{"id":268,"date":"2011-05-24T11:30:03","date_gmt":"2011-05-24T09:30:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=268"},"modified":"2018-04-29T10:17:27","modified_gmt":"2018-04-29T08:17:27","slug":"torino-esoterismo-e-mistero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=268","title":{"rendered":"TORINO ESOTERISMO  E MISTERO"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>TORINO ESOTERISMO E MISTERO<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\">(servizio pubblicato su Oltre n.32)<\/p>\n<h3><strong>Nodi e ley lines<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Dove comincia la curiosit\u00e0 per il Graal<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Grande Madre e Gran Madre<\/strong><\/h3>\n<h3><\/h3>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>Nodi e ley lines<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esoterismo richiama l\u2019attenzione su ci\u00f2 che \u00e8 interno e indica una dottrina, o un complesso di dottrine, di carattere segreto, intrinseco, essenziale, i cui insegnamenti sono riservati a una cerchia di persone.<br \/>\nEcco perch\u00e9 io penso che la citt\u00e0 di Torino abbia buone ragioni per essere definita una citt\u00e0 esoterica. \u00c8 noto lo stanziamento nella citt\u00e0 di confermati gruppi esoterici.<br \/>\nNon sono per niente certa, invece, che vi siano altrettante buone ragioni quando la citt\u00e0 si trovi investita dall\u2019attribuzione di caratteristiche di citt\u00e0 magica. La magia, infatti, si serve di forze occulte, sottoponendole a dominio, per raggiungere forme di potere tanto sul mondo spirituale quanto su quello fisico.<br \/>\nQuando si parla di Torino nei suoi aspetti pi\u00f9 \u201cstrani\u201d si fa un gran calderone, mettendo insieme le sette segrete che vi troverebbero ospitalit\u00e0, insieme alle espressioni architettoniche di figure \u201cdiaboliche\u201d, insieme alla forte storica presenza della Massoneria, insieme alla volont\u00e0 di potere della famiglia reale che qui visse e regn\u00f2, insieme alla meravigliosa speciale caratteristica di aver dato vita nel corso della sua storia a una quantit\u00e0 veramente considerevole di iniziative, attivit\u00e0, forme di arte\u2026 e persino all\u2019esistenza di uno stato, quello italiano.<br \/>\nSar\u00e0 per quella nebbiolina violacea che, soprattutto in passato, accompagnava i suoi lunghi inverni, sar\u00e0 per il carattere dei suoi cittadini, schivi, apparentemente razionali e invece spudoratamente inventivi e creativi, sar\u00e0 per la ricercata inquietudine della sua popolazione, sar\u00e0 per quel certo gusto verso ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, per le esplorazioni segrete svolte con discrezione. Sar\u00e0 per la connessione nella sua storia e nelle sue leggende con l\u2019antico Egitto, con la presenza in citt\u00e0 di un museo egizio, pari per importanza solo a quello del Cairo.<br \/>\nSar\u00e0 per gli intensi bisogni spirituali che la sua gente ha sempre dimostrato, spingendola verso forme diverse di religiosit\u00e0 o di ricerca spirituale, per le grandi espressioni di fede e santit\u00e0 che qui si sono realizzate. Sar\u00e0 sicuramente per la presenza sul luogo di monumenti, templi, oggetti sacri assolutamente speciali\u2026 insomma i dati particolari certo non mancano.