{"id":1140,"date":"2024-06-10T21:42:00","date_gmt":"2024-06-10T19:42:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1140"},"modified":"2024-11-09T19:00:26","modified_gmt":"2024-11-09T18:00:26","slug":"quando-i-pampini-erano-bugiardi-recensione-anacronistica-di-letizia-gariglio-articolo-pubblicato-su-parole-in-rete-giugno-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1140","title":{"rendered":"QUANDO I &#8220;PAMP\u00ccNI&#8221; ERANO BUGIARDI. RECENSIONE ANACRONISTICA di Letizia Gariglio (articolo pubblicato su &#8220;Parole in rete&#8221;, giugno 2024)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggerete qui la&nbsp; recensione di un libro uscito per le edizioni Guaraldi\u2026 nel 1972. S\u2019intitola<em>&nbsp;I pampini bugiardi&nbsp;<\/em>e ne sono autori Marisa Bonazzi e Umberto Eco; contiene un\u2019indagine sui libri \u00abal di sopra di ogni sospetto\u00bb: i testi delle scuole elementari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora si chiamava \u201cscuola elementare\u201d quella che oggi di definisce \u201cscuola primaria\u201d, ma le bestialit\u00e0 contenute nei libri di testo indagati dai due autori sono indegne di esistere nel mondo della scuola. Il titolo del volume gioca con i termini pamp\u00ecni\/ bambini ma anche con p\u00e0mpini, parola che diletta il lettore di alcune pagine fra poesiole e raccontini presi in esame, insieme ad alcune casette piccine picci\u00f2, antichi princisbecchi, curcume posate su madie di pani profumati, e cos\u00ec via\u2026in un rigoglio di immagini e sensazioni degne di Arcadia, dedita ai piaceri di vita pastorale, fra canti e doni della natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 parlarne oggi? Il mondo \u00e8 totalmente cambiato dagli anni \u201970, \u00e8 drasticamente cambiata la scuola e i relativi libri. Eppure a me pare che, allo stesso modo di ieri, i libri di testo continuino a proporre e a presentare una realt\u00e0 inesistente. Anche se non \u00e8 pi\u00f9 la nostra Italietta l\u2019ambiente di riferimento, e i libri si travestono di (falso) internazionalismo, di ipocrita accettazione di un nuovo tipo di famiglia (la famiglia allargata), anche se&nbsp; l\u2019amor di patria e dei principi religiosi sono drasticamente arretrati, ultimi della fila, mentre si fanno avanti (false) problematiche climatiche, e altri problemi, tutti rigorosamente \u2013 mi raccomando! \u2013 di origine antropica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cambiano molto, oggi, le scelte di alcuni parametri: l\u2019importanza del colore, delle illustrazioni, delle immagini, delle fotografie; cambiano i riferimenti sociali e ambientali, si sono aggiunti alcuni dati tecnici e scientifici, ma rimane sostanzialmente lo stesso modo di presentare piccole porzioni di realt\u00e0, delle quasi-realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi non si insiste pi\u00f9 tanto sulle mamme che lavano e stirano, ma rimane la sensazione che molti riferimenti suonino falsi, spesso persino grotteschi. Oggi, come ieri, i libri di testo dicono molte bugie, contribuiscono a delineare una realt\u00e0 edulcorata, fatta di luoghi comuni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I&nbsp; testi contenuti nel libro dei \u201cpampini bugiardi\u201dpresentano contenuti e forme stilistiche che oggi appaiono&nbsp;<em>dell\u2019altro mondo<\/em>, e a pensarci bene \u00e8 davvero un altro mondo, ma vi assicuro che apparivano cos\u00ec gi\u00e0 allora: un quadretto di stile arcadico in cui il tempo si era cristallizzato, un concentrato, gi\u00e0 allora, di arretratezze e piccole bestialit\u00e0 stereotipate. A rileggerle, certe fandonie, non si pu\u00f2 fare a meno di aspirare il profumo di messi rigogliose, di campi profumati di fiori, non si pu\u00f2 fare a meno di udire lo scampanio delle campane delle chiese del paese, lo sventolio dei bianchi panni stesi, il canto degli stornelli\u2026 Insomma in quei libri abbondavano dati di dannunzianesimo tra l\u2019agreste e il pre-industriale; in quelli odierni abbonda la preoccupazione per la semplificazione, la facilitazione, l\u2019inclusivit\u00e0, si patisce per una chiara riduzione lessicale, per una sovrabbondanza di elementi visivi, al fine di facilitare la comprensione. Vi sono inseriti schemi e mappe (che invece dovrebbero essere tracciati dagli allievi stessi), tabelle riassuntive, schede di collegamento fra paragrafi e capitoli, sintesi, sintesi delle sintesi, sintesi delle sintesi delle\u2026 devo continuare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi si curano (non so con quale risultato) i materiali multimediali, i riassunti&nbsp; vocali; grande attenzione va alle consegne degli esercizi, sempre pi\u00f9 semplici, pi\u00f9 povere, pi\u00f9 frammentate e paratattiche. I libri scolastici si affannano ad attivare forme di insegnamento che attivino strategie per stimolare le competenze, il probelm-solving, l\u2019apprendimento cooperativo. Almeno, cos\u00ec dicono, cos\u00ec dichiarano le loro intenzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, per\u00f2,&nbsp; rimangono ancora molte mamme che stendono panni e lavano&nbsp; piatti, mentre i pap\u00e0 continuano a leggere il giornale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma torniamo alla nostra \u201crecensione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I&nbsp;<em>Pampini