{"id":1230,"date":"2024-09-12T12:28:00","date_gmt":"2024-09-12T10:28:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1230"},"modified":"2025-02-25T12:35:07","modified_gmt":"2025-02-25T11:35:07","slug":"racconto-viaggio-di-un-tarlo-in-unottava-terza-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1230","title":{"rendered":"RACCONTO &#8220;VIAGGIO DI UN TARLO IN UN&#8217;OTTAVA&#8221; (terza parte)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(pubblicato su <em>Parole in rete<\/em> nel settembre 2024)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esplorava&nbsp;<em>DO<\/em>&nbsp;ormai da parecchio quando improvvisamente si rese conto che il mondo in cui viveva era un mondo molto regolare: aveva angoli ben squadrati. Pot\u00e9 essere certo anche del colore uniforme che lo ricopriva tutto: il bianco. Poi si accorse, non senza un tuffo di preoccupazione, che al termine della piattaforma si profilava l\u2019insidia di un baratro: una voragine stretta e lunga, una specie di lungo taglio il cui fondo non si poteva nemmeno intravedere. Una profonda angoscia l\u2019assal\u00ec. Tuttavia:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHo appena iniziato il mio viaggio, non devo farmi sorprendere dal senso di angoscia. Sono certo che tutti i grandi esploratori l\u2019hanno provata, scalando le montagne, salpando sui mari, affrontando la durezza dei ghiacci. E io, dunque, vorr\u00f2 farmi bloccare da un taglio profondo nella mia roccia? No, dovr\u00f2 trovare il modo di superarlo\u00bb, si disse, cercando di darsi coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 prima che nascesse sua madre gli aveva raccontato miti e storie, che lui ora non ricordava nei dettagli, ma attraverso quelle storie sua madre gli aveva trasmesso l\u2019idea che i tarli fossero al mondo per \u201cseguir virtude e conoscenza\u201d: dovevano saper divenire abili, coraggiosi, talvolta persino eroici. Quando avevano una meta dovevano saperla inseguire con tenacia, quando anche le avversit\u00e0 si opponevano, dovevano avere persino un certo gusto per l\u2019avventura, quasi fino alla temerariet\u00e0. Dai racconti di sua madre Carlo, il tarlo, si era formato l\u2019idea che i tarli fossero davvero importanti per il mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abForse\u00bb, pens\u00f2 ora, \u00abnoi tarli siamo al centro del mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso lui adesso si trovava sull\u2019orlo di un abisso: un taglio profondo lo separava dalle terre che si intravedevano intorno a lui, e sebbene non si profilasse a distanza nessuna montagna e il paesaggio si delineasse piuttosto monotono, come una pianura sterminata, Carlo il tarlo non voleva rinunciare a conoscere quel pezzo di universo che si profilava accanto al suo. Decise per una ulteriore dettagliata esplorazione attorno a s\u00e9 prima di scegliere con quali mezzi avrebbe affrontato il mostro dell\u2019abisso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu cos\u00ec che si accorse, quasi all\u2019improvviso, di una specie di promontorio, alle sue spalle, di terra rilevata sulla piattaforma, scura come la pece. Si sforz\u00f2 di portare lo sguardo all\u2019orizzonte. La nera collina era pi\u00f9 stretta e forse pi\u00f9 corta della sua terra, la bianca piattaforma, ma sembrava incunearsi fra di essa e la terra bianca adiacente, da cui lo divideva la voragine. Non solo: la stessa voragine si prolungava fino a dividerlo dalla collina stessa. La profondit\u00e0 degli abissi, dunque, gli impediva di spostarsi liberamente per conoscere il resto del mondo. Mentre rifletteva sul da farsi, sent\u00ec gli ospiti umani intorno a lui mentre parlottavano tutti insieme a voce alta, poi all\u2019improvviso il cielo, che prima appariva color mogano, si apr\u00ec. Sent\u00ec la madre di Mani Impiastricciate che diceva:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSu, avanti, devi fare i tuoi esercizi al pianoforte. Te l\u2019ho gi\u00e0 aperto. Vieni.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragazzino piagnucolava e per convincerlo sua madre gli infil\u00f2 in bocca un biscotto. Alla fine sent\u00ec dall\u2019odore che il mangiatore di dolci si stava avvicinando a lui, forse stava sedendo su uno sgabello; protese in direzione di Carlo le mani zuccherose e appiccicaticce e le lasci\u00f2 pesantemente cadere nelle sue vicinanze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un boato fatto da molteplici suoni lo assord\u00f2 propagandosi nell\u2019aria e terrorizzandolo. Non seppe mai che cosa di preciso era accaduto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse fu per un improvviso movimento causato dallo spavento, forse fu la potenza del suono: a lui sembr\u00f2 che le mura di un\u2019intera citt\u00e0 fossero crollate. Carlo il tarlo era rotolato sulla collina nera vicino a lui. Non bastava: da l\u00ec era scivolato sulla piattaforma bianca immediatamente prospiciente, ma non era caduto nell\u2019abisso!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(pubblicato su Parole in rete nel settembre 2024) Esplorava&nbsp;DO&nbsp;ormai da parecchio quando improvvisamente si rese conto che il mondo in cui viveva era un mondo molto regolare: aveva angoli ben squadrati. 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