<br \/>\nSar\u00e0 per la supposta presenza, nelle viscere della sua terra, del passaggio di ley lines, che ne farebbero un centro di particolare importanza per la comunicazione sottile di idee e di pensiero. Le ley lines, furono teorizzate nel 1921 da Alfred Watkins in base a una sua improvvisa intuizione, basata sull\u2019osservazione che gran parte dei siti preistorici, gli imponenti megaliti e i crop circles, come i pi\u00f9 importanti edifici di culto, fossero stati edificati sulle traiettorie di precise linee. Le ley lines, o linee di prateria, sarebbero dunque delle linee ideali che percorrerebbero l\u2019intera superficie terrestre, incrociandosi tra loro. Proprio su questi incroci sorgerebbero i templi e i luoghi sacri. Sotto di esse, parallelamente ad esse, ma sotto terra, scorrerebbero fiumi sotterranei; inoltre sarebbero presenti filoni di minerali metallici. Lungo queste vie si troverebbero delle porte di accesso ad altre dimensioni, e i nodi di incrocio sarebbero popolati da fate, streghe e altri esseri fantastici. Possiamo immaginare queste linee come grandi fiumi di energia che circondano il nostro pianeta e lo collegano all\u2019Universo, attraverso i quali possono viaggiare idee e pensieri. I nodi sulle ley lines sarebbero paragonabili ai chakra (sarebbero i chackra del pianeta). In prossimit\u00e0 di nodi i ritroveremmo dunque i luoghi che definiamo sacri: punti di incontro e di confluenza tra dimensioni e stati di coscienza diversi. Molte supposizioni portano a ritenere Torino un nodo importantissimo.<br \/>\nDa torinese doc mi dispiaccio un po\u2019 quando sento accostare il nome della mia citt\u00e0 all\u2019esercizio di pratiche magiche di bassa lega, alle forme pi\u00f9 deleterie di diavolerie, quando sento insistere sulla possibilit\u00e0 che vi si svolgano riti satanici o vi operino gruppi dediti al male e alla negativit\u00e0. Non escludo che anche a Torino, come dovunque, ci\u00f2 sia possibile, ma preferisco pensare alla luminosit\u00e0 di pensiero di tante persone che qui hanno lavorato per il bene comune, progettando un mondo migliore.<br \/>\nQuanto al senso del misterico, dell\u2019occulto, di quel quid che senza alcun dubbio va oltre il velo della nostra sottile ignoranza, che oltrepassa la nostra capacit\u00e0 di ragione, mi sento nella condizione di accettare la possibilit\u00e0 che una variazione di percezione, pi\u00f9 sensibile e acuta, attraversi il nostro mondo. Con rispetto, con sensibilit\u00e0 mi dispongo ad avvicinare questi aspetti della citt\u00e0 di Torino.<br \/>\n\u00c8 con questo spirito che questa rivista si occuper\u00e0 della Torino esoterica.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>Dove comincia la curiosit\u00e0 per il Graal<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente nel XIX secolo si \u00e8 riacceso l\u2019interesse per la storia del Graal, iniziata nel Medioevo, alla fine del 110, e sopitasi sotto la brace nei secoli successivi. Il poema Perceval o Conte de Graal compare nel 1185 e sebbene l\u2019autore Chr\u00e9tien de Troyes dica di aver basato il suo racconto su una storia preesistente, \u00e8 con questo poema che si fissa il punto zero della nascita del Graal, o quantomeno della letteratura sul Graal; l\u2019opera \u00e8 peraltro incompiuta e abbandonata nel bel mezzo degli accadimenti di un episodio.<br \/>\nNel 1200 Wolfram von Eschembach riprende i temi del Perceval, narrando secondo il punto di vista del protagonista, e poi perdendosi fra mille rivoli narrativi laterali, che s\u2019intrecciano fra loro e con il racconto principale, complicando le gesta dell\u2019eroe protagonista.<br \/>\nPoi si conobbe L\u2019Estoire du Graal di Robert de Boron. Qui si risale alla ricerca delle origini del Graal tracciandola nella coppa servita nell\u2019Ultima cena di Ges\u00f9, in cui fu poi raccolto il sangue del Cristo da Giuseppe di Arimatea. Fu lui a trasportare il prezioso calice in Bretagna. Ci si trova dunque di fronte a un\u2019attribuzione al Graal di caratteri cristiani. Ci\u00f2 avviene in questo testo per la prima volta.