{"id":1405,"date":"2026-07-10T15:51:00","date_gmt":"2026-07-10T13:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1405"},"modified":"2026-10-03T15:54:20","modified_gmt":"2026-10-03T13:54:20","slug":"due-passi-fra-gli-odori-il-naso-nei-racconti-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1405","title":{"rendered":"DUE PASSI FRA GLI ODORI. IL NASO NEI RACCONTI (6)"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Quando leggevo ai miei figli\u00a0 le\u00a0<em>Favole al telefono<\/em>\u00a0di Rodari si divertivano molto ad ascoltare\u00a0<em>Il naso che scappa<\/em>. \u00c8 la storia di un naso fuggito dal suo proprietario che si mette a viaggiare sul lago di Laveno su un mantello. Cade dal mantello perch\u00e9 bucato, viene ripescato da un pescatore che lo rivende al proprietario a peso d\u2019oro. Alla domanda del perch\u00e9 della fuga il naso si arriccia per il disgusto. Dice: \u00abSenti, non metterti mai pi\u00f9 le dita nel naso. O almeno tagliati le unghie\u00bb.\u00a0 E qui scoppiavano le risate.\u00a0<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>Il naso&nbsp;<\/em>\u00e8 un capolavoro letterario di Nicolaj Gogol\u2019, compreso nei&nbsp;<em>Racconti di Pietroburgo<\/em>: un racconto grottesco e fantastico. Una mattina un barbiere, bistrattato da una moglie che lo redarguisce in continuazione, trova nel panino della colazione un naso, e lo riconosce per il naso di un suo cliente. La moglie, pur avendo lei stessa preparato il panino, lo strapazza senza mezzi termini: \u00abDove hai tagliato questa specie di naso, specie di belva\u2026 mascalzone! Ubriacone!&nbsp; Biscotto rinsecchito!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il pover\u2019uomo cercher\u00e0 di gettare il naso nel fiume, ma con la sua aria da perdente attira l\u2019attenzione di un poliziotto mentre getta nell\u2019acqua il cencio che avvolge il naso. La scena si sposta sul burocrate Koval\u00e8v che si sveglia e si accorge di non avere pi\u00f9 il naso. Corre dal capo della polizia. Poi in una chiesa incontra il suo naso che ha assunto una propria indipendenza e, vestito da alto funzionario, risponde superbamente alle preghiere di Koval\u00e8v, che&nbsp; non pu\u00f2 vivere senza naso perch\u00e9 la sua posizione sociale e il suo ruolo richiedono bella presenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Dopo alterne vicende il naso viene restituito al suo proprietario, il naso dapprima non vuole riattaccarsi, ma poi si rimette al suo posto. \u00abDopo di allora il maggiore Koval\u00e8v fu visto eternamente di buon umore, sorridente, che inseguiva tutte le belle signore senza eccezione\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il naso \u00e8 al centro della narrazione teatrale nell\u2019opera di Edmond Rostand&nbsp; del 1897,&nbsp;<em>Cyrano de Bergerac<\/em>,&nbsp; commedia in cinque atti che costituisce&nbsp; un classico del teatro francese. Cyrano \u00e8 un valoroso spadaccino, poeta e sognatore, noto per il suo naso sproporzionato. Innamorato di Rossana, sua cugina, Cyrano non osa dichiararsi per paura di essere rifiutato a causa del suo naso. Aiuta Cristiano, bello ma scarsamente eloquente&nbsp; e linguisticamente poco dotato, a scrivere lettere d\u2019amore per lei. Sveler\u00e0 il suo amore solo in punto di morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Cristiano dichiara la sua incapacit\u00e0 d\u2019eloquio fin dal primo atto (seguir\u00f2 il testo edito da Casa Editrice Bietti, Milano, 1958) : \u00abNon ho spirito, non oso accostarla: mi turba il bel linguaggio ch\u2019ora si scrive o si parla\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Cyrano chieder\u00e0 (al personaggio del seccatore&nbsp; perch\u00e9 questo gli guardi con insistenza il naso e gli chiede: \u00abDimmi, \u00e8 molle e cascante siccome la proboscide, forse, di un elefante?\u00bb E poi: \u00ab \u00c8 adunco a guisa di un becco di civetta? (\u2026) Che forse alla punta c\u2019\u00e8 qualche pustoletta? (\u2026) Qualche mosca forse vi passeggia o vi dorme? (\u2026) Vossignoria lo trova un po\u2019 diffuso?\u00bb E ancora lo apostrofa dicendo: \u00abVilissimo camuso, siate ben persuaso che di quest\u2019appendice mi glorio e mi delizio; avvenga che un gran naso sia un vero e proprio indizio di un uomo buono, affabile, cortese, liberale di coraggio e di spirito, qual io sono\u2026\u00bb. Continua ancora a provocare: \u00abSi potea, putacaso, dirmi, in tono aggressivo \u201c Se avessi un cotale naso. Immediatamente me lo farei tagliare! Quando bevete deve pescare nel bicchiere\u2026 \u00e8 una rocca! \u00e8 un picco, una penisola\u2026 A che serve quest\u2019affare, o signore? Forse da scrivania, o da portagioielli? (\u2026) Vi preoccupate di offrire agli uccelli un degno perno?