{"id":1188,"date":"2025-01-12T12:32:00","date_gmt":"2025-01-12T11:32:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1188"},"modified":"2025-02-25T11:39:14","modified_gmt":"2025-02-25T10:39:14","slug":"vecchie-domande-sul-nuovo-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1188","title":{"rendered":"VECCHIE DOMANDE SUL &#8220;NUOVO&#8221; NUCLEARE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(articolo pubblicato su <em>Parole in rete<\/em> nel gennaio 2025)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra generazione ha vissuto nell\u2019et\u00e0 adulta una tremenda tragedia nel corso del Novecento, quando a Chernobyl accadde un tremendo incidente, avvenuto il 26 aprile 1986. Ne fummo profondamente segnati. L\u2019onda emotiva che ne segu\u00ec bast\u00f2 a produrre una vasta consapevolezza circa la pericolosit\u00e0 degli impianti nucleari e la produzione di energie di tipo nucleare. In Italia la conseguenza fu immediatamente registrabile con il risultato dei referendum abrogativi del 1987: si vot\u00f2 allora per cinque referendum, tre dei quali riguardavano il nucleare. In realt\u00e0 nessuno dei tre quesiti chiedeva l\u2019abolizione o la chiusura delle centrali nucleari, tuttavia in seguito alla vittoria dei \u00abs\u00ec\u00bb la conseguenza fu, nel nostro paese, la dismissione progressiva delle centrali. I risultati si asseverarono poi, in seguito al referendum del 2011, che prevedeva l\u2019abrogazione delle norme che consentivano la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per molti anni presso l\u2019opinione pubblica il discorso sul nucleare \u00e8 rimasto assopito, senza che molti si rendessero conto di avere a che fare con un enorme serpente arrotolato in apparente condizione di riposo. La dismissione delle centrali ha riguardato peraltro solo l\u2019Italia, mentre i paesi limitrofi hanno finora continuato a produrre, a una manciata di chilometri dalle nostre case, l\u2019energia nucleare. Fatto sta che ora in Italia il dibattito sull\u2019argomento si \u00e8 riacceso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo il modo di produrre energia nucleare \u00e8 molto cambiato. Ora si assicurano soluzioni efficaci per lo smaltimento delle scorie, che sono divenute riciclabili, a parere dei sostenitori del nucleare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ha oggi una certa consapevolezza che le energie rinnovabili, quella solare e quella eolica, non sono in grado di coprire il fabbisogno: la produzione \u00e8 intermittente, in dipendenza da sole e vento ed \u00e8 indispensabile l\u2019immagazzinamento dell\u2019energia prodotta. Inoltre, ad esempio, il fotovoltaico genera altri problemi-di smaltimento. Ma lo spauracchio che rimane fondamentale \u00e8 il rischio di proliferazione nucleare. Oggi tuttavia sono presenti in Italia gruppi di fisici e ingegneri convinti che non possa avvenire una transizione energetica senza una stretta collaborazione del nucleare con le energie rinnovabili. Ci spiegano che il nucleare non \u00e8, malgrado tutte le nostre percezioni, pericoloso, ci blandiscono narrandoci che le centrali nucleari non esplodono, non possono esplodere: nemmeno il reattore 4 di Chernobyl \u00e8 esploso, \u00e8 avvenuta invece un\u2019emanazione di vapore saturo che ha scoperchiato il nocciolo e ha causato una contaminazione radioattiva (non una reazione a catena incontrollabile di fissione). Gli scienziati non possono per\u00f2 non ammettere che una dispersione di radiazioni sia in ogni caso un evento molto pericoloso. Oggi i reattori nucleari in sperimentazione sono di quarta generazione, le centrali sono pi\u00f9 piccole e i reattori saranno in grado di ottimizzare i rifiuti del nocciolo del reattore, diminuendone sia la quantit\u00e0 che i livelli di tossicit\u00e0 radiologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei paesi europei, l\u2019atteggiamento nei confronti del nucleare \u00e8 duplice e vede i paesi divisi fondamentalmente in due grandi blocchi: quelli a favore e quelli contrari. Tra quelli contrari vi \u00e8 stata fino a ora, ovviamente, l\u2019Italia, dove