<br \/>\nEcco comparire sulla scena fra il 1210 e il 1220 tre volumi, da attribuirsi con ogni probabilit\u00e0 ad autori diversi, ma cos\u00ec simili nello svolgimento del tema, da formare un corpus narrativo unico. Qui si stabiliscono i legami fra le avventure del cavaliere Lancillotto e l\u2019eroe alla ricerca del Graal: il primo, infatti, non coincide in questo caso con il secondo, intepretato dal suo stesso figlio Galahad. La narrazione, che comprende tre romanzi distinti, \u00e8 conosciuta impropriamente come I Graal di Lancillotto, fu attribuita a un solo autore, sotto lo pseudonimo unificatore di Gualtiero Map. Parte dal racconto dell\u2019infanzia di Lancillotto, delle sue prime audaci prove, passa attraverso l\u2019epopea di Art\u00f9, fino a centrarsi pi\u00f9 specificamente sulla ricerca del Graal.<br \/>\nCon la fine delle guerre di Art\u00f9, insieme con lo spirito guerriero, si assopisce anche l\u2019interesse per il Graal.<br \/>\nRimarr\u00e0 in sonno per alcuni secoli, e si riaccender\u00e0 solo molto pi\u00f9 tardi, nel 1800, grazie a riedizioni del Perceval di Wolfram von Eschembach e delle Storie di Re Art\u00f9 e dei suoi cavalieri, dove Thomas Malory nel XVII secolo narr\u00f2 del \u201cSangreal\u201d.<br \/>\nEd ecco che negli ultimi anni del \u2018900 divampa una nuova fiamma d\u2019interesse per il Graal, a partire dal film di John Boorman, <em>Excalibur<\/em>, al romanzo <em>Le nebbie di Avalon<\/em> di Marion Bradley, fino al libro <em>Il codice Da Vinci<\/em> di Dan Brown, scritto nel 2003, pubblicato in Italia nel 2005, da cui \u00e8 stato ricavato il film uscito nella primavera del 2006 nelle sale cinematografiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande Madre e Gran Madre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definizione di Grande Madre appare tardi nella storia, ma il culto di una Dea generatrice, precedente ogni divinit\u00e0 maschile, data millenni, e si avvale di immagini collegate con il mondo della natura, prospera, sensuale e generatrice. Con lo scorrere del tempo, con gli spostamenti dei popoli, con l\u2019intrecciarsi delle combinazioni di etnie e di culture e con la crescita di complessit\u00e0 delle culture, si assegnarono molti nomi alla dea, che pure mantenne vive caratteristiche simili presso popoli diversi.<br \/>\nGrande Dea, Grande Madre furono dunque nominate Inanna, Ishtar, Iside, Astarte, Afrodite, Venere, Demetra, Persefone, Ecate. In area mesopotamica vi furono Inanna o Ishtar, in area anatolica Cibele, in area etrusca ci fu Mater Matuta, i Romani ebbero Bona Dea o Magna Mater, l\u2019area celtica vide la Dea Bianca, solo per nominare alcune personificazioni.<br \/>\nLa \u201cGran Madre\u201d cui fa riferimento il nome della Chiesa torinese della Gran Madre di Dio non \u00e8 forse solo la Madre di Ges\u00f9, o la Madre di Dio, ma rammenta la figura della divinit\u00e0 preistorica, procreatrice di tutte le forme viventi, quindi di tutti gli uomini, signora degli animali e delle piante, prototipo di ogni forma di divinit\u00e0 di ordine femminile della mitologia classica e delle religioni del passato. La cosa non \u00e8 poi cos\u00ec strana, dal momento che un persistente racconto, caro ai torinesi, che da tempo accompagna la citt\u00e0, ci dice che i resti di un antico tempio, alla base della costruzione neoclassica che oggi conosciamo, appartenessero a un antico tempio dedicato alla dea Iside.<br \/>\nScavi archeologici su un antico tempio dedicato a Iside, divinit\u00e0 di origine egiziana, di fatto, sono state messe in luce in un altro sito, distante 35 chilometri da Torino, nel comune di Monteu da Po, fin dal 1754: si tratta del luogo di cui gi\u00e0 Plinio il Vecchio ci dava notizie. Il luogo coincideva con la citt\u00e0 romana di Industria, fondata sulla riva destra del Po. Del tempio di Iside, costruito in et\u00e0 augustea, resta l\u2019imponente podio rettangolare, circondato da un recinto e preceduto dal pronao. Certamente non era l\u2019unico tempio dedicato alla grande divinit\u00e0, dai molti nomi, che si ergevano sul territorio che oggi definiamo come regione Piemonte, n\u00e9 lungo le rive dello splendido fiume, un tempo navigabile.