{"id":1411,"date":"2026-05-10T16:06:00","date_gmt":"2026-05-10T14:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1411"},"modified":"2026-10-03T16:08:22","modified_gmt":"2026-10-03T14:08:22","slug":"due-passi-fra-gli-odori-le-parole-degli-odori-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1411","title":{"rendered":"DUE PASSI FRA GLI ODORI. LE PAROLE DEGLI ODORI (4)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Per gente come noi, che si occupa di\u00a0<em>parole\u00a0<\/em>(come dichiara il titolo del nostro periodico) gli odori sono una vera disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se cerchiamo, limitatamente alla lingua italiana, su un dizionario di sinonimi e contrari (per esempio&nbsp;<em>Il dizionario dei sinonimi e contrari<\/em>&nbsp;di Aldo Gabrielli) otteniamo un elenco di parole riguardanti l\u2019odore di cui una buona parte \u00e8 quasi completamente in disuso. A parte i termini pi\u00f9 conosciuti e tuttora adoperati, come aroma, balsamo, effluvio, esalazione, fragranza, fetore, miasmo, olezzo, profumo, puzza e puzzo, puzzolenza, sentore, tanfo, zaffata,&nbsp; troviamo anche delle parole non troppo usate come afrore, graveolenza, leppo, lezzo, lezzume, mefite, sito, ulimento, usta\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 fra quelli pi\u00f9 conosciuti serpeggiano alcuni dubbi, e non solo per colpa della nostra ignoranza: ad esempio&nbsp;<em>olezzo<\/em>&nbsp;si riferisce sia a un odore buono che a uno&nbsp; cattivo: verifichiamo sul Devoto Oli che \u00e8 applicabile sia agli odori gradevoli o sgradevoli. Anche l\u2019effluvio o l\u2019esalazione agiscono indipendentemente dalla natura dell\u2019odore. Siamo certi di non volere fetori, miasmi, puzze varie, e nemmeno puzzolenze, n\u00e9 tanfi n\u00e9 zaffate che chiss\u00e0 perch\u00e9 non sono mai gradevoli. L\u2019afrore lo conosciamo un po\u2019 per averlo inspirato da qualche ascella dal sudore rancido, pungente e stantio su qualche mezzo pubblico, ma tutte le altre parole dobbiamo sinceramente ammettere che non fanno parte del vocabolario, per cos\u00ec dire,&nbsp;<em>di casa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Analizziamo con pazienza. La graveolenza ci d\u00e0 anche la nausea; il leppo viene emanato dalle materie untuose a contatto del fuoco; il lezzo, fetore intenso e repellente, proviene dai corpi sudici umani o animali (anche questo l\u2019abbiamo sperimentato sugli stessi mezzi pubblici di prima); il lezzume \u00e8 un insieme di cose che sprigionano lezzo; il mefite proviene da acque solforose; il sito \u00e8 una puzza;&nbsp; l\u2019ulimento sta nella sfera dei profumi, l\u2019usta \u00e8 odore di selvatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La disperazione nasce dalla constatazione che nel complesso l\u2019insieme di lemmi aventi significati attigui alla sfera degli odori non sono pochissimi, ma non raggiungono numericamente la ricchezza dei termini legati alla vista, o all\u2019udito, o al tatto e nemmeno al gusto. Nella lingua latina ci si poteva sbizzarrire di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Sappiamo che l\u2019olfatto, che come abbiamo detto ha un canale diretto con il sistema limbico, ha invece scarse relazioni con la sfera del linguaggio: le parole e le idee si relazionano con la neocorteccia, il sistema limbico con le emozioni e gli affetti. \u00c8 forse questa la ragione per cui \u00e8 cos\u00ec difficile&nbsp; e limitata l\u2019espressione circa un odore?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La ragione storica che abbiamo gi\u00e0 esposto, vale a dire la penalizzazione della corporeit\u00e0 durata lunghi secoli, si aggiunge a quest\u2019ultima ragione, della&nbsp;<em>lontananza&nbsp;<\/em>dalla sfera del cervello preposta alle capacit\u00e0 linguistiche?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Gli odori, sia in termini di nomi che di aggettivi, sembrano sfuggire le parole. Di fronte a un odore siamo spesso costretti, per esprimerlo, a fare riferimento a qualcos\u2019altro: odore di marcio, di pino, di vaniglia, di garofano, di timo, di rosa, del caff\u00e8, del pane appena sfornato\u2026 ma non c\u2019\u00e8 mai una parola sola solo per dirlo. La sensazione ce l\u2019abbiamo l\u00ec, in punta di naso, ma siamo costretti a fare un giro di parole. \u00c8 come se l\u2019odore non si lasciasse mai specificare, ma soltanto comparare con qualcos\u2019altro. Anche quando vogliamo attribuirgli una sensazione aggiuntiva, ci serviamo di un altro senso per aggiungere le nostre qualificazioni: dolce come lo zucchero, amaro come la cicuta, stagnante come un acquitrino, salino come il mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Talvolta non ci proviamo nemmeno a definire un odore con un paragone, tagliamo corto, e per esempio diciamo: odore di terra bagnata, di bruciato, di affumicato, di crauti, di violetta, di cavolo cotto, di gasolio,&nbsp; di bagnato, di erba tagliata, di funghi&nbsp; oppure (annusate, annusate!) di tartufi; di aglio, di cipolla, di scalogno, di porro, di anice, di finocchio, di basilico, di cannella, di cardamomo, di&nbsp; chiodi di garofano, di coriandolo, di cumino, di curcuma, di ginepro, di liquirizia, di maggiorana, di menta, di mirto, di noce moscata, di origano e di timo, di pepe, peperoncino e di paprica, di prezzemolo, di rosmarino, di salvia, di sedano, di vaniglia, di zafferano\u2026 molti dei quali da noi usati per insaporire i cibi. