{"id":152,"date":"2010-01-08T18:22:13","date_gmt":"2010-01-08T17:22:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=152"},"modified":"2018-04-29T10:08:20","modified_gmt":"2018-04-29T08:08:20","slug":"trame-e-orditi-di-una-tela-famosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=152","title":{"rendered":"TRAME E ORDITI DI UNA TELA FAMOSA"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><i><b>TRAME E ORDITI DI UNA TELA FAMOSA<\/b><\/i><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\">(servizio pubblicato su Oltre, n. 30)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><i><b>Ostendere e osservare nel rispetto<\/b><\/i><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i verbi \u201costendere\u201d e \u201costentare\u201d c\u2019\u00e8 qualche parentela, poich\u00e9 entrambi implicano l\u2019atto di mostrare, ma nel secondo caso l\u2019azione si accompagna anche a un certo grado di affettazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi \u00e8 alcuna volont\u00e0 di esibire chiassosamente la propria fede, invece, nei pellegrini che si avvicinano oggi alla manifestazione del Lino Sacro, o che hanno aderito alle precedenti manifestazioni di Ostensione della Sindone, vivendo un momento culminante e denso di emozione nel loro percorso di fede, vissuto nell\u2019interiorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ha mai ostentato la Chiesa volont\u00e0 di considerare il telo, conservato nel Duomo di Torino, come quello stesso telo che nella storia tragica di Ges\u00f9 serv\u00ec per accogliere il suo corpo, deposto dalla Croce, dopo che Giuseppe di Arimatea lo ebbe ottenuto dal Sinedrio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi il Cardinale Poletto, Arcivescovo di Torino, ribadisce il concetto che non tocca alla Chiesa stabilire se la Sindone che conosciamo, e che trova ospitalit\u00e0 permanente a Torino, sia realmente il lino che avvolse il corpo del Cristo dopo le torture e la morte. Ritiene, infatti, che la Chiesa non abbia, e non debba necessariamente avere, la competenza scientifica per arrivare a una conclusione in merito, n\u00e9 assumersene la responsabilit\u00e0. L\u2019Arcivescovo accoglie tuttavia dalla tradizione l\u2019idea che il lenzuolo sia una reliquia autentica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche forma di ostentazione, se proprio vogliamo, si legge invece in quei programmi della TV che amano trasformare la rievocazione dei fatti posti all\u2019inizio della storia del cristianesimo come l\u2019elemento \u201cgiallo\u201d da ricostruire nello studio televisivo, secondo modalit\u00e0 tipiche della fiction poliziesca, in cui le macchie di sangue, le tracce di DNA, la presenza di pollini esotici, ma anche il numero di spine della corona (o del casco!) di tortura possono costituire elementi imprescindibili per la risoluzione del caso. Accorsi davanti alle telecamere, tutti, scienziati, studiosi, pseudo-studiosi, e quant\u2019altro, affilano il bisturi della loro parola come anatomo-patologi, pronti a vincere all\u2019ultima lama, pur di imporre la loro personale pregiudizievole convinzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente di tutto questo a Torino. N\u00e9 oggi n\u00e9 ieri, nello spirito della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basti pensare che l\u2019organizzazione di questa Ostensione ha rifiutato la possibilit\u00e0 di realizzare una apparizione in 3D, come qualcuno avrebbe potuto volere. La Commissione e il Comitato di collaborazione fra Regione Piemonte, Provincia di Torino, il Comune e la Diocesi, fra cui sono presenti anche docenti del Politecnico, hanno ritenuto la tecnica tridimensionale inutile a una migliore fruizione nell\u2019osservazione del Telo. Sulla base delle indicazioni ricevute si sono prese decisioni di rinuncia in tal senso, rifiutando cos\u00ec nel contempo la manifestazione di spinte alla commercializzazione. Ecco dunque, per tornare al nostro tema, un modo di difendere la Sindone da forme di ostentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i torinesi la Sindone <i>c\u2019\u00e8<\/i>. E le tributano rispetto. Sia gli uomini di fede, che le si accostano con l\u2019umilt\u00e0, la devozione e l\u2019emozione che si provano di fronte a oggetti del proprio culto, ma anche i laici, che le si avvicinano con il riconoscimento che compete alle cose di valore, tributandole