<br \/>\nIl legame del luogo della Gran Madre con un tempio di Iside, o Iseion, e con la divinit\u00e0 di origine egizia, \u00e8 tutt\u2019altro che improbabile. Occorre tra l\u2019altro dire che il legame di Torino con la civilt\u00e0 egizia fu ampiamente trattato in testi storici, come nelle leggende che accompagnano l\u2019interesse per le origini della citt\u00e0.<br \/>\nQuanto alla preesistenza di un <em>iseion<\/em> sotto la Gran Madre, occorre dire che \u00e8 accaduto in numerosissime occasioni che chiese cristiane siano state edificate in luoghi in cui erano preesistiti templi dedicati a divinit\u00e0 pi\u00f9 antiche, che li avevano preceduti. Certamente il nome scelto per la chiesa torinese induce a pensare agli antichi culti pagani per la Grande Madre, oltre a quello cattolico per la Madre di Dio.<br \/>\nLa Chiesa della Gran Madre di Dio fu costruita, in stile neoclassico, al ritorno di Vittorio Emanuele I il 20 maggio 1814, dopo la sconfitta di Napoleone. Non a caso, sul timpano della chiesa \u00e8 incisa l&#8217;epigrafe ORDO POPVLVSQVE TAVRINVS OB ADVENTVM REGIS, scritta dal latinista Michele Provana del Sabbione. La costruzione di un grande tempio commemorativo era stata decisa dal Comune di Torino, era da situarsi di fronte al ponte di pietra napoleonico, che portava al di l\u00e0 del Po, in direzione contraria alla citt\u00e0, verso le colline. La prima pietra fu posta nel 1818. L\u2019architetto reale Ferdinando Bonsignore s\u2019ispir\u00f2 per il suo progetto al Pantheon di Roma. Per dare ampiezza alla prospettiva della costruzione, fu disegnata una scalinata alta sette metri e mezzo, in modo che allo sguardo la costruzione sacra non risultasse schiacciata. La chiesa \u00e8 a pianta circolare; due alti muraglioni fiancheggiano la scalinata e si protendono in avanti, sostenendo le statue della Fede e della Religione, opera dello scultore Carlo Chelli. Anche la facciata e l\u2019interno sono ricchi di statue. La costruzione non fu subito amata dai torinesi, che non ne apprezzarono il tronfio gusto neoclassico.<br \/>\nLe statue della Fede e della Religione portano visibili e indiscutibili simboli esoterici, appartenenti alla Massoneria. Cominciamo dalla statua della Religione, posta sulla destra. All\u2019altezza dell\u2019ampia fronte, su cui un velo poggia, prima di scendere posteriormente al capo, porta il segno di un triangolo con l&#8217;occhio divino. \u00c8 un evidente segno massonico, fra l\u2019altro l&#8217;emblema della setta degli Illuminati di Baviera, fondata dal professore e massone tedesco Adam Weishaupt nel 1776. Un angelo s\u2019inginocchia accanto alla statua e porge alla donna le Tavole delle Legge, che i lembi della veste sfiorano. La mano sinistra indica il testo scritto sulle Tavole mentre la destra sorregge una croce. Ai suoi piedi \u00e8 adagiata una tiara papale.<br \/>\nLa donna di sinistra, la Fede, anch&#8217;essa assistita da un angelo, regge nella mano destra un libro aperto, mentre con la sinistra tiene alto un calice che, secondo alcune interpretazioni, rappresenterebbe il Graal. Su questa coppa bisogna dire che si \u00e8 scatenata la fantasia degli occultisti, di alcuni studiosi, si \u00e8 addensata la curiosit\u00e0 delle persone e la fioritura delle supposizioni. Sebbene la statua non sia dotata di occhi, poich\u00e9 le palpebre sono chiuse, si \u00e8 detto che la direzione dello sguardo (senza occhi \u00e8 gi\u00e0 difficile chiamarlo cos\u00ec) segnalerebbe il punto della citt\u00e0 in cui sarebbe sepolto l\u2019oggetto sacro, la coppa del Graal. Da qui in poi le fantasie sono fiorite a grappoli.<br \/>\nQuanto all\u2019epigrafe dedicata al Re, anche attorno ad essa si sono scatenate supposizioni, suggerendo che al posto di una traduzione semplice e lineare (\u201cLa nobilt\u00e0 e il popolo di Torino per il ritorno del re\u201d), si potesse leggere il riferimento a un eventuale \u201cOrdine taurino\u201d.