{"id":1351,"date":"2025-12-10T13:04:00","date_gmt":"2025-12-10T12:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1351"},"modified":"2026-01-05T09:09:55","modified_gmt":"2026-01-05T08:09:55","slug":"educazione-tra-boschi-e-precipizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1351","title":{"rendered":"EDUCAZIONE TRA BOSCHI E PRECIPIZI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 un simile trattamento nei confronti della famiglia che vive(VA) nei boschi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Premetto, prima di cercare una risposta, che non desidero entrare&nbsp; nella tenzone che&nbsp; nei trascorsi giorni ha infiammato e tuttora infiamma il web e non solo, e che fa s\u00ec che la gente comune come me, e forse qualche altro fra i lettori, si schierino in fazioni.&nbsp;<em>Divide et impera&nbsp;<\/em>insegnavano gli antichi Romani, ma prima ancora ce lo insegnava Sun Tzu nella&nbsp;<em>Arte della guerra.<\/em>&nbsp;Non desidero farmi acchiappare in uno schieramento in questa vicenda e diffido ogni volta che i main stream ci vogliono a viva forza introdurre in qualsivoglia schieramento, alimentato da storiacce, come da delitti mediatici, o vicende deliranti. Non posso nemmeno entrare nella vicenda con esatta cognizione di causa, perch\u00e9, pur avendola cercato, non ho trovato il testo della sentenza che ha obbligato la famiglia dei boschi presso Vasto, in Abruzzo, a rinunciare&nbsp; alla propria vita, scelta con determinazione e consapevolezza. Devo tuttavia ammettere che, in assenza di elementi conoscitivi pi\u00f9 dettagliati, tutta la mia simpatia va a questa famiglia che ha fatto una scelta di vita in una vera condizione di \u201cgreen-economy\u201d e tutta la mia antipatia va verso una forma di potere che si \u00e8 arrogata il diritto di decidere che cosa fosse giusto o sbagliato per figli minorenni (<strong>in assenza totale di forme di abuso o delinquenza)&nbsp;<\/strong>in luogo dei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Posso ammettere che l\u2019immagine della condizione roussoviana della famiglia libera da&nbsp; condizionamenti e del tutto felice in natura possa non corrispondere all\u2019intera verit\u00e0, ma non posso accettare che il tipo di vita scelto da questa famiglia, per il solo fatto di essere diverso da quello della maggior parte di tutti noi, produca necessariamente, solo a causa della sua diversit\u00e0, disagio psicologico e relazionale nei minori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La Convenzione ONU sui Diritti dell\u2019Infanzia e dell\u2019adolescenza (Convention on the Rights of the Child) \u00e8 stata adottata dalle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. \u00c8 un trattato internazionale che riconosce i bambini come persone con diritti specifici, che garantisce la loro protezione e la loro partecipazione alla vita sociale e politica e che intende eliminare discriminazioni. La convenzione comprende 54 articoli e assicura il diritto alla vita, alla salute, all\u2019educazione, alla protezione dallo sfruttamento e il diritto ad esprimere la propria opinione. In particolare, l\u2019articolo nove dice: \u00ab Hai diritto a vivere con i tuoi genitori a meno che questo non risulti dannoso per la tua crescita\u00bb. L\u2019articolo 11 aggiunge: \u00abHai diritto a essere protetto per evitare che tu venga allontanato dalla tua famiglia e trasferito illegalmente\u00bb. L\u2019articolo 18 rincara:&nbsp; \u00abHai diritto ad essere cresciuto ed educato dai tuoi genitori nel rispetto del tuo superiore interesse\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il problema dunque diventa ideologico: che cosa \u00e8 dannoso per la crescita di un bambino? Qual \u00e8 il suo \u201csuperiore interesse\u201d? A quanto pare l\u2019intervento dei servizi sociali statali e la decisione di allontanare i bambini dalla abitazione in cui vivevano con i genitori e di condurli presso una casa-famiglia si fonda su alcuni fattori fra cui la convinzione&nbsp; che la loro casa sia insalubre: pericolosit\u00e0 strutturale dell\u2019edificio (malgrado una perizia che dichiara il contrario), assenza di utenze gas e acqua (prelevata dal pozzo), riscaldamento a legna.&nbsp; Quanto al riscaldamento, devono aver dimenticato che nella maggior parte delle case di montagna e di campagna ci si riscalda tuttora a legna e che il pozzo ha servito di acqua tutte le generazioni prima della guerra. La casa, poi, \u00e8 dotata di pannelli solari che producono l\u2019illuminazione.