{"id":1226,"date":"2024-11-03T12:20:00","date_gmt":"2024-11-03T11:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1226"},"modified":"2025-02-25T12:28:02","modified_gmt":"2025-02-25T11:28:02","slug":"ricordare-fa-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1226","title":{"rendered":"RICORDARE FA MALE?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<strong>articolo pubblicato su <em>Parole in rete <\/em>nel novembre 2024)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appena qualche giorno fa \u00e8 caduto l\u2019anniversario di uno fra gli episodi pi\u00f9 tristi e pi\u00f9 gravi della storia della citt\u00e0 di Torino. Al trasferimento della capitale del Regno Sabaudo da Torino a Firenze \u00e8 legato un episodio davvero ignobile, che va sotto il nome di \u201cStrage di Torino\u201d, avvenuto nel 1864: le date sono 20, 21, 22 settembre. Lo si rammenta davvero troppo poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Presidente del Consiglio era in quel momento l\u2019ancora odiatissimo (dai torinesi) Mario Minghetti, che firm\u00f2 le disposizioni del trasferimento della capitale a Firenze; lo stesso Re Vittorio Emanuele II ne fu informato successivamente ed ebbe una reazione disgustata. In una lettera inviata da Visconti Venosta a Costantino Nigra si legge, a proposito della reazione del re, che l\u2019apprese \u00abnon solo con ripugnanza, ma con dolore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si diffuse la notizia della decisione del trasferimento, il giorno 20, la gente scese in piazza (cinque o seimila persone) per manifestare il profondo dissenso. La folla si rivers\u00f2 nuovamente in strada il giorno 21, poi, il giorno successivo, 22 settembre,. In quei giorni avvenne una delle pi\u00f9 ignobli azioni dell\u2019Arma dei Carabinieri: fu ordinato agli Allievi Carabinieri di caricare la folla e di sparare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il numero dei morti dichiararti ufficialmente fu nettamente inferiore a quello reale. Seguirono due inchieste amministrative, un\u2019istruttoria giudiziaria, un\u2019inchiesta militare, e si form\u00f2 una commissione d\u2019inchiesta voluta dalla Camera. Con quale risultato, possiamo ben immaginare\u2026&nbsp;&nbsp;A dire tutta la verit\u00e0 solo l\u2019inchiesta militare produsse qualche risultato e si concluse con la condanna di fronte al Tribunale Militare dei carabinieri presenti in piazza Castello il 21 settembre, e con l\u2019avvio al Tribunale Ordinario di quelli presenti in piazza San Carlo il 22 settembre. Poi, silenzio. Cos\u00ec si legge nella corrispondenza De Sanctis: \u00ab\u00c8 una pagina di storia che bisogna affrettarsi a obliare\u00bb. Gi\u00e0, obliare: chi ricorda oggi la strage di Torino? Solo una lapide in piazza S. Carlo commemora le vittime. Da tanti, tanti anni, nessuna commemorazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un triste episodio con cui si concluse per Torino (e forse non solo) il processo dell\u2019unificazione della Penisola e di costruzione del Regno d\u2019Italia, parte importante della storia di Torino. Il Risorgimento \u00e8 stato oggetto di una narrazione ufficiale contro la quale si sono schierate, negli ultimi 60\/70 anni, idee alternative, oppositive e fortemente critiche. Al di l\u00e0 di alcune interpretazioni sensazionalistiche e di una rilettura piuttosto provocatoria, fondata su valori neoborbonici, che rifiutano la condivisione dei valori del processo di unificazione della nostra Nazione (e naturalmente del Risorgimento), di cui la citt\u00e0 di Torino fu centro propulsore e attore primario, dobbiamo riconoscere che la visione storica proposta da oltre centocinquanta anni pecca, oltrech\u00e9 in profusione eccessiva di dati retorici, di mancanza di analisi delle complicate dinamiche del processo della nostra unificazione. Spesso il revisionismo di stampo borbonico si \u00e8 fondato su racconti privi di fondamento storico, di aneddoti spesso inventati, riferiti da personaggi poco alfabetizzati, spesso uomini della strada con opinioni personali molto ostinate ma poco veritiere: insomma pseudo-verit\u00e0 del tipo \u201cme l\u2019ha detto mio&nbsp;<em>cuggino<\/em>\u201d.&nbsp;&nbsp;Per contro abbiamo ormai certezza che a Torino Cavour coltivasse ottime relazioni con l\u2019\u00e9lite finanziaria francese e con quella britannica, desideroso di allineare ad essi, modernizzandolo, il Regno Sabaudo. Forte degli accordi segreti di Plombi\u00e8res (che prevedevano l\u2019aiuto francese in caso di attacco del Regno Sabaudo da parte dell\u2019Austria) arriv\u00f2 a provocare l\u2019Austria portando truppe consistenti al confine (II Guerra d\u2019Indipendenza). Coltiv\u00f2 rapporti con Londra, che aveva l\u2019obiettivo di controllare e dominare il Mediterraneo, oltre a quello di opporsi al suo maggior competitore nel Mediterraneo, rappresentato dal Regno delle Due Sicilie \u2013 tra l\u2019altro preda ambita per la presenza di miniere di zolfo utile per la polvere da sparo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbe cos\u00ec inizio una congiura internazionale, un vero atto di pirateria per spazzare dalla scena il Regno delle Due Sicilie. Fu istituito un fondo per supportare finanziariamente la spedizione dei Mille, che la storia ufficiale ha poi sempre rappresentato come storia epica: in realt\u00e0 nulla vi fu di improvvisato n\u00e9 di spontaneo e, sebbene molti ideali patriottici furono autentici, essi vennero strumentalizzati ed eterodiretti. La spedizione di Garibaldi si avvalse di un ingente finanziamento, di una accuratissima organizzazione militare, che prevedeva una vasta rete di complicit\u00e0 massoniche, vaste corruzioni di uomini\/chiave dei Borboni, nonch\u00e9 il reclutamento, per combattere a fianco di Garibaldi, di mercenari da tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito alla realizzazione dell\u2019unificazione, come sappiamo, Torino divenne Capitale. Lo fu per poco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(articolo pubblicato su Parole in rete nel novembre 2024) Appena qualche giorno fa \u00e8 caduto l\u2019anniversario di uno fra gli episodi pi\u00f9 tristi e pi\u00f9 gravi della storia della citt\u00e0 di Torino. 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