{"id":1008,"date":"2022-06-12T21:51:00","date_gmt":"2022-06-12T19:51:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1008"},"modified":"2024-02-27T17:03:15","modified_gmt":"2024-02-27T16:03:15","slug":"hic-sunt-leones-pubblicato-su-parole-in-rete-giugno-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.letiziagariglio.it\/?p=1008","title":{"rendered":"HIC SUNT LEONES (pubblicato su &#8220;Parole in rete&#8221;, giugno 2022"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo ha sempre tentato di immaginare il mondo, di disegnarlo e di riprodurlo su carta, o inciderlo su pergamena o pelle o legno. Le mappe antiche riportavano un disegno, frutto in parte di impegno immaginativo e in parte di conoscenza esperienziale. Dove mancava in ogni modo conoscenza diretta si interveniva colmando spazi sconosciuti con personaggi mitologici, elementi biblici\u00a0 e\u00a0 esotiche infarciture; l\u00e0 dove non si poteva proprio introdurre nulla proveniente da leggenda, fantasia e mito si risolveva con una scritta che avrebbe dovuto far tacere ogni ulteriore\u00a0 curiosit\u00e0 : \u00abHic sunt leones\u00bb, o peggio: \u00abHic sunt dracones\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando noi osserviamo oggi le mappe storiche stentiamo a una semplice osservazione a capirci qualcosa. Le difficolt\u00e0 sono oggettive. Prendiamo per esempio una delle prime mappe stilate nel cuore del Mediterraneo, a sua volta cuore del mondo. Siamo in Sicilia, a Palermo,&nbsp; dove alla corte normanna del regno di Ruggero II, che rappresent\u00f2 un punto apicale di convivenza di genti, di culture e di fedi diverse, viveva e lavorava Al \u2013 Idrisi, che complet\u00f2 la sua mappa&nbsp; su lastra d\u2019argento nel 1154. Certo, il centro del mondo rappresentato non poteva che essere il regno di Ruggero, ma\u2026. la mappa \u00e8 rispetto a quelle che oggi siamo abituati a guardare, rivoltata sottosopra. Il Sud \u00e8 posizionato in alto, il Nord in basso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 l\u2019unica mappa conosciuta a essere orientata cos\u00ec, ma \u00e8 sempre un piccolo shock osservarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A un certo punto della storia, almeno fino al Cinquecento, carte nautiche e mappe prendono strade che rispondono a necessit\u00e0 diverse, sebbene complementari: da una parte&nbsp; la mentalit\u00e0 concreta dei navigatori e dei mercanti che viaggiano per mare pretende carte nautiche&nbsp; precise e affidabili; dall\u2019altra il mondo della cultura ha bisogno sia di immaginare sia di educare, soprattutto in senso religioso. I cartografi legati alla cultura clericale non possono fare a meno, nel disegnare le loro mappe, di riferirsi a concetti divini, a entit\u00e0 sovrannaturali; papi, re, signori non resistono alla tentazione della funzione pedagogica, cos\u00ec infarciscono le mappe di concetti astronomici e geografici, come le direzioni cardinali, o inerenti flora e fauna, con piante e animali;&nbsp; tutti si sentono autorizzati a inzuppare nelle citazioni , siano esse mitologiche, bibliche, o appartenenti alla cultura tradizionale. Spesso i mari e le terre sconosciute divengono proiezioni di sogni: sogni di ricchezza, di spezie e rarit\u00e0, di erbe e animali fantastici.