{"id":290,"date":"2014-07-22T12:30:51","date_gmt":"2014-07-22T10:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=290"},"modified":"2024-02-27T18:02:57","modified_gmt":"2024-02-27T17:02:57","slug":"dissimmetrie-pericolose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=290","title":{"rendered":"1)  Dissimmetrie pericolose"},"content":{"rendered":"<p>Articolo letto dall&#8217;autrice:<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-290-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DISSIMMETRIE.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DISSIMMETRIE.mp3\">http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DISSIMMETRIE.mp3<\/a><\/audio>\n<p><a href=\"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Dissimmetrie-pericolose.wma\">Dissimmetrie pericolose <\/a>Sembra impossibile, ma la formazione del genere femminile in grammatica, in italiano come in svariate altre lingue, pu\u00f2 non essere rispettoso del genere umano femminile. Da circa venticinque anni, vale a dire da quando si affacciarono alla riflessione nella lingua italiana le prime osservazioni circostanziate su questo punto, non si \u00e8 fatta molta strada nel nostro paese in favore di un uso non sessista della lingua.<br \/>\nRecentemente<!--more--> la presidente della Camera Laura Boldrini, appena insediata nel suo ruolo in Parlamento, ha chiesto di essere nominata come &#8220;la presidente&#8221; e ha invitato i colleghi e le colleghe del mondo politico, nonch\u00e9 i giornalisti, a usare il femminile dei mestieri. In seguito, durante un incontro, ha anche affermato: \u201cNon trovo giusto che donne che svolgono un ruolo, di vertice o no, non debbano avere un riconoscimento di genere, perch\u00e9 \u00e8 il segno che vengono considerate delle \u2018comete\u2019: passeranno, tutto torner\u00e0 come prima, tutto torner\u00e0 al maschile\u201d.<br \/>\nQuando affermiamo che la lingua italiana rimane una lingua intrinsecamente e fortemente sessista, l&#8217;affermazione si basa su due ordini di valutazione: quella dei dispositivi che la lingua mette in atto per parlare delle donne e quella sul modo con cui si parla delle donne. In questa categoria di brevi articoli mi soffermer\u00f2 soprattutto sul primo gruppo, ma occorre dire che entrambe gli aspetti sono fortemente legati.<br \/>\nSminuire il problema del sessismo linguistico, da parte degli uomini e talvolta dalle donne stesse, equivale a ignorare volontariamente ci\u00f2 che da tempo non possiamo pi\u00f9 ignorare, poich\u00e9 ampiamente dimostrato scientificamente: il linguaggio \u00e8 uno strumento di percezione, di classificazione, di creazione della realt\u00e0; esso condiziona non solo l&#8217;atto di comunicazione fra i parlanti, ma il pensiero stesso. La pesante marcatura della lingua in senso androcentrico si basa su una lunga tradizione in cui il maschio ha avuto un ruolo dominante, vincente nella professione e estroflesso verso la societ\u00e0; per contro in essa la donna ha avuto un impegno pi\u00f9 modestamente investito su lavoro e relazioni sociali, e vissuto quasi interamente all&#8217;interno del gruppo familiare. Il risultato linguistico \u00e8 tale per cui, per esempio, quando si parla di gruppi formati da uomini e donne, la lingua immediatamente rinuncia a segnalare la presenza femminile, accontentandosi di parlare di uomini, facendo coincidere, guarda caso, gli appartenenti e le appartenenti al genere umano, con gli individui marcati dal sesso maschile. In questo modo la lingua riesce a veicolare il concetto di una falsa neutralit\u00e0, in cui uomo possa stare anche per donna, poich\u00e9 lo comprenderebbe. Se ci\u00f2 fosse vero, non dovrebbe funzionare anche al contrario? Non dovrebbe bastare dire donne per comprendere anche gli uomini? Ma non \u00e8 cos\u00ec, e la lingua non fa che marcare, attraverso l&#8217;uso di un maschile grammaticale, spacciato per neutro, tutto il valore che il concetto di maschilit\u00e0 porta con s\u00e9<br \/>\nMa siamo talmente abituate e abituati ad accettare la dissimmetria che non ci facciamo pi\u00f9 caso. Intanto, per\u00f2, la lingua lavora sull&#8217;attivit\u00e0 mentale&#8230; d\u00e0 forma alle idee, programmando e guidando, parola dopo parola, il pensiero degli individui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo letto dall&#8217;autrice: Dissimmetrie pericolose Sembra impossibile, ma la formazione del genere femminile in grammatica, in italiano come in svariate altre lingue, pu\u00f2 non essere rispettoso del genere umano femminile. 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