{"id":1312,"date":"2025-11-10T20:45:00","date_gmt":"2025-11-10T19:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1312"},"modified":"2026-01-05T09:09:36","modified_gmt":"2026-01-05T08:09:36","slug":"articolo-ricette-immortali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1312","title":{"rendered":"ARTICOLO &#8220;RICETTE IMMORTALI&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La ricetta che ho usato per produrre in modo casalingo gli \u201cossi dei morti\u201d \u00e8 un\u2019antica ricetta piemontese. Il nome dei biscotti senza farina e con molte mandorle e nocciole ha un nome bruttissimo, talvolta addolcito in una definizione meno funebre di \u201cossi da mordere\u201d, ma tant\u2019\u00e8: la preparazione si addice ai climi autunnali e al cadere della rituale ricorrenza dei Morti. Le ricette provengono non solo da tutta Italia ma probabilmente da ogni parte del mondo, dove si svolgono, seppure con toni e modalit\u00e0 diverse, i rituali per onorare i defunti, per operare una riflessione sulla continuit\u00e0 della vita dopo la morte, e per ricordare chi \u00e8 scomparso dalla scena di questo mondo. Temo che siano oggi rimasti in pochi a dedicare vere e proprie preghiere, almeno secondo le modalit\u00e0 offerte dai riti cristiani, tuttavia perdurano nelle usanze le visite cimiteriali, le offerte di fiori e\u2026 perch\u00e9 no, l\u2019offerta silenziosa e personalizzata di dolciumi, fra tradizioni e qualche tocco di modernit\u00e0, che tuttavia proviene da altre culture, le cui modalit\u00e0 si sono aggiunte alle nostre, spesso prevaricandole: in tal senso penso, ad esempio alla festa di Hallowen, derivata dalla cultura celtica, ma&nbsp; oggi si iniziano a propagare anche tradizioni meso-americane (Dia de Los Muertos) con musiche e celebrazioni chiassose e festaiole, prive di toni luttuosi e nostalgici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nel nostro mondo occidentale europeo si \u00e8 sempre festeggiata la fine del periodo estivo (e pre autunnale) che era stato fertile e produttivo; dopo aver raccolto, catalogato&nbsp; e disposto i beni ricevuti dalla natura estiva ci si preparava per un periodo decisamente autunnale, quando la natura iniziava a riposare nella quiete, prima di porsi nella condizione apparente di morte dell\u2019inverno. Questo era il momento in cui ci si poneva in condizioni di ringraziamento per i doni ricevuti dalla natura e ci si disponeva ad affrontare il periodo pi\u00f9 duro dell\u2019anno, fino a quando non ci sarebbe stata nella primavera una rinascita apparente della natura.&nbsp; In questa fase dell\u2019anno, fine ottobre e parte di novembre, sotto il segno astrologico dello Scorpione,&nbsp; ci si disponeva ad affrontare il lungo momento invernale, in cui la natura avrebbe lavorato solo sottoterra, ma in maniera invisibile.&nbsp; Ci si disponeva a lasciare la fase pi\u00f9 luminosa e calda del ciclo che era appena terminato, e ad accettare, per meglio dire ad accogliere, la fase meno amabile che si apprestava a dominare l\u2019inverno, fase&nbsp; del lavorio della natura nel buio e nell\u2019oscurit\u00e0 del sottoterra. \u00c8 sempre stato il momento di raccoglimento, in cui riflettere sul sottile velo che divide la luce dal buio, fra ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 denso e materiale e ci\u00f2 che \u00e8 incorporeo, fra mondo manifesto e mondo spirituale, fra esteriorit\u00e0 e interiorit\u00e0, fra visibile e invisibile, fra la fase di creazione apparente e la fase (non apparente) della vita, vale a dire&nbsp; quella che noi umani definiamo \u201cmorte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In tutte le culture la festa dei Morti \u00e8 collocata nel cambio stagionale ed \u00e8 un momento importante&nbsp; in cui ci si relaziona con il passato, con la memoria e con le tradizioni, persino quelle della cucina e dei dolci: perch\u00e9 no?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se la festa non \u00e8 in Occidente&nbsp; palesemente relazionata con l\u2019idea di reincarnazione (perch\u00e9 la religione cristiana ha sempre glissato questo concetto \u2013 tranne il cristianesimo delle origini), \u00e8 per\u00f2 accompagnata almeno nel folkclore dalla sottile idea che la morte non sia altro che una parte di un ciclo, che la persona scomparsa possa in qualche modo,<em>&nbsp;ritornare:&nbsp;<\/em>le anime possono ritornare invitate dalle luci, dai pensieri, dalle preghiere, e persino dalle dolcezze che i vivi lasciano per loro sulle tavole imbandite; \u00e8 vivo il senso della continuit\u00e0, e il mondo dei vivi e dei morti&nbsp;<em>possono<\/em>&nbsp;in questa fase dell\u2019anno avvicinarsi, la morte fisica&nbsp;<em>pu\u00f2&nbsp;<\/em>essere concepita come parte di un processo pi\u00f9 ampio di trasformazione e rinascita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La ricorrenza tocca non solo marginalmente il Grande Tema, quello pi\u00f9 grande di tutti: il tema della Morte. Oggi non se ne parla mai; non so se altri abbiano notato, insieme a me, che si riesce a parlare a ed agire in ricorrenza del 2 novembre senza mai nominare la parola \u201cMorte\u201d. Cos\u00ec riusciamo ad andare ai cimiteri, mettiamo i fiori e i lumini, prepariamo i dolci\u2026 senza mai formulare un pensiero attorno al grande tema. Anche il linguaggio \u00e8 impreparato di fronte all\u2019evento supremo, sguarnito di parole come \u00e8 sguarnito il processo di comprensione che potrebbe essere fornito sia dai simboli sia dai riti necessari per comunicare paure, emozioni, disagio, senso della solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se \u00e8 difficile elaborare un lutto \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile parlare della morte: lei \u00e8 oggi il grande tab\u00f9, \u00e8 il tema \u201csconveniente\u201d da evitare in pubblico ma anche in privato. Sembra essere accettabile solo al cinema, nelle fiction dove le storie umane assumono l\u2019aspetto del grandioso, dell\u2019eccezionale, del \u201cmeraviglioso\u201d. Quanto alle piccole vite individuali di tutti noi, nessuno sembra attendere salvezza ultraterrena, ma tutti cercano minuziosamente e tenacemente, fino all\u2019ultimo, salvezza terrena, salvezza del corpo. In questo contesto la medicina pu\u00f2, apparentemente, tutto: \u00e8 la grande dea secolare, che&nbsp;<em>scientificamente<\/em>&nbsp;promette di avvicinarci all\u2019eternit\u00e0. Peccato non possa offrirci il&nbsp;<em>senso&nbsp;<\/em>della morte, che pure le religioni promettevano di trasmettere (e in parte riuscivano a farlo). Cos\u00ec la maggior parte delle persone&nbsp;<em>delega&nbsp;<\/em>&nbsp;la propria morte ai medici e alle medicine, sembra a tutti i costi voler continuare a essere impreparato per la<em>propria&nbsp;<\/em>morte<em>,&nbsp;<\/em>rimettendone in qualche modo la responsabilit\u00e0 ad altri. E intanto: zitti, guai a nominare l\u2019Innominabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Meglio pensare alle ricette. Ingredienti: 4 albumi\u2026 3 etti di\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricetta che ho usato per produrre in modo casalingo gli \u201cossi dei morti\u201d \u00e8 un\u2019antica ricetta piemontese. 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