{"id":334,"date":"2014-08-20T12:14:29","date_gmt":"2014-08-20T10:14:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=334"},"modified":"2024-02-27T18:00:48","modified_gmt":"2024-02-27T17:00:48","slug":"se-fossero-ciela-e-terro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=334","title":{"rendered":"10) Se fossero ciela e terro&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A quanto pare noi umane e umani non siamo in grado di pensare se non per metafore.<br \/>\nCe lo hanno spiegato il filosofo Mark Jonhson e il linguista George Lakoff: la metafora non \u00e8 solo una figura del linguaggio, ma una forma di pensiero; in quanto strumento cognitivo essa ci permette di formulare operazioni concettuali. Ben lontana dall&#8217;essere un ornamento della forma, essa \u00e8 un approccio sostanziale al pensiero e all&#8217;azione; incide sull&#8217;esperienza, spesso malgrado la nostra inconsapevolezza. Anzi, pi\u00f9 ne siamo inconsapevoli, e di conseguenza agiamo secondo automatismi, pi\u00f9 le metafore ci imbrigliano in linee di comportamento.<!--more--><br \/>\n\u00c8 anche vero, per\u00f2, che la maggior parte delle metafore che noi usiamo trovano origine in basi fisiche e spaziali: vale a dire che esse non hanno una nascita arbitraria, ma si radicano in esperienze fisiche e territoriali, per divenire in seguito esperienze culturali.<br \/>\nEcco dunque che gli stati emotivi positivi si associano a posizioni del corpo che si elevano verso l&#8217;alto (testa e spalle ben ritte, sguardo alto avanti a s\u00e9), mentre tristezza e depressione accartocciano il corpo verso il basso, lasciando atona la muscolatura, e portando lo sguardo verso il basso.<br \/>\nAllo stesso modo il benessere fisico si associa alla posizione ben eretta, mentre la malattia ci costringe a sdraiarci (gi\u00f9). Lo stato di assoluta condizione orizzontale \u00e8 la morte. Su \u00e8 la posizione di chi ha il controllo fisico, di chi \u00e8 forte e vince, mentre il vinto \u00e8 a terra, \u00e8 gi\u00f9.<br \/>\nSe il livello di una sostanza in un contenitore sale, la materia aumenta andando su, diminuisce quando va gi\u00f9, dunque l&#8217;arricchimento di una qualsivoglia cosa si caratterizza con l&#8217;andare su.<br \/>\nAlla stessa idea \u00e8 correlato il concetto di benessere sociale. Il benessere personale infine, fatto di buona salute (su), di gioia (su), di potere (su), di ricchezza (su), \u00e8 un insieme, per cos\u00ec dire, di su. Torniamo ora al concetto di maschile e femminile; il maschio umano \u00e8 fisicamente pi\u00f9 forte dell&#8217;esemplare femminile: pi\u00f9 alto, pi\u00f9 muscoloso, ecc. Non \u00e8 improbabile che sulla base di elementi fisici di potere (e non solo su quelli) si siano fondate le basi della cultura patriarcale.<br \/>\nProviamo ora a osservare i concetti di cielo e terra. Il cielo \u00e8 fisicamente in alto, \u00e8 su; la terra \u00e8 in basso, \u00e8 gi\u00f9. Ora, nella nostra cultura noi attribuiamo al cielo determinate caratteristiche, tipicamente considerate maschili, e alla terra caratteristiche femminili. Cos\u00ec maschile viene etichettato come su, femminile come gi\u00f9. Il tutto sembra assolutamente naturale, pertinente e corrispondente a certe caratteristiche volute da Madre Natura. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? Forse ci fu un tempo in cui al cielo (su) furono attribuite impronte femminili e alla Terra (gi\u00f9) dati di maschilit\u00e0. L&#8217;antica lingua egizia ne conserva memoria.<br \/>\nIl cielo era femminile, era Nut. La terra era maschile, era Geb. Cielo e terra, per meglio dire \u2018ciela\u2019 e \u2018terro\u2019, se fosse possibile esprimerci cos\u00ec nella nostra lingua, erano fratelli. Si amavano e passavano tutto il tempo strettamente abbracciati. Stavano cos\u00ec premutamente avvinghiati che non lasciavano il bench\u00e9 minimo spazio fra loro dove la vita potesse prosperare. Ci\u00f2 costituiva un problema. Allora il principio creatore, Atum Ra, &#8220;venuto da s\u00e9 all&#8217;esistenza\u201d dal principio delle acque (Nun) diede incarico all\u2019Aria di intervenire per ovviare all\u2019inconveniente. Ecco che che l\u2019Aria calpest\u00f2 per bene Geb e poi sollev\u00f2 Nut, piegandola ad arco sulla schiena, sopra Geb. Cos\u00ec verr\u00e0 raffigurata da questo momento nella cultura egizia, ornata di stelle, della luna e del sole. Nut rappresenter\u00e0 nell\u2019iconografia egizia il limite dell\u2019universo al di l\u00e0 del quale non sarebbe potuta esistere vita; il sole attraverser\u00e0 il suo arco ogni giorno prima di essere inghiottito da lei e rinascere all\u2019alba, tornando a presentarsi nel mondo sensibile.<br \/>\nDavvero qualcuno pu\u00f2 credere che il linguaggio non determini il pensiero?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quanto pare noi umane e umani non siamo in grado di pensare se non per metafore. 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