{"id":1157,"date":"2024-07-10T12:25:00","date_gmt":"2024-07-10T10:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1157"},"modified":"2025-02-25T13:11:07","modified_gmt":"2025-02-25T12:11:07","slug":"la-legge-del-sette-o-legge-dellottava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1157","title":{"rendered":"LA LEGGE DEL SETTE O LEGGE DELL&#8217;OTTAVA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(articolo pubblicato su <em>Parole in rete<\/em> nel mese di luglio 2024)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando da ragazzina andavo a scuola ero rimasta molto incuriosita nello scoprire che nel mondo della chimica regnava, per cos\u00ec dire, la&nbsp;<em>Legge dell\u2019Ottava<\/em>. Infatti il chimico russo Dimitrij Ivanovic Mendeleev, che non era solo un chimico ma un appassionato di musica, sulla base dell\u2019intuizione di uno studioso che l\u2019aveva preceduto, John Newlands, aveva pensato che anche nel mondo degli elementi chimici dovessero valere principi di ordine e armonia simili a quelli della musica. Mendeleev in buona sostanza assunse l\u2019idea precedentemente espressa da Newlands, che prima di lui aveva proposto una metodologia per classificare gli elementi: essa aveva preso il nome di Legge delle Ottave. Che diceva questa legge? Affermava che quando gli elementi vengono posti secondo massa atomica crescente, ogni gruppo di sette elementi presenta analogia di propriet\u00e0 chimiche e fisiche: inoltre l\u2019ottavo elemento ad una attenta osservazione si propone come una specie di ripetizione del primo, analogamente a quanto si verifica per l\u2019ottava nota della scala musicale. In seguito alle intuizioni di Newlands, Mendeleev decise di disporre gli elementi in funzione del loro peso atomico crescente, e prese a raggrupparli, ad intervalli fissi e ricorrenti, su basi dell\u2019ottava, avendo l\u2019ottavo elemento rispetto al primo propriet\u00e0 chimiche e fisiche comuni. Nell\u2019organizzare il suo Sistema Periodico, egli procedette con un metodo empirico basato sulla ricerca delle&nbsp;<em>consonanze<\/em>. Fu spinto da valori che riteneva fossero presenti in ogni aspetto della vita e dell\u2019universo e cos\u00ec organizz\u00f2 su base settenaria la classificazione degli elementi. In questo modo constat\u00f2 la veridicit\u00e0 dell\u2019intuizione, perch\u00e9 incolonnando i valori degli elementi chimici secondo i loro pesi atomici, gli elementi che iniziavano un gruppo di sette, ossia quelli rappresentati dai numeri d\u2019ordine 1, 8, 15, 22 eccetera, presentavano propriet\u00e0 simili tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La l<em>egge del sette<\/em>, o&nbsp;<em>dell\u2019ottava<\/em>, valevole in campo musicale, era&nbsp;<em>passata<\/em>&nbsp;in tal modo al campo della chimica. Non a caso era un\u2019idea&nbsp;<em>musicale:<\/em>&nbsp;Mendeleev (e tutto l\u2019ambiente chimico russo) aveva una profonda connessione con l\u2019ambiente musicale. Borodin era un chimico organico. A casa di Mendeleev era solito riunirsi il cosiddetto gruppo dei cinque: cinque musicisti che divennnero grandi compositori, Borodin, Rimsky-Korsakov, Mussorgski, Balakirev, Cui, gli stessi compositori che stavano dando vita ad una tradizione musicale russa moderna indipendente dalla tradizione occidentale classica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gurdjieff, filosofo, mistico, maestro spirituale, nel Novecento ci ha&nbsp;<em>rinnovato<\/em>&nbsp;la memoria della Legge dell\u2019Ottava, sotto profilo spirituale. Secondo Gurdjieff (ma anche secondo molti fisici moderni) tutto l\u2019<em>universo \u00e8 costituito da vibrazioni<\/em>: luce, materia, calore, suoni, non sono altro che diverse forme di vibrazione. Le vibrazioni pervadono tutto l\u2019universo e si propagano in tutte le forme, da quella pi\u00f9 pesante, pi\u00f9 rozza a quelle pi\u00f9 sottili; esse variano la loro condizione di stato, poich\u00e9 seguono&nbsp;<em>fasi di crescita<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>decrescita<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle parole di Piotr Demianovich Ouspensky, comprese in&nbsp;<em>Frammenti di un insegnamento sconosciuto, (<\/em>Editrice Astrolabio, 1976), in cui l\u2019autore&nbsp; riporta gli insegnamenti orali ricevuti, come discepolo diretto del&nbsp; Maestro George Ivanovic Gurdjieff, la&nbsp;<em>Legge del Sette<\/em>, o&nbsp;<em>Legge dell\u2019Ottava<\/em>, \u00e8 la seconda Legge fondamentale dell\u2019Universo (la prima \u00e8 la Legge del Tre).