\u2026 Quando nello starnuto il vapor del tabacco esce non gridano i vicini al fuoco?\u2026State attento che di codesta chiappa il peso non vi mandi per terra!\u2026 Provvedetelo di un piccolo ombrellino\u2026Vi si pu\u00f2 benissimo sospendere il cappello\u2026\u00bb. E cos\u00ec continua almeno ancora per un paio di pagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Cirano \u00e8 anche una canzone famosa di Francesco Guccini, pubblicata nel 1996 nell\u2019album&nbsp;<em>D\u2019amore di morte e di altre sciocchezze;<\/em>&nbsp;\u00e8 un\u2019invettiva contro la societ\u00e0 attuale, l\u2019opportunismo politico e l\u2019ipocrisia, scritta insieme a Beppe Dati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Esistono numerosi adattamenti cinematografici del Cyrano de Bergerac, tra cui la versione del 1950 con Jos\u00e9 Ferrer e quella del 1990 con G\u00e9rard Depardieu.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>Il nome, il naso<\/em>&nbsp;\u00e8 il titolo di un racconto di Italo Calvino che fa parte della raccolta&nbsp;<em>Sotto il sole giaguaro<\/em>&nbsp;edito da Garzanti nel 1986. Protagonista \u00e8 il senso dell\u2019olfatto; il racconto \u00e8 diviso in tre storie fra di loro parallele che iniziano tutte e tre con un protagonista che cerca, attraverso l\u2019odore, una ragazza, alla fine in tutte e tre le storie il protagonista ritrover\u00e0 la ragazza, ahim\u00e8, morta. Una prima storia riguarda un uomo parigino che va alla ricerca di una fanciulla con cui ha ballato la sera precedente, non conosce o non ricorda il suo nome, per\u00f2 ricorda il suo odore. La seconda storia riguardo un uomo della preistoria che percepisce l\u2019odore di una femmina tra quelli, molteplici, del branco; l\u2019odore lo attrae tanto che si mette alla sua ricerca, finir\u00e0 per scontrarsi con un antagonista in un duello che vincer\u00e0, tuttavia scoprir\u00e0 che l\u2019odore veniva dalla fossa dove il branco buttava i cadaveri. La terza storia riguarda un musicista londinese che si sveglia in una camera buia piena di corpi nudi, cerca di arrivare ad una stufa per accenderla e prova a distinguere i corpi per mezzo dei loro odori,&nbsp; fin quando sente l\u2019odore di una ragazza diverso dagli altri, che lo attrae; al ritorno dalla stufa non trova pi\u00f9 la ragazza, esce per prendere un po\u2019 d\u2019aria e, quando rientra, trova la ragazza soffocata dalla stufa che aveva acceso lui. Raccontata cos\u00ec potrebbe sembrare una storia macabra. In realt\u00e0, il racconto \u00e8 bellissimo e l\u2019io narrante vive le tre diverse vicende in tre diverse epoche storiche. Il racconto non \u00e8 basato sulla progressione lineare degli eventi, \u00e8 un testo frammentato per quanto riguarda la struttura narrativa, che propone al lettore di percepire la potenza del senso dell\u2019olfatto. Calvino si sofferma su tre momenti del viaggio dell\u2019umanit\u00e0 verso la conoscenza: la preistoria, l\u2019inizio del nostro secolo, e l\u2019importante passaggio degli anni \u201960 \/\u201970 sono tre periodi in cui l\u2019uomo si \u00e8 particolarmente soffermato sulla percezione sensoriale per conoscere la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il racconto ha inizio con avvertimento all\u2019uomo del futuro: \u00abCome epigrafi in un alfabeto indecifrabile, di cui met\u00e0 delle lettere sono state cancellate dallo smeriglio del vento carico di sabbia, cos\u00ec voi resterete, profumerie, per l\u2019uomo futuro senza naso (\u2026) I flaconi le boccette, le ampolle dei tappi di vetro cuspidati o sfaccettati continueranno invano a intrecciare da uno scaffale all\u2019altro la loro rete di accordi consonanze dissonanze contrappunti modulazioni progressioni: le nostre sorde narici non coglieranno pi\u00f9 le note della gamma: gli aromi muschiati non si distingueranno dei cedri, l\u2019ambra e la reseda, il bergamotto e il benzoino resteranno muti, sigillati nel calmo sonno dei flaconi. Dimenticato l\u2019albero dell\u2019olfatto che ne faceva altrettanti vocaboli d\u2019un lessico prezioso, i profumi resteranno senza parola, inarticolati, illeggibili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Subito dopo l\u2019autore ci immerge in una ridda di profumi e di aromi, e cos\u00ec continuer\u00e0 fino alla fine del racconto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando leggevo ai miei figli\u00a0 le\u00a0Favole al telefono\u00a0di Rodari si divertivano molto ad ascoltare\u00a0Il naso che scappa. \u00c8 la storia di un naso fuggito dal suo proprietario che si mette a viaggiare sul lago di Laveno su un mantello. 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