l\u2019ossequio dovuto agli oggetti importanti per qualunque culto, depositi culturali fattuali, su cui si addensa l\u2019energia accumulata durante la propria storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec dovrebbe in realt\u00e0 essere sempre. Cos\u00ec c\u2019\u00e8 bisogno che sia, oggi pi\u00f9 che mai, in tempi in cui il rispetto scambievole fra fedi, culti e culture sembra divenire sempre pi\u00f9 difficile, nonostante la facilitazione delle comunicazioni e delle informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Lenzuolo che ricever\u00e0 la visita di un ingente numero di pellegrini rimane il deposito di un mistero, oggetto esso stesso di misteriosi episodi, sottrazioni, spostamenti, viaggi da oltremare, incendi ripetuti, strane coincidenze, fatti inspiegabili. Un misterioso deposito di misteri, proprio come la misteriosa citt\u00e0 che la custodisce.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><i><b> Pellegrini a piedi, a cavallo e&#8230; last-minute<\/b><\/i><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che questa volta la folla sar\u00e0 esorbitante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono circa 25mila al giorno i pellegrini che si avvicinarono al Lenzuolo sacro nel 1898, dal 2 maggio al 2 giugno. Fu in quella occasione che fu permesso a Secondo Pia di fotografare il telo di 4,36 metri x 1,10. Si ottenne un risultato strabiliante. In camera oscura, infatti, egli vide comparire sulle lastre fotografiche il volto di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1931, dal 3 maggio, la tela fu mostrata per 20 giorni ai pellegrini, ai quali si unirono importanti personaggi appartenenti alla nobilt\u00e0, agli ordini militari, cavallereschi e religiosi, che erano confluiti in citt\u00e0 per celebrare il matrimonio di Umberto II di Savoia con Maria Jos\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 24 settembre al 10 ottobre dur\u00f2 l\u2019ostensione del 1933, voluta da Pio XI, per celebrare l\u2019Anno Santo Straordinario. Gi\u00e0 allora giunsero molti pellegrini stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne 1969 si tratt\u00f2 di una ostensione riservata a studiosi e scienziati, che ebbero il compito di valutare lo stato in cui si trovava il telo, fotografare la Sindone con metodi diversi, a luce infrarossa e ultravioletta, in bianco e nero e a colori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1973 fu l\u2019anno dell\u2019Ostensione, per cos\u00ec dire, televisiva: la prima ostensione attraverso il mezzo televisivo della storia. Il telo il 25 novembre fu posto verticalmente per agevolare le riprese e il lavoro dei camera-men. In quell\u2019occasione Papa Paolo VI parl\u00f2 di \u201cmisteriosa reliquia oggetto di continui studi\u201d. Fu allora che venne prelevato un campione del Lino sacro per consentire lo studio sulla natura delle sue fibre e delle piccole particelle imprigionate fra le sue trame. Fu cos\u00ec che vennero individuati pi\u00f9 di 50 pollini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1978 l\u2019Ostensione si apr\u00ec nel giorno successivo all\u2019elezione di Papa Giovanni Paolo I (Papa Luciani). L\u2019esposizione dur\u00f2 40 giorni. Quarantaquattro scienziati si avvicendarono attorno al lenzuolo per attuare studi numerosi e ricerche varie. Un solo test venne in quell\u2019occasione proibito dalla Chiesa, che ne temeva gli effetti distruttivi sulle tracce ematiche: la prova del Carbonio 14. Ma era anche l\u2019unica prova che avrebbe potuto determinare la datazione dell\u2019oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1998 segn\u00f2 l\u2019ingresso della Sindone nella Rete; la Messa venne celebrata via web da Giovanni Paolo II, raggiungendo il mondo. L\u2019Ostensione dur\u00f2 56 giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione pi\u00f9 lunga fu quella del 2000, che si prolung\u00f2 per 72 giorni. In quella occasione il Papa volle che i protagonisti dell\u2019evento fossero i giovani, i ragazzi, provenienti da tutto il mondo, molti dei quali proseguirono poi il loro viaggio verso Roma, per la Giornata Mondiale della Giovent\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, nell\u2019attuale occasione, i pellegrini potranno osservare dal 10 aprile al 23 maggio la Sindone dopo il completo restauro ricevuto nel 2002. Sono infatti rimosse le toppe applicate dalle Clarisse di Chambery nel 1534.