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere questa legge occorre considerare l\u2019universo consistente di&nbsp;<em>vibrazioni.&nbsp;<\/em>Tuttavia, \u00absecondo le concezioni abituali dell\u2019Occidente, le vibrazioni sono continue\u00bb, cio\u00e8 abitualmente considerate come procedenti in modo ininterrotto, in ascesa o in discesa. Al contrario, secondo l\u2019Antica Conoscenza, le vibrazioni sottostanno a un principio di discontinuit\u00e0, vale a dire si sviluppano in modo non uniforme, con periodi di accelerazione e di rallentamento. Ad un certo punto, infatti, le vibrazioni smettono di rispondere all\u2019impulso originale e rallentano, tanto che questo rallentamento pu\u00f2 indurre un cambio di natura e di direzione: nello specifico \u00able vibrazioni ascendenti cessano in breve tempo di ascendere e quelle discendenti cessano di discendere\u00bb. In ogni caso se consideriamo l\u2019intervallo in cui il numero di vibrazioni raddoppia (se \u00e8 ascendente), o si dimezza (se \u00e8 discendente), possiamo constatare che si presentano due punti di rallentamento delle forze vibratorie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo fenomeno era ben conosciuto dalla scienza antica che divideva in otto gradini l\u2019intervallo in cui veniva raggiunto il raddoppio o il dimezzamento: quell\u2019intervallo era (ed \u00e8) l\u2019<em>ottava.&nbsp;<\/em>Ben sapevano, gli antichi, che gli otto gradini erano diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Legge dell\u2019Ottava, applicata in musica, d\u00e0 luogo alla scala \u201cDO\/\/RE\/\/MI\/FA\/\/SOL\/\/LA\/\/SI\/DO\u201d, dove il secondo DO rappresenta il punto di raddoppio. Se consideriamo la scala al contrario, in fase discendente il secondo DO dimezza le vibrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dice Ouspenski: \u00abLa luce, il calore, le vibrazioni chimiche, magnetiche ed altre sono sottomesse alle stesse leggi delle vibrazioni sonore\u00bb.Pensiamo a quella che viene chiamata&nbsp;<em>ottava&nbsp;<\/em>in musica. L\u2019ottava \u00e8 l\u2019intervallo di otto note consecutive. In due punti dell\u2019ottava l\u2019energia che si propaga diminuisce di intensit\u00e0, vale a dire che vi \u00e8 un indebolimento dell\u2019energia. Accade fra Mi e FA, poi nuovamente fra SI e DO: fra queste note infatti vi \u00e8 un solo semitono ( fra le altre note vivono due semitoni). Quei due punti&nbsp; (MI\/FA e SI\/DO) sono punti di crisi. Ebbene, quei punti di crisi si presentano sempre in un processo di trasformazione o creazione o di attivit\u00e0 umana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La legge dell\u2019ottava spiega perch\u00e9 in natura nulla proceda in linea retta. Nel punto di crisi l\u2019onda rallenta la sua frequenza, e l\u00ec si ha una deviazione dalla direzione originaria, tanto che il disegno della linea delle ottave, susseguenti una all\u2019altra, finiscono con il procedere a un certo punto in direzione opposta a quella originaria, piegandosi a cerchio. Ecco&nbsp; spiegata la ragione per cui, nella vita di ciascuno di noi, nulla va in linea retta. Iniziamo un lavoro con buona lena, sana partecipazione, profusa energia, positiva volont\u00e0, atteggiamento applicativo, ma dopo un po\u2019 sentiamo che stiamo per stancarci, iniziamo ad annoiarci, perdiamo fiducia, interviene l\u2019indifferenza, poi forse pure la noia\u2026 Insomma abbiamo una perdita di energia vibrazionale che tutto rallenta: stiamo rischiando l\u2019abbandono del progetto, a causa del nostro sentimento divenuto stracco. Talvolta arriviamo a non poterne pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa legge cosmica condiziona le nostre azioni e ci procura alcune crisi, creandoci difficolt\u00e0 e talvolta rendendoci inefficienti o incapaci di fare ci\u00f2 che ci eravamo proposti di fare. Solo con grandi sforzi passiamo da MI a FA e da SI a DO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche le et\u00e0 dell\u2019uomo e il suo cammino sulla terra sembrano essere scanditi attraverso una serie di&nbsp;<em>note<\/em>, personali e collettive. Con la nascita inizia l\u2019infanzia, cui segue la fanciullezza, ma \u00e8 l\u2019adolescenza il punto di crisi (e chi non l\u2019ha vissuta scagli la prima pietra), e se la vita scorre con relativa tranquiliit\u00e0 attraverso la giovinezza l\u2019et\u00e0 adulta e poi la maturit\u00e0, la crisi pi\u00f9 forte subentra per tutti nella fase della vecchiaia, che ci prepara al salto verso&nbsp;<em>nuova<\/em>&nbsp;<em>ottava<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gurdijeff nel suo insegnamento apre uno spiraglio per il superamento della perdita di energia. Introduce il concetto di&nbsp;<em>choc addizionale<\/em>. Che cos\u2019\u00e8?