{"id":1222,"date":"2024-10-12T12:32:00","date_gmt":"2024-10-12T10:32:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1222"},"modified":"2025-02-25T12:31:34","modified_gmt":"2025-02-25T11:31:34","slug":"racconto-viaggio-di-un-tarlo-in-unottava-quarta-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1222","title":{"rendered":"RACCONTO &#8220;VIAGGIO DI UN TARLO IN UN&#8217;OTTAVA&#8221; (quarta parte)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(pubblicato su <em>Parole in rete <\/em>nell&#8217;ottobre 2024<\/strong>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si rese conto di essere giunto sulle sponde della terra vicina, era senza parole. Tuttavia:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon sono morto\u00bb, disse fra s\u00e9 e s\u00e9. \u00abCome sono stato fortunato. Forse una mano amica mi ha guidato. E eccomi qui, in questa nuova terra, dove sono arrivato come fossi un re: la chiamer\u00f2 proprio cos\u00ec. La chiamer\u00f2&nbsp;<em>RE<\/em>\u00bb, decise, \u00abMi metter\u00f2 subito al lavoro. Voglio scoprire tutte le differenze che dividono&nbsp;<em>RE<\/em>&nbsp;da&nbsp;<em>DO<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa volta fu davvero meticoloso nell\u2019esplorazione: prima l\u2019esplor\u00f2 tutta in verticale, poi tutta in orizzontale. Finch\u00e9 giunse alla conclusione che non si poteva davvero trovare nessuna differenza dalla terra che aveva abitato in precedenza. Persino la collina che si profilava alle spalle di&nbsp;<em>RE<\/em>&nbsp;era identica, alla vista, a quella che stava alle spalle di&nbsp;<em>DO<\/em>. Solo un dubbio sopravvenne in lui: risuonavano allo stesso modo? Anche le mura di&nbsp;<em>RE<\/em>&nbsp;avrebbero potuto crollare al suono di quel trombone del ragazzino zuccheroso? Dopo l\u2019esperienza che aveva vissuto non era troppo tranquillo: si sentiva in balia degli eventi: aveva compreso che non avrebbe potuto controllare, se non in parte, gli accadimenti del destino. E se avesse fatto le scelte sbagliate? Se non avesse potuto affatto fare delle scelte, ma qualche legge superiore avesse condotto la sua vita.\u00ad<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oh, santo cielo, che cosa era questo strepito?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragazzino era stato acciuffato da sua madre per le orecchie e sbattuto davanti al continente che con ogni evidenza doveva contenere le sue terre. Il ragazzino si ribellava con strepiti e lamenti agli ordini di sua madre, la madre da parte sua urlava; il ragazzino urlando piagnucolava; a un certo punto moll\u00f2 dal naso una specie di uragano i cui venti soffiavano ai trecento chilometri all\u2019ora. Quarantamila goccioline microscopiche si liberarono nell\u2019aria e caddero pesantemente verso il basso, come fossero attratte da una forza che le richiamava verso il centro della sua terra. A Carlo parvero piovere tutte su di lui e ci\u00f2 conferm\u00f2 la sua idea che lui dovesse proprio trovarsi al centro del mondo. La forza dell\u2019uragano non aveva ancora terminato la sua azione che una nuova, forse pi\u00f9 tremenda ondata di goccioline, spinte da terribili venti, tornarono a inondare Carlo il tarlo. Colp\u00ec testa, zampe \u2026 e ali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu cos\u00ec che, nel bel mezzo di un disastro ecologico, Carlo scopr\u00ec che aveva pure un paio di ali. Si trov\u00f2 catapultato dalla forza dell\u2019uragano sulla nera piattaforma vicina; trattenne le ali presso il corpo, cercando di farle aderire come meglio poteva ai suoi fianchi, comp\u00ec una serie di capovolte in direzioni diverse, senza poter rendersi conto di ci\u00f2 che stava accadendo. Nel frattempo l\u2019uragano&nbsp;Katrina&nbsp;si calm\u00f2, al ragazzino venne consegnato un fazzoletto con l\u2019ordine di usarlo, le voci si acquietarono; quando tutto sembr\u00f2 a posto, le forze della natura sembrarono sedate, almeno momentaneamente, lui prese un profondo respiro e cap\u00ec di essersi assestato su una nuova piattaforma bianca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abM\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec\u00bb, articol\u00f2 il ragazzino-uragano, sempre nei paraggi, \u00abM\u00ec\u00ec\u00ec\u00bb. Il mugugno non dispiacque a Carlo il Tarlo; prontamente la nuova terra fu chiamata&nbsp;<em>MI.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto alle ali: che cosa se ne sarebbe fatto ora?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dovette presto rendersi conto che quelle ali non erano proprio ali: non servivano per volare. A questa conclusione tuttavia non pot\u00e9 arrivare se non dopo svariati tentativi di usarle a quello scopo. Fu duro rassegnarsi, ma alla fine dovette convenire con se stesso che quelle protuberanze non potevano servire per spiccare il volo. Avrebbe tanto voluto possedere l\u2019ariosit\u00e0 di un uccello, spaziare nei cieli, passare di piattaforma in piattaforma superando, sostenuto dall\u2019aria, le voragini che lo insidiavano. Ma non era cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQueste ali sono dure e pesanti come pietre\u00bb, dovette ammettere con se stesso, \u00abnon servirebbero a alzare in volo nemmeno una di quelle goccioline piene di batteri che il porcellino mi ha scaricato addosso. Non posso illudermi che possano costituire per me un aiuto per fuggire in fretta, n\u00e9 per esplorare dall\u2019alto. Peccato!\u00bb Era molto seccato. Ma nello stesso tempo voleva trovare una ragione per quelle finte ali:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVedremo se riuscir\u00f2 a farmene qualcosa. Non \u00e8 possibile che la natura me le abbia messe qui solo perch\u00e9 mi procurino fastidi, ci deve pur essere una ragione\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(pubblicato su Parole in rete nell&#8217;ottobre 2024) Quando si rese conto di essere giunto sulle sponde della terra vicina, era senza parole. 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