo fa potevate solo mettervi il cuore in pace: ritirarvi in casa e assistere impotenti alla presenza di fucili, cartucce o pallettoni sui vostri terreni.<br \/>\nIo ho provato una volta a farmi avanti per discutere con i cacciatori e ho rischiato di essere trattata come un cinghiale. Mi hanno hanno chiesto se ero pazza, ma si sa, le donne&#8230; che importava se io fossi o non fossi la proprietaria di quei terreni, o che avessi offerto ospitalmente un caff\u00e8, per loro ero solo l&#8217;ennesima conferma della ridicolaggine e della stoltezza del mondo femminile.<br \/>\nDunque non mi sento di consigliarvi di prendere la cosa per cos\u00ec dire di petto: rischiate di farvelo forare. Esiste infatti una legislazione nazionale che spiega a chiare lettere come non si possa impedire a un cacciatore l\u2019accesso al proprio fondo, se non a costo di considerevoli manovre. La caccia, infatti, di norma non viene vista dal legislatore come una ingerenza sproporzionata di terzi nella propria sfera privata.<br \/>\nSe la caccia continua a esistere \u00e8 perch\u00e9 continua nel tempo l&#8217;idea che essa possa essere di qualche utilit\u00e0: la caccia dunque, secondo questa idea, soddisferebbe un generico bisogno (si suppone assai diffuso) di tutelare le coltivazioni dai danni provocati dalla fauna selvatica. Che uno condivida o non condivida questo pensiero, non importa: l&#8217;idea di fatto vincente ancora oggi, secondo la la legge, \u00e8 che essa sia utile. Per tutti, anche per chi non la ritiene tale. In realt\u00e0 la legge che vige in Italia sulla caccia \u00e8 tuttora figlia dell&#8217;ideologia fascista, la quale incoraggiava lo spirito bellico e l&#8217;uso delle armi da parte del maschio fascista, supposto potente, soprattutto se con un&#8217;arma in mano.<br \/>\nMa nell&#8217;anno 2012 \u00e8 accaduto qualcosa alla Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo (CEDU) in materia di caccia e propriet\u00e0 privata: si tratta di un pronunciamento molto importante. \u00c8 stata pronunciata una sentenza CEDU dalla Grande Camera, il 26 giugno 2012, in merito alla causa \u201cHermann versus Germania\u201d, che ha introdotto una sorta di <strong>diritto all\u2019obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l\u2019esercizio della caccia.<\/strong><br \/>\nIn base a questa sentenza il proprietario di un fondo rustico non \u00e8 obbligato a tollerare che altri vi pratichino la caccia, se ci\u00f2 \u00e8 in contrasto con le proprie convinzioni personali e morali.<br \/>\nSappiamo che la vita dei proprietari che desiderano impedire la caccia nei loro fondi \u00e8 dura. Vogliamo per\u00f2 dire ai volonterosi che si oppongono alla caccia sui propri terreni, che questa sentenza esiger\u00e0 necessariamente anche nel nostro paese qualche riguardo in pi\u00f9, in favore della garanzia a difendersi da invasioni di terzi nel proprio terreno e alla <strong>libert\u00e0 di gestire un territorio personale secondo principi contrari alla cattura e all\u2019uccisione degli animali selvatici.<\/strong> La lotta, tuttavia, sar\u00e0 ancora sempre la stessa: recinzione dei fondi con reti o muretti, cartelli con tabellazione visibile lungo il perimetro di divieto caccia, innumerevoli domande e lettere di comunicazione alla Regione e alle altre amministrazioni pubbliche eventualmente competenti, secondo normativa regionale, per chiedere l\u2019esclusione dei propri terreni dalla gestione programmata della caccia.<br \/>\nAgli audaci auguriamo la miglior fortuna!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; (L&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato sul numero 10\/2014\u00a0 della rivista InOgniDove &#8211; Piemonte (www.inognidovepiemonte.it) &nbsp; I cacciatori hanno di che dirsi soddisfatti; coloro che sono contro la caccia molto meno. 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