&nbsp; Un\u2019ulteriore ragione che ha mosso il provvedimento riguarda&nbsp; il presunto isolamento sociale dei bambini, pregiudizievole per una crescita armonica. Ma siamo cos\u00ec sicuri che davvero non socializzassero? Molte testimonianze vanno in direzione contraria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Dunque, mi pare di capire: la casa \u00e8 ben riscaldata, l\u2019acqua del pozzo potabile, l\u2019illuminazione garantita da pannelli solari, i bambini frequentano figli di amici e del vicinato, si relazionano con alberi e animali, frequentano l\u2019home-schooling e sono a posto con gli esami\u2026 che cosa ha dunque determinato una sentenza cos\u00ec dolorosa e invasiva nella vita di questa famiglia? Forse \u00e8 troppo difficile per qualche membro dello stato rinunciare ad esercitare potere oltre una legittima misura? Forse \u00e8 troppo difficile per chi \u00e8&nbsp;<em>affondato&nbsp;<\/em>in un sistema di vita e impastoiato nella macchina burocratica ammettere che qualcuno possa galleggiare oltre (e magari essere felice)?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>Divide et impera<\/em>, gi\u00e0\u2026 ma infine, potrebbe non essere cos\u00ec male che questa vicenda abbia scatenato un confronto fra modelli educativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ho la sensazione che le scelte educative dei genitori in questione siano davvero insopportabili ai sensi dei burocrati benpensanti; ma essi stessi danno l\u2019impressione di essere stati strumentalizzati per dare una bella lezione a coloro che insistono nel voler condurre la vita secondo scelte personali \u201cfuori dal coro\u201d. Un motto latino recitava: \u00abUnum castigabis, centun emendabis\u00bb (\u00abNe castigherai uno, ne correggerai cento\u00bb, traducibile in un detto che fu molto pericoloso (quello delle Brigate Rosse) che diceva: \u201cColpirne uno per educarne cento\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Non sar\u00e0 mica questo lo scopo di tanto chiasso mediatico?!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nel mese di marzo scrissi articolo su J\u00fcnger e sul suo libro \u201cIl trattato del ribelle\u201d (una&nbsp; delle recensioni&nbsp;<em>anacronistiche<\/em>&nbsp;che ogni tanto mi piace scrivere) in cui il filosofo adopera&nbsp; la metafora del bosco come luogo dove esprimere la propria volontaria sottrazione alla tirannia del mondo moderno e dove poter agire secondo principi scelti e non imposti dall\u2019alto, contro il nichilismo e la standardizzazione che ci vengono imposti. Il bosco vi appare come luogo fisico ma anche metaforico dove rifugiarsi per sfuggire alle pastoie di un&nbsp; mondo di cui non si condividono i valori. Del resto quella del bosco \u00e8 una metafora universalmente conosciuta. Quante fiabe danno il via al cuore del racconto con l\u2019entrata traumatica dei protagonisti in un bosco? Pensiamo a Cappuccetto Rosso, a Pollicino, ad Hansel e Gretel, solo per nominare le pi\u00f9 note: il bosco vi rappresenta il luogo insostituibile dove avviene un rito di passaggio, prelude a un cambiamento. Ma come tale \u00e8 un luogo pericoloso, oscuro e misterioso come l\u2019inconscio: il ritorno alle radici, al profondo senso dell\u2019esistenza, l\u2019avvicinamento alle profondit\u00e0 spirituali non \u00e8 mai scevro da pericoli. Se ne devono essere accorti i due genitori!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Vorrei vedere ora un altro aspetto delle ingerenze delle istituzioni nei confronti delle famiglie e delle loro scelte educative. Non sempre l\u2019atteggiamento educativo delle famiglie \u00e8 abbastanza attento nei confronti delle scelte che le istituzioni sembrano imporre, anche attraverso la scuola. Talvolta ci si trova di fronte a condizioni opposte a quella della famiglia del bosco.&nbsp;<em>Quella&nbsp;<\/em>famiglia deve lottare contro le ingerenze delle istituzioni, ma spesso le famiglie agiscono con una bella dose di l<em>aissez-faire<\/em>&nbsp;nei confronti delle istituzioni, delegando&nbsp; alle strutture scelte che spetterebbero principalmente a loro. L\u2019unico atteggiamento coerente resta quello istituzionale, con tutte le sue problematiche e le negativit\u00e0 di una societ\u00e0 che tende sempre pi\u00f9 a limitare le libert\u00e0 individuali e a controllare in modo ravvicinato le nostre vite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">E qui sono certa di voler polemizzare nei confronti dei cosiddetti corsi di educazione relazionale nelle scuole, perch\u00e9 in realt\u00e0 sotto questa bella etichetta si nasconde la volont\u00e0 di portare nelle scuole l\u2019indottrinamento alla fluidit\u00e0 di genere; intanto la nostra scuola continua a essere priva di attenzione nei confronti di una reale&nbsp; educazione ai sentimenti e alle relazioni e, d\u2019altra parte, continua l\u2019abituale abdicazione, da parte della maggior parte delle famiglie, del ruolo educativo delle famiglie stesse. La colonizzazione ideologica&nbsp;<em>gender<\/em>&nbsp;propone un modello di sessualit\u00e0 che divarica dal modello biologico: si sostiene il principio di un individuo sradicato dai modello offerti dalla natura in favore di un modello di individuo, per cos\u00ec