<br \/>\nUn\u2019edizione del giornale cittadino, La Stampa, riportava nel 2008 l\u2019ennesima brutta notizia riguardante eventuali messe nere, esercizio di magia nera e altre diavolerie, e questa volta la preoccupante informazione toccava proprio la Chiesa al di l\u00e0 del Po. Si pubblicava notizia nell\u2019articolo di sicuri furti sacrileghi, operati nella Basilica, dove era stato sottratto un messale e l\u2019ampolla contenente l\u2019acqua del Piave, benedetta, conservata a ricordo dei caduti della prima guerra mondiale. Infatti, al piano sotto la chiesa, sotto il pavimento della basilica, \u00e8 conservato l\u2019ossario con i resti di circa quattro mila ragazzi, caduti in guerra. L\u2019ossario \u00e8 visibile attraverso un pesante e spesso vetro a forma circolare posto sulla pavimentazione della chiesa, dove molti turisti, sulla scorta di tradizioni provenienti da altri tipi di monumenti, di altre citt\u00e0, gettano monetine, in cerca della benevolenza della fortuna.<br \/>\nAl certo furto si aggiunse, in occasione dello scasso, il ritrovamento di tracce e di segni che portarono al sospetto dell\u2019avvenuta celebrazione di messe nere: segni di cera, sul pavimento tracce del passaggio di almeno una decina di persone, l\u2019altare a fianco del sacrario addobbato per un oscuro rito e per ospitare, forse, un corpo riverso.<br \/>\nL\u2019informazione riportava il pensiero a quell\u2019oscura faccia che la citt\u00e0 di Torino fatica a scrollarsi dalle spalle, e che accompagna aspetti pi\u00f9 luminosi della sua nomea di citt\u00e0 esoterica. Chiaro e scuro, bene e male, magia bianca e magia nera, sono concetti dicotomici che spesso popolano l\u2019immaginario relativo alla citt\u00e0 di Torino. Molti detti, alcune leggende, episodi assai particolari, la presenza di speciali oggetti sacri (come la Sindone) e la loro complicata e tormentata storia, l\u2019associazione del nome della citt\u00e0 con altre citt\u00e0, come Lione o Londra, a formare geometrie magiche pi\u00f9 o meno chiaroscure, tanti fattori, insomma, hanno sempre concorso a formare l\u2019idea di una Torino che, sotto l\u2019apparenza rigida e razionale, nasconde la propensione per il mistero. Occorre dire che la lettura di segni dal significato occulto per la maggior parte delle persone, i segni magici sparsi sotto forme scultoree o figurative sulle facciate di alcuni palazzi, la disseminazione di segni massonici evidenti in molte forme, hanno contribuito a formare l\u2019idea di una citt\u00e0 esoterica. Non mi sento proprio di negare che una buona fetta di verit\u00e0 sottenda molte suggestioni.<br \/>\nAnche nel caso dell\u2019edificio di cui stiamo parlando, la Gran Madre, sono evidenti i segni lasciati dagli Ordini Massonici.<br \/>\nBisogna dire che l\u2019interesse per il Graal era rimasto sopito a lungo, sia nella creativit\u00e0 dei letterati sia in quella degli artisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TORINO ESOTERISMO E MISTERO (servizio pubblicato su Oltre n.32) Nodi e ley lines Dove comincia la curiosit\u00e0 per il Graal Grande Madre e Gran Madre Nodi e ley lines Esoterismo richiama l\u2019attenzione su ci\u00f2 che \u00e8 interno e indica una &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=268\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[190,179,8],"tags":[135,136],"class_list":["post-268","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli-2010-2017","category-cultura-e-ambiente","category-giornalismo","tag-esoterimo-torinese","tag-misteri-torinesi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=268"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/268\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":270,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/268\/revisions\/270"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}