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019aroma della carne, in special modo quella arrostita, quello del pane, quello del pesce, e, annusate di nuovo,&nbsp; quello del vino. Quello del vino \u00e8 un mondo a parte, un mondo del tutto privilegiato: in questo campo s\u00ec che ci si \u00e8 sbizzarriti per cercare di dare delle definizioni. Possiamo dire che \u00e8 un vino fruttato oppure erbaceo oppure nocciolato, caramellato, legnoso, terso, pungente, floreale, speziato\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Quanto alle azioni&nbsp; legate agli odori, possiamo non solo annusare, ma anche fiatare, aspirare, annusare e braccheggiare: quest\u2019ultima simpaticissima espressione che si ispira ai bracchi e che \u00e8 anche molto usata in senso metaforico. Un odore si effonde, emana, appesta, ammorba, esala, si impregna\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Gli aggettivi definiscono l\u2019intensit\u00e0 di un odore, come forte, deciso, acuto, tenue, leggero, delicato, debole, etereo, passeggero, penetrante, persistente, ributtante: ma vediamo che molti di questi aggettivi si potrebbero applicare a molte altre sensazioni, per esempio appartenenti all\u2019udito. Attribuiscono una prima spartizione fra buono o cattivo, gradevole o sgradevole, caratteristico o strano o indefinibile o inconfondibile, delizioso o disgustoso: ma anche questi aggettivi a quante situazioni, eventi o sensazioni si potrebbero applicare? Spartiscono l\u2019amaro dal dolce, o dolciastro, si soffermano sull\u2019eventuale acidit\u00e0, come acido, aspro. Molti aggettivi pescano dalla sfera del gusto: per esempio appetitoso, culinario, fruttato, piccante, pungente, invitante. Anche gli aggettivi esotico, evocativo, metallico, maschile o femminile, allettante sembrerebbero potersi applicare a circostanze o sensi diversi, come il tatto. Rimangono, se non nella pura sfera odorifera, almeno in un campo sicuramente olfattivo meno ambiguo: floreale, fresco, profumato, nauseabondo, puzzolente, speziato, balsamico, muschiato, silvestre, salmastro, paludoso, bruciato, cadaverico, carbonizzato, soffocante, fermentato, ammuffito, rancido, medicinale, nauseante, pestilenziale, putrescente, arrugginito, erbaceo, fangoso, fumoso, legnoso, stagnante, sulfureo, urinoso, vegetale\u2026 e forse pochi altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Quanto all\u2019organo preposto a odorare, il naso, siamo abbastanza fortunati perch\u00e9 possiamo usare un mucchio di espressioni, dal ficcare il naso, intromettendosi negli affari altrui; arricciare il naso, mostrandoci contrari; avere naso (o avere buon naso), che ci dice come l\u2019odorato sia collegato con l\u2019intuizione; farla sotto il naso&nbsp; a qualcuno, ingannandolo facilmente e in modo palese; bagnare il naso a qualcuno, superandolo;&nbsp; restare in palmo di naso, rimanendo beffati; menare per il naso qualcuno, prendendolo in giro e manipolandolo; non vedere al di l\u00e0 del proprio naso, essendo limitati e poco lungimiranti; mettere il naso fuori casa, per uscire un po\u2019; avere la puzza sotto il naso, perch\u00e9 siamo superbi; a lume di naso, con il solo aiuto dell\u2019intuito; mettere sotto il naso, dimostrando in modo chiaro qualcosa a qualcuno; sbattere il naso, dovendo rendersi conto di qualcosa per forza; &nbsp; sbattere la porta sul naso, rifiutando di ricevere qualcuno; ci piace talvolta andare in giro con il naso per aria, senza attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">A Pinocchio si allunga il naso quando dice le bugie perch\u00e9, ancora burattino, non sa controllare con discernimento le proprie pulsioni, ma la verit\u00e0 emerge nonostante i tentativi di nasconderla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che non sapevamo, quando lo leggevamo, era che la storia conteneva un fondo di verit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Gli scienziati infatti l\u2019hanno scoperto in anni recenti: hanno scoperto l<em>\u2019effetto Pinocchio,&nbsp;<\/em>vale a dire quel fenomeno sia psicologico sia fisiologico per cui il profferire menzogna fa aumentare la temperatura nella zona del naso e attorno agli occhi, dando un pizzicorino. In realt\u00e0 il fenomeno si manifesta non solo quando raccontiamo le bugie, ma quando subiamo in generale uno stress emotivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nella comunicazione non verbale il naso, infatti \u00e8 considerato un indicatore importante per rivelare sia le emozioni di chi ci sta ascoltando sia la sua eventuale tensione, l\u2019accordo il disaccordo che l\u2019interlocutore prova nei nostri confronti e pi\u00f9 in generale il suo disagio,&nbsp; cos\u00ec quando vediamo il nostro interlocutore strofinarsi la parte inferiore del naso possiamo essere quasi certi che sia infastidito da quanto stiamo dicendo o addirittura lo stia intimamente rifiutando; il toccarsi il naso durante una conversazione segnala comunque incertezza e strofinare il naso sulle sue pareti esterne significa, secondo i dettami della comunicazione, un vero e proprio disaccordo con quanto detto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per gente come noi, che si occupa di\u00a0parole\u00a0(come dichiara il titolo del nostro periodico) gli odori sono una vera disperazione. 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