{"id":1388,"date":"2026-04-10T14:59:00","date_gmt":"2026-04-10T12:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1388"},"modified":"2026-10-03T15:02:20","modified_gmt":"2026-10-03T13:02:20","slug":"islas-encantadas-la-vita-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1388","title":{"rendered":"ISLAS ENCANTADAS. LA VITA CONTINUA"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">ISLAS ENCANTADAS. LA VITA CONTINUA di Letizia Gariglio<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Riconoscere tratti di giovinezza in una tartaruga gigante non \u00e8 cosa facile: hanno quell\u2019aspetto da vecchio saggio raggrinzito, rugoso e increspato in modo irregolare. \u00c8 pi\u00f9 facile pensare all\u2019aggettivo incartapecorito piuttosto che giovane . Eppure le 158 tartarughe che hanno rilasciato alle&nbsp; Galapagos sull\u2019isola Floreana sono davvero giovani: hanno fra gli 8 e i 13 anni, pur essendo gi\u00e0 molto voluminose e pesantissime. Sono state portate per mare e, giunte sull\u2019isola, sono state caricate sulle povere spalle di un gruppo di uomini che, su un percorso tutto in salita, le hanno trasportate lungo un impervio sentiero fino al luogo ritenuto pi\u00f9 adatto alla loro sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Sono le rappresentanti di una specie estinta dalla fine dell\u2019Ottocento, o per meglio dire,<em>&nbsp;fino ad ora<\/em>&nbsp;estinta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019estinzione era stata dovuta all\u2019intensivo sfruttamento che i marinai, balenieri e navigatori,&nbsp; avevano fatto di quella specie di tartarughe dell\u2019isola di Floreana: le stivavano sulle loro imbarcazioni&nbsp; per nutrirsene durante i loro lunghi viaggi per mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ma recentemente&nbsp; un gruppo di tartarughe dell\u2019isola Isabela si sono rivelate portatrici di una parte del patrimonio genetico delle antiche tartarughe floreanensi. Con un considerevole lavoro i ricercatori sono quindi&nbsp; riusciti a rafforzare la quota genetica appartenente al genere della antica tartaruga di Floreana, con un programma di incroci: ed ecco che&nbsp;<em>Chelonoidis niger niger&nbsp;<\/em>ha potuto essere reintrodotta a Floreana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Alcuni anni fa avevo inserito nel mio volume di racconti&nbsp;<em>\u201cLa felicit\u00e0 \u00e8 momentaneamente occupata\u201d&nbsp;<\/em>un racconto breve intitolato&nbsp;<em>Islas Encantadas<\/em>, ambientato nel 2012. Si narra dell\u2019ultimo esemplare di&nbsp;<em>Geochelone Abingdoni<\/em>, tartaruga maschio morto nel 2012, con la scomparsa del quale si \u00e8 definitivamente estinta la specie. Nel racconto immaginavo le&nbsp;<em>reali&nbsp;<\/em>motivazioni che avevano causato la sua morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ecco il racconto, pubblicato da Nuova Ipsa Editore di Palermo dieci anni fa, nel 2016:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Islas Encantadas<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il bipede in maglietta e calzoncini che pretende di mangiare una specie di panino seduto sulla panchina ha dovuto spostarsi all\u2019estremit\u00e0 del suo sedile. Senza dirgli \u201cfatti pi\u00f9 in l\u00e0\u201d un\u2019otaria ha deciso che quello sarebbe stato un posto decentemente confortevole per lei, e ci si \u00e8 accomodata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">I suoi cuccioli nel frattempo stanno eseguendo un&nbsp; numero di nuoto sincronizzato nella vasca naturale fra gli scogli, proprio di fronte alla posizione scelta dalla madre. Genitrice attenta, si \u00e8 predisposta una comoda&nbsp; posizione, idonea a un buon esercizio della sua genitorialit\u00e0: il mare \u00e8 di fronte a lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Del resto, grandi pericoli non ce ne dovrebbero essere: n\u00e9 nelle acque marine, n\u00e9 sulla cosiddetta terra. Nessun predatore in vista, nessun pericolo potrebbe provenire dalla massa liquida n\u00e9 dalle solide rocce pi\u00f9 all\u2019interno dell\u2019isola. L\u2019otaria decide di farsi un sonnellino, appena disturbata dallo starnazzare delle voce umani alle sue spalle, che si alzano nello stupore, quando vedono un leone marino affacciarsi al bordo della piscina dell\u2019alberghetto in cui stavano nuotando. Con urletti sopra le righe, altri rumori di vario tipo, sciacquio e spruzzi, si sono levati dalla vasca, lasciando spazio al bestione. Il nuoto \u00e8 rimandato a pi\u00f9 tardi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Non mi va pi\u00f9 di vivere in questo luogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Lo