bugiardi&nbsp;<\/em>metteva in evidenza, quali protagonisti principali di quelle pagine, i poveri. \u00abIl pi\u00f9 delle volte il povero\u00bb, scriveva Eco, \u00abappare solo perch\u00e9 sia affermata ad alta voce la sua condizione privilegiata, la sua serena felicit\u00e0, la sua vicinanza a Dio, l\u2019immenso piacere che egli trae dalla sua presunta sventura\u00bb. E infatti i poveri appaiono come i veri fortunati:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa gente ricca\u00bb si scriveva in un libro di testo \u00abha tanto da mangiare e pu\u00f2 vivere in ozio, e questo provoca spesso delle malattie che la gente povera, per grazia di Dio, non conosce. Ci sono dei mali che si annidano soltanto nei piatti, nei bicchieri, nelle poltrone di seta e nei morbidi letti\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti avvertiti!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il denaro \u00e8 un grande peso che solo i poveri riescono ad evitare (fortunati loro!), mentre costituisce un inevitabile impegno per i ricchi, sottomessi a grandissimi rischi. Ieri come oggi i ricchi si palesavano per ci\u00f2 che veramente erano: benefattori dell\u2019umanit\u00e0. Eccoli:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u2026 Rockefeller fu prima sagrestano, poi modesto impiegato, infine \u201cre del petrolio\u201d. Credeva fermamente in Dio e amava il suo prossimo. Un giorno il Signore parl\u00f2 al suo cuore: \u201cCosa me ne faccio di tanti dollari?\u201d Pensa e ripensa\u2026 spese somme favolose per istituzioni sociali: biblioteche, ospedali, istituti, opere pubbliche\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che bravo, vero? Allora non andavano ancora tanto di moda i vaccini, altrimenti\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualche volta persino fra i poveri si annidavano i perversi: non solo non donavano grosse somme, ma erano veramente avari; sentite questa:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abC\u2019era una volta un contadino piuttosto taccagno. Quando venne il giorno di ammazzare il maialino, per farne salumi e prosciutti per l\u2019inverno, il contadino cominci\u00f2 a lamentarsi che di tutta quella grazia di Dio avrebbe dovuto darne la met\u00e0 al padrone\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inutile dire che la storia citata finiva malissimo, con la punizione dello spilorcio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavoratori del \u201972, malgrado il boom economico che aveva gi\u00e0 raggiunto il suo apice, su quei libri erano ancora tutti&nbsp; zappatori, seminatori, aratori, talvolta fabbri o minatori, tutt\u2019al pi\u00f9 legnaioli; assenti gli operai e gli impiegati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abStride la pialla, picchia il martello \/ Canta la sega, fischia il succhiello. \/ E finalmente canta il lavoro \/ che a tutti i bimbi porta un tesoro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pullulano gli eroi, colpiti a morte, mutilati, colpiti al petto sgorgante sangue, falciati dalla mitraglia. L\u2019esaltazione va soprattutto all\u2019eroe fanciullo;&nbsp;ecco un testo esplicativo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAll\u2019assalto era come loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPosso raccogliere un fucile?\u201d, chiese un tenente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPrendilo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragazzo sgambett\u00f2 contento fra i cespugli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al secondo contrattacco scomparve. Lo ritrovarono, disteso nel suo sangue, con il petto squarciato \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fine del racconto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la scuola\u2026 ah, la scuola\u2026 una piccola chiesa\u2026:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa scuola \u00e8 proprio come una chiesetta \/ che i suoi fedeli aspetta: \/ aspetta i suoi fedeli ogni mattina \/ questa allegra chiesina\u00bb. Perch\u00e9, state a sentire: \u00abLo studio, bimbi, in certa qual maniera, \/ \u00e8 anch\u2019esso una preghiera\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni \u201970 le differenze etniche suscitavano simpatia e comprensione&nbsp; e delle razze si metteva in risalto la differenza\u2026 ma&nbsp; con sottile razzismo. Cos\u00ec leggiamo:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019Arabo ha due grandi affetti: il cammello e la palma. Non conosce patria e ha una rudimentale coscienza nazionale\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto ai cinesi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abI cinesi mangiano carne soltanto nei giorni di festa. Il loro cibo preferito \u00e8 il riso: riso al mattino, riso a mezzogiorno, riso alla sera\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre i Lapponi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abGhiottoni dallo stomaco di struzzo i pacifici Lapponi bevo l\u2019olio di merluzzo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno male&nbsp; che nelle pagine dei libri campeggiava l\u2019esaltazione della famiglia italiana, formata come nucleo ideale, ma, non c\u2019\u00e8 da dubitarne, sempre contrassegnata da una decorosa povert\u00e0, e dalla schiavit\u00f9 delle donne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019educazione