{"id":1016,"date":"2022-02-12T22:01:00","date_gmt":"2022-02-12T21:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1016"},"modified":"2024-02-27T17:13:19","modified_gmt":"2024-02-27T16:13:19","slug":"animali-e-forme-di-corruzione-in-dante-pubblicato-su-parole-in-rete-febbraio-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1016","title":{"rendered":"ANIMALI E FORME DI CORRUZIONE IN DANTE  (pubblicato su &#8220;Parole in rete&#8221;, febbraio 2022)"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin dalla prima Cantica della Commedia campeggiano le figure degli animali, che poi si distribuiranno in varie forme, di cui alcune mostruose, lungo tutto il percorso del Poema. Sbarrano il percorso del Poeta nella Commedia le notissime tre fiere, che si oppongono al suo cammino una dopo l\u2019altra: lonza, leone, lupa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fiera rimanda a tempi preistorici in cui l\u2019uomo doveva contro di essa combattere per conquistare spazio di vita e cibo, e soprattutto difendere la propria vita fisica: appartiene&nbsp; dunque, dal punto di vista della storia dell\u2019umanit\u00e0, a un preistorico piano materiale. Quando l\u2019uomo non ebbe pi\u00f9 necessit\u00e0 di cacciare le fiere per difendere la propria corporeit\u00e0 trasfer\u00ec la memoria della sua antica tappa evolutiva in forme ritualizzate, fra cui ci vengono subito in mente gli spettacoli delle&nbsp;<em>venationes&nbsp;<\/em>nella Roma antica. Nell\u2019uso rituale degli animali feroci non dobbiamo dimenticare che alle fiere negli anfiteatri romani venivano dati spettacolarmente in pasto sacrificale alcuni condannati a morte; fra questi una speciale preferenza sembr\u00f2 andare, a un certo punto della storia, ai cristiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque nella prima Cantica si oppone a Dante e al suo percorso evolutivo il nemico materiale, forse pi\u00f9 in generale un piano materiale, di cui le fiere sono rappresentazione allegorica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 incerta \u00e8 per noi l\u2019identificazione della lonza, ma non per Dante (n\u00e9 per il suo maestro Brunetto Latini), frequentatori dei&nbsp;<em>bestiari;<\/em>&nbsp;la lonza&nbsp; in ogni modo&nbsp; dovrebbe rappresentare la lince, che Dante nel corso della sua vita ebbe modo di vedere non solo in forma cartacea, ma anche all\u2019interno di una gabbia dove era rinchiusa. La tradizione interpretativa classica vede i commentatori di Dante per lo pi\u00f9 d\u2019accordo sul fatto che l\u2019animale di cui abbiamo parlato, la lonza, rappresenti la lussuria, il leone la superbia, la lupa la cupidigia (o avarizia) non solo di beni materiali ma anche di riconoscimenti e onori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una interessantissima interpretazione ci viene offerta da Giovanni Pascoli, che si addentra nelle \u00abtre disposizioni cattive\u00bb rappresentate dalle tre fiere, punite all\u2019Inferno nello stesso ordine in cui le tre bestie feroci si presentano; ci spiega che il riferimento di Dante va a Cicerone che divide la&nbsp;<em>malizia<\/em>&nbsp;in&nbsp;<em>vis<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>fraus.&nbsp;<\/em>Ma \u00e8 Luigi Valli, studioso dell\u2019opera di Giovanni Pascoli su Dante, a approfondire la spiegazione: la lonza, primo animale incontrato dal Poeta, rappresenta l\u2019incontinenza o corruzione dell\u2019appetito, ma \u00abla corruzione dell\u2019appetito\u00bb, dice \u00abdiventa facilmente corruzione della volont\u00e0, e poi corruzione dell\u2019intelletto\u00bb (Luigi Valli,&nbsp;<em>La chiave della Divina Commedia,&nbsp;<\/em>Luni Editrice 2021). La corruzione della volont\u00e0 si presenta sotto forma di leone (bestialit\u00e0, malizia accompagnata da forza); poi la corruzione dell\u2019intelletto si presenta come lupa (malizia con frode).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni fiera&nbsp;<em>sparisce<\/em>, ma \u00e8 inglobata in quella che segue: \u00abIl leone contiene la lonza e la lupa contiene il leone, perch\u00e9 la corruzione della volont\u00e0 implica quella dell\u2019appetito e la corruzione dell\u2019intelletto quella della volont\u00e0 e dell\u2019appetito\u00bb (Valli,&nbsp;<em>L\u2019allegoria di Dante secondo Giovanni Pascoli,<\/em>&nbsp;Bologna, 1922).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il peccato pi\u00f9 lieve, dunque, sarebbe l\u2019incontinenza o amore del falso bene: l\u2019incontinenza infatti pu\u00f2 soltanto corrompere l\u2019appetito&nbsp;<em>(\u00e8&nbsp;<\/em>appetito corrotto), ma diventa bestialit\u00e0, o corruzione di appetito e di volont\u00e0, sotto forma di leone; infine la volont\u00e0 diventa malizia (o ingiustizia) aggiungendosi anche la corruzione dell\u2019intelletto, in forma di lupa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dalla prima Cantica della Commedia campeggiano le figure degli animali, che poi si distribuiranno in varie forme, di cui alcune mostruose, lungo tutto il percorso del Poema. 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