&nbsp; Questi tipi di mappa diventano&nbsp; preziosi documenti da conservare nei templi, nelle chiese, nei castelli, nei palazzi vescovili: sorta di enciclopedie&nbsp;<em>ante litteram<\/em>, in cui fantasia e realt\u00e0 si mescolano, fuor di metafora, su un unico piano descrittivo. Erano, in buona sostanza, narrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perfettamente inutili per chi viaggiava per mare, che cercava mappe affidabili al timone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questo scopo nasce una delle mappe maggiormente conosciute, cos\u00ec ben ben conosciute che\u2026 sono quelle che usiamo ancora oggi. Relegate le&nbsp;<em>cianfrusaglie&nbsp;<\/em>nelle mappe custodite nei monasteri, in una sorta di parallelismo funzionale, altri cartografi lavoravano ai portolani. E al portolano spesso il marinaio affidava la vita: angoli di navigazione, rotte, porti, coste e&nbsp; punti di attracco, insidie dei fondali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mappa di Mercatore&nbsp; (pseudonimo del fiammingo Gerhard de Kremer) era stata tracciata con lo scopo principale di agevolare le rotte delle navi: infatti \u00e8 un tracciato rispettoso degli angoli fra i segmenti che uniscono le linee orizzontali e quelle verticali, vale a dire paralleli e meridiani. Il marinaio che misuri sulla carta l\u2019angolo della rotta e lo rispetti al timone \u00e8 certo di arrivare alla propria meta. Malgrado il pregio marinaresco questo tipo di mappa ha tuttavia un difetto evidente di altro genere: distorce la proporzioni fra&nbsp; le superfici dei continenti e le terre geografiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una sfera, si sa, non \u00e8 srotolatile su un foglio bidimensionale, bisogna immaginare di&nbsp;<em>impacchettare&nbsp;<\/em>in un foglio la sfera e srotolarla su un cilindro. Poi ci sono altre esigenze: le distanze fra due luoghi in realt\u00e0 e sulla carta dovrebbero essere corrispondenti; anche le superfici delle zone dovrebbero essere proporzionali alla realt\u00e0, inoltre le forme dovrebbero essere correttamente rappresentate: tutte necessit\u00e0 che non si possono soddisfare contemporaneamente e in egual misura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi tutti usiamo comunemente, ancora oggi, la mappa di Mercatore: \u00e8 ancora quella che vediamo nelle scuole e nelle biblioteche, che colora le pagine dei nostri atlanti e rotea sui mappamondi, che tanto ci facevano sognare da bambini.. Soddisfa l\u2019isogonia ma distorce le grandezze e deforma le superfici a mano a mano che ci si avvicina ai Poli e ci si allontana dall\u2019Equatore. A proposito dell\u2019Equatore: da cinquecento anni circa si delibera la scelta di disegnarlo spostandolo pi\u00f9 in basso: in conseguenza di ci\u00f2 le aree dell\u2019Emisfero Sud risultano rimpicciolite (si presentano in uno spazio pi\u00f9 piccolo); quelle dell\u2019Emisfero Nord viceversa sono ingrandite. Sud America, Africa, India appaiono pi\u00f9 piccoli di quanto siano in realt\u00e0; Groenlandia, Cina, Stati Uniti, Russia ci appaiono giganti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, nelle carte che noi abitualmente usiamo (e sono sempre mappe di Mercatore, con piccoli aggiustamenti), vediamo ad esempio la Groenlandia molto pi\u00f9 grande dell\u2019Africa, mentre quest\u2019ultima \u00e8 nella realt\u00e0 quattordici volte pi\u00f9 grande dell\u2019altra. Inoltre la proiezione provoca un\u2019immagine molto molto espansa in vicinanza dei Poli e un rimpicciolimento delle aree delle zone equatoriali.&nbsp; Al centro della mappa campeggia la vecchia Europa, politicamente dominante sul mondo al tempo della prima stesura della mappa&nbsp; (1569) e regina delle sue colonie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se noi pensiamo che i mappamondi&nbsp; o le carte geografiche che normalmente usiamo, e che abitualmente sono appese alle pareti delle nostre aule scolastiche, siano un rappresentazione oggettiva del mondo, ci sbagliamo. Non \u00e8 semplicemente irrealistico mettere ancora oggi l\u2019Occidente al centro del planisfero, o mostrare un piccolo&nbsp;<em>sputacchio&nbsp;<\/em>di