{"id":195,"date":"2013-04-09T22:32:21","date_gmt":"2013-04-09T20:32:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=195"},"modified":"2018-04-29T10:22:15","modified_gmt":"2018-04-29T08:22:15","slug":"torino-con-occhio-svizzero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=195","title":{"rendered":"TORINO CON OCCHIO SVIZZERO"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>TORINO CON OCCHIO SVIZZERO<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\">(pubblicato sul n. 4 della rivista InOgniDove)<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Torino attraverso gli occhi del fotografo Richard Forster<\/strong><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Intervista a Richard Forster<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Torino attraverso gli occhi del fotografo Richard Forster<\/strong><\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\">Richard Forster \u00e8 un fotografo ginevrino, membro della prestigiosa <i>Societ\u00e9 Genevoise de Photographie<\/i>, dove ogni anno tiene corsi annuali sulla fotografia. Ingegnere, dopo aver lavorato per alcuni anni nell&#8217;ambiente industriale, si \u00e8 dedicato all&#8217;insegnamento di carattere universitario, ma la sua passione \u00e8 da sempre la fotografia.<!--more--><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Negli ultimi anni le ha dedicato buona parte della sua giornata e dei suoi interessi. La dedizione alla fotografia l&#8217;ha portato a partecipare a numerose mostre internazionali e a sviluppare la comunicazione relativa alla sua arte attraverso la rete. Esauriente e ricco di materiali, il suo sito in Internet attrae molti visitatori.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non vi sono dati della tecnica fotografica che costituiscano per lui un segreto, e neppure ambiti e aspetti del fare fotografia che lui non eserciti, tuttavia \u00e8 ben riconoscibile nelle sue immagini un filo conduttore che unisce tra loro foto apparentemente diverse nel genere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 chiaro da subito che la figura umana, in rapporto all&#8217;ambiente e alla architettura circostante, \u00e8 un fulcro del suo interesse, o talvolta le cose stanno al contrario: \u00e8 l&#8217;architettura del luogo ad essere protagonista e la figura umana costituisce misura di rapporto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma bisogna intendersi sul significato di architettura: essa non \u00e8 solo l&#8217;arte di disporre o adornare gli edifici innalzati dall&#8217;uomo, ma va intesa anche come struttura profonda dell&#8217;ambiente, come complessivo gioco di luci, di ombre, di volumi che la disposizione degli elementi offre, sia nell&#8217;artificio creato dall&#8217;uomo, ma anche in natura, la quale offre una sapiente visione di ordinamento degli spazi e delle linee.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche il corpo umano, come costruzione fatta di pieni e di vuoti, di articolazioni di volumi e di spazi, come fonte di percezione che le parti offrono pi\u00f9 o meno armoniosamente, fornisce materiale di interesse e di indagine fotografica, la quale insiste sugli effetti sensoriali che la componente visiva trasmette. Oltre che per la fotografia d&#8217;arte, che si esprime con predilezione per Forster nelle forme del nudo femminile, il fotografo ha colto il nostro interesse per le sue immagini di valore naturalistico e paesaggistico, riprese per macchie mediterranee come in ambienti alpini.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pi\u00f9 ancora ci ha incuriosito il suo reportage sulla citt\u00e0 di Torino. Forster l&#8217;ha visitata e le ha dedicato un <i>servizio<\/i>. Con una curiosit\u00e0. In questo caso la figura privilegiata che entra nel contesto fotografico dell&#8217;inquadratura non \u00e8 fornita da una persona in carne ed ossa ma da un pupazzo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Scopriamo cos\u00ec che la <i>mascotte<\/i>, denominata Lapinou, ha accompagnato il fotografo in diversi viaggi, essendo entrata a far parte della sua lunga storia professionale gi\u00e0 da molto tempo. Il coniglietto di pezza, che potrebbe apparire come il lezioso espediente di un fotografo in erba, nelle sue mani diventa uno strumento davvero efficace per creare, di volta in volta, un&#8217;interrogazione rivolta all&#8217;ambiente, un&#8217;attesa, un colloquio silenzioso fatto di gesti e posture, un rapporto con e fra le parti del paesaggio circostante, dove anche lo sguardo del pupazzetto, a seconda che si direzioni verso qualcosa, o le