dire,&nbsp;<em>neutro,&nbsp;<\/em>n\u00e9 carne n\u00e9 pesce, n\u00e9 maschio n\u00e9 femmina, ma&nbsp; oggi l\u2019uno e domani l\u2019altro, secondo l\u2019umore della giornata: un individuo, per l\u2019appunto, fluido, come fluidi possono essere le sensazioni e i sentimenti. La denaturalizzazione della sessualit\u00e0, la negazione della reciprocit\u00e0 uomo\/donna non fa che svilire ulteriormente, a mio parere,&nbsp; il processo di identificazione dell\u2019individuo, esaltando il valore delle personali momentanee percezioni della sessualit\u00e0, con effetti disorientanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Le famiglie dovrebbero rendersi conto che \u00e8 estremamente pericoloso incoraggiare nei giovani esperienze sessuali fluide,&nbsp; perch\u00e9 sostanzialmente significa incoraggiare la fragilit\u00e0, attraverso sperimentazioni che non aiutano la formazione di un individuo ben centrato, cos\u00ec come non aiutano le sperimentazioni di droga o di alcol o di altro genere di abuso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La delega del ruolo educativo genitoriale alle istituzioni pare ormai sempre&nbsp; pi\u00f9 pericolosamente delineata ed&nbsp; \u00e8 evidente che il ruolo genitoriale \u00e8 in profonda crisi: le scomposizioni e ricomposizioni dei nuclei familiari non hanno aiutato, come non hanno aiutato le composizioni di famiglie gay, la rinuncia delle madri a svolgere pienamente il ruolo materno a causa del preponderare degli impegni lavorativi, la mancanza della reale complementariet\u00e0 del ruolo femminile e di quello maschile (nessuno dei due genitori sa pi\u00f9 quale sia il suo ruolo specifico), e infine, ma importantissima, la cruenta quanto ipocritamente velata guerra che si sta svolgendo nei confronti della figura maschile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">A che punto sono le proposte di legge? All\u2019articolo 1 del DDL n. 2423 si prevede che le istituzioni scolastiche richiedano il consenso informato preventivo dei genitori (o degli studenti maggiorenni presenti nelle superiori) per la partecipazione degli allievi alle attivit\u00e0 che riguardino temi attinenti all\u2019ambito della sessualit\u00e0; prevede inoltre che tale consenso si basi sulla messa a disposizione alle famiglie del materiale didattico che si intende utilizzare per le attivit\u00e0 medesime. \u00c8 evidente che la preoccupazione ministeriale in questo caso riguarda il possibile \u2013 e probabile&nbsp;\u2013 coinvolgimento di associazioni sostenenti la visione gender della sessualit\u00e0: esistono casi nel passato recente in cui associazioni favorevoli non solo alle politiche della fluidit\u00e0 sessuale, ma anche favorevoli&nbsp; a relazioni sessuali fra adulti e bambini si siano intrufolate nelle scuole. In articoli precedenti, (mese di agosto 2019) mi sono soffermata su&nbsp;<em>Parole in rete&nbsp;<\/em>su queste problematiche (\u201cGender e scuola\u201d). Il ministro Valditara tuttavia nel suo intervento del 20 ottobre 2025 afferma: \u00abNon sar\u00e0 pi\u00f9 possibile per associazioni ideologizzate far propaganda, spesso retribuita dai contribuenti, nelle scuole; le lezioni dovranno essere affidate a professionisti seri, psicologi, medici, docenti universitari\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Come \u00e8 ovvio, tutti coloro che sono favorevoli alle politiche gender gridano allo scandalo: sarebbe semplicemente scandaloso che le famiglie siano informate sui contenuti e pongono l\u2019accento sulla buona volont\u00e0 di promuovere, nei corsi in questione, relazioni e comportamenti sani, prevenire fenomeni di bullismo, prevenire violenze di genere, rafforzare le competenze emotive degli allievi e le relazioni sociali fra bambini e adolescenti: tante belle parole che per\u00f2 nascondono il lato pi\u00f9 oscuro e manipolatorio, il cui step ultimo da raggiungere \u00e8 la promozione della pedofilia. La strumentalizzazione politica&nbsp; fa s\u00ec che le oscurit\u00e0&nbsp; adombrate negli interventi nelle scuole si ammantino di tante belle intenzioni,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se si ascoltano le parole di molti aderenti ad associazioni gender i bambini e i ragazzi avrebbero un gran bisogno di&nbsp;<em>aiuto<\/em>. I paladini dell\u2019<em>aiuto&nbsp;<\/em>infatti sono convinti di potersi sostituire egregiamente&nbsp; alle famiglie nell\u2019educazione sessuale, relazionale e affettiva. Secondo loro sarebbero addirittura migliaia le richieste di&nbsp;<em>aiuto&nbsp;<\/em>che i giovani lancerebbero (a loro parere) per i loro disagi psico-sessuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ma allora viviamo davvero in un mondo malato!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 un simile trattamento nei confronti della famiglia che vive(VA) nei boschi? 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