{"id":327,"date":"2014-08-12T11:03:38","date_gmt":"2014-08-12T09:03:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=327"},"modified":"2024-02-27T18:01:27","modified_gmt":"2024-02-27T17:01:27","slug":"7-marcare-il-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=327","title":{"rendered":"7)  Marcare il territorio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Articolo letto dall&#8217;autrice:<\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-327-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Marcare-il-territorio.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Marcare-il-territorio.mp3\">http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Marcare-il-territorio.mp3<\/a><\/audio>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pare che le donne condividano il loro destino con molti altri elementi. Ci hanno spiegato i linguisti di Praga, i quali hanno elaborato la nozione di marcatezza, che quando osserviamo i due elementi opposti di un binomio, tendiamo sempre a considerare in modo asimmetrico i due opposti, dando maggior importanza a uno dei due. Se diciamo alto e basso, per esempio, consideriamo in qualche modo di pi\u00f9 il valore alto:<!--more--> infatti noi non osserviamo n\u00e9 misuriamo quanto qualcuno o qualcosa sia basso, ma quanto sia alto. In poche parole fra il valore di altezza e il valore di bassezza c&#8217;\u00e8 una bella differenza: \u00e8 inutile che affermiamo di valutare con lo stesso metro di misura l&#8217;uno e l&#8217;altro, vale a dire entrambi i termini opposti, in realt\u00e0 ne valutiamo uno dei due; l&#8217;altro elemento \u00e8 gi\u00e0 in partenza, in qualche modo, l&#8217;elemento zoppicante, intrinsecamente carente (in tal caso carente di altezza). Allo stesso modo chiediamo di una cosa: \u00abQuanto \u00e8 grande?\u00bb Si \u00e8 mai sentito chiedere: \u00abQuanto \u00e8 piccola?\u00bb Oppure sentiamo e usiamo: quanto \u00e8 pesante? Ma non: quanto \u00e8 leggera?<br \/>\nNei casi in questione, di grandezza o altezza, lo sguardo che rivolgiamo ai poli opposti di una coppia di termini in opposizione (quale altezza \/\/bassezza o grandezza \/\/ piccolezza) si dirige verso uno dei due piatti della bilancia, mentre l&#8217;altro \u00e8 valutato solo in seconda istanza. Cos\u00ec, per esempio, quando diciamo uomini, intendendo il genere umano, comprendente sia uomini sia donne, di fatto rivolgiamo la nostra attenzione solo ai primi, e consideriamo le seconde allo stesso modo in cui abbiamo valutato basso nell&#8217;ordine di altezza e piccolo nell&#8217;ordine di grandezza. Ma chi nota nell&#8217;uso comune della lingua il gioco perverso? Chi \u00e8 cosciente del meccanismo mentre esso si attua? Eppure la lingua, intanto, ha lavorato, facendo passare il seguente messaggio: le donne sono meno importanti degli uomini.<br \/>\n\u00c8 vero che il nome uomini \u00e8 un termine non marcato per definire l&#8217;umanit\u00e0, ma in esso le donne, per far notare la loro presenza, si devono porre in modo marcato, facendo in modo che il loro genere marcatamente emerga. Lo devono fare attraverso molte azioni, di cui non ultima \u00e8 quella di usare le terminazioni femminili, affinch\u00e9 la presenza delle donne si possa udire anche nelle parole e nella lingua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo letto dall&#8217;autrice: Pare che le donne condividano il loro destino con molti altri elementi. Ci hanno spiegato i linguisti di Praga, i quali hanno elaborato la nozione di marcatezza, che quando osserviamo i due elementi opposti di un binomio, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=327\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[198,177,202,141],"tags":[151,155],"class_list":["post-327","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-lingua","category-nomi-di-genere-genere-di-nomi","category-parole-al-femminile-riflessioni-lingua","tag-grammatica-antisessista","tag-parole-al-femminile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/327","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=327"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/327\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":936,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/327\/revisions\/936"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}