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Supponiamo di trovarci metaforicamente nell\u2019<em>impasse&nbsp;<\/em>tra MI e Fa (o SI e DO) in qualche circostanza della vita, cio\u00e8 in una perdita di energia in qualunque campo (lavoro, amore, arte\u2026): per proseguire nella direzione vibratoria originale avremo bisogno di una bella spintarella (diciamo uno spintone), di un quid di energia in pi\u00f9, uno choc supplementare. Sar\u00e0 molto difficile, se ci mettiamo in semplice attesa, che questo aiuto arrivi dall\u2019esterno, dal caso, dal destino: saremo noi a dover&nbsp;<em>fare.<\/em>&nbsp;E qui Ouspensky scrive: \u00ab\u2026il controllo delle cose esteriori comincia con il controllo delle cose dentro di noi, con il controllo di noi stessi. Un uomo che non pu\u00f2 controllare se stesso, ossia il corso delle cose dentro di s\u00e9, non pu\u00f2 controllare niente \u2026 \u00e8 fuori questione sperare che gli choc addizionali arrivino da soli, dall\u2019esterno e al momento necessario\u00bb. Ed ecco le parole pi\u00f9 importanti: \u00ab\u2026l\u2019uomo pu\u00f2 imparare a creare gli choc addizionali\u00bb.Inutile dire che il processo non pu\u00f2 che essere frutto di un atto di volont\u00e0. Qui ci fermiamo, lasciando a Gurdijeff e ai maestri l\u2019insegnamento del metodo dello sviluppo della coscienza dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le mie personali riflessioni sulla&nbsp;<em>Legge dell\u2019ottava<\/em>&nbsp;mi ha portata a scrivere il racconto&nbsp;<strong><em>Viaggio di un tarlo in un\u2019ottava:<\/em><\/strong>&nbsp;\u00e8 un divertissment allegorico, \u00e8 una favola. Come avviene sempre nelle favole il protagonista \u00e8 un animale: un tarlo, la cui sete di conoscenza rappresenta quella di ciascuno di noi, ciascun uomo. Dante scriveva: \u201cfatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtude e conoscenza\u201d; nell\u2019epigrafe che precede il racconto ho giocato a parafrasare le parole di Dante nell\u2019espressione \u201cfatti non foste per viver come&nbsp;<em>bruchi&nbsp;<\/em>ma per seguire virtude e conoscenza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il racconto \u00e8 la storia di un tarlo: il tarlo siamo noi. Come noi il tarlo \u00e8 obnubilato dal proprio egocentrismo, che gli fa credere di essere il centro dell\u2019universo. Malato di&nbsp;<em>tarlocentismo<\/em>&nbsp;dovr\u00e0 nel corso della sua esistenza comprendere che non \u00e8 proprio cos\u00ec, il mondo non gira proprio attorno a lui, e dovr\u00e0 imparare a compiere molti passi per realizzare un percorso che abbia, rispetto al suo punto di partenza, un valore evolutivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Collocato sulla tastiera di un pianoforte, in questo caso perfetta e diretta metafora di un ipotetico percorso di vita con punti di energia piena (fatta da due semitoni) e cadute in difficolt\u00e0 e prove, (date da pi\u00f9&nbsp;<em>fallimentari<\/em>&nbsp;semitoni), Carlo sperimenter\u00e0 la Legge dell\u2019Ottava nella sua vita di tarlo; dovr\u00e0 imparare a incrementare enormemente i suoi sforzi per superare le negativit\u00e0 che lo attraggono dapprima verso il baratro (che nella sua esperienza fisica si profila a monte della sua regione), e poi per sfuggire in ogni modo alle forze contrastanti dei suoi oppositori. Nel suo caso infine sar\u00e0 l\u2019amore quella forza aggiuntiva speciale che lo metter\u00e0 in condizioni di superare il ripiegamento delle sue forze vitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel migliore dei casi accade anche a noi umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Inizia qui una serie di audio contenenti le sezioni del racconto \u201cViaggio di un tarlo in un\u2019ottava\u201d, lette dall\u2019autrice, in otto tappe, ciascuna insieme alla parte scritta del racconto.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(articolo pubblicato su Parole in rete nel mese di luglio 2024) Quando da ragazzina andavo a scuola ero rimasta molto incuriosita nello scoprire che nel mondo della chimica regnava, per cos\u00ec dire, la&nbsp;Legge dell\u2019Ottava. 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