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avvicineranno per pochi minuti e ognuno di loro vedr\u00e0 nei segni impressi dalla sofferenza di un uomo il motivo per rinsaldare la propria fede o per interrogarsi sulla funzione dell\u2019umanit\u00e0 su questo pianeta (torturare? mandare a morte?). Questo Telo non manca di suscitare ancora e sempre degli interrogativi sia in coloro che danno credito alla tradizione, che pensa il lenzuolo come il panno che accolse Ges\u00f9, sia in coloro che vedono in esso un panno che accolse <i>un<\/i> uomo, sottoposto a sofferenza e morte, procurate da altri uomini come lui. <i>Quel<\/i> Telo non mancher\u00e0 in ogni caso di suscitare riflessioni profonde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDavanti alla Sindone, come non pensare ai milioni di uomini che muoiono di fame, agli orrori perpetrati nelle tante guerre che insanguinano le Nazioni, allo sfruttamento brutale di donne e bambini, ai milioni di esseri umani che vivono di stenti e di umiliazioni ai margini delle metropoli, specialmente nei Paesi in via di sviluppo? Come non ricordare con smarrimento e pieta\u0300 quanti non possono godere degli elementari diritti civili, le vittime della tortura e del terrorismo, gli schiavi di organizzazioni criminali?\u201d Cos\u00ec si chiedeva Giovanni Paolo II di fronte alla Sindone, in un discorso pronunciato il 24 maggio 1998.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">E oggi, che si chiederanno i pellegrini?<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><i><b>Dubbi, curiosit\u00e0, controversie<\/b><\/i><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tracce di sangue e di pollini non hanno provocato litigi, ma le diatribe sulla prova del Carbonio 14 hanno diviso non solo credenti, storici e scienziati, ma anche scienziati e scienziati. La prova venne eseguita in tre diversi laboratori (Tucson, Oxford e Zurigo) nel 1988. Il verdetto finale bocci\u00f2 definitivamente la datazione della Sindone, trasferendola d\u2019ufficio dall\u2019epoca in cui (approssimativamente) visse Ges\u00f9 a uno scorcio d\u2019anni assai pi\u00f9 vicini a noi (1260-1390). Ora si litiga perch\u00e9 vi \u00e8 chi non d\u00e0 credito a questi risultati, che sarebbero stati inquinati dalle tracce degli incendi subiti dal telo, dalla presenza di funghi e batteri, oppure da una contaminazione di monossido di carbonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le notizie curiose degli scettici si susseguono da sempre con buon ritmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1 luglio 2009 \u00e8 comparsa una notizia curiosa sul Corriere della Sera. Si leggeva la tesi di una esperta, Lillian Schwartz, specialista in grafica della School of Visual Arts di New York, la quale affermava che il volto impresso sul telo sindonico non sarebbe quello di Ges\u00f9, bens\u00ec quello di Leonardo da Vinci. La stessa Schwartz aveva gi\u00e0 espresso in precedenza la supposizione che Leonardo avesse usato se stesso come modello per dipingere la Monna Lisa. Schwartz dichiarava: \u00abAbbiamo utilizzato delle scansioni computerizzate e delle sostanze chimiche ad alta sensibilit\u00e0 alla luce, bombardandole con dei raggi solari. Il volto corrisponde con quello di Leonardo Da Vinci\u00bb. Il maestro avrebbe direttamente lavorato sulla tela con una tecnica d&#8217;impressione fotografica ante-litteram. Secondo la Schwartz, avrebbe operato in una camera buia, avrebbe appeso il lenzuolo di lino, cospargendolo di un&#8217;emulsione fotosensibile (forse chiara d&#8217;uovo mescolata con una sostanza gelatinosa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una notizia dell\u2019Ansa dello stesso giorno aggiungeva che Leonardo avrebbe praticato un foro nel quale avrebbe posto una lente di cristallo; infine, davanti alla lente, avrebbe sistemato un busto raffigurante il suo volto. Dopo giorni di esposizione l&#8217;immagine della statua si sarebbe quindi impressa, capovolta, sul lenzuolo appeso all&#8217;interno della camera oscura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per amor del vero ricordo che nel 2005 la rivista francese Science &amp; vie pubblic\u00f2 un articolo nel quale si raccontavano alcuni esperimenti eseguiti di fronte allo staff editoriale, attorno a un lino, dal quale si voleva ottenere un risultato