civica \u00e8 golosa occasione per mescolare una&nbsp; melensa brodaglia di buone intenzioni caritatevoli e per rendere biologici i ruoli delle autorit\u00e0, riportandoli in un piccolo quadretto familiare,&nbsp; comparando il ruolo pubblico a quello privato. Cos\u00ec il sindaco fa la parte del buon pap\u00e0, e la patria fa la parte della mamma:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab \u201cSono proprio io \u2013 il Sindaco; andiamo, figliuoli\u201d. E mentre salgono per un ampio scalone di marmo, il Sindaco aggiunge: \u201c Il Sindaco \u00e8 come il babbo di tutti i cittadini\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ancora:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa Patria \u00e8 come la mamma \/ che ti port\u00f2 sui ginocchi: \/ la specchi nel fondo degli occhi:&nbsp; \/la celi nel cuore: una fiamma, \/ un fuoco vivo d\u2019amore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Malgrado le sviolinate evidentemente l\u2019amor patrio non basta a frenare il fenomeno dell\u2019emigrazione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNessun alto Paese del mondo ha dato agli altri una mole cos\u00ec formidabile di lavoro come il nostro. Vi sono Paesi oltre Atlantico in cui tutto quello che richiese la fatica, \u00e8 nato dalla fatica italiana. Ovunque occorrevano muscoli, arrivavano gli italiani, tenaci,&nbsp; ingegnosi, pazienti, tolleranti\u00bb, Aggiungerei: modesti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel \u201972 nei libri di testo delle elementari c\u2019era ancora la prova delle sfruttamento dei bambini nel lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019alba imbianca appena&nbsp; la nebbia umida e fredda, e gi\u00e0 il campanello squilla. \u00c8 l\u2019amico lattaio che mi porta il latte. Corro ad aprirgli. Egli mi saluta e mi sorride allegro. Ha undici anni\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTuri, di sedici anni, e Saro di tredici, erano amici, quasi come fratelli. Lavoravano insieme nella parte pi\u00f9 profonda della solfara;&nbsp; faticavano duramente, per dieci ore al giorno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe continuare ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il meglio dei libri di testo lo d\u00e0 lo studio della storia, dove la preoccupazione principale si rivela essere&nbsp; \u00abnon urtare la sensibilit\u00e0 di nessuno, risultato che si raggiunge dando un colpo al cerchio e l\u2019altro alla botte\u00bb. Imbalsamate sono le interpretazioni della storia pi\u00f9 recente, soprattutto del fascismo e della Resistenza, talvolta comicamente&nbsp; libere certe interpretazioni della storia pi\u00f9 antica. Per esempio: com\u2019era la vita nel Trecento, ci si chiede. E cos\u00ec si risponde:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIn gran conto era l\u2019arte della cucina e sulle mense non mancavano legumi e ortaggi. Per il pane vi erano pubblici fornai\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa facevano le donne?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa donna passava il suo tempo nello stendere la biancheria al sole, tra il pane nella madia, spolverare, filare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano illuminate le citt\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer l\u2019illuminazione i cittadini provvedevano, accendendo, dinanzi alle immagini della Madonna, piccole lampade a olio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al confronto il \u2018500 \u00e8 tutto uno sfavillio di lusso e agiatezza, un sorgere di palazzi sontuosi, edifici ammirevoli, strade, piazze, fontane. Per una (rara) volta la povert\u00e0 \u00e8 gabbata dalle \u00abville eleganti, circondate da splendidi parchi, ricchi di fontane e statue\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 evidente che nessuna riflessione \u00e8 riservata alle differenze fra classi popolari e classi agiate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primato delle scemenze se lo gioca, insieme alla storia, l\u2019insegnamento delle scienze, con la \u201cspinosa\u201d questione della riproduzione umana, Come sorvolare? Non erano evidentemente tempi in cui si potesse rivelare la presenza di certi organi riproduttivi nel corpo umano, n\u00e9 tantomeno la loro funzione. Si usava un espediente per cos\u00ec dire&nbsp;<em>divino:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abUna macchina meravigliosa, il nostro corpo umano, si rimane sbalorditi di fronte al mistero della nascita e della morte, della crescita e del pensiero. Di fronte ad essa non ci resta che ammirare e lodare la potenza di Dio, il solo che poteva costruire un congegno materiale e spirituale cos\u00ec grande e cos\u00ec meraviglioso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019anno 1970 l\u2019analisi dei libri di testo nella scuola elementare fu soggetto di uno spettacolo teatrale messo in scena dal Collettivo Teatrale di Torino (che in seguito si denomin\u00f2 Collettivo Nuovi Gobbi). Quello spettacolo,&nbsp;<em>Il saggio dei bravi bambini della scuola elementare<\/em>,&nbsp; anticipava di due anni i contenuti del volume di Guaraldi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggerete qui la&nbsp; recensione di un libro uscito per le edizioni Guaraldi\u2026 nel 1972. 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