le quattro centrali nucleari che erano precedentemente presenti sono state chiuse nel 1987 e da allora non sono state aperte nuove sedi; vi \u00e8 inoltre la Spagna, dove nel \u201823 \u00e8 stato previsto lo spegnimento delle cinque centrali operative&nbsp;&nbsp;\u2013 spegnimento che dovr\u00e0 avvenire entro il 2035;&nbsp;&nbsp;una situazione simile si verifica anche in Germania, dove nel \u201823 sono stati chiusi gli ultimi tre reattori dopo sessant\u2019anni di attivit\u00e0: la Germania, infatti,&nbsp;&nbsp;ha deciso di rinunciare all\u2019energia nucleare. Gli Stati Uniti sono il paese che produce fino ad oggi pi\u00f9 energia elettrica di origine nucleare, seguono in ordine la Cina, la Francia, la Russia, la Corea del Nord e il Canada. Il Regno Unito possiede 125 reattori nucleari operativi e quindi, in questo senso, precede gli Stati Uniti che ne ha 99; la Francia \u00e8 il paese al mondo che produce maggiore energia attraverso il nucleare per un totale del 55% di energia. Vi sono programmi in Cina, in Russia, India, Stati Uniti e Paesi di nuova industrializzazione come l\u2019Egitto, la Turchia e gli Emirati Arabi, per la costruzione di nuove centrali nucleari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Subito dopo il discorso del ministro Pichetto dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica, a favore del nucleare, sono intervenute le associazioni ambientaliste, tra cui il WWF Italia, a spiegare come loro ritengano che il nucleare renderebbe ancora pi\u00f9 cara l\u2019energia elettrica: bisognerebbe infatti aggiungere i costi di smantellamento delle vecchie centrali nucleari, i costi di bonifica dei siti nucleari contaminati, i costi di gestione dei rifiuti radioattivi generati dalle barre del combustibile nucleare esaurito; inoltre, l\u2019energia elettrica generata con i reattori modulari pi\u00f9 piccoli, proposti per l\u2019Italia e che ancora non sono stati costruiti in nessun paese occidentale, coster\u00e0 di pi\u00f9 di quella prodotta dai reattori pi\u00f9 grandi; WWF definisce insensato un possibile ritorno al nucleare in Italia, soprattutto perch\u00e9 non terrebbe conto dei pronunciamenti referendari.Anche Green Peace interviene nella discussione e dichiara: \u00abL\u2019energia nucleare ha costi insostenibili, \u00e8 pericolosa e genera enormi quantit\u00e0 di scorie radioattive che non possiamo smaltire. Solo le fonti rinnovabili possono fermare il cambiamento climatico, fornire energia pulita e porre fine all\u2019incubo nucleare\u00bb. Rammentano l\u2019incidente di Fukushima seguito a quello di Chernobyl, quando enormi quantit\u00e0 di radiazioni furono rilasciate, centinaia di migliaia di persone furono costrette all\u2019evacuazione, vennero contaminati fiumi e foreste, divennero inabitabili aree estesissime e vi furono danni economici incalcolabili. Dicono: \u00abIncidenti del genere hanno chiarito in modo evidente che questa tecnologia non pu\u00f2 essere controllata in caso di catastrofe\u00bb. Adducono anche ragioni economiche, dichiarando: \u00abA dissuaderci dal ritorno al nucleare dovrebbe bastare il fatto che si \u00e8 rivelato un fallimento economico sia in Francia sia negli Stati Uniti. I costi dell\u2019impianto francese di Flamanville sono levitati a 19,1 miliardi di euro, invece dei 3,3 miliardi stimati, mentre due dei quattro reattori in costruzione negli USA sono stati cancellati e gli altri due proseguono a costi esorbitanti, da circa 9 miliardi di dollari si \u00e8 gi\u00e0 passati una stima di circa 32 miliardi. Non \u00e8 andata meglio ai due reattori di Hinkley Point in Gran Bretagna che dovevano costare 18 miliardi&nbsp;miliardi di sterline e oggi sono stimati a 46 miliardi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(articolo pubblicato su Parole in rete nel gennaio 2025) La nostra generazione ha vissuto nell\u2019et\u00e0 adulta una tremenda tragedia nel corso del Novecento, quando a Chernobyl accadde un tremendo incidente, avvenuto il 26 aprile 1986. Ne fummo profondamente segnati. 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