volti le spalle, offrendo o rifiutando la sua attenzione, si satura di significato comunicativo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Occorre dire che Richard Forster ne fa un uso sapiente, depurato da pericoli di melensaggine: la figurina che si staglia in primo piano o sullo sfondo, che alza o abbassa le sue orecchiette, che avanza con una sua gamba\/zampetta, che piega leggermente la sua testa in una direzione o nell&#8217;altra, suggerisce una visione filosofica del paesaggio, e qualche volta per sottrazione, qualche altra per sovrapposizione, per contrasto o analogia, ne evidenzia caratteristiche e specificit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il fotografo ci restituisce cos\u00ec un&#8217;immagine del nostro capoluogo ricca di interrogazioni, di suggerimenti riflessivi, di nuove suggestioni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Abbiamo pensato di offrirvene la visione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 un po&#8217; come scoprire qualcosa che conosciamo bene, o crediamo di conoscere bene, con nuovi occhi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>\u00a0Intervista a Richard Forster<\/strong><\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lapinou camminava lungo via Po davanti a te, procedendo da piazza Castello verso la Gran Madre, ed ecco che all&#8217;improvviso, gettando lo sguardo nello spazio ristretto dell&#8217;arcata, si \u00e8 trovato alla sua sinistra lo scorcio della Mole. Una sorpresa per Lapinou, Richard?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i> S\u00ec, esattamente. Mi \u00e8 molto piaciuto andare in giro con Lapinou come un turista inizialmente poco informato. Mi piace molto avere un approccio diretto con le diverse realt\u00e0, poco mediato da pre-giudizi. Con i suoi 167 metri d&#8217;altezza stagliati di scorcio nel cielo torinese \u00e8 scattatato immediatamente il raffronto con la torre Eiffel di Parigi. Naturalmente subito dopo mi sono informato e ho appreso la storia curiosa della Mole che inizialmete doveva essere una sinagoga. Non sapevo che fosse la pi\u00f9 alta costruzione in cemento d&#8217;Europa del 19\u00b0 secolo.. Sono salito sull&#8217;ascensore che sale a 70 metri d&#8217;altezza da vero turista. <\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i> Posso dire che Lapinou non conosceva per nulla Torino, dove siamo venuti per visitare degli amici: l&#8217;abbiamo trovata davvero molto interessante. Lapinou sapeva solamente, per aver partecipato a Carouge, citt\u00e0 svizzera non lontana da Ginevra, alla manifestazine per il 225\u00b0 anniversario della nascita di quella citt\u00e0, che essa era legata a Torino per alcuni tratti comuni della loro storia. <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Infatti i Duchi di Savoia la rinnovarono completamente per fare concorrenza a Ginevra. Il risultato fu una citt\u00e0 con una pianta a scacchiera su cui spiccavano gli isolati quadrati di case regolarmente ordinati. Molte delle case in stile neoclassico e molti dei giardini nei cortili interni si sono mantenuti in buone condizioni fino ad oggi.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i> Ti dir\u00f2 di una curiosit\u00e0. Quando a Carouge si \u00e8 svolta la festa commemorativa per la nascita della citt\u00e0, la Place de Sardaigne \u00e8 stata trasformata, nel suo aspetto, nella Piazza San Carlo di Torino, con un risultato stupefacente. Ma quando ho scoperto quella vera, la vera Piazza San Carlo, nel cuore della quale troneggia la statua equestre del Duca di Savoia Emanuele Filiberto, ho capito perch\u00e9 meritasse di essere chiamata \u201cla piazza reale\u201d. Ne ho apprezzato i portici che l&#8217;attorniano e consentono di ospitare mostre di quadri; deliziosi i caff\u00e8 letterari che vi si aprono e le facciata della chiesa dedicata a Maria Cristina di Francia, con la sua grande finestra ovale.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dunque tu e Lapinou siete saliti sulla Mole a vedere dall&#8217;alto la citt\u00e0. Peccato per quelle tende antiestetiche ai balconi delle prime case, proprio sotto la Mole. Eppure cos\u00ec sono le citt\u00e0: la vita quotidiana si mescola al fascino del passato, la storia offre sguardi che esprimono visioni dall&#8217;alto, in senso metaforico, per\u00f2 poi la vita scorre facendo i conti con le piccole e grandi necessit\u00e0 del presente. Tu come hai percepito questo contrasto nella citt\u00e0?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Lo si percepisce quasi sempre, in qualunque citt\u00e0, ma naturalmente ci\u00f2 che \u00e8 rimasto nel cuore \u00e8 <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i> la grandeur et la majest\u00e9 delle strade e dei monumenti visitati a Torino<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nelle foto che hai scattato dall&#8217;alto si coglie subito il senso della citt\u00e0 a pianta romana, con le vie ben disegnate che si muovono secondo parallelismo e perpendicolarit\u00e0. Si tratta di una visione del mondo razionale, squadrata: Lapinou l&#8217;ha apprezzata?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00c8 stato felice di scoprire il disegno rettilineo delle strade, nel quale Torino non differisce dalle altre grandi capitali europee, come Parigi e New York: sono tutte citt\u00e0 forti, razionali, e lui, non conoscendo la lingua italiana, \u00e8 stato lieto di avere poche occasioni per perdersi, e buoni riferimenti per orientarsi. Per\u00f2 avrebbe sempre potuto contare sulla gentilezza dei passanti!<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Mentre passeggiava per la citt\u00e0 Lapinou era piacevolemte sorpreso di trovare tante strade che, anzich\u00e9 essere asfaltate, erano ricoperte di grossi lastroni di pietra, elemento architettonico che oggi viene ampiamente ripreso dall&#8217;architettura contemporanea.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">So che ti ha stupito l&#8217;essenzialit\u00e0 del nostro Duomo, severo nelle sue linee architettoniche, unico esempio visibile dell&#8217;arte rinascimentale della citt\u00e0, costruito su pianta a croce latina, sobrio per non dire austero. Lapinou esce camminando lungo la navata centrale, vestito con straccetti colorati e sussiegoso come un principe reale. Quanta importanza nel suo atteggiamento&#8230;<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Come ogni buon turista, Lapinou doveva visitare la Cattedrale di Torino dove un incendio aveva gravemente danneggiato la cupola del Guarini nel &#8217;97; ma \u00e8 vero, \u00e8 rimasto sorpreso di scoprire un aspetto interno molto austero, in contrasto con i gli interni barocchi tipici di molti edifici torinesi; cionondimeno ha potuto ammirare le tavole scampate all&#8217;incendio riccamente decorate.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Torino \u00e8 una citt\u00e0 di acque, vi scorrono Po, Dora Riparia, Stura e ai margini Sangone. I fiumi segnano la vita della citt\u00e0, sottolineano con i loro caratteri di natura gli aspetti stagionali e, in fondo, umorali. Ti piacciono i nostri fiumi?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Lapinou ha potuto rilassarsi, come tutti i torinesi, sulle rive del Po, grande fiume tranquillo che invita al rilassamento e alla meditazione. Anche io, quando mi trovo nella mia citt\u00e0 natale, Ginevra, mi riposo sulle sponde del fiume Rodano.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;aspetto migliore della nostra citt\u00e0 \u00e8 quello della cultura, dell&#8217;arte. Noi torinesi ne siamo fieri.Vedo Lapinou allontanarsi dalla facciata di Palazzo Reale, alle sue spalle lascia la splendida scultura di Pomodoro disposta sul piazzale. \u00c8 soddisfatto di quanto ha visto? E tu, Richard, sei stato appagato nel tuo senso artistico da quanto Torino ti ha offerto?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Ne sono rimasto incantato. Le sculture d&#8217;avanguardia di Arnaldo Pomodoro, erette di fronte a Palazzo Reale, danno netto risalto, per contrasto, a tutte le bellezze antiche disseminate nella citt\u00e0.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TORINO CON OCCHIO SVIZZERO (pubblicato sul n. 4 della rivista InOgniDove) Torino attraverso gli occhi del fotografo Richard Forster Intervista a Richard Forster &nbsp; Torino attraverso gli occhi del fotografo Richard Forster Richard Forster \u00e8 un fotografo ginevrino, membro della &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=195\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[190,8],"tags":[95],"class_list":["post-195","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli-2010-2017","category-giornalismo","tag-fotografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/195","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=195"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/195\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":197,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/195\/revisions\/197"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=195"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=195"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}