vedete quel tipo? Quello, s\u00ec, quello biondastro e con la pancia pendula. Si \u00e8 portato nella stanza d\u2019albergo tre iguane terrestri; l\u2019ho visto provare se gli stavano in valigia, senza la minima preoccupazione per la loro incolumit\u00e0 durante il viaggio. Dev\u2019essere davvero un cretino, se pensa di non essere beccato all\u2019aeroporto. Anche se si pu\u00f2 solo contare sulla sua avarizia. Siccome non moller\u00e0 laute mance lo fermeranno e se ci va bene lo arresteranno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Guardate laggi\u00f9. Guardate la sagoma di quel cetaceo adagiato sulla secca, che spunta, laggi\u00f9, s\u00ec, verso l\u2019orizzonte, guardate bene: quello \u00e8 una petroliera. \u00c8 l\u00ec dal 16 gennaio 2001; \u00e8 rimasta incagliata nelle sabbie mentre stava arrivando all\u2019isola di San Cristobal, che doveva approvvigionare. Ha perso seicentomila litri di carburante. Eppure queste isole non possono pi\u00f9 fare a meno di petrolio: gli abitanti sono passati da duemila a trentamila dal \u201968 a oggi. E avete idea di quanti turisti arrivino qui? Ne arrivano da centocinquantamila a centottantamila all\u2019anno. Loro s\u00ec che sono pericolosi. Altro che l\u2019invadenza delle capre, degli asini, dei maiali, dei gatti, dei topi e dei ratti che si stanziano all\u2019interno. Tutti insieme non sono nulla, paragonati agli eserciti di turisti con macchina fotografica e borsello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Eppure questo fu il primo luogo al mondo a essere dichiarato patrimonio nazionale dell\u2019Unesco! Un tempo queste erano le&nbsp;<em>Islas Encantadas<\/em>, eruttate da vulcani sottomarini, terre che parevano possedute da forze oscure, lambite da correnti marine impetuose: rifugio&nbsp; solo per i pirati. Testuggini giganti, albatros, leoni marini, iguane, fringuelli, pinguini, gabbiani, aironi volavano nuotavano camminavano su queste isole incantate. Questo era il luna-park della biologia, lo scrigno inviolato della formazione della vita animale e vegetale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ma ora sono stanco di vivere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">No, non sono poi cos\u00ec vecchio d\u2019et\u00e0: ho solo cento anni. Potrei viverne forse altri cento. Ma il mio cuore \u00e8 pesante. Sono stanco di vivere in un mondo cos\u00ec. \u00c8 il 2012 e il mio personale mondo pu\u00f2 considerarsi finito: la mia fine del mondo si \u00e8 gi\u00e0 verificata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Da tanto tempo vivo senza amore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Vivo senza amore da tutta la vita. Devo ammetterlo: sono scapolo. Non ho mai conosciuto le gioie degli amorosi sensi, lo sguardo innamorato di una compagna, nessun esemplare femminile ha mai nuotato vicino a me accettando la mia corte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Semplicemente perch\u00e9 lei non esisteva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il destino ha voluto che io fossi l\u2019ultimo esemplare maschio di testuggine gigante. Appartengo alla famiglia Geochelone Abingdoni. Mi chiamo George, conosciuto in tutto il mondo come&nbsp; George Lonesome, qui semplicemente Jorge el Solitario: unica tartaruga gigante dell\u2019isola di La Pinta, nel Pacifico, a mille chilometri dalle coste dell\u2019Ecuador. Unico nella mia isola e unico nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Hanno provato a rifilarmi due tartarugole&nbsp; di una sottospecie, prima una e poi l\u2019altra, per carit\u00e0. Ma io non ci sono riuscito. Non mi piacevano. Nessuna delle due era degna di diventare mia moglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Che cos\u2019\u00e8 un&nbsp;<em>tartarugo<\/em>&nbsp;se non pu\u00f2 dare la vita? Mi lascer\u00f2 morire. Morir\u00f2 per mancanza d\u2019amore, sappiatelo. E anche perch\u00e9 questo mondo delle Galapagos, cos\u00ec com\u2019\u00e8, non mi interessa pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>Loro<\/em>, lo so, mi imbalsameranno. So anche che mi faranno l\u2019autopsia, per stabilire la causa della mia morte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Folli, pazzi! Come possono non capire che la vita non ha pi\u00f9 senso quando la patria non esiste pi\u00f9, la mia gente non esiste pi\u00f9, l\u2019amore non potr\u00e0 esistere mai pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Una sola preghiera, ultimo desiderio di un condannato: non ditelo al signor&nbsp; Darwin.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ISLAS ENCANTADAS. 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