simile a quello della Sindone. Ho citato quest\u2019episodio, fra altri, nel mio libro del 2006, \u201cTorino, esoterismo e mistero\u201d, che faceva parte di una collana di libri pubblicata da Editoriale Olimpia, casa editrice fiorentina, sulle citt\u00e0 italiane con spiccati tratti esoterici. Anche nell\u2019occasione della sperimentazione riferita dalla rivista di traffic\u00f2 con ossidi di ferro e con gelatina ricca di collagene, collante molto usato dai pittori del passato. Adoperarono un bassorilievo del Cristo straziato dalla Passione e procedettero secondo una tecnica che gli esperti ritenevano essere nota ai falsari del sacro e ai fabbricanti di reliquie fin dal Medioevo. Il risultato ottenuto fu sorprendentemente simile a quello dell\u2019immagine che si pu\u00f2 osservare sul Lenzuolo sacro. Non paghi gli sperimentatori sottoposero il lino a potenti e numerosi lavaggi, portarono la temperatura a 250 gradi, immersero il telo in acido citrito e acido acetico\u2026macch\u00e8, il risultato restava perfetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 16 dicembre 2009 \u201cLa Stampa\u201d riprendeva una notizia pubblicata sul Daily Mail che esprimeva nuovi dubbi sulla Sindone. Si diceva che un sudario dell\u2019epoca di Cristo era stato rinvenuto nella Citt\u00e0 Vecchia di Gerusalemme e esso possedeva caratteristiche molto diverse rispetto a quelle della Sindone conservata a Torino. Il lenzuolo funerario conteneva tracce genetiche che avevano consentito di identificare il pi\u00f9 antico caso di lebbra conosciuto. Quanto detto era il risultato di ricerche durate dieci anni durante i quali un gruppo internazionale composto da biologi, genetisti, antropologi e archeologi dell\u2019Universit\u00e0 Ebraica di Gerusalemme, dell\u2019University College di Londra, dell\u2019Universit\u00e0 canadese di Lakehead e quelle statunitensi di New Haven e North Carolina avevano collaborato allo stesso studio. Il sudario era stato scoperto presso l\u2019area di Akeldam\u00e0, che corrisponderebbe, secondo alcuni, al Campo acquistato da Giuda con i 30 denari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alkemad\u00e0 si trova nei pressi del villaggio di Silvan, a sud della citt\u00e0 vecchia di Gerusalemme; in realt\u00e0 vi fu scoperta una tomba con una sindone alcuni anni prima rispetto alla ripresa della notizia: era il 1999 quando fu scavato nella zona di Akeldam\u00e0 e fu ritrovata una tomba con reperti interessanti. Era gi\u00e0 stata saccheggiata dai ladri di reliquie, tuttavia conteneva ancora reperti notevoli per gli studiosi: ossi, capelli, e parti di sudari funebri. Secondo i successivi risultati scientifici della datazione al radiocarbonio la tomba dove \u00e8 stato rinvenuto il sudario di Akelmad\u00e0 risale a un periodo compreso fra l\u20191 e il 50 dopo Cristo. L\u2019analisi del DNA delle ossa permise tra l\u2019altro di stabilire che l\u2019uomo che era stato sepolto era affetto da lebbra e da tubercolosi. Il panno che lo avvolgeva (in parte ancora attaccato al cranio), e che fungeva da sudario per il viso, era di lana. Ma le stoffe attorno al cadavere, tutte di lana, erano molteplici, tessute con filato torcito, in una trama molto semplice. Caratteristiche tutte molto diverse da quelle della Sindone esposta, in tessuto prezioso di lino, che presenta una complessa trama a spina di pesce e una torcitura tipica dei paesi europei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRAME E ORDITI DI UNA TELA FAMOSA (servizio pubblicato su Oltre, n. 30) &nbsp; Ostendere e osservare nel rispetto &nbsp; Tra i verbi \u201costendere\u201d e \u201costentare\u201d c\u2019\u00e8 qualche parentela, poich\u00e9 entrambi implicano l\u2019atto di mostrare, ma nel secondo caso l\u2019azione &hellip; <a href=\"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=152\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[190,179,8],"tags":[163],"class_list":["post-152","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli-2010-2017","category-cultura-e-ambiente","category-giornalismo","tag-esoterismo-e-mistero"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=152"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/152\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":167,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/152\/revisions\/167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}