Somalia al confronto dell\u2019Italia ( 637.657 chilometri quadrati la prima, 302.073 chilometri quadrati la seconda): \u00e8 un atto politico con cui ci piace consolidare l\u2019idea di un mondo&nbsp; in cui l\u2019Occidente si muove ancora, oggi pi\u00f9 che mai, in modo imperialistico \u2013 almeno e non solo in senso culturale. Oggi conosciamo bene i difetti rappresentativi di quella mappa, e se ad essa sono seguiti nuovi e pi\u00f9 corretti modi di rappresentare, tuttavia essi non sono stati universalmente adottati. Qualcuno certamente se ne stupir\u00e0 e stenter\u00e0 a crederlo. Immediatamente citer\u00e0 ad esempio Google Maps e la visione dall\u2019alto ottenuta con il satellite. Invito tuttavia queste persone a verificare: per sua stessa ammissione&nbsp;<em>Google Maps&nbsp;<\/em>usa i fondamenti della carta Mercatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avete mai pensato&nbsp; che per esempio in passato l\u2019atto di colonizzare una India sminuita nelle sue dimensioni territoriali possa essere sembrata moralmente meno deprecabile? Forse le dimensioni subalterne portano in qualche modo a giustificare la subalternit\u00e0 culturale e economica che i Paesi privilegiati intendono imporre a altri Paesi. Che i&nbsp;<em>conquistatori&nbsp;<\/em>si sentano meno colpevoli?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, la permanente volont\u00e0 di continuare a usare la carta Mercatore la dice lunga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 non scegliere in alternativa&nbsp; la carta di Peters? Redatta da Arno Peters e pubblicata nel 1973 rappresenta il mondo nelle giuste proporzioni. Peters ha suddiviso il mondo in 100 parti orizzontali e 100 verticali; nella sua versione originaria 1 centimetro quadrato corrisponde a 63.550 chilometri quadrati. Peters aveva un obiettivo ideale: donare al mondo (forse sarebbe il caso di dire&nbsp;<em>restituire<\/em>&nbsp;al mondo) una mappa&nbsp;<em>giusta, egualitaria<\/em>, capace di restituire dignit\u00e0 a quei paesi che la perdevano nella rappresentazione di Mercatore e ai popoli che abitavano le terre penalizzate da un disegno concettualmente distorto e dunque sminuite&nbsp; nella considerazione&nbsp; dei lettori\/ fruitori. Sostanzialmente la logica di Peters era anticoloniale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure a circa 40 anni di distanza la piccola ma importante rivoluzione di Peters \u00e8 una rivoluzione fallita: la cartografia contemporanea rimane arroccata a una rappresentazione del mondo di pi\u00f9 di quattrocento anni fa, ribadendo in questo modo una scelta ideologica. Se Europa e Stati Uniti continuano a campeggiare sui mappamondi e sulle carte geografiche appese sulle pareti delle nostre scuole, sugli atlanti e i mappamondi di casa, suggerendo inconsciamente, ma in modo stabile e duraturo, che possa essere legittimo imporsi ideologicamente (e non solo) al resto del mondo (quello che si&nbsp;<em>vuole&nbsp;&nbsp;<\/em>rendere pi\u00f9 piccolo), propagandando in modo silente ma quanto mai efficace che alcuni popoli, in primo piano, siano&nbsp;<em>spontaneamente<\/em>&nbsp;portati ad assumere le redini&nbsp; e ad arrogarsi la propria supremazia, suggerisce che le mappe possono essere strumenti molto&nbsp;<em>pericolosi.<\/em>&nbsp;Il mondo cos\u00ec rappresentato \u00e8 il reale mondo dei dragoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse faremmo meglio a usare la dicitura \u00abHic sunt leones\u00bb: sapremmo dove metterla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo ha sempre tentato di immaginare il mondo, di disegnarlo e di riprodurlo su carta, o